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No, dai. Così, piano.
Dai, fai più piano. Sì, cosi, dai.
Piano. Dai, può tornare mio marito.
Sst. Zitto, possiamo svegliare i bambini.
Si, cosi... No!
(GEMITI DI PIACERE)
Si! Si! Si! Dai! Ah!
(SOSPIRI)
- Com'era? - Teniamo questa, con il rantolo della prima.
- Allora ho finito? - Sì, puoi andare.
- Grazie. Arrivederci a tutti. Ciao, Bruno. - Ciao. Alice.
Cosa c'è che non va?
Fà vedere, vieni qua!
Sai che alla nostra età, non sta bene, non si fa.
Non difenderti con l'innocenza, che tra l'altro non hai!
E non chiedermi di fare senza, finiresti nei guai!
Non mi va!
Che stai sempre bene, che fai finta di godere,...
...no, non mi va, neanche un pò!
Cosa c'è che non va?
Fà vedere, vieni qua!
Sai che alla nostra età, tutto bene, finché va.
Cosa c'è che non va?
Non sia bene, non si fa.
- Buongiorno, possiamo parlare con il direttore? - Dite pure a me.
(PAROLE IN LINGUA STRANIERA) No, dobbiamo parlare con lui.
(SQUILLO DELL'INTERFONO)
- Si? - Dottor Saverio, c'è un problema, può venire?
Va bene. Questa è la settimana dei problemi.
Cos'è successo?
Buongiorno, sorelle. Di che si tratta?
(PARLA IN UNA LINGUA STRANIERA)
Abbiamo gravi rimostranze da fare. "Vostra agenzia no buona agenzia".
È il gruppo venuto dall'Uganda, oggi avevano l'udienza con il Papa.
- Perché nostra "no buona agenzia"? - Oggi il Papa non c'è.
- E dov'è? - In Uganda.
- Ma non leggete "L'Osservatore Romano"? - Ci sarà sfuggito.
Non lo sapeva neanche mio cognato che ha organizzato il viaggio?
Scusate, ma in questa agenzia ci sono due direttori.
Io "direttore Europa, America"...
...mio cognato "direttore Africa, Asia".
Quindi... c'è un pò di confusione. Adesso rimediamo. Cosa rimediamo?
Un momento.
- Katia, dov'è mio cognato? - Forse viene nel pomeriggio.
Non si può andare avanti cosi! Non c'è mai, e quando c'è crea problemi!
È arrivato un gruppo dall'Uganda per vedere il Papa e il Papa è in Uganda.
- In questi giorni il dottor Filippo non sta bene. - Si faccia curare.
Sai cosa succederà ora?
Questi vorranno restare a Roma finché il Papa non torna, a spese nostre.
- E poi, quando torna il Papa? - Boh. - Eh, mistero della fede.
È incredibile!
- Ciao, amore. - Ciao. - Cosa è successo?
- Una tragedia. - Una tragedia? i - Vieni.
Che tragedia? Cos'è successo?
- È in coma? - No.
- Papà, tutto bene? - Ciao, Maria.
- Sì, va bè... - Quante "fregnacce" che dice.
- (Caterina) Saverio. - Si? - (Caterina) Sta male Gigliola.
-Gigliola?! -Vieni. (GIGLIOLA PIANGE)
- Cos'è successo? - La mamma ha scoperto che papà ha un'amante.
Filippo? Non scherziamo!
(PAROLE INCOMPRENSIBILI)
- Ma cosa dice? - Ieri papà se n'è andato di casa. Giusto? - Sì.
- È abbandono del tetto coniugale. - Veramente lo ha cacciato lei.
(piangendo) Cosa dovevo fare?
- Cosa dice? Ci vuole il traduttore. - Tu non ne sapevi niente? - No.
Ha combinato dei casini sul lavoro, ma non avrei mai immaginato questo.
- Ma chi è questa troia? - (piangendo) Si chiama A...
(PAROLE INCOMPRENSIBILI)
- A...? -Si chiama Alice. - Classico nome da "mignotta".
- Per questo c'è "Alice nel paese delle meraviglie".- Non divagare.
- Ma quando te ne sei accorta? - Guarda.
- Cos'è? - (piangendo) L'aveva nascosto dietro la Treccani.
- L'ha scoperto Chiara. - Stavo facendo una ricerca, e l'ho trovato.
Questo non prova niente. Magari è un regalo per il vostro anniversario.
- Non mi sembra cosi grave. - (piangendo) Leggi dietro!
"Ad Alice, perché il tempo non passi mai. Phil."
Col "Ph", come Phil Collins.
- Tu sei l'unico che può farlo tornare a casa.- Tornerà da solo!
Lo conosco da quando era ragazzino! Ha una sua etica, una sua morale.
Ha anche un senso religioso della vita. Secondo me, sta malissimo.
Voglio una vita... la voglio piena di guai.
E poi ci troveremo come le star a bere del whisky al Roxy Bar.
Ognuno col suo viaggio, ognuno diverso...
...piena di guai...
Filippo, apri questa porta. APRI QUESTA PORTA! FORZA!
Io non torno a casa, perdi tempo. lo ho capito tutto.
Io sono felice cosi, io voglio vivere... Sto bene, anzi, benissimo.
Vediamo un pò quanto stai bene. Tua moglie si è tagliata le vene.
- Gigliola?- Sì. E tua figlia Chiara... - cos'ha fatto?
- Ha bevuto l'acido muriatico. - No? - Si. Poi anche la varechina.
- Ecco, volevo dirti questo. Goditi la vita. - Fermati.
- Ora come stanno?- Fuori pericolo. - Dio, ti ringrazio.
- Sono al Pronto Soccorso? - Sì. - Andiamo. - Dove vai conciata così?
Dove vai? È meglio che non ti fai vedere, se no quelle ti ammazzano.
- Che casino ho combinato. - Cosa pretendevi, che brindassero?
- Io non ho diritto a essere capito? - Ma se non ti capisco neanche io!
E sono il tuo migliore amico! Chi sei diventato? Il diavolo?
Dov'è il Filippo a cui ho fatto da testimone alle nozze...
...e che giurò eterna fedeltà alla famiglia?
Quella famiglia che è alla base della vita, come diceva Don Luigi Sturzo.
Te lo ricordi Don Luigi Sturzo? Hai fatto la tesi su di lui.
Senti questo passo di Don Luigi Sturzo.
"La famiglia è alla base della vita e la vita spesso è sacrificio."
"Noi della Democrazia Crist..." No, qua il partito non c'entra.
Comunque sia, Sturzo o non Sturzo, tu sei un grandissimo stronzo.
Hai perso la faccia, la moglie, la figlia e anche un amico!
- Tutto questo per una "stracciaculo" da quattro soldi! - Ripeti, scusa.
- Quello che ho detto. - Non ti devi permettere! Tu non la conosci.
Tu non sai com'è intelligente, simpatica, allegra...
- Quando ti guarda, è una cosa... Non è una donna.- E cos'è? Un'aliena?
E una monaca?!
Ma questa è la nostra monaca!
- Ti ricordi? L'ho scelta al posto tuo.- Allora è colpa mia? - No.
- Volevi dire questo? - No, io ti ringrazio, invece!
Io me ne fotto di te, di Don Sturzo, di mia moglie, di mia figlia...
Che si beva una damigiana di varechina! lo voglio vivere.
Ciao, Saverio.
Filipp... Filippo!
Fermati. Ti vuoi fermare?
La vita è un attimo fuggente, se non la prendi al volo, sei fregato.
Tu sei fregato, se vai da quella donna!
Ascensore!
Voglio dirti una cosa che io e mia moglie non abbiamo detto a nessuno.
Me la dici un'altra volta.
Abbiamo adottato un bambino. Rumeno.
- Trovato sotto un carro armato a Timisoara. - E allora? - Come?
Noi non possiamo avere figli, e tu invece l'abbandoni E scusa te.
- Eh? - Ma và...
Sotto un carro armato a Timisoara?
Sì.
(piangendo) Ma io cosa devo fare? Cosa devo fare?
- Lasciala. - Non posso, non so come dirglielo.- Glielo dico io.
- Non posso, io devo parlarle. - Ci vado io, dammi l'indirizzo.
- Via Monte Testaccio, 22. - Via Monte Test...
