All language subtitles for Ma Chi Ti Conosce (2024) iTA.WEBDL.1080p.x264-Dr4gon

af Afrikaans
ak Akan
sq Albanian
am Amharic
ar Arabic
hy Armenian
az Azerbaijani
eu Basque
be Belarusian
bem Bemba
bn Bengali
bh Bihari
bs Bosnian
br Breton
bg Bulgarian
km Cambodian
ca Catalan
ceb Cebuano
chr Cherokee
ny Chichewa
zh-CN Chinese (Simplified)
zh-TW Chinese (Traditional)
co Corsican
hr Croatian
cs Czech
da Danish
nl Dutch
en English Download
eo Esperanto
et Estonian
ee Ewe
fo Faroese
tl Filipino
fi Finnish
fr French
fy Frisian
gaa Ga
gl Galician
ka Georgian
de German
el Greek
gn Guarani
gu Gujarati
ht Haitian Creole
ha Hausa
haw Hawaiian
iw Hebrew Download
hi Hindi
hmn Hmong
hu Hungarian
is Icelandic
ig Igbo
id Indonesian
ia Interlingua
ga Irish
it Italian
ja Japanese
jw Javanese
kn Kannada
kk Kazakh
rw Kinyarwanda
rn Kirundi
kg Kongo
ko Korean
kri Krio (Sierra Leone)
ku Kurdish
ckb Kurdish (Soranî)
ky Kyrgyz
lo Laothian
la Latin
lv Latvian
ln Lingala
lt Lithuanian
loz Lozi
lg Luganda
ach Luo
lb Luxembourgish
mk Macedonian
mg Malagasy
ms Malay
ml Malayalam
mt Maltese
mi Maori
mr Marathi
mfe Mauritian Creole
mo Moldavian
mn Mongolian
my Myanmar (Burmese)
sr-ME Montenegrin
ne Nepali
pcm Nigerian Pidgin
nso Northern Sotho
no Norwegian
nn Norwegian (Nynorsk)
oc Occitan
or Oriya
om Oromo
ps Pashto
fa Persian
pl Polish
pt-BR Portuguese (Brazil)
pt Portuguese (Portugal) Download
pa Punjabi
qu Quechua
ro Romanian
rm Romansh
nyn Runyakitara
ru Russian
sm Samoan
gd Scots Gaelic
sr Serbian
sh Serbo-Croatian
st Sesotho
tn Setswana
crs Seychellois Creole
sn Shona
sd Sindhi
si Sinhalese
sk Slovak
sl Slovenian
so Somali
es Spanish
es-419 Spanish (Latin American)
su Sundanese
sw Swahili
sv Swedish
tg Tajik
ta Tamil
tt Tatar
te Telugu
th Thai
ti Tigrinya
to Tonga
lua Tshiluba
tum Tumbuka
tr Turkish
tk Turkmen
tw Twi
ug Uighur
uk Ukrainian
ur Urdu
uz Uzbek
vi Vietnamese
cy Welsh
wo Wolof
xh Xhosa
yi Yiddish
yo Yoruba
zu Zulu

Original subtitles

CAVALIERI: Oh! Oh!

Addio, mia amata Clarizia,

ora questi marrani saggeranno la violenza della mia lama.

Arduino, impavido e amato cavaliere,

ma non vedete che la guerra è ormai perduta?

Perirò difendendovi. Con onore.

Dunque, voi preferite perire con onore, che perire insieme a me?

Ma io... ho giurato di proteggervi, mia cara.

E io vi scongiuro di cambiare la vostra promessa.

Chiedete pure.

Ora che la fine è giunta,

che la grande mietitrice proverà a separarci,

promettetemi che la forza del nostro amore

sconfiggerà l'oscurità della morte.

CAVALIERE: Comandante!

Comandante. I nemici hanno sfondato il portone. Sono nel chiostro.

Dov'ero rimasta?

All'oscurità della morte, mia adorata.

Sì, promettete che mi verrete a cercare, nei secoli dei secoli.

Vi troverò, ovunque voi siate.

Promettetemelo col cuore, e io vi crederò.

Clarizia, una sola vita non è bastata per amarvi.

Vi prometto che verrò a cercarvi anche nelle prossime.

("VIOLIN CONCERTO NO.1 ALLEGRO MODERATO" WOLFGANG AMADEUS MOZART)

SILVIA: Buongiorno, amore.

Yogurt. Allora, avena 70 grammi.

Mirtilli 10.

E bacche di goji, 20 grammi.

ROBERTO: Fai anche 40. - Hanno un sapore orribile

Però?

(insieme) Migliorano la coordinazione occhio mano.

Amore.

Yogurt, ci sono, ok.

- Sincronizziamo? - Sincronizziamo.

- Hai spostato l'osteopata? - Giovedì ero troppo scarico.

Allora metto il dentista alle 10:00, che dici?

Brava, amore.

Amore, bravo tu.

Questa settimana tocca a te fare la spesa?

Sì, ci penso io. Ah no, sabato non posso.

Accompagno Manu al corso pre-parto. - Ma è proprio necessario, Silvia?

Beh sì, è necessario, mi dispiace mandarla da sola.

Va bene.

Però ti ricordo che il concerto è tra meno di un mese,

e abbiamo solo... sei, sette, otto sessioni di pratica a settimana.

Troppo poche.

Via anche revisione caldaia.

Ah-ha, e anche la cena con Stefano e Camilla, però.

Ci odieranno, ma sì. Tagliamo anche il parapendio sulle Dolomiti?

Peccato, ma sì.

ROBERTO: Via tutto, Silvia.

SILVIA: Forse anche le mie lezioni con i ragazzi?

- Quelle le avevo già tolte. - Cioè? - Guarda.

Così abbiamo già guadagnato quattro sessioni. Ce la facciamo.

Ti amo.

- Buongiorno. - Buongiorno.

- Ciao, Enrico, tutto bene? - Sì.

Ok, ciao.

- Buongiorno a tutti. - Buongiorno. - Come va?

- Bene, lei? - Bene, bene.

MAESTRO: Allora, io direi che le indicazioni che ci siamo dati

l'ultima volta funzionano e quindi ripartirei da quelle.

Perciò, quando siete pronti, iniziamo la prova.

SILVIA: Capito, Manu?

Organizzarsi non è facile,

ma secondo me ce la stiamo cavando molto bene. - Ansia?

- No. - Panico?

- Nemmeno. - Ah!

- Ha scalciato? - No, so' le cazzate che dici.

MANUELA: Silvia, ti prego,

già mi hai convinta a prenderti come paziente e non avrei dovuto,

visto che siamo amiche, adesso, per favore, eh,

non venir qua a raccontarmi cazzate.

Ma non sono cazzate, Manu, sto bene. Sto benissimo.

Se stai bene, come mai non hai tagliato dalla tua agenda

anche le nostre sedute?

Perché per suonare ad alti livelli ho bisogno di avere la mente libera.

L'hai sognato di nuovo