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[frinire di cicale]
[campanacci]
[frinire e campanacci si intensificano]
- [canto di gallo] - [raglio di asino]
[belati]
Avanti! Avanti!
[in siciliano] Venite! Cornute!
[in siciliano] Dammi qua, Sedara!
- [Sedara] Piglia, piglia! - Ferme!
Ferme!
Belle sono. Forti. Eh?
Ma che sono questi pìccioli?
Eh, tutto quello che ho.
E se non basta…
[verso di scherno]
E se non basta, me li riprendo.
Mmh?
Ma'!
Falla uscire, la carusa!
Don Calogero.
Signorina Bastiana.
[musica bandistica]
[risata cavallina]
- [uomo 1] Auguri! - [donna] Che la Madonna vi accompagni!
[uomo 2] Tante cose belle!
Evviva gli sposi!
[in siciliano] Levati! Levati dalla minchia!
- [levatrice] Respira. - [piange]
[Bastiana] Cornuto del diavolo!
[ansima]
[urla]
[neonato piange]
Scusate. Femmina è.
[musica intrigante di archi]
Meglio.
Meglio è.
[la neonata smette di piangere]
Angelica.
[la musica continua]
[in siciliano] Vedi che dobbiamo fare?
Angelica, chi è meglio di te?
Nessuno, papà.
[la musica si fa maliziosa]
Girati.
Perfetto.
Andiamo.
Peccato che non ti hanno invitato.
- 'Ste merde che sono. - Ssh.
[la musica continua]
[la musica si interrompe]
[Mario] Don Calogero Sedara!
La signorina Angelica Sedara!
[musica intrigante di archi]
- Principessa. - Don Calogero.
Don Fabrizio.
Angelica?
[sottovoce] Angelica!
[la musica si interrompe]
[la musica riprende maliziosa]
Principe.
[risate]
[Chiara] È arrivato il timballo!
- È buonissimo, sindaco. - Eh, lo so.
Angelica, quante volte t'ho raccontato di questo timballo, eh?
È una cosa che non si può dire.
[Francesco] Infatti non la diciamo, sindaco.
Se aspettate un po', vedete che facciamo
quando la gelatina al rum comincia a uscire, signorina Angelica.
- [Sedara] Che scultura! - [Chiara] È bello e buono.
[Sedara] Guarda che magnificenza!
Più tardi potremmo fare una passeggiata in giardino, se ti va.
[Sedara] E io ogni volta ho chiesto la ricetta alla principessa.
- Nessuno me l'ha voluta dare. - [Stella] Segreto di famiglia.
- [Pirrone] Giustamente. - [Sedara] I fegatini ci sono.
- [Francesco] Sentite questo profumo? - [Chiara] Mmh.
- Avete una colonia buonissima. - Sei stata bene in Francia?
Ti è piaciuta Parigi?
[Angelica] È come fossi tornata ieri. Sono stata molto bene.
[Sedara] Me l'ha portato da Parigi.
[Francesco e Chiara] Ah!
[le conversazioni si fanno indistinte]
[la musica si intensifica]
[la musica copre ogni suono]
[la musica sfuma]
Qua tutti si domandano quale sarà il vostro voto.
- [Stella si schiarisce la voce] - Ehm, la gente mi chiede
da che parte si schiererà il Gattopardo e…
In Sicilia non abbiamo mai avuto bisogno di elezioni,
quindi io non ho mai votato
e non ho intenzione di cominciare a farlo adesso.
A don Fabrizio il titolo e le terre gliel'ha date il re
e dunque Dio stesso.
Purtroppo, il re non è più il re.
[risate]
Ma Dio è sempre Dio. [risata cavallina]
Padre Pirrone sarà molto felice di questo vostro pensiero.
[risate]
[balbettando] Questa è…
[Francesco] Divertente.
Stai bene?
- Concetta, certo. - [principe] È una grossa messinscena.
Davvero credete che Garibaldi e il suo re
dimenticherebbero la vittoria, richiamerebbero le truppe
e se ne andrebbero finalmente dalla Sicilia
se vincesse il no?
La mia personale opinione, principe?
Il popolo non voterà no.
