All language subtitles for Il.Gattopardo.1x02.Episodio.2.iTALiAN.NFRip.XviD-Pir8.it

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Original subtitles

[clamore distante]

[urla di esultanza e applausi]

[suona "Noi siamo zingarelle" di G. Verdi]

♪ Noi siamo zingarelle ♪

♪ Venute da lontano ♪

♪ D'ognuno sulla mano ♪

♪ Leggiamo l'avvenir ♪

♪ Se consultiam le stelle ♪

♪ Consultiam le stelle ♪

♪ Null'avvi a noi d'oscuro ♪

♪ No, null'avvi a noi d'oscuro ♪

♪ E i casi del futuro ♪

♪ Possiamo altrui predir ♪

♪ Se consultiam le stelle ♪

♪ Null'avvi a noi d'oscuro ♪

♪ E i casi del futuro ♪

♪ Possiamo altrui predir ♪

♪ E i casi del futuro

♪ E i casi del futuro ♪

♪ E i casi del futuro ♪

♪ Possiamo altrui ♪

♪ Possiamo altrui predir ♪

[passi di marcia]

♪ E i casi del futuro E i casi… ♪

Con permesso, signora.

♪ Possiamo altrui ♪

♪ Possiamo altrui predir ♪

["Noi siamo zingarelle" finisce]

E pensare che, solo qualche settimana fa,

qualcuno, a chi portava questi colori, lo faceva fucilare.

Eh, lo sapete come si dice, principe.

"L'albero forte si piega al vento."

Adesso bisogna rendere conto e ragione a questi nuovi padroni.

Sentite, che cos'è questa storia dei permessi?

I permessi per viaggiare.

Ah.

È arrivata l'estate,

ma tutte le vie d'uscita della città sono bloccate.

Devo portare la mia famiglia a Donnafugata,

ma ci vuole questo lasciapassare, questo permesso.

L'incantevole palazzo di Donnafugata.

Ruscelli cristallini, l'aria di montagna…

Certo, lontana… dal calore infernale di questa città occupata.

Per noi non c'è niente di straordinario in questo.

Siamo abituati, è la nostra vita da molti secoli.

Però avreste bisogno del mio permesso.

No.

Della vostra firma.

- [uomo 1] Ecco Garibaldi! - [banda suona]

Comunque…

[uomo 1] Viva l'Italia unita!

…non è più in mio potere concedere o negare permessi.

E chi è che ha questo potere?

Vedete quel signore a cavallo con la barba rossa?

- [uomo 1] Evviva Garibaldi! - [uomo 2] Viva il generale!

[urla di esultanza e commenti di approvazione]

Lui.

Evviva, evviva.

C'è Tancredi!

- C'è Tancredi! - Tancredi!

- Tancredi! - [Concetta] Siamo qua!

Tancredi!

[la banda continua distante]

[uomo 3] Per l'Italia!

[Tancredi] Tassoni, Cavriaghi! Forza, forza, forza.

Forza.

Mio zio, il principe di Salina, il Gattopardo.

E mia zia Stella, la principessa.

- Principe. - Principessa.

Loro pensavano che non parlassimo italiano qua.

[ragazzo] E che cosa parleremmo in Sicilia?

- Arabo! - [risatina]

- Davvero siete solo mille? - Eravamo mille, ora siamo di più.

Tancredi, che hai all'occhio?

"Capitano Tancredi", zia Stella!

E non è niente. Di sicuro non mi impedirà di marciare.

[sparo]

[urla della folla]

[uomo 4, in siciliano] Spostatevi! Spostatevi!

- Spostatevi! - Concetta!

[Tancredi] Levatevi!

- Concetta, tutto bene? - Sì.

Cosa è successo al tuo occhio, Tancredi?

Non ti devi preoccupare per me. Me lo prometti?

Ma chi sono quegli uomini?

Prigionieri sono.