Ma non c'era il nostro magazzino? Non l'avevi affittato a una società?
- No. - Non l'hai affittato a una società? - No.
- Vai in camera, per favore. - Ci parli tu? -Vai in camera!
Tra due ore ti voglio trovare a casa. Vai! Prepara le valigie!
Ci parlo io con questa baldracca.
- Scusa. - Sì? - Vai da Alice? - Sì.
- Mi fai una cortesia? - Cioè? - Portale questo ciuccio.
- A chi lo devo dare? - Ad Alice» Va bene.
- Scusa.- Sì. - Non ci siamo già visti in Kenya?
- In Kenya?! - A Malindi, con il gruppo di Alfredo e Ilaria.
No. lo organizzo viaggi sacri, ma a Malindi...
Strano, sei uguale al cugino di Urbano.
Permesso?
(MUSICA AFRICANA)
Che imbecille! Ha fatto anche il cuoricino!
(MUSICA AFRICANA)
Ma cosa fai, scarti un 10 e prendi un 10?
- Ci ho ripensato. - Ma và! Così loro chiudono!
- Scusate. - Chi sei?
- Vorrei parlarle, ma non qui. - Parla pure, io non ho segreti.
- Si tratta di Filippo, mio cognato. - Filippo chi? - Come chi?
Oddio! Il latte!
Perdi 500.000. Paghi o fai la penitenza?
(Alice) Penitenza!
- Di quale Filippo parli? - Quello dell'agenzia Urbi et Orbi.
- Hai fatto anche la monaca per noi. Non ti ricordi? -Ah, Phil! -Sì.
- Non sapevo che fosse sposato. - Ha anche una figlia.
- Capisci che tragedia hai combinato? - Cosa volete da me?
Che tu lo lasci solo, in pace. Filippo non esiste più.
Bisogna porre fine a questa squallida relazione.
Ma che relazione? È un amico come tanti altri.
- Alice, c'è qualcosa da bere in frigo? - No, avete bevuto tutto!
- Ma siete stati insieme? Avete avuto dei rapporti? - Può darsi.
- Ciao, Alice. A presto. - Ciao.
- Come ti chiami?- Saverio. - Sei il cognato?
Il cognato, l'amico e l'amministratore di questo locale...
“che adesso è ridotto a...
Ridotto a che? È casa mia!
- Dov'è il contratto? - Non ce l'ho! - Ah. - Me l'ha data Phil.
Lui non può darti niente, perché è tutto intestato alle nostre mogli.
Siete due "pappa"?
Da quando nostro suocero ci ha affidato l'agenzia di viaggi...
...il fatturato è aumentato in un anno del 32,7%.
"Mè cojoni"!
- Bè, esce o no dalla sua vita? - Non basta che esca lui dalla mia?
Perché non è venuto a dirmelo lui?
Perché lei lo ha ridotto a una larva, fisicamente e psichicamente!
Dica alla larva che se vuole che me ne vada... deve dirmelo lui!
Eccomi.
Tanto con una come te era previsto. Quanto vuoi?
- Un miliardo e otto. - Non scherzare. Decido io?
Va bene questa cifra? È ragionevole, no?
Dai, mangia, se no la mamma si incazza con me.
Di case come queste ne trovo tante. Venite domani e vi do le chiavi.
Bè, cinque, dieci giorni teli possiamo dare.
Anche perché avrai dei tempi tecnici per smantellare questo armamentario.
Mi basta domani mattina. Vieni alle tre.
Attenzione, ci sono tra penitenza per Alice e Flavio.
- Alice, vieni. - Che palle! - Ci provi tu? - lo?!
- Mi tocca farla. - Adesso vediamo.
"Scambiarsi i vestiti, comprese le mutande, in 3D secondi." stronze.
No! Il latte sui calzoni! Questa casa è una gabbia di matti!
Non avete voluto pagare, è il minimo!
(tutti insieme) Nudi, nudi!
(Alice) Questa me la pagate.
Ragazzi, vi do il via. Pronti? Via.
(PAROLE DI INCITAMENTO)
- Qual è l'altra penitenza? - Telo dico subito.
"Mettere il culo nudo fuori dalla finestra per 30 secondi."
- No, mi rifiuto. - Ma siete matti?
(Alice) Basta, le zanzare mi massacrano!
Scusi. Ma veramente mettono il culo fuori dalla finestra?
Ma sono scemi?
Bravi. E adesso? Quale altra stronzata dobbiamo fare?
"Baciare la persona che vi fa più schifo per almeno per 15 secondi."
- Lei è sposato, vero? - Sì, perché?
- Con una donna con la lettera C? - Sì. - C'è un figlio in arrivo?
Puntini?
Niente. lo non dico cene cose.
Scusi, non mi faccia stare in ansia.
Hai sentito la terza penitenza?
- La devo fare io? - No. Purtroppo la devo fare io.
- Sei pronto? - In che senso?
Distruggilo, Alice!
(GRIDA DI ESULTANZA)
E adesso levati dalle palle.
Bè, buonasera. Buonasera, signorina. Buonasera a tutti.
- Scusa, come ti chiami? - Saverio. - Saverio, baci malissimo.
Buonasera.
(sottovoce) Saverio.
(sottovoce) Ma cosa fai tu qui?
Eh? Cosa ci fai qui?
- Come l'ha presa? Male? - Non gliene poteva fregare di meno.
- Non ci credo. - Ci ha messo mezz'ora per capire che Filippo eri!
Pensa quanti Filippi ha in testa! Se ti chiamavi Mario, quando uscivo?
Non ci credo. Quando sono arrivato si è affacciata, era pallida.
- Hai visto un culo. - Come?
Si, il suo culo. Non so se era pallido, ma era nudo.
- Hai capito di chi ti eri innamorato? - Lei lo fa per giocare.
Vai a casa da quelle due disgraziata cheti stanno aspettando.
Quelle povere disgraziata che sono da otto ore là vicino alla morte.
- Muoviti E E togliti questo anello! - Me è un suo regalo.
- Pettinati e mettiti la cravatta. - Si.- Andiamo E
Guarda che ti seguo, ti controllo!
Pronto, Gigliola. È tutto a posto, sta tornando a casa.
L'ho riempito di sensi di colpa.
Siccome ho un pò esagerato, tu dovresti fasciani i polsi.
A Chiara ho fatto bere la varechina, dovrebbe fingere di stare male. Ok?
Buonanotte.
Grazie di tutto.
- Lo avresti fatto anche tu per me. - No, a te non sarebbe mai successo.
È vero. Fatti una bella dormita.
- Saverio. - Sì? - Sei un vero amico.
Buonanotte.
(FILIPPO PIANGE)
- Ahi! - Scusa.
Amore mio! (PIANGONO)
- Com'è andata? - Bene, è tutto a posto.
- Che tipo era? - Niente, zero, una donnetta.
- Ringraziamo Dio. - Certo.
(SUONO DEL CAMPANELLO)
Chi è?
(SUONO DEL CAMPANELLO)
Valentina, svegliati che è tardi.
(SUONO DEL CAMPANELLO)
Arrivo!
- Chi è ? - Saverio. - E chi è Saverio?
- Ah, sei tu.- Sì. - Cosa fai qui? - Hai detto di venire alle tre.
- Bè, ripasso più tardi. - No, entra. - Avevamo un appuntamento.
- Vieni. - Sì. - Ciao, amore.
Hai dormito bene?
Hai fame?
Dovresti preparare le tua roba, dobbiamo lasciare questa casa.
Questo signore ci manda via. Devi tornare in clinica.
Purtroppo non dipende da me.
- Mia sorella è molto depressa, sta cosi da due anni.- Si?
- Comincio a "levare le tende". - I mobili li porta via un camion?
(Alice) Ma sta bene solo qui. Ve la regalo!
(Saverio) Ma noi a casa abbiamo un arredamento un pò più classico.
- Mi schiacceresti il "play" della segreteria? - Si.
Alice, sono Bruno. ho una brutta notizia.
Non posso ridarti il milione e otto sabato.
Ma se riesco a vendere la moto, ti darò la metà tra due settimane. Ciao.
Non li rivedrò mai! Che stupida!
Alice, sono Katia. Stasera veniamo in? e ti porto una sorpresa. Ciao.
La trovi tu la sorpresa.