Quindi, voi siete a favore, sindaco Sedara?
Principessa, io penso solo che,
se al popolo finalmente gli viene data una voce…
- Quello, il popolo, sarà contento. - [Francesco] Parla come Tancredi.
- Ah, sì? - [Francesco] Uguali siete.
[musica intrigante]
[Angelica] Don Tancredi.
Ma voi la pensate allo stesso modo di mio padre?
Signorina, sì.
Però la penso anche come mio zio.
Perdere un occhio in guerra e ancora non sapere da che parte stare.
La vostra certo non può essere una posizione comoda.
[Tancredi] Avete proprio ragione.
E come lo avete perso?
- Non credo che Tancredi… - Concetta.
Ero in un paese.
Un paese molto simile a questo.
Era stato occupato dai contadini
e la mia compagnia era stata mandata di rinforzo a un'altra,
che era in difficoltà lì.
Solo che, vedete,
loro non erano in difficoltà.
Loro erano la difficoltà.
Una compagnia di siciliani appena… appena reclutati.
Ubriacati dal potere delle Camicie Rosse, saccheggiavano il paese.
Padre Pirrone, dovete sapere che li abbiamo trovati
mentre depredavano un convento.
E voi avete protetto le suore?
Ci abbiamo provato, sì, Concetta.
Però purtroppo non ci siamo riusciti.
E in quelle circostanze…
[sospiro profondo]
Comunque, la badessa è stata gettata dalla finestra.
[Stella] Oh, Gesù!
Però, nessuna delle altre
è stata violentata o…
o disonorata in alcun modo, eh.
[la musica finisce]
Forse erano troppo vecchie o brutte!
[Stella] Tancredi!
[i giovani ridono fragorosamente]
Vedete, signorina Angelica,
sarebbe andata in modo molto differente se… voi foste stata tra le novizie.
Non sarebbe bastato un intero battaglione per toglierveli di dosso.
[tutti tacciono]
Tancredi, non siamo mica alla vostra mensa!
Come osi insultarci in questo modo?
- Come osi? - [colpo sul tavolo]
[furiosa] Avresti dovuto cacciarli via! Sì.
Ti prego di mantenere la calma, Stella.
Cacciarli via, sì.
Il sindaco, la figlia e Tancredi.
Fuori, in strada!
Non è successo niente di grave.
Tancredi si è lasciato andare, ha fatto una battuta fuori luogo
e una bella ragazza ne ha riso.
Dovresti tagliare pubblicamente i ponti con loro,
fare della ragazza un esempio.
Per Concetta, se non altro.
Nessuno ha riso di Concetta.
Cosa ha fatto quella ragazza di così grave per mancarle di rispetto?
Starle accanto.
[porta si apre, poi sbatte]
[passi si avvicinano]
Bel graffietto.
Ascolta.
Tu ti puoi sollazzare con la figlia di un patetico sindaco di paese
quando e dove vuoi.
Ma non davanti alle mie figlie.
Ti sei dimenticato che sono delle principesse?
[versa da bere]
A proposito,
cos'è questa storia di te e Concetta?
Eh?
La devo prendere sul serio?
Non lo so, zione.
Non lo so nemmeno io.
Che stai facendo?
Me ne vado.
Ho la sensazione che, se rimanessi un altro giorno,
farei qualcosa di cui mi pentirei.
È notte. Adesso tu ti metti a letto, ti fai una bella dormita.
- Domani, a mente fresca, ci pensi. - Ho già deciso.
Parto.
Vai. Vai a farti fottere dove vuoi, basta che ci fai avere tue notizie.
[musica intrigante]
Padre Pirrone è molto contento di te, lo sai?
[la musica sfuma]
Dice che ieri hai fatto molto bene ad intervenire,
cosa che io non ho fatto.
Tancredi si è comportato in maniera inaccettabile e volgare.
La guerra lo ha sfigurato.
Lui cerca di scherzarci su, è naturale.
Penso che dovremmo scusarlo, non credi?
Dovremmo scusarlo?
E forse cercare di capire un po' il suo dolore.
Se è il convento ad averti resa così sentimentale,
forse sarebbe meglio non tornarci.
Non ci voglio tornare.