I prigionieri stanno in prigione.

L'esercito del generale Garibaldi li ha liberati tutti.

- Portiamo via la mia famiglia. - Bene.

- [in siciliano] Andiamo! - Dobbiamo andare.

Chiara, Caterina! Francesco!

- [Pirrone] Caterina! Chiara! - [Russo] Salite!

[Stella] Concetta.

Posso?

Puoi.

[principe] Ci vediamo dopo.

Ma come? Tu non vieni?

Devo fare una cosa con Tancredi.

Che cosa, Fabrizio?

Pirrone, venite con me.

A garanzia.

Arrivederci, Tancredi.

- Cugino, vieni a trovarci presto. - Assolutamente.

[Russo] Andiamo! Oh!

[donna] Facciamo festa! [in siciliano] Venite su!

- [principe] E levatevi! - Volete un goccio?

Se avessimo affrontato un esercito di uomini come il principe, saremmo morti.

Pretino bello, vieni su che mi devo confessare.

[Tancredi] Bombello è il comandante delle forze d'assalto.

Il permesso sarà lui a firmarlo.

Di dov'è questo colonnello?

È milanese.

Ah, cercherò di farmi capire in qualche modo.

- A costo di parlargli in arabo. - Sono sicuro che non sarà abbastanza.

- [principe] Levatevi. Levatevi! - [uomo 1] E che modi!

Cercherò degli argomenti. Sai che ogni uomo ha un prezzo, no?

- Nessuno è stato pagato per combattere. - [Pirrone] Ridatemelo!

- [uomo 2] Vieni! - [in siciliano] Che fate? Tornate qua!

Sono qui perché ci credono, zio.

[Tassoni] Chissà quanti mantelli avete a casa!

- [vociare confuso] - [tamburo risuona]

[Tancredi] Aprite la porta!

[donna] Fateci entrare!

Colonnello Bombello.

Mio zio, il Gattopardo, principe di casa Salina.

Mi dicono che siete conte.

Avete piacere di essere appellato col titolo?

Il luogotenente Cavriaghi è un conte, anche se spesso dai modi non si direbbe.

E pure il luogotenente Tassoni qui presente.

Preferisco non ci sia confusione sulla catena di comando.

Siamo ancora in guerra.

Mah, io la definirei piuttosto un'occupazione.

Ma vado dritto al punto.

Io e la mia famiglia ci trasferiremo nella nostra tenuta…

- Principe. - …di Donnafugata.

Voi non andrete da nessuna parte.

La campagna è ancora in piena insurrezione.

Mah, direi che qui a Palermo la situazione non è diversa.

Ma torno al punto.

Se è la nostra incolumità a preoccuparvi,

io ve ne dispenso personalmente, anche per iscritto.

Temo che non sia in vostro potere farlo.

Questa è la mia isola.

E questa è la mia città.

[gemiti di piacere]

[in siciliano] Sì, prendimi!

Sei bello, principe!

[i gemiti continuano]

[Pirrone, in latino] Cuore di Gesù, vita e risurrezione nostra.

Cuore di Gesù, vittima per i peccatori.

[gemito finale del principe]

Niente di nuovo, insomma, mmh?

Qui le donne mettono ancora i vasi col basilico alle finestre.

Come sempre.

Si faranno tanti affari anche con gli invasori, immagino, no?

[canzonatoria] Mmh!

Il Gattopardo si sente invaso.

Mmh?

Mostrerà gli artigli, eh?

Se quel Bombello non si sbriga a darmi il lasciapassare per Donnafugata,

gli faccio vedere sì gli artigli.

[bacio] Ma perché, è così brutto stare qui con me?

Mmh?

Basta così, dai.

[uomo canta dalla strada]

- Sveglia, padre! - [sussulta]

Spero non vi abbiano né derubato né molestato.

La volete smettere di guardarmi così?

Evidentemente sono un uomo debole.