(Uomo) Ciao, sono io. Ti faccio l'ultima offerta.
Ti regalo una Tipo, un Rolex d'oro e conferma il viaggio ad Acapulco.
Deciditi e telefonami, perché devo prenotare. Ciao.
Sono Giorgio, purtroppo l'agenzia ha scelto una francese.
Mi hanno proposto solo cinque pose.
Accetta!
Li ha mandati a cagare. Dobbiamo salvaguardare la tua immagine.
Un giorno capiterà l'occasione buona. Ci vediamo da te stasera. Ciao.
Vai a quel paese, tu e quell'agenzia di merda!
Siamo pronte tra mezz'ora. Valentina, ricordati le medicine!
- Mi passi il telefono ? - Sì.
Pronto, Chicca, sono io. Senti, io devo lasciare questa casa subito.
Lo so, è un guaio. Poi ti spiego.
Puoi ospitare qualche giorno me e Valentina?
Certo, tanto ormai sono sola. Quello stronzo se n'è andato.
- Ah, è tornato? - No, se n'è andato per sempre, con una di Viareggio.
- Sono contenta per te. - Ma sei ubriaca?
Ma figurati, troverò un'altra soluzione. Ciao.
- È tornato il suo ragazzo. - Capita.
Pronto, sono Alice. Sono nei guai.
Ho bisogno di un tetto. Devo lasciare subito la casa.
Chi arriva? Quanti? Oh, Madonna E
(Alice) Oggi non me ne va bene una.
(FRACASSO) Scusa.
Arrivano tutti oggi? Domani, ma è la stessa cosa.
No, gliel'ho promesso. È qui che aspetta. Ha anche rotto la chitarra.
- Se l'appoggiano male, non è colpa mia. - No, non è stronzo.
Scusa. Ha preso un impegno con la famiglia e lo deve rispettare.
Che c'entra se ha le palle o no? Va bè, non ce le avrà...
Va bene, grazie lo stesso. Ciao.
- Perché io non avrei le palle? - Non l'ho detto io, l'ha detto lui.
Uno con le palle cosa dovrebbe fare? Lasciarvi qui?
Ceno, non gli verrebbe in mente di buttare due poveracce per strada!
Ma cosa dico alla mia famiglia?
- Tu immagina di essere Filippo. - lo?
Mi lasci qui. Ti do le chiavi e cambio la serratura.
Cambio il numero di telefono. E tu dici che sono partita.
Per l'Australia 0 per l'Argentina.
Tieni! Dai, tieni.
Ma che mi fate fare? Finirà malissimo!
No, finisce benissimo.
- Posso portare su questa roba? - Portala su.
(Alice) Se stasera non hai niente da fare, qui c'è una festa.
Come? Dovevi andartene e facevi una festa?
(Alice) L'avrei disdetta. Comunque, se vieni mi fa piacere.
Il matrimonio va sorretto con sorveglianza e disciplina.
Se queste due virtù mancano, i coniugi hanno grave colpa.
(Monsignore) Ma se le reinstaurano in tempo, hanno grande merito...
"perché è più difficile ravvedersi che perdersi...
...e il matrimonio dopo si rinsalda.
- Dopo la burrasca, godiamoci il sereno. - Cin, cin.
"Se oggi sereno non è, domani sereno sarà."
"Se non sarà sereno, si rasserenerà."
- È meglio portarlo a letto. - (Infermiera) È stanco. - Grazie.
- Stamattina mi ha scambiato per l'idraulico. - Non dica queste cose.
(SQUILLI DEL TELEFONO) - Rispondi tu? - Sì. Scusate.
- Buonanotte, papà. - Buonanotte. - Buonanotte.
Pronto.
C'è Ivano?
Chi?
Scusi, ho sbagliato.
Ma và?
Davvero? Allora dovrò venire io.
Sì, vengo io. Tra 20 minuti sono da te.
Non preoccuparti, ciao.
- Filippo. Porco Giuda mi scusi, Monsignore. - Finché è Giuda...
- Che succede?- Non hai prenotato il volo charter per l'Itinerario B.
- Io? Quando? - Quando non c'eri con la testa. - Chiara!
- Ci vado subito.- No, questa è la vostra serata. Ci vado io.
- Monsignore, chiedo scusa. - Non si preoccupi.
- Farai tardi?- Trovare un charter non è come trovare un taxi...
- Saverio, se vuoi... - Ne! Ti ho detto di no. Vado io.
- Grazie, Saverio. - Figurati. - (Gigliola) Sei sempre squisito.
Arrivederci.
- Brava! - Auguri! - Grazie. - Auguri!
- Auguri. - Grazie. - Auguri. - Siete stati gentili.
- Non è finita. - C'è una sorpresa per te. - Quale ? - Muna.
(MUSICA ORIENTALE)
Ciao.
(MUSICA ORIENTALE)
- Brava! - Brava! - Brava! - Brava!
- Auguri.- Auguri, Alice! - È il compleanno di Chicca.- Sì?
Auguri, Chicca!
(MUSICA ROCK)
Grazie, ma domani devo alzarmi presto.
- Non preoccuparti. Beata te che lavori. - Ciao.
- Ciao. - Ciao. Mi fa piacere che sei venuto.
Ero libero, così ho pensato di fare un salto.
Festeggiamo il compleanno di Chicca. Ieri il suo ragazzo l'ha lasciata.
- Cosa fai qui da solo? - Niente, stavo qui, guardavo... mi diveniva.
Volevo chiederti una cosa. lo sono qui da un'ora.
Tua sorella è andata in bagno tre volte. Per caso si...?
- Cosa?- Non è che... si droga? - Ma stai scherzando?
Mia sorella è malata, non drogata.
- Si masturba. - Stai scherzando? - È un modo per calmarsi.
Ma uno per calmarsi prende una pillola, non si fa una...
- Cosi fai tu, non lei. - No, mi è venuto...
Alice!
Come stai? È da una vita che non ci vediamo.
Ci avrei giurato!
'Al
- "'Sti cavoli"! - No, ma... E poi non si vede niente.
- Scusate. - Stasera vieni a dormire da me?
(SQUILLO DEL TELEFONO)
(segreteria telefonica) Ciao. Questa è la casa di Alice.
Non sono in casa, lasciami un messaggio e ti chiamerà. Ciao.
Pronto, Alice, sono Phil.
(Filippo) Ho un bisogno disperato di semini, di ascoltare la tua voce.
Forse sei ancora li. Non sei ancora andata via?
(RUMORE DELLO SCIACQUONE)
(con voce contraffatta) Pronto, chi parla?
(con voce contraffatta) Qui non c'è nessuno, stiamo facendo un trasloco.
(con voce contraffatta) Cosa le importa? In provincia di Brescia.
- In provincia di Brescia '?! - Sì. Scusi.
Ragazzi, portate giù quel divano!
Scusi, devo portare via anche la segreteria telefonica.
Anzi, devo staccata subito.
Arrivederci. stronzo!
In provincia di Brescia? Chi c'è a Brescia?
Brescia.
(CANZONE SENSUALE IN FRANCESE)
Spegni la luce.
- Togliti il pigiama. - È tardi. - Lo faccio io. - Non sono in forma.
- (Alice) Sveglia. - (Saverio) Cos'è successo?
(Alice) Niente, sono le tre e voglio andare a dormire.
(Saverio) Mi gira la testa. Ma ho bevuto?
Altroché E Hai fatto anche il bagno vestito E
- Perché sono in mutande? - Non ti ricordi proprio niente?
- C'è qualcosa che devo ricordare? - No, ora vai a casa.- Sì.
- Cosa abbiamo fatto? - Niente.
Rivestiti e vai, se no con tua moglie finisce come con quella di Filippo.
No, mia moglie sa che sono andato a Ciampino.
Quindi in teoria posso anche fare tardi, non succede niente.
- Sì, ma in pratica... te ne vai. - Sì. - Dai.
- (Saverio) Ma cosa abbiamo fatto? - (Alice) Niente.
- Alice, ti voglio bene. - Anch'io. - Si?
Allora magari domani ti chiamo, così possiamo vederci.
- Si, chiamami Buonanotte. - Buonanotte Arrivederci.
Valentina, non dormire qui, andiamo su.
(Saverio) Confermami la prenotazione per gli argentini dal 18 all'8.