Mi piacerebbe sposarmi.
Io lo amo, papà.
Insieme ti ameremmo, ne sono convinta, e tu ci ameresti ancora di più.
[coro femminile canta l'antifona "Alma Redemptoris Mater"]
[trottare di cavalli]
[il coro continua a cantare]
Principessa.
Il discendente della vostra fondatrice, la Beata Corbera,
vi supplica umilmente di concedergli rifugio.
[continuano a cantare]
[il coro finisce di cantare]
Ringraziamo la nostra Beata Corbera,
che ci lasciò la testimonianza di questa roccia
che il diavolo le scagliò contro
e che la vostra santa antenata, eccellenza,
respinse con la potenza di Dio.
Amen.
Ah.
Questi sono i migliori dolcetti di mandorle
della Sicilia.
E quindi, del mondo.
Madre superiora.
Queste panchine…
sono nuove.
E anche il tetto vedo che…
Una porzione è stata ristrutturata.
Sì… [esita] …è vero, eccellenza.
E anche la fontana.
È tornata a zampillare.
Com'è successo?
La fontana è stata riparata in occasione della vostra visita, eccellenza.
Chi è stato?
Eh, lo scalpellino ha mandato… un operaio, un garzone.
Intendo dire: chi ha pagato per tutto questo?
Perché, vedete…
[tintinnio]
…i vostri fondi, eh, sono ancora qui, tra le mie mani.
Il sindaco.
Don Calogero, eccellenza.
[musica drammatica]
Sedara?
E perché lo avrebbe fatto?
Lui è qui, eccellenza,
mentre voi qui ci venite una volta l'anno.
[sottovoce] Per caso lo avete lasciato entrare qui dentro?
[campane suonano]
[la musica si fa maliziosa]
Carissimo don Ciccio.
- Don Fabrizio. - Si va?
[la musica continua]
[in latino] Il corpo di Cristo custodisca la tua anima per la vita eterna.
Amen.
[la musica sfuma]
[principe] È riuscito anche a farsi ammettere nel convento.
Ma di cosa si immischia questo?
Ci ho sempre pensato io ai costi della Beata Corbera.
- [in siciliano] Il sindaco… - Eh.
…pensa che è il Comune che deve pagare per le questioni di Donnafugata.
[principe] Ma non è così che ha sempre funzionato.
Non c'è nessuno che protesta in paese?
Principalmente tutti i contribuenti al fondo comunale
hanno preso pìccioli in prestito da don Calogero, il sindaco, che, beh…
Perché mai dovrebbero protestare? Aspetta.
E non c'è nessuno che non li ha presi, i soldi?
Io, per esempio.
[sottovoce] Principe.
[cane abbaia]
[carica il fucile]
[cane abbaia]
Vai, vai!
Vai, Miele! Corri, corri, corri!
[Angelica] Principessa!
Vi devo chiedere perdono.
E anche a voi, Concetta.
Vi chiedo scusa.
[musica intrigante]
[la musica si fa minacciosa]
[principe] Questo era un morto di fame.
Dove l'ha trovato il capitale per cominciare a fare l'usuraio?
Quando le Camicie Rosse sono arrivate da Genova,
Sedara si accattò tutte le riserve di grano della provincia.
Aspettò un mese e quando l'invasione cominciò,
se le è rivendute tutte a prezzo triplicato.
Compra terra che non vale niente a basso prezzo a marca
e, miracolo, sotto ci sta una miniera di zolfo da scavare!
È un flagello di Dio.
È più ricco del diavolo!
E non si fermerà, fino a quando non otterrà quello che vuole.
[principe] Che sarebbe?
Voi.
Vuole essere voi.
[la musica si fa maliziosa]
[vociare dei figli del principe]
- Dai! - Prendi! Provane uno.
Mangia… [non udibile]
[la musica prevale sui dialoghi]
Quella fanciulla…
Cosa?
Ammetto
che mi sarebbe piaciuto essere Zeus
per potermi trasformare in un toro bianco
e possederla lì,
sul posto, all'istante.
La preghiera, eccellenza.
La preghiera vi sgombrerà la mente,
rinfrescherà il corpo e…
e placherà il cuore.