Ma sono anche un uomo vigoroso e passionale

e non mi posso accontentare di una donna

che dopo ogni abbraccio deve recitare un'Ave Maria!

Cinque figli abbiamo avuto

e non mi ha mai consentito di vedere il suo ombelico.

Almeno volete confessarvi?

- [verso sprezzante] - Va bene, va bene.

Fate come volete.

L'anima la vostra è.

Ma almeno smettetela di coinvolgermi nelle vostre faccende.

[seccato] Eh, senza mantella torno a casa.

[musica intrigante]

[la musica continua]

Ci sarebbe da chiedersi se ne sia valsa la pena.

In teoria li abbiamo conquistati, no?

E invece siamo qui a cavallo, in un forno,

pronti a inchinarci davanti a un principe borbonico.

Un principe è un principe, Tassoni.

Sì. [verso di scherno]

E poi adesso siamo tutti italiani.

[in siciliano] Forza, polentoni!

[la musica si intensifica]

È impressionante tutta questa bellezza, Tancredi.

Che ti avevo detto io, Cavriaghi?

Don Tancredi,

il vostro colonnello

con quello stuzzicadenti ci vuole affrontare?

Signor Russo, buongiorno!

[la musica sfuma]

Vedo che è una giornata molto calda.

[frinire di cicale]

E ancora più calde diventeranno.

[fischia]

Picciotti, pigliate i cavalli!

[la musica intrigante riprende]

Eccellenza, è un onore essere vostri ospiti.

- [la musica sfuma] - [principe] Mah, niente cerimonie.

- Questa è mia moglie. - [Bombello] Principessa.

Tenete, Mario.

[passi veloci]

Ecco che arriva la mia figlia più puntuale, Concetta.

Tancredi!

Datti un contegno.

Siete il benvenuto.

Molto gentile, donna Concetta.

Prego.

- Tancredi. - Ciao, Concetta.

Il colonnello ha mandato un invito per il ballo ed è stato declinato.

Ci è rimasto male.

- C'è un ballo? - Non ti ha detto niente?

- Ma che fa tutto il giorno tuo padre? - [ride] È nervoso.

È quasi luglio e lui è ancora qua.

E pure tu, Concetta.

Niente più convento, quest'anno?

Non finché ci sono gli anarchici in città.

Ti prego di fare male il tuo dovere e assicurarti che continuino così.

E io farò del mio meglio.

Abbiamo fatto preparare un piccolo rinfresco, una cosa semplice.

Servitevi, eh.

- Volete bere qualcosa? - Dei pasticcini?

Sì, grazie.

Non ti preoccupare, Concetta. Convinco io lo zio.

[conversazioni in sottofondo]

Principe, avevo sentito dire che qui c'erano meraviglie, ma…

[principe] Vi piace?

Molto, sì.

Forse volete vederlo da più vicino?

Ma sì, sì. Organizziamo qualcosa, su.

Sgombrate questo tavolino. Mettetelo là.

Mario, la sedia.

La mettiamo lì, come un gradino, così il colonnello può salire.

Prego.

[musica tensiva]

[la musica si fa intrigante]

È Giano.

Il primo degli dei.

È il dio dei passaggi.

Dalla guerra alla pace o… da una vita all'altra.

Quando queste cose uno le ha sempre sotto agli occhi,

alla fine non ci fa più caso.

Ma questo palazzo è pieno di affreschi.

Come lo sono tutte le nostre case, devo dire.

Quelli più rinomati si trovano al palazzo di Donnafugata.

E come potrei arrivare a Donnafugata?

Avete bisogno di un permesso.

Un brandy?

[la musica sfuma]

[suonano al piano "Va, pensiero" da "Nabucco" di G. Verdi]

♪ Va, pensiero ♪

♪ Sull'ali dorate ♪

♪ Va, ti posa sui clivi ♪

♪ Sui colli… ♪

[Bombello] Principe, devo dire che nonostante il caldo torrido,

ho visto dei posti incredibili.