Scusa, dall'8 al 18. Piccolo lapsus.
Grazie. Salutami tua moglie. Ciao.
- Cosa c'è? - Poi sono io che non ci sono più con la testa! - Perché?
- Hai sbagliato tutti gli orari. C'è l'ora legale. - Hai ragione.
Ma sono stato tutta la notte a Ciampino per colpa tua!
- Hai risolto? - Sì. Ho dovuto far venire un charter da Atene!
Sono partiti alle tre e mezza! E io sono andato a letto alle 6!
- Erano incazzati?- C'è stato uno che... Bè, te lo risparmio.
Faccio correggere gli orari.
- Cosa c'è? - Niente.- Stai male?
- Per favore! Mi chiedete tutti che cos'ho! - Ok. Stà zitto.
- Agostini. - Si. - Correggimi gli orari. - Telefono subito.
- Qualcuno ha un cachet? Tu ce l'hai? - No. - Ho un mal di testa...
(Filippo) 19, 20.21. 22, 23, 24, 25...
- Filippo, le pratiche... - (ad alta voce} 26, 27, 28, 29, 30.
Basta con questi tranquillanti! Ti massacri il cervello, capito?
- Chiudi. - Cosa? - Chiudi!
Cosa c'è?
- Tu sai dov'è: Chi? - Alice. Tu sai dov'è e non vuoi dirmelo.
No, sei scemo? Te lo giuro sulla cosa più bella che ho. Non lo so.
Poi, anche se lo sapessi, non te lo direi!
- È in provincia di Brescia. - Eh? - In provincia di Brescia.
- Chi te l'ha detto? - Uno stronzo di traslocatore. Ieri ho telefonato.
- Hai telefonato? - Non cela facevo più E - Cretino!
Ha risposto quel cafone che parlava come te quando imiti quel prete.
Guarda. Guarda la Lombardia, la provincia di Brescia.
Ci sono centinaia di paesi. Ma dove la trovo?
- Tu non la devi trovare! - Dammela.
Non ne devi più parlare e non ci devi più pensare! Chiaro?
- E non la devi più guardare. - No... - Qui c'era il Papa, rimetticelo.
Chiaro?
Dio, aiutami Tu!
- Filip - Eh?
Come hai detto che si chiama questa ragazza? Annalisa?
- Alice. - Alice.
La prima volta che hai fatto l'amore con lei, è stato facile?
- HAI DETTO CHE NON NE DEVO PIU' PARLARE! - Ok, basta. Zitto.
- Non farti sentire. - Voglio stare da solo! - Va bene.
Ma a volte fa bene parlarne.
- Non mi interessa!- Ci sentono. - Tutti lo devono sapere!- Scusa.
Scusi, la signorina Alice?
- È in sala di doppiaggio. In fondo alle scale a destra. - Grazie.
No, ah... Dai, piano... piano.
(Alice) No, dai, che mi fai male.
(Alice) Sì... No, più piano.
(Alice) No, dai.
(Alice) No, dai, mi fai male.
(GEMITI DI PIACERE)
No, dai, scusa, sembro una mucca!
Cosa fai li? Vieni dentro.
- Facciamo una pausa? - Va bene, vado a prendere un caffè.
Io faccio una telefonata.
- Ciao. - Ciao.- Che lavoro fai? - Doppio le zoccole. - Zoccole?
Mi chiamano solo per doppiare le zoccole, è la mia specialità.
- Che palle, non ne posso più. - Sono arrivato in anticipo.
- Sì. lo finisco tra mezz'ora, ma non è quello il problema. - Qual è?
- Stasera non posso. - Oh, no!
Ho un appuntamento di lavoro. Per me può essere importante.
- Di sera? - Si, è una cena di lavoro. Che c'è di strano?
Porca miseria, avevo prenotato al ristorante messicano!
Ci andiamo un'altra volta.
Ma non è facile. Mi ero organizzato bene con la famiglia, capito?
- E poi dove vado vestito così? - Mi dispiace, ma è lavoro.- Certo.
Pensi di fare tardi? Potremmo vederci dopo cena.
- Non lo so. - Certo. - Alice, riprendiamo? - Si.
- È uno serio quello con cui esci? - Non parliamone, per scaramanzia.
- Sì. - Scusa, adesso devo lavorare. - Certo.
- Posso restare a vedere quello che fai? - Se ti diverte: Sì.
- Ti dispiace guardare da fuori? - Ok-Grazie
- Buonasera. - Buonasera.
- Riprendiamo dall'entrata del negro. - Ok. Ciao.
(Uomo) Scendi, stronza.
- A me "stronza" non lo dici E - Sei un poveraccia.
Toglimi le mani di dosso! Per chi mi hai preso, per tua moglie?
Tu non hai capito niente della vita, rimarrai sempre un'accattona.
- Cosa fai tu qui?- Per fortuna c'ero! - E cos'hai risolto?
Ho preso il numero della targa. ROMA 03112A. Grigio metallizzato.
Ti ha fatto male?
Non fare cosi. La vita è fatta anche di... stronzi come lui.
(Alice) Dopodomani avevo un servizio fotografico, non potrò più farlo.
Ho messo un pò di ghiaccio qui.
- Prova a vedere se si sgonfia. - Ahia!
- Perché ti ha picchiato? - Perché non gliel'ho data.
Bè, stasera non gliel'hai data, ma chissà in passato...!
Ma chi sei? Cosa vuoi da me? Cosa ci fai nella mia vita?
- Pensavo che dopo quello che c'è stato tra noi due... - Cosa?
Come? L'altra notte, no?
- Ma smettila. - Perché, non c'è stato niente?
Qualcosa ci sarà stato, no?
Comunque, se uscivi con me, non ti succedeva niente.
Perché, tu non volevi la stessa cosa? Di' che non è vero.
- Non è vero. - È vero. - Non è vero. - È vero.
Si, è vero. Però non a quei livelli, più...
Tu per me sei anche peggio. Sai perché? Perché sei un ipocrita.
- Io? - Si.
Dai, avanti, vediamo.
- Scherzi o dici sul serio? - Sbrigati, ti do un minuto.
Lo faccio per te, non per me.
- (Alice) Dai, avanti. - Ma c'è tua sorella.
- Non c'è, è in clinica. - Eh? - È in clinica!
Dai.
Dai.
Ma dai, così è improponibile!
- Cosa fai? - Niente, si è incastrata la cerniera.
- Dai. - Eh? - Vieni.
- Là ? - Sì, vieni.
Mi si è rotto qualche dente della cerniera...
- Scusami. - Di cosa?
- Posso dirti una cosa? - Sì.
Io lo faccio solo con chi mi piace. Capisci?
Sì, ho capito. Ho capito che non ti piaccio.
Ti è mai successo che qualcuno, col tempo, alla fine ti è piaciuto?
Non me lo ricordo, può essere.
- Mi faresti una cosa? - Cosa ti devo fare?
No, mica... Quello che facevi al doppiaggio.
- I mugolii? - Sì. Me li registri?
- A quest'ora? - Ti prego. Per scherzo.
- Ho sonno. -Ti prego, dai. Così, per scherzo. Erano carini.
Ah... Dai... Dai, sì...
Falli meglio, dai.
Puoi dire anche il mio nome?
- Va bene, come ti chiami? - Come? Saverio! - Ah, già.
Ah... Dai. Saverio, Dio, cosa mi fai?
Ah... Sì. Dai, Saverio. No, mi fai male.
Ah, ah! Sì, dai... Sì, Saverio, dai, dai!
(GEMITI DI PIACERE)
Tieni, così te li senti quando vuoi.
- Grazie. - Buonanotte.
Buonanotte.
Dai.
Ecco, la carta d'imbarco e il biglietto. Mettilo via.
Non pensavo di dover andare da sola a prendere nostro figlio.
Non farmi sentire in colpa!
Sappiamo com'è la burocrazia là. Chissà quanti giorni ci vorranno.
E chi resta in agenzia? lo non mi fido di Filippo.
- L'unico con la testa sulle spalle sono io. - Saverio...- Si.
Dimmi la verità, sei contento di prendere questo bambino?
- Perché, facciamo in tempo a... - Ormai no.- Allora sono contento!
-Vedrai, questo bambino ci unirà sempre di più.- Lo so.