- Non avete capito. - [la musica si fa riflessiva]
Non è qualche piccolo pensiero lussurioso a preoccuparmi.
Ma preoccupa me.
- [urlo] - [risate]
[principe] Io li vorrei morti.
Questa gente che ci vuole montare sopra.
[applausi riecheggiano]
Che ci sorride e si inchina di giorno,
ma che ci deruba di notte.
Fossi stato un re pagano,
per proteggere la mia famiglia
li avrei fatti uccidere tutti.
Signorine, buongiorno.
Mi addolora dover trovare un modo più civile
per rivendicare ciò che hanno preso.
Sì.
Preferirei usare una pistola o un coltello.
[la musica sfuma]
[sospira] Questo è il mio peccato.
[sospira]
[Angelica] Concetta, ma sei innamorata?
[Concetta] Non lo dire a nessuno.
[ridono]
[Angelica] Ti ha mai toccato i capelli?
E poi ti ha baciato il collo
e ha fatto scivolare la mano fino al sedere?
Concetta, scusami, a volte posso essere volgare.
Invece chi è stato il primo che ti ha baciata?
Era francese?
O un poeta russo?
Era il garzone di un muratore di Donnafugata.
E che cosa è successo?
Mio padre l'ha fatto picchiare e buttare dal pendio del monte.
Abbiamo avuto un'infanzia molto diversa, io e te.
[ridono entrambe]
Ma lui?
Non mi svelerai chi è?
[musica bandistica solenne]
[cantano a tempo con la banda]
[Tancredi] Signorina Angelica!
Una pesca matura.
Conservala per dopo, sennò ti sporchi il vestito.
- [uomo 1] Baciamo le mani - [uomo 2] Buongiorno, principe.
[musica delicata emerge da quella bandistica]
Tancredi!
Concetta.
Ricorderai Cavriaghi e Tassoni.
Non hai avvertito del vostro arrivo.
[la musica delicata copre la banda]
Sei arrabbiato?
Perché ho parlato con padre Pirrone di quella cosa?
No, Concetta, io… Ti prego.
Mi dispiace, io avevo bisogno di parlare con qualcuno.
Concetta, vado a salutare lo zio.
[la musica delicata sfuma in quella bandistica]
- Zia Stella. - Buongiorno.
- Bentornato. - Buongiorno, zione.
Che intenzioni hai?
Di passare il resto dell'estate con voi.
Non mi prendere in giro, perché ti rompo le ossa.
Per chi sei tornato?
Per Concetta?
No.
[suonano una tarantella siciliana]
[dialogo non udibile]
[non udibile]
Pensa te avere una cugina così.
[Tassoni] Troppo mite.
È più quella il mio ritmo.
Quella è la figlia del sindaco.
Cavriaghi!
Nessuno mi ha mai accusato di fare discriminazioni.
Signorina Sedara.
Permette?
Don Tancredi.
Principe.
È un piccolo contributo per la festa.
E noi sempre qui a prendere, a prendere, senza dare niente in cambio.
E così il Comune ha deciso che il fondo, eh, deve contribuire alle spese.
Il fondo comunale vuole contribuire alle spese che io dovrò sostenere oggi.
Sì.
Secondo me non c'è nessun fondo comunale.
Secondo me c'è solo don Calogero Sedara, sindaco.
Eh?
E ci sono molti modi per descrivere la stessa cosa.
Tenetevi i vostri soldi.
Non dovreste permettere che vostra figlia danzi proprio con chiunque, eh?
- Quello è un conte, vero? - Eh.
Ci sono conti e conti.
[Sedara] Ma non dovrebbe danzare con quei tipi di conti?
[Tancredi, in siciliano] Vai.
[Tassoni] Ma, capitano…
- Che problema c'è? - Vai.
[non udibile]
[la musica finisce]
[risate]
[Cavriaghi] Questa me la ricordo io. Eravamo davanti…
a una stazione vicino a Messina, no? E non dovevamo fare altro che dire:
"Per ordini urgenti al servizio di Sua Maestà…"
E improvvisamente arrivavano tutti i cavalli.
[risata femminile]
Davvero, gli abbiamo dato gli ordini,
che non erano altro che il conto del nostro albergo di Palermo.