[esita] Vorrei tornare a parlare… del vostro rifiuto.

Bisogna dirlo, ci ha rattristati.

Ha rattristato il generale.

Al grande Garibaldi preme sapere a quali feste scegliamo di partecipare?

[Bombello] Se una famiglia come la vostra sceglie di non partecipare, certamente.

[principe] Ma a noi piacciono i balli, eh. Vero, Tancredi?

Certo, intitolarlo il "Ballo della Liberazione"…

[risatina]

…ci rende davvero complicato accettare l'invito.

[balbetta] Molte altre famiglie importanti dell'isola parteciperanno.

A noi siciliani

piacciono moltissimo le accoglienze insincere.

[il principe ride]

Non faccia così. Sto scherzando.

Non ci deve prendere sul serio, se lo metta in testa.

Mmh.

Beh, sono nuovo di qui.

Facciamo così.

Io e la mia famiglia verremo al vostro Ballo di Liberazione.

Voi in cambio, però,

ci firmerete il permesso per andare a Donnafugata.

Principe, la vostra amicizia non è forse sincera?

È totalmente sincera.

Soltanto che, su quest'isola,

l'amicizia comprende anche il piacere di scambiarsi dei favori.

No, questo è un precedente.

È un insulto chiederlo.

Santo cielo.

Io vi sto offrendo la mia amicizia e voi la scambiate per un insulto.

Capitano Tancredi, dite agli uomini che la lezione di coro è finita per oggi.

- Sì, colonnello. - Con permesso.

[Tassoni e Cavriaghi salutano]

- Zia. - Tancredi.

- Zio, a presto. - A presto, figliolo.

Arrivederci, Tancredi.

Concetta.

Donna Concetta.

È stato un grande piacere trascorrere questo tempo a casa vostra.

Siete sempre il benvenuto qui.

Principessa.

[valzer dolce e nostalgico]

Colonnello, nonostante la vostra teutonica rigidità,

siete una brava persona.

Tornate quando volete.

Principe.

Allora?

Facciamo venire Balsamo e i suoi sarti.

[Chiara] Mi vuole sempre copiare.

[Francesco] Non litigate. Sarò io quello vestito meglio.

È bellissimo.

Ti sta benissimo, Concetta. Sì.

Tu cosa ne pensi, Concetta?

Il colore non mi dispiace.

Non ti pare un po'… da ragazzina?

[Concetta annuisce]

- Mmh. - [principe] Balsamo.

Vestiamola come una giovane donna, non come una ragazzina, su!

Naturalmente, principe.

- Via, via. - [donna] Va bene.

- Caterina. - Sì, vado.

- No, no. Caterina, vado io! - Chiara!

[Concetta] Chiara, piano!

Sei la solita.

Ci trattano come… come se fossimo già obsoleti,

senza altra scelta che lusingarli.

Paolo, sono stato a centinaia di balli, in vita mia,

di persone che non mi piacevano.

È un modo per mantenere la pace. Mmh?

Vi inchinerete a loro.

Eh?

Vi inchinerete a loro.

No, saranno loro a inchinarsi a me.

- Basta dolci, dopo le misure. - Io mangio quanto mi pare.

Me li fate i fiocchetti così?

E se volessero fare di vostra figlia una prostituta?

Avete visto come quel colonnello guardava Concetta.

- L'avete visto. - [Pirrone] Basta.

- Muto! - Come voi, padre Pirrone,

che state muto sulle visite del principe alla sua puttana!

Scusate, madre.

[quasi piangendo] Scusate.

[porta si apre]

[porta sbatte]

Tornate ai modelli, Balsamo.

[suona "Le quattro stagioni: L'inverno" da "I vespri siciliani" di G. Verdi]

Principe!

Pensavo aveste declinato l'invito.