- Ciao amore, buon viaggio. - Grazie: Chiama. - Si.
- "Ad mai ora". - Ciao.
Ciao.
(Alice, dell'autoradio) Ah... Dai. Saverio, cosa mi fai?
(Alice, dell'autoradio) Ah... ah... Si, dai, Saverio. No, mi fai male.
(GEMITI DI PIACERE)
Che vuoi? Pensa a lavare il vetro.
(Alice, dell'autoradio) Sì, Saverio, dai. dai... Ah... ah...
Grazie, Saverio.
- Buongiorno a tutti. - Buongiorno. - Dottor Saverio, buongiorno.
Monsignor Roccabandini è di là col dottor Filippo, la sta aspettando.
- Tieni un attimo. Quando è arrivato? - Venti minuti fa.
- Metti questo nastro nel mio cassetto e chiudilo a chiave. - Sì.
(SQUILLO DEL TELEFONO) Agenzia Urbi et Orbi, buongiorno.
Si, onorevole. Domattina alle 9:15 da Fiumicino. Prego, buongiorno.
Monsignore, come va?
- Bene.- È un piacere vederla. - Anche per me.
- Lo hai riattaccato? - (sottovoce) Non rompere i coglioni.
- Prego? - Dicevo a Saverio di certe prenotazioni sui vagoni.
- Monsignore è venuto per una cosa interessante. - Interessantissima.
- Cioè? - C'è una monaca... Santa, no? - Alt, attenzione alle parole.
Monaca, ma non ancora santa.
Per ora è più giusto parlare di suggestioni collettive.
Però delle guarigioni sono effettivamente avvenute.
Sì, sono all'esame della Commissione Pontificia.
Però, in attesa del responso ufficiale, che sarà positivo...
...io promuoverei in anticipo i fenomeni e la località,"...
...che anche turisticamente presenta grandi attrattive.
- Davvero? - Guarda. - Sì.
È un'isola in mezzo al lago, con 13 chiesetta nel verde.
Lei cosa ci consiglia di fare?
Prima di tutto fate un sopralluogo. Giochiamo d'anticipo.
- Ci si può passare anche la notte? - Perché? Un giorno basta.
Certo, ma pensavo di poter fare le cose con più tranquillità.
C'è già una specie locanda.
Sai, essendo partita mia moglie, domani potrei fare un sopralluogo.
Possiamo andarci domani mattina insieme.
- Bene. - Già, ma qui chi rimane? - Infatti.
- Ti dispiace andarci da solo? - Bè, preferivo andarci con te..
Comunque io ci vado, così ci rendiamo conto e...
- Poi, domani sera, mi dici... - Tutto quanto.
- Ma non sarà una cazzata? - Qui guariscono più persone che a Lourdes.
Poi sembra che sia bravissima a guarire le malattie mentali.
Certo, quello che conta è anche la fede.
- Io non so se ho la fede. - L'importante è che ce l'abbia io.
(MUSICA CLASSICA DALLO STEREO)
Scusate un attimo.
(Alice) No... ah... Dai, piano.
(Alice) Sì, così... Ah! Sì... sì... No, dai, mi fai male.
(Alice) Ah! Dai, sè: bravissimo.
(Ance) Dai... ah" Dio, Saverio, cosa mi fai i?
(Alice) Ah " ah", Sì, dai, Saverio. No, mi fai mafie.
(Alice) Sì, dai, Saverio. No, mi fai mafie.
(Alice) Ah... ah.” Sì, dai, dai. Ah, Saverio, Sì... dai, dai...
(GEMITI DI PIACERE)
- Cos'è? - Una cassetta. L'ho trovata lì. - Dove?
- Chi ve l'ha data? - Non lo so, era lì.
(Alice, dell'autoradio) Dai... ah.. Dio, Saverio, cosa mi fai .?
(Alice) Ah, ah." Sì, dal, Saverio... No, mi fai mafie.
Questa me la paga.
(Infermiera) Numero 20.
Perché ti preoccupi tanto per Valentina?
Perché... sono affezionato ate e anche a lei.
- (Infermiera) Numero 24. - Noi che numero siamo? - 30.
Dio, mi tremano le gambe.
Non ti preoccupare. Dopo andiamo in albergo e ti rilassi.
- In albergo? - si.
Perché mi guardi così?
Ora capisco perché ti dai tanto da fare.
Vai a cercare Valentina, che adesso ci chiamano.
Valentina! Dai, tocca a noi!
- Numero 30! - Ecco! Dai, tocca a noi.
Minuti-lui. ambi-lini.
Quando le racconti i suoi problemi, non dirle quello che fa in bagno.
- È la cosa più importante: Non mi sembra il caso di raccontargliela.
Va bè... questo è il numero. Falle un quadro preciso.
- Se puoi, saltala, dai! - Ne E
Buongiorno, madre, io ho una sorella che ha dei gravi disturbi nervosi.
Io vado a fare un'offerta. Tu aspetta qui perché tra poco ti chiameranno.
- Vorrei fare un'offerta per la... - Li metta là. - Grazie.
Sono dell'agenzia Urbi et Orbi, dopo posso parlare con la Santa Madre?
- Va bene. - Grazie.
Spero che lei la possa aiutare lo stesso. La chiamo?
Valentina.
Ti può aiutare.
- Com'è andata? - È stato terribile.
- Perché? Cosa ti ha detto? - Niente, ha un alito tremendo.
- Fortuna che è in odore di santità. - Bè, i santi sono sempre a digiuno.
Non ridere, facciamo una brutta figura.
E certo! Brutto figlio di puttana!
(GRIDA DI REAZIONE)
- VIENI QUA! - Che vuoi? - Saverio! - Giù le mani.
- Vattene in provincia di Brescia! - Brescia? - Ma che vuoi?
Vieni qui che ti spacco la testa!
- (Alice) Filippo! - (Filippo) Ti ammazzo, infame!
INSOMMA, CHE SUCCEDE? SAVERIO! FILIPPO!
SIETE DUE STRONZI! Vieni, Valentina, andiamo a casa.
STAVOLTA TI STRAPPO GLI OCCHI! SEI UN UOMO MORTO!
- (Saverio) Guarda che siamo in chiesa. - (Filippo) "'Sti cazzi"!
(Saverio) Allora guarda.
(Filippo) Che fai con quel candelabro?
- Te lo do prima in fronte e poi sui denti. - Fermo, vuoi ammazzarmi?
(SUONO DEL CAMPANELLO)
(SUONO DEL CAMPANELLO)
(SUONO DEL CAMPANELLO)
(SUONO DEL CAMPANELLO) Un momento, arrivo!
- (arrabbiata) Chi è? - Scusa, non mi picchiare, sono il fioraio.
-Ah, grazie. - Qui ci sono altri fiori, ma non te li ho portati io.
Strano, si vede che non ho sentito il campanello. Bè, lasciamoli qui.
- Mi dai l'altro biglietto? - Tieni.
Scusami, ho i soldi di sopra, magari te li do la prossima volta.
Non preoccuparti, l'ultima mancia me l'hanno data due anni fa!
27 messaggi! Ma cos'è successo?
(Filippo) Alice, sono Philip.
(Filippo) Non avrei mai immaginato di riavvicinarmi a te in questa modo.
(Filippo) È 11:30 di notte, e non mi sono ancora calmata.
Ti chiedo perdono per quello che ho fatto oggi...
...ma quando ho sentito quel nastro con te e mi, ho perso Sa testa.
Ma come hai fatto ad andare a letto con lui? E a registrarlo!
Alice, ti ha plagiata come ha plagiato me. È un essere satanica!
Io lo odio! E ti odio.
(Filippo) Sono sempre io. Scusa, dimentica il messaggio precedente.
Non ti odio, odio solo lui, a te ti amo.
(Saverio) Alice, sono Saverio. È 11:42 e forse stai dormendo.
(Saverio) lo invece non riesco a dormire.
Quando ti sveglierai, avrai già ricevuto i miei fiori.
Sono rose e gigli, rappresentano l'amore e l'innocenza.
Perché io sono innocente! La colpa è di quel pazzo, di quella bestia!
- Chi sono questi due idioti? - Sono miei amici.
- C'è del caffè? - Trovi tutto in cucina.
(Saverio) Alice, sono le 4,
Sono pieno di tranquillanti, di ansiolitici... sto malissimo.