[risate]
Grazie a Dio qui nessuno sa leggere, perché sennò…
Basta, per favore. O fate suonare Chiara o la smettete.
I pianoforti sono per tutti, Concetta.
Ho un'idea.
Facciamo… un gioco.
- No, Cesco. Ti prego. - [Tassoni] Un gioco?
È la casa migliore del mondo per giocare a nascondino.
Chiedetelo a chiunque.
Falconeri, il palazzo di Donnafugata è il posto migliore al mondo
per giocare a nascondino?
Senza dubbio lo è.
- [Francesco] Concetta, conti tu. - Sì, conti tu.
- Conti tu. - [Caterina] Non sai contare?
Cavriaghi, venite.
[musica classica giocosa]
Tu resta qua.
[risate riecheggiano]
[Angelica ridacchia]
[Concetta] Angelica?
[Angelica tossisce]
Angelica, ti sento.
[la musica finisce]
[Angelica ansima piano]
- [scatto di maniglia] - [cigolio di porta]
[i passi di Angelica riecheggiano]
[i passi di Tancredi riecheggiano]
[Angelica] Da fuori chi penserebbe mai che ci sia pure questa parte?
Quante stanze ci sono?
Mio zio ha sempre sostenuto che sarebbe una volgarità contarle.
E ora?
Che si fa?
Ma non cercate nemmeno di nascondervi?
Forse volevo farmi trovare.
Mi versereste da bere, conte Cavriaghi?
Vi prego.
[sospira]
È bello fare la vostra conoscenza, signorina Concetta.
Sì, è da quando…
ci siamo visti a Palermo, anche solo per un attimo, che…
è il suo bel volto che mi appare quando prego.
Perciò, con il permesso di vostro padre, mi chiedo… [inspira]
…se vi piacerebbe fare una passeggiata con me,
- anche in presenza della vostra… - Conte, basta così.
[sospira]
Scusatemi.
Mio padre ha intenzione di promettermi a Tancredi.
Che c'è? Tancredi non ve l'ha nemmeno accennato?
Signorina Concetta, mi dispiace per la mia goffaggine.
[musica sconfortante]
È stato proprio Tancredi a…
spingermi a farvi la corte.
[la musica si fa lievemente intrigante]
[Angelica] Che cosa facevano in questa stanza?
Credo che uno dei miei antenati venisse qui dentro a fare penitenza.
E a mortificare la propria carne.
[Angelica] E i quadri? Non si potrebbero definire sacri.
E forse per lui lo erano.
Il dolore era sia una penitenza che un premio.
E la vergogna per quel premio doveva essere cacciata con le frustate.
[la musica si fa maliziosa]
Solo che poi le frustate diventavano un piacere.
È andata avanti così fin quando è morto e queste stanze sono andate in rovina.
[Angelica] In giro si dice che non hai soldi.
Nulla.
Però hai una casa.
In rovina pure quella.
[la musica sfuma]
Sì, ma le rovine possono essere restaurate.
[sussurrando] Ah, sì?
[quasi gemendo] Mm-hmm.
E come?
Eh, coi pìccioli.
[la musica maliziosa riprende]
E Concetta?
Qua l'hai mai portata?
E perché mai dovrei portare Concetta qua?
[la musica si fa sensuale]
[la musica si fa struggente]
[la musica continua]
[la musica si intensifica]
[Tassoni] Ad un bacio di pace A quel soave bacio di pace
[la musica finisce]
Che talor ponesti
Sul mio fronte sdegnoso
Italia
Vetta
Là, da recenti folgori solcata
[sussurrato] Cara fanciulla mia
Cara fanciulla mia…
[campanella]
- [principe] Signorina Sedara. - Sì?
Si è fatto molto tardi.
Vostro padre avrebbe ragione di rimproverarmi.
Mi consentirete di riaccompagnarvi a casa.
- Vengo con te. - No, tu mi aspetti qua.
Accompagna i conti nelle rispettive camere.
[Mario] Prego, signori. Da questa parte.
Vogliamo andare?
Eccellenza.
Temo che la principessa non abbia un'alta opinione di me.