Avete fatto bene a venire.

[Russo] Governatore, buonasera.

Signor Russo.

Mi confermi che hai cominciato a mungerlo per bene, questo, sì?

Piano piano e rigorosamente.

[principe] Bene.

["L'inverno" continua]

[parlottio degli invitati]

Zione, il colonnello è molto lieto di avervi qui.

["L'inverno" finisce]

[valzer spensierato]

[brusio degli invitati]

Zione, perché qua nessuno sta ballando?

Un conto è accettare l'invito,

altra cosa è divertirsi e provare un piacere sincero.

Cesco, balla con Concetta.

Vai, fai quello che t'ho detto.

Trova due ballerini per le tue cugine, dai.

- Subito, zione. - Sottufficiali.

Non ha smesso di guardarti da quando siamo entrati.

Tassoni, Cavriaghi.

- Seguitemi. - Si balla?

- Chiara, Caterina. - Sì, papà.

[non udibile]

Bevi, figliolo. Bevi.

[il valzer finisce]

[parlottio]

[musica classica vivace]

Tancredi, Concetta, volete ballare?

Rischieresti l'insubordinazione se gli chiedessi di smetterla di fissarmi?

Concetta, quante volte abbiamo ballato insieme?

Una.

- Questa. - No, è impossibile.

Ma sì, me lo ricorderei.

Se stai facendo quello che penso,

ti sei scagliato contro Paolo solo perché aveva capito le tue intenzioni.

Mi sono scagliato?

Mi sembra che sei tu che lo hai colpito o sbaglio? [ridacchia]

Guardalo.

Si mangerebbe le medaglie che ha sul petto pur di poterle sfiorare una mano.

[sogghigna]

Mio padre ha una donna in città.

Non mi sembri colpito.

Infatti non lo sono, Concetta.

Sono solo stupito che tu lo sappia.

Lo sanno tutti, ma sembra che non importi niente a nessuno.

Concetta, lui è il Gattopardo.

È lui che decide come va il mondo.

E noi non dobbiamo fare altro che andargli dietro.

Beh, in un certo senso sì.

Comunque non posso dar torto a Bombello che ti guarda in questo modo.

[musica travolgente di archi]

[sussurrando] Prendo due bicchieri di champagne.

[musica briosa]

- Principe… - Serata magnifica.

Perfettamente riuscita. Eh, colonnello?

Voi e la vostra famiglia ci fate onore.

Mi chiedevo se…

se poteste concedermi l'onore di un ballo con vostra figlia Concetta.

Ma sì. Certamente.

Però ditemi prima una cosa.

Ma voi siete sempre determinato a negarmi…

quel piccolo gesto di amicizia?

Suvvia, colonnello, quante storie per una semplice firma.

È un sì?

[ride falsamente sorpreso]

Concetta.

Concetta.

Hai voglia di concedere un ballo al nostro nuovo amico?

Certamente.

- Bene, divertitevi. - Permettete.

[la musica finisce]

[finire di cicale]

[musica intrigante]

[voci concitate]

[uomo 1] State indietro!

[uomo 2] Indietro!

- Chi è al comando qua? - [uomo 3] Io.

[Tancredi] È firmata da Bombello.

Tenete. Andate pure.

[uomo 4] Fate passare!

[la musica sfuma]

Ah.

Il colonnello Bombello

ti vorrebbe poter scrivere, una volta rientrato a Milano.

E glielo permetterai?

Mmh?

Dovrei rispondergli che devi tornare in convento, mmh?

Comunque è un conte.

È un buon partito.

[sottovoce] Eh.

Se non fosse che io dovrò tornare in convento.

Che cos'è?

Un rimprovero, signorina?

E se lo fosse, mi costringeresti a passare l'estate a Palermo,

come hai fatto con Paolo?

Comunque, riguardo a Paolo,

ho soltanto bisogno che resti a presidiare la nostra casa.