Chiamami, se mi chiami sto meglio. Sto soffrendo come un cane.
Telefonami. Anche senza i due squilli, chi se ne frega?
Mi giuri che mi chiami? Grazie, scusa. Ciao.
Grazie Mi porti dell'acqua minerale non gasata, per favore.
- Ha invitato anche te stasera? - Perché, ha invitato anche te?
Credevi che ti lasciassi il campo libero?
- Guarda che io sono rientrato massicciamente. - Ma vai a cagare.
Non provocarmi, non voglio litigare, sono venuto per trattare.
Trattare cosa?
- Uno di noi è di troppo. - Tu. - Allora non hai capito.
Così non combiniamo niente, né io né te.
Se stasera andiamo là tutti e due, cosa combiniamo?
Finisce come sull'isola, o peggio. E non solo stasera, tutte le volte.
- E allora? - Facciamo un giorno per uno.
- Spiega meglio. - Uno va nei giorni pari e l'altro nei giorni dispari.
Senza rompersi le scatole, chiaro?
- E le domeniche e i festivi? - Stiamo con la famiglie.
Anzi, patto di mutua assistenza con giustificazioni e alibi.
- Non ci sono alternative. - Chi comincia?
Testa o croce?
Croce.
Ma che cazzo!
- Guarda dentro.- Mi hai macchiato. - Che ti importa? Guarda dentro!
- È dentro un litro di sugo! - Fai la "Scarpetta"!
Guarda dietro i piselli.
- Non si vede. - Dai.- Non c'è! - Guarda sotto lo spezzatino.
- Non c'è. - Guarda bene, togli il sugo.
- Non c'è. - Dai. Eccola li.
- Cos'è?- Croce. - Guarda bene. - È croce. - Croce?
- Croce. - Va bene.
Va bene.
- A Gigliola ho detto che sono a cena con... - Gli operatori turistici.
- Coreani. - Coreani.
- Buona serata. - Vaffanculo.
(Donna) Marzia, non fare cosi, calmati.
- (piangendo) Avevo la spirale. - Quando te ne sei accorta?
- Lunedì, ho fatto le analisi. - Tuo marito lo sa?
- No, quello mi ammazza!
La spirale è una fregatura, anche mia madre è rimasta incinta.
Phil, abbiamo un problema. Marzia deve abortire.
Abbiamo fatto una colletta, ma ci mancano 300.000 lire.
- Tu ce le hai? - Sì, ma io sono contrario all'aborto, è un delitto.
- Sei anche contro l'adulterio? - No... che c'entra?
- Dai, non fare il tirchio. - Non è una questione di tirchieria.
Io ti do tutto quello che ho. Prendile, saranno 500.000 lire.
Scusami, ma quando se ne vanno?
Non lo so. Anche le altre hanno un sacco di problemi.
- Avevamo deciso di andare a cena fuori. - Ci andiamo domani. - Ok.
No, domani non posso.
Sono terribili!
Perché scuote la testa? Mi legge la mano e le cane e scuote la testa?!
Mi succede qualcosa di grave?
È una situazione sentimentale molto complessa.
Io vedo ambiguità, dualismo, alternanza.
- Quest altro uomo c'è e non c'è. - Ma quando c'è cosa fa?
(Cartomante) Vediamo subito.
- Sesso? - No.- È sicura? Questo non è sesso?
- In questa posizione significa morte: La sua? - No.- La mia?
- Forse finirà l'amore. - Bè, prima o poi tutto finisce, tutto muore!
Mi dia un consiglio, perché sto soffrendo come un cane!
- Non ti fidare di quest'uomo. Lui non si fida di te.- Lo sapevo!
(PAROLE NON UDIBILI)
(PAROLE NON UDIBILI)
Ridicolo buffone che non sei altro.
(PAROLE NON UDIBILI)
- Alice. - Sì.- Vuoi che prenda la macchina e la porti qui?
- Cosi non fai il tragitto da qui a là? - Grazie. - Vado a prenderla?
-Alice, l'accappatoio. - Va bè, la porto qui, cosi non ti stanchi.
Valentina, mi apri?
Valentina! Ma sei scema?
Oh! Apri! Prendi le chiavi dal cruscotto!
Valentina, apri!
Sei matta? Ci sono 50 gradi li dentro. Vuoi morire soffocata? Oh.
Alice! Vieni, Valentina non vuole aprire!
Apri, cretina! È chiusa dentro e non vuole aprire E
Valentina, apri! Fai qualcosa, cazzo!
- Poniamola all'ombra. Chi mi dà una mano? - Rompi il vetro, no?
- Ma la macchina è intestata a mia moglie. - Ma vaffanculo!
Che fai con quel sasso?
Piano.
- Valentina. - Andiamo al Pronto Soccorso.
Valentina.
Mannaggia!
Giocano a fare gli sposini. Imbecilli!
Il mio agente ha voluto farmi rinnovare tutto il book.
Faremo delle buste e le spediremo in tutta Europa, e a Los Angeles.
Grazie.
(Alice) Ti piacciono?
Ma mi ascolti? A cosa pensi?
Ai giorni passati lontano da te per colpa di quel Giuda schifoso.
Mi mancava l'aria. Allora prendevo la macchina e vagavo senza meta.
- Poi ho trovato un bel posto e allora andavo sempre li. - Dove?
- Sulla Cristoforo Colombo. - Dalle mignotte? - No, no!
Una sera, passando, ho visto un cartellone luminoso.
Ii 'gnu:
C'era un mare azzurro con al centro una sirena e sopra una scritta.
- "L'alice dei tuoi sogni". - Che Alice era?
In salsa piccante.
Ho mangiato alici per una settimana. Avevo una sete...
- Sei carino questa sera. - Davvero? - Si.
(COLPO SUL TETTO)
- Lo senti? Cos'è questo rumore? - Sarà un gatto.
(COLPO FORTE SUL TETTO) Ma questo è un ippopotamo!
Va bè, non importa, non ti distrarre.
- Aiuto! - AH!
- Chi è? - (Filippo) Aiuto!
Non è successo niente, pago io. Domani ti faccio aggiustare tutto.
- Disgraziato, ti ammazzo! - FERMI! - Ti stacco la testa. - Siete matti?
- Assassino, farabutto! - Ma cosa siete, bestie?
Questo è il mio giorno. Rispetta i patti, capito?
Se vuoi essere fiscale, la mezzanotte è passata, quindi è martedì.
- Di chi è il martedì? È mio! - Ma non dire "fregnacce"!
- Io ti stacco la testa! - FERMI! ZITTI!
Porca miseria! Ora voglio sapere che significa "giorno mio e giorno tuo"?
Un giorno lui è venuto da me e mi ha detto: "Trattiamo".
- Non l'ho mai detto. - Lo hai detto.
Ha detto: "sono qui per trattare. Un giorno a me e un giorno a te".
Va bene, l'ho detto. Ma lui ha accettato. Ha fatto testa o croce.
Che schifo. Ma cosa sono, una multiproprietà?
Non vi vergognate?
- Non mi sembrava così grave. - È come dire: "Vinca il migliore".
C'è un migliore? E io cosa sono, il premio?
Allora facciamola più semplice, e meno offensiva.
Io alla multiproprietà preferisco il condominio.
Spogliatevi e mettetevi a letto.
Io vengo subito.
- Vuole farlo in tre? - Eh? - Un ammucchiata?
- Io lo facevo da solo, se non venivi tu a rompere le palle: Scusa.
Sì, certo.
Lascia!
- Ma... ti sei tolto le mutande? - lo non le porto mai.
- Neanche in agenzia? - D'estate no, mi danno fastidio.
- Filippo. - Eh? - Senti, scusa...
Mi fai stare a destra? Mi riesce meglio.
- In due. Ma in 3 cambia tutto. - Ah, giusto.
- Secondo te, lei dove si metterà? - Lasciamo decidere a lei.- Giusto.
- Anche perché lei queste cose le sa... - Dopo ne parliamo.
- Non mi mettere psicologicamente già... - Mettiti a letto. - Si.
- Si sta facendo la doccia? - Non lo so.
- Non sarà uno scherzo? - Ora lo vedrai.
- Se non te la senti... - lo me la sento.
- Tu non te la senti? - lo sì.