[il principe sorride]
Al mio pari, la principessa pensa che voi siate una bellissima ragazza
che sta attraversando una stagione della vita delicata.
Forse avete bisogno di un uomo vicino,
che vi guidi.
[Angelica] E se fosse un principe?
Potete aspirare a qualcosa di più nella vita
che a essere l'amante di qualcuno.
Quando ero piccola…
[ride]
…pensavo che avrei sposato un contadino.
Invece mio padre è diventato ricco
e mi regalava bei vestiti.
E quindi ho pensato: "Sposerò un avvocato di città".
E poi mio padre è diventato ancora più ricco.
Mi ha mandato a Parigi per imparare il francese
e sapere la differenza tra una gavotte e una sarabande.
E ora…
non so più chi devo sposare.
Secondo me lo sapete benissimo.
Buonanotte.
[Tancredi] So quello che ho fatto a Concetta.
Farò tutto il possibile per farmi perdonare.
Concetta non è affar tuo.
Di lei si occuperanno i suoi genitori e il suo padre spirituale.
Adesso dimmi che cosa ti sta succedendo.
Zio, nella vita non ho mai avuto niente che prima non fosse stato tuo.
[musica intrigante]
Io ora ho bisogno di qualcosa di mio.
E se l'avessimo trovata?
[uomo 1] Vota sì per l'Italia!
[uomo 2] Vota sì nel plebiscito!
[Pirrone] Eccellenza?
Vi attendo qua?
Paolo! Pss!
Signor sindaco, c'è il principe.
Principe.
Buongiorno.
Io me lo sentivo che oggi vi vedevo.
- [la musica sfuma] - Prego, prego.
Accomodatevi.
- Padre Pirrone. - Buongiorno.
Qualcosa da bere? Eh?
Ho un liquorino all'arancia…
Eccolo.
Questo me lo preparano personalmente.
Ecco.
Oro.
Padre Pirrone. Eh, lo so, voi gradite. Eh?
La presenza del padre
mi dice che avete in mente qualcosa…
di spirituale, mmh?
Sono venuto qui…
a chiedere la mano di vostra figlia.
Sedetevi.
Si dà il caso che mio nipote Tancredi
sia perdutamente e disperatamente innamorato
della vostra incomparabile Angelica.
Eh, ma noi credevamo…
O meglio, Angelica credeva
che tra Tancredi e la signorina Concetta esisteva un'intesa.
No.
Niente di tutto questo.
Padre Pirrone ve lo può garantire.
Sì, sì, sì, io… garantisco che…
che è così.
Ad ogni modo, io posso dire senza esitazione
che la mia Angelica
ricambia completamente l'affetto di Tancredi.
Voi sapete che i Falconeri arrivarono in Sicilia con Carlo d'Angiò.
Questo la dice lunga sulla ricchezza, la purezza di questo nome.
Presto saremo una sola famiglia, saremo.
- [mugolio di Sedara] - Eh. Già.
Dunque, sono venuto con il padre
perché lui può garantire sul valore dell'anima del nostro Tancredi.
Perché, a parte quello,
il nome e ciò che gli passo io mensilmente,
il ragazzo ha ben poco altro al mondo che si possa definire suo.
Ben poco quanto?
A malapena un ducato.
[musica intrigante di archi]
[la musica sfuma]
Padre Pirrone sarà d'accordo.
Meno male che voi ed io…
Mmh.
…crediamo fermamente nel potere divino dell'amore.
Fermamente.
E che padre ero io
se non mettevo da parte una dote per la mia Angelica,
in vista di un'occasione così felice?
È giusto, principe.
Voi dovete sapere su che cosa può contare Tancredi.
Da dove cominciamo?
[fruscio di carta]
[principe] E ha sciorinato una lista di proprietà
che sembrava non finire mai.
C'era anche la tenuta di Settesoli,
che sono più di mille ettari.
Ci sono tutte… tutte le vigne e gli uliveti di Gibildolce.
E tutto questo Tancredi lo riceverà grazie al suo nome.
Al nostro nome.
Eh, al nostro nome, sì.
Don Calogero ti ha anche assicurato che ti farà diventare volgare come lui?