Ma lui è felice.

Progetta una contro-insurrezione.

Potremmo proporgli di complottare l'assassinio di Bombello.

Che ne dici?

Dico che combinerebbe qualche guaio e si farebbe prendere.

Ah, beh, quello è sicuro.

[Concetta ridacchia]

[musica travolgente di archi]

[frinire forte di cicale]

[la musica sfuma]

[Tancredi] Concetta!

Vieni, siediti.

Vuoi bere?

No, grazie.

Cosa è successo al tuo occhio, Tancredi?

Mi avevi promesso che non ti saresti preoccupata.

Tu mi hai chiesto di non preoccuparmi, ma io non te l'ho mai promesso.

Lo sai che devo tornare?

Bombello mi ha dato la licenza per scortarvi fino a Donnafugata,

ma poi devo tornare alla mia unità.

Ma tu ci pensi mai a come sarebbe a non essere nati dove siamo nati?

O… o quando siamo nati o…

o all'assurda probabilità di non essere nati affatto. Ci pensi mai?

Cos'è, ti metti a fare il filosofo, adesso?

Concetta, ascoltami.

Non ci tornare in convento.

Potremmo scappare, Concetta, tu e io.

[musica dolce]

Prendere due cavalli, una barca,

andare dovunque,

essere solo quello che vogliamo essere, insieme.

Te lo immagini che bello?

Te lo immagini?

Potrei parlare a mio padre.

Mi farebbe sparare.

Non è terribile come vuole farci credere.

Ti prego, non lo fare.

[Concetta sospira]

Non possiamo fuggire, Tancredi.

[la musica si fa nostalgica]

[sussulta]

Eccoli!

Il principe nostro signore è arrivato!

Sveglia! Scendete!

Il principe è arrivato!

Sindaco!

Sindaco Sedara!

È arrivato il principe!

È arrivato il principe nostro signore! È arrivato!

Finalmente!

- …metto cinque e riporto uno. - È arrivato!

Il principe nostro signore è arrivato!

- Ué! - Sì?

[in siciliano] Vieni qua. Tu!

- Vai a svegliare il capobanda. - Che devo fare?

- Prendi la fascia. - Quale? Quale?

La rossa.

[uomo] Finalmente sono arrivati!

[Sedara] Arrivano, arrivano.

Spostatevi! Spostatevi!

Spostatevi. Maestro, attacca. Attacca.

[la banda suona la melodia di "Noi siamo zingarelle" di G. Verdi]

[donna] Eccoli, eccoli!

[applausi]

Principe!

[urla di esultanza]

Principe,

la violenza e il caldo ormai sono alle spalle.

Qui non avrete fastidi, principe.

I banditi qui non sono quelli politici, solo quelli della tradizione.

Il signor Russo con i suoi uomini possono essere congedati.

Russo.

Che dite? Potete tornare indietro, no?

Principe.

Sindaco, non avete issato nessuna bandiera,

né la vecchia e né la nuova.

No, ehm, principe. Io… Io ho pensato che era meglio aspettare.

Ehm, i comuni, e quindi pure il nostro, devono votare per decidere, no?

Se si vogliono unificare al continente, all'Italia.

[sogghigna] Eh?

[principe] Noi, i conquistati,

dovremmo esprimere la nostra opinione

se i conquistatori debbono restare o no.

Facevano meglio a chiedercelo prima,

così gli dicevamo di restarsene a casa loro direttamente.

[risata cavallina]

- La bandiera. - La bandiera, sì.

- Quella vecchia. - Sì. Sì, sì.

- Per ora. - Sì.

- [applausi] - [la banda riprende a suonare]

[principe] Stasera, come è consuetudine,

siete invitato a pranzo da noi.

Con vostra moglie.

È un onore, principe.

È che mia moglie è cagionevole di salute.

Quella, la sera, neanche gli scuri aperti può tenere, eh.