Mi metto in mezzo?
Allora, volete farlo insieme 0 uno alla volta?
Possiamo spegnere la luce? Forse viene meglio.
Se si può, eh?
(SOSPIRI E BACI)
(Filippo) Guarda che questa è la mia spalla.
(Saverio) Scusa, col buio, sentivo la pelle liscia...
- (Alice) Il buio l'avete voluto voi. - (Saverio) Se volete, riaccende.
(Saverio) Anzi no, non riaccendiamo. Aspettate che mi metto meglio.
(Saverio) Filippo, togli l'orologio, mi hai graffiato.
(Filippo) scusa.
(Filippo) Ma di chi è questo calzettone?
(Saverio) Scusate, mi sono dimenticato di toglierlo.
(Filippo) Va bè, ma allora... E (FRACASSO)
Scusate, ma si è rotta una gamba del letto.
Andate al diavolo tutti e due, mi avete stufato! Buonanotte.
- Scusa, ma... - Uno di noi è di troppo.
- Sì, ma bisogna vedere chi! - Bene.
- Ciao.- Ciao, bentornata! - Mircea, saluta papà.
"Grazie, papà, che mi ha dato famiglia. Viva Italia."
- "Pam, pam"! - Sei matto, con tutto quello che ha passato?- Scusa.
- Ora papà ti compra un altro regalo. - Grazie. - Prego, amore.
- Come si chiama? - Mircea. - Va bè, chiamiamola Marcello.
- Non ti piace?- Il nome o lui? - Lui.- È carinissimo.
Qui ho messo le mutandine e le maglie e qui metto le camicie.
Domani andiamo a comprare le altre cose con papà.
Ehm... domani ho una riunione importante con i coreani.
- Andiamo dopodomani. - Dopodomani?
Dopodomani sarà una giornata intensa. Te lo dovrei confermare.
Va bè, ho capito. Ci andremo io e te.
Ora vado a disfare le valigie, tu intanto fai conoscenza con papà.
- Parlaci.
Schillaci. Hagi, "di tuo paese".
Hagi... Schillaci. Insieme: "Schillhagi".
Ma cosa sei, una mummia? Andiamo a vedere Roma dal terrazzo, dai.
(Saverio) Questa è Roma, la tua nuova città.Ti piace?
Guarda, la cupola, i castelli...
"palazzo Farnese e il Gianicolo con il fontanone.
- E poi, il "cupolone" di San Pietro. "Timisoara cupole"? - No.
- Pazienza. - "Grazie, papà, che mi ha dato famiglia".- Figurati.
- Poi... - Saverio, puoi venire? - Perché? - Ti aspetto in camera.
Andiamo dalla mamma. Cosa succede?
- (Saverio) No, il bicchiere no. - (Caterina) PUTTANIERE!
- È la marcia su Roma? - No, è il terremoto di Messina!
(Caterina) Mi fai schifo! SEI ANCHE DIVENTATO PADRE, MI VIENE IL VOMITO.
(Saverio) Ma che cazzo urli?
- Ma sei scema ? - Sei un verme! - Zitta, ti sentono tutti.
- DEVONO SAPERLO TUTTI. NON FARTI PIU' VEDERE! - Zitta. Non urlare!
- VATTENE.- Zitta, ci sentono tutti. - ECCO IL TUO BAGAGLIO.
- Non urlare, dai. - URLO QUANTO VOGLIO. BRUTTO SCHIFOSO. TI ODIO!
- Il phon. Mettilo in una sacca... - ECCOLO! TI SPACCO LA TESTA!
- VATTENE. - Zitta, per favore. - VATTENE!
Perché mi guardi? Vattene. Torna a Timisoara.
(SUONO DEL CAMPANELLO)
(Saverio) Chi è?
(Filippo) Un amico.
Machiavelli diceva che in amore e in guerra tutto è permesso.
Alzati, ho parlato con tua moglie, ti aspetta.
Certo, ormai ha perso la fiducia in te, avrai meno libertà.
Perché non fai un viaggio? Portati anche il bambino.
Sai che è carino? Ti assomiglia. Puoi anche dire che è figlio tuo.
Chiede sempre dite. "Dov'è papà? Grazie nuova famiglia. Buono papà."
Hai un grosso impegno, molto più serio che se fosse figlio tuo.
- Hai finito? - Si.- Sai qual è la differenza tra noi due?
Io ti ho convinto a tornare a casa, ma tu con me non ci riuscirai mai.
Tu verso di me hai commesso una delle azioni più infamanti...
...più orripilanti, più orride, più schifosa che si possano architettare.
Con quale risultato poi?
Io sono qui libero e sereno, mentre tu sei incastrato nella famiglia.
(RISATA SARCASTICA)
Ma stai tranquillo, non faccio spiate e neanche ripicche.
Non ci saranno giorni pari o dispari, non ci saranno domeniche né festivi.
Tutti i giorni sono uguali.
Hai detto che uno di noi era di troppo? Quello sei tu.
Levati dalle palle e lasciami dormire.
La luce.
Spegnila.
BASTA! NON VOGLIO VEDERE PIU' NESSUNA TRACCIA DITE!
SEI UNA MERDA! SEI UN MAIALE!
TI ODIO! MALEDETTO IL GIORNO CHE TI HO INCONTRATO! LURIDO IPOCRITA!
Amore, buttami anche i costumi e la racchetta.
- Anche le palle, così non ce le rompi più. - Ma come parli?
Sei un coglione. Dovevi proprio svegliarla di notte per dirglielo?
Tutti hanno l'amante, ma non lo vanno a dire in giro.
Quando sarai grande, capirai che quello che sto facendo...
- È una cazzata colossale! - Ti proibisce di parlarmi cosi.
Tu e tua madre... andate a cagare.
- Per piacere, metta una tavola sotto il materasso. - Va bene.
- Queste sono per lei. - Grazie. - Prego.
Anche tu stai qui?
Porca miseria...
- Buongiorno, Agostini. - Scusate, queste lettere sono per voi.
- Cos'è? - Legga.
- "Esonerati dagli incarichi"? - Ci hanno cacciati.- Ma chi?
- La direzione. - Qui la direzione siamo noi!
Si, ma la proprietà è delle vostre mogli.
Se noi due ce ne andiamo, qui la "baracca" crolla. Lo sai, no?
Si, ma le signore hanno già preso i vostri posti. Vada a vedere.
- Hanno preso i nostri posti? - Cosa devo fare? - Stai zitto.
- Scusa. - Si? Mi controllate la partenza per Lisbona? Grazie.
- Stanno lavorando. Sono al telefono. - Questo è un ricatto.
- Ora parlo con questa stronza...! - No, diplomazia. - Per carità!
Non mettetemi nei guai, la mia situazione è molto imbarazzante.
E poi oggi non è giornata. Questi sono i vostri oggetti personali.
Provate a mettervi nei miei panni.
Come osi parlarci con questo tono? Fino a ieri mangiavi pane e riso!
Ti abbiamo raccolto sugli alberi mentre coglievi le ghianda.
- Con quest'aria da "ducetto" da quattro soldi! - Andiamo.
- Gli tirerei la valigetta in testa. - Ma no! Andiamo dall'avvocato!
(Saverio) Ora fa anche il borione, questo pezzente da due lire!
- Ho parlato con il padrone. - Allora?
- Mi fa mettere un lettino qui e ci fa 45.000 lire in due.- Buono.
- Cappuccino compreso? - Si. - Gli hai detto degli scarafaggi?
- Sì. Che ti ha detto? - Che sono compresi nel prezzo. - spiritoso!
- Non preoccuparti, sistemeremo tutto: Filippo. - Dimmi.
- Devo parlarti. - Ha telefonato? - No. È una cosa riservata, chiudi.
Siediti.
Non te l'ho mai detto e forse nemmeno lo immagini.
- Io non sono mai stato con Alice. - Come? - Mai.
- E il nastro? - L'ha inciso come fa al doppiaggio.
È stato quasi un atto di carità, una cosa penosa. Hai capito?
- Mi sono ridotto così per niente. Almeno tu.. lo cosa?
L'unica volta che stavo per riuscirci mi sei caduto in testa. Fanculo.
- Stai scherzando? - Giuro.
- Sei pazzo! Lasci due volte la famiglia per una che non... - E tu?