- Non è il momento di fare dello snobismo. - Invece è proprio il momento.
Tu lo sai come la chiamano la moglie di don Calogero, Bastiana Sedara?
La chiamano la Bestia.
Perché non sa né scrivere né leggere né… né… né condurre una conversazione.
E ti interessa sapere come chiamavano suo padre?
Era così rozzo,
così sporco,
che lo chiamavano semplicemente la Merda.
Ecco chi ti appresti a far entrare nella nostra famiglia.
La figlia della Bestia e la nipote della Merda.
- Perché non ti opponi a questo affronto? - Lo sto facendo!
Sai meglio di me che i matrimoni hanno a che fare con il potere.
Don Calogero vuole emergere.
Bene, io lo faccio emergere acconsentendo a questo matrimonio,
grazie al quale Tancredi entrerà in possesso
di più della metà di tutti i profitti di questo signore.
E Concetta?
Dove metti il cuore spezzato di tua figlia in questa… transazione?
Era solo un capriccio.
Era semplicemente un capriccio.
Ed è colpa tua se mi ci hai fatto anche credere.
Comunque mia figlia non la do in sposa a uno che non la vuole.
E se non ti perdonasse?
Se la perdessi per sempre?
È mia figlia, non un orologio da taschino.
E adesso,
buonanotte.
[musica sinfonica drammatica]
[vociare confuso]
[donna] Italia unita!
[piangendo] Ti prego, impediscilo!
- Impediscilo! - Calmati.
- [urlando] Impediscilo! - Calmati.
Ti prego!
- Calmati. - Ti prego!
- Ti devi calmare. - [la musica finisce]
Ne riparleremo quando sarai più lucida, ma…
la decisione è stata presa.
Tu non sei mio padre.
[con voce rotta] Mio padre mi ama.
[sussurra] Tu non sei mio padre.
[suona "Va, pensiero" da "Nabucco" di G. Verdi]
♪ Va, pensiero ♪
♪ Sull'ali dorate… ♪
[uomo 1] Votate per l'Italia unita!
[vociare indistinto]
[Sedara] "Il popolo siciliano
desidera formare parte integrante dell'Italia una e indivisibile
sotto Vittorio Emanuele come proprio re costituzionale."
Sì o no?
[uomo 2] No.
[Sedara] Mmh?
- Sì. - Sì.
Benvenuto, principe.
Eccellenza.
[Sedara] Fate passare.
Principe.
Fate passare il Gattopardo.
Buongiorno, principe.
♪ …le rive saluta ♪
♪ Di Sionne ♪
♪ Le torri atterrate ♪
♪ Oh, mia patria ♪
♪ Sì bella e perduta… ♪
[urla di esultanza e fischi]
Amici,
i vostri voti
sono stati contati,
scrutinati,
e poi contati e scrutinati di nuovo!
Voti a favore:
cinquecentododici!
Voti contro:
zero!
[urla di esultanza]
Io posso annunciare,
secondo i risultati pure degli altri Comuni,
che il popolo siciliano
ha deciso di unificarsi all'Italia
sotto Vittorio Emanuele,
suo monarca costituzionale!
Viva l'Italia unita!
[urla di esultanza]
Viva!
[Ciccio, in siciliano] Sindaco!
Ma che fantasia è mai questa?
- Manco un voto contro? - [urla di disapprovazione]
Che fine ha fatto il mio voto, don Calogero?
E lasciatemi!
Potevate vincere lo stesso, ma perché avete vinto con la bugia?
Se questa è l'Italia che nasce qua,
nasce come un vitello deforme,
corrotta e profana!
Come voi, don Calogero Sedara!
Corrotto siete
e corrotto resterete!
Profano!
[voci confuse e urla]
♪ Che infonda al patir ♪
[scoppi di fuochi d'artificio]
♪ Virtù ♪
♪ Al patir virtù ♪
[i fuochi d'artificio si intensificano]
["Va, pensiero" finisce]
[Bendicò mugola]
[i fuochi d'artificio continuano]
[musica maestosa e struggente]
[la musica rallenta e si fa pizzicata]
[la musica finisce]
[valzer dolce e nostalgico]
[il valzer finisce]
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