Ogni anno mi date sempre la stessa risposta.

Comincio a dubitare che questa moglie esista.

[balbetta] E certo che esiste, principe.

No, ehm, io potrei portare, col vostro permesso, mia figlia.

- Angelica? - Eh.

È una bambina.

Ha 18 anni.

Eh, ne sono sbalordito quanto voi, principe.

Ogni giorno la guardo e dico: "Tu figlia mia sei?" [sogghigna]

Portatela.

Sarebbe raccomandato l'abito da sera, ma… non ci formalizziamo.

Ce l'ho! Ce l'ho, principe!

Principessa, donna Concetta.

Ué…

Ma come si sono fatti grandi!

- Sindaco. - Che meraviglia, che meraviglia.

Che meraviglia. Prego, prego, prego.

- [principe] Come va? - [Sedara] Benvenuti.

[urla di esultanza distanti]

[applausi]

[in siciliano] Basta! Andate a casa, forza!

Maestro, basta, basta, basta! Stacca!

- [cinguettio di uccelli] - [gorgoglio di acqua]

[frinire di cicale]

[musica rasserenante]

- Questa sera saremo dieci. - Benissimo.

Ogni anno il viaggio è più lungo.

[Pirrone] Spero avremo il tempo di rinfrescarci.

[fa un respiro profondo]

Piano.

[Francesco] Ah!

[Chiara] Non vale! No, aspettami!

[Francesco] Dai!

[bussano alla porta]

Sì?

- Padre? - Concetta.

[agitata] Ho bisogno di parlare con voi.

Accomodatevi.

[Tancredi] La benda è lurida.

Ho bisogno di qualcosa di pulito.

Sì, don Tancredi.

Portami una fascia di seta, una cosa qualunque.

Certamente.

Il mio istinto lotta contro tutto quello che ho imparato.

Concetta, il corpo…

non può avere la meglio sull'anima.

È peccato.

Allora mio padre è un peccatore, vero?

E pure voi lo siete.

Gli permettete di mentire e di continuare a peccare.

No, no, no, no, no. Concetta, no.

L'anima di vostro padre è una cosa,

la vostra anima è tutt'altro affare.

Piuttosto,

questo sentimento

da parte vostra,

non è solo…

come dire,

desiderio fisico?

No.

No, è…

È l'emozione più grande

e insieme anche la calma più grande che io abbia mai provato.

Mmh.

Ma questo ragazzo…

chi è?

Il nome.

Me lo potete dire?

- Lo dovete dire a don Fabrizio. - No, principessa.

- Sicuramente una madre… - Sì, invece.

Penserà che ho in mente qualche maneggio se parte da me.

Perché, non è così?

Perdonatemi, principessa.

Andate.

[tintinnio di posate e stoviglie]

[mormora tra sé]

- [bussano alla porta] - [sbuffa]

Chi è?

- Scusate, eccellenza. - Chi c'è?

Padre Pirrone. Chiede di essere ricevuto.

Adesso? Non può aspettare?

Fatelo passare.

Non fate così, padre. Non arrossite.

In tutti quegli anni di seminario

ne avete pur visto qualcuno, penso, no?

Forza, passatemi quel telo grande là, va'.

Quello là.

[sospira]

[sciacquio]

Cosa state facendo?

Scusate, eccellenza.

Allora…

Forza.

Sputate il rospo.

Oh, confessate. Che succede?

Eccellenza, si tratta di Concetta.

Che succede con Concetta?

Mi ha aperto il suo cuore su una questione…

Una questione che la tormenta profondamente.

L'amore la tormenta, eccellenza.

Concetta è innamorata?

Di chi è innamorata? Di chi?

- Mica di quel presuntuoso di Bombello? - No, no, eccellenza.

- Non si tratta di lui. - [sottovoce] Ah.

E chi è, allora?

[infuriato] Ma di che minchia stai parlando?