Saverio, comunque... io non vivo senza di lei.
- Mi ha preso la testa. - A chilo dici!
Sai cosa mi ha detto? Che mi vuole bene, però non l'attiro fisicamente.
- Ha detto la stessa cosa anche a me.- Anche a te?
Comunque, ci sarà una speranza. Dovrà pure crollare sotto questo assedio!
- Ma si! Crolla il Colosso di Rodi e non crolla lei? - Eh!
- Uno di noi deve riuscirci, assolutamente. - Si.
- E se ci riesci tu, sono più contento. - Anch'io se ci riesci tu.
No, io sono più contento se ci riesci tu, ma qualcuno ci deve riuscire!
- Quanti soldi hai in tasca? - Vediamo un pò.
- Sono... 61.000 lire. - Dammene 30.000. - Tieni.
- La porto in pizzeria. - Ma non ti bastano!
- Mangerò un crostino con le alici. - Prendine altre 10.000. - Ok.
- Ok. - Ti serve una tessera della SIP?- No, ho il gettone.
- Dammela, non si sa mai. - Infatti. - Ciao. - Ciao.
In clinica non la tengono più.
Dicono che dopo un anno deve cambiare ambiente.
Non migliora, non mangia più.
Non so più cosa fare. Dove la metto?
E poi, in questo periodo mi va tutto male. Anche il lavoro.
Non mi piace quello che faccio. Non succede mai niente.
Conosco tanta gente, ho tanti amici, ma è come se non ci fosse nessuno.
- Anche io non sono nessuno? Qualcosa sarò, no? - Si, tu sì.
- Alice. - Hm?
(SQUILLO DEL TELEFONO)
- Ti prego, non rispondere. - Magari è una telefonata di lavoro. - No.
Pronto. Ciao, Filippo.
- No E Porco Giuda! - Vuole parlare con te. - Va bè...
Se è uno scherzo, mi incazz...
Quando è morto?
Davvero è meno?
Certo che dobbiamo andarci, almeno peri parenti.
Va bene, ci vediamo li.
Non stai scherzando, vero? Ciao.
- È mono mio suocero. - Mi dispiace. - Figurati a me!
Dai, vai.
Mi dispiace lasciarti cosi, volevo starti vicino.
Sto meglio. Stasera vado a prendere Valentina e domani andiamo al mare.
Fa bene a tutte e due.
Alice, mi togli l'orecchino?
Non posso presentarmi davanti alla salma così. Riesci a togliermelo?
(RITO FUNEBRE IN LATINO)
- "Mio papà"! - Eh? Ciao.
Ci avrà lasciato qualcosa?
Vai a baciarlo.
- Non mi va. - lo l'ho baciato.
- Non l'hai baciato. - Era freddo.
Potevi toglierti le mèche, no?
No?
Valentina, vado a fare una telefonata.
Se mi prendono per quel lavoro in Argentina, ti porto con me.
Forse li starai meglio.
Aspettami qui.
Non puoi fargli un telex?
Non lavoro da due mesi. Mi sono rotta le palle!
Ci dovranno dare una risposta, no?
Scusa, ti richiamo.
Valentina!
Valentina!
Valentina!
Valentina.
VALENTINA!
NO!
Quante deviazioni hai i Quante deviazioni hai!
Quante deviazioni hai i Quante deviazioni hai!
E non mi dire che sei pura come un giglio,"
"che sei un padre e hai un figlio!
Credi che basti avere un figlio per essere un uomo e non un coniglio .?
Quante deviazioni hai!
Quante deviazioni hai!
Quante deviazioni hai i Quante deviazioni hai!
Filippo, ti sembra normale questa festa?
È come un rito primitivo, una danza della morte.
- Quelle cose che fanno nel Borneo. - Si, solo che noi siamo a Roma.
- Io la capisco sempre meno. - Lo fa per stordirsi, è disperata.
(MUSICA DA DISCOTECA)
- È rimasta sola. - Perché è sola? - Perché - Perché è sola?
Perché non ama nessuno. È un'egoista travestita da altruista.
Ama solo se stessa.
(MUSICA DA DISCOTECA)
- Saverio? - Sì?
- E se fosse pazza come la sorella? - Ho pensato anche a questo. Però...
Non mi tornano i conti.
- No... Secondo me, invece, sai com'è? - No.
Non funziona a livello sessuale.
Deve avere qualcosa... Per me è una mezza frigida.
- Forse è lesbica. - È anche mezza lesbica, sicuro.
- Deve avere un blocco. Ha un blocco, dai. -Almeno con noi ce l'ha.
(RONZIO)
- "Mortacci tua"! - L'hai presa? - Guarda. - Ma che era, un gallo?
- Filippo, io "sono arrivato alla frutta". - lo non ce la faccio più.
(COLPI ALLA PORTA)
- Chi è? - Chi è? Avanti.
- Ciao. - Ciao. - Ciao.
- Vi ho portato i cornetti. - Grazie. - Mamma mia che cesso di pensione!
- Dà un bacetto a papà. - Sono con la crema?
Sono 300.000. Le ho prese alla mamma e si è incazzata con la filippina.
Grazie, tesoro, non c'è più bisogno. Stasera papà torna a casa.
- Ti ha "dato buca". - No, è una scelta.
- È una scelta. - E lui? - Anch'io.
- Ci riprenderanno? - Si, non hai visto come ti guardava al funerale?
Anche la mia... La conosco, dai. Vai.
Questi li tengo io. Ci vediamo a casa.
- Le dai 300.000 lire? - Su, dai, ormai! - Ma sono tre "piatte".
Per favore, Saverio!
(SQUILLI DEL TELEFONO)
- Sarà... - Se è il proprietario, digli che lo paghiamo stasera.
Pronto? Alice!
Ciao. No, siamo svegli da tanto. Dimmi.
Adesso ? Arriviamo tra 10 minuti. D'accordo.
Ci vediamo dopo, ciao.
- Allora? - Ci vuole vedere. - Insieme? - Si.
- Dov'è Chiara? - Se n'è andata. - Fermala, fatti ridare i soldi.
- Non farla andare via. Sbrigati. - (Saverio) Chiara!
- Scendi - (Saverio) Chiara, riportaci i soldi.
- Se stavolta vuole fare l'amore in tre, che facciamo? - Lo facciamo.
- Però, niente inibizioni. - Ti giuro che sono preparato.
- È socchiusa. - spingi. Apri, no?
- Alice, ci sei? - Sarà di sopra. - Vai a vedere.
Alice.
- Allora? - I vestiti non ci sono più.
Ascolta la segreteria.
(Alice) Filippo, Saverio, sono all'aeroporto, sto per partire.
(Alice) Non ho salutato nessuno, ma voi due siete speciali.
Oltre che due amici, siete i padroni della casa dove sono stata bene.
Ve la riconsegna.
Ora che non c'è più Valentina, ho bisogno di cambiare vita.
Le mie foto sono arrivate nelle mani di qualcuno che ha detto:...
.. "Ha la faccia di Dolores De Cordera.
Sarebbe una specie di eroina della rivoluzione messicana.
120 puntate da 70 minuti, e se va bene, fanno anche il seguito.
So ci provo.
Vi devo salutare, l'aereo sta partendo. Non mi dimenticate, ciao.
E va bè, così ci ha risolto tutti i problemi.
Saverio, ma senza stiamo meglio?
- A me già manca l'aria - A me manca tutto.
Mi comprerò 100 scatole di quelle alici.
Filippo, cosa ne facciamo di tutta questa roba?
La lasciamo così, magari un giorno...
Sai, dovesse tornare...
Giusto.
Andiamo a casa.
Dai, và.
Prenditi quello che sei...
...e non rimpiangerti mai.
Se non ti piaci, vedrai...
...non cambierai!
Non cambierai!
Non cambierai!
Non cambierai... mai!
Prenditi quello che vuoi...
...e non nasconderti mai.
Guarda le spalle che hai.
Forse ce la farai!
Forse ce la farai!
Forse ce la farai!
Forse ce la... Forse cela... Forse ce la... Forse ce la...
Guarda che cielo che hai!
Guarda che sole che hai!
Guardati e guarda cos'hai!
E guarda dove vai!
Guarda dove vai i
Guarda dove vai i
Guarda dove...
Guarda dove... vai!
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