Le fanciulle cadono ai piedi di Tancredi come tante pere cotte.

Concetta vuole andare a ingrossare le fila di quelle disperate?

Non hai pensato che anche lui potrebbe amarla?

Con la stessa intensità con cui lei ama lui.

E che grazie a questo amore potrebbe cambiare,

dimenticarsi le altre.

Tu questa storia già la sapevi?

Ho gli occhi, Fabrizio.

Ah, e una mente impura!

[Stella ride]

Non lo so, io…

già pago tutto per questo ragazzo.

Mi prosciuga il conto e ora gli devo dare anche la dote per Concetta.

Non pensare al costo, Fabrizio.

Pensa al profitto.

Sono il meglio che abbiamo.

Potranno essere gli alfieri della nostra vita

in questo nuovo Stato che non conosciamo ancora.

Il principe e la principessa di Salina.

I tuoi eredi.

Non li perderesti fino al giorno della tua morte.

E in quel momento avresti il conforto di entrambi accanto.

E la sicurezza che il tuo nome vivrà per sempre in loro

e nei loro bellissimi figli.

L'idea che Concetta si possa sposare

mi fa sentire improvvisamente decrepito.

Beh…

[suonano un motivo scanzonato al piano]

[Francesco] ♪ Stiamo aspettando ♪

♪ Il sindaco Sedara proprio qua ♪

♪ E sua figlia Angelica Tra noi si siederà ♪

♪ La sua acqua di colonia ♪

♪ Prima di lui arriverà ♪

♪ Oh, Angelica, Dio mio ♪

[ridono]

Avrà bisogno di una bella lavata.

Non è una cosa gentile da dire.

Oh, Gesù! Ci mancava Santa Concetta.

Caterina.

- Cugini, buonasera! - [Caterina] Tancredi.

- [Pirrone] Buonasera. - Padre.

[Francesco] Buonasera. Credevo che fosse il sindaco.

Avremmo sentito il suo profumo.

Basta!

Buonasera, Tancredi.

Buonasera, Concetta.

[riprendono a suonare il piano]

Vieni.

[smettono di suonare]

Io mi devo scusare.

Questa cosa mi sta mangiando dentro.

[sospira] Le cose che ti ho detto l'altro giorno, io…

non avrei dovuto dirtele.

No. Sono contenta che tu me n'abbia parlato.

Ma no, Concetta, io avevo bevuto.

Mmh?

L'idea di fuggire… era sbagliata, era una follia.

Ne ho parlato con padre Pirrone.

Di noi?

Sì, di noi.

Concetta, quell'uomo sa tenere un segreto ancora meno di Francesco.

- Eh? - È per questo che gliel'ho detto.

E che gli hai detto?

Che ti amo.

[Chiara] Buonasera.

- Buonasera. - [Stella] Buonasera.

[Francesco] Mamma, sei bellissima stasera.

Grazie.

- [Chiara] È sempre bella. - [Francesco la scimmiotta]

- Ci siamo inventati una nuova canzone. - È sul sindaco. La volete sentire?

[Francesco] A padre Pirrone è piaciuta tanto.

[Mario] Don Calogero Sedara!

La signorina Angelica Sedara!

[risata trattenuta]

[musica di archi carica di suspense]

Principessa.

Don Calogero.

- Don Fabrizio. - Benvenuto.

Angelica?

[sottovoce] Angelica!

[la musica si fa rivelatrice]

[Concetta] Angelica!

Da quanto tempo! Vieni, sei la benvenuta.

- È stata a Parigi, donna Concetta. - Ah!

Ha imparato il francese.

Io me la ricordavo diversa.

[la musica si fa maliziosa]

Principe.

[la musica si fa travolgente]

È bellissima.

È bella, sì.

[la musica continua]

[la musica si fa pizzicata e scandita]

[la musica finisce]

[valzer dolce e nostalgico]

[il valzer finisce]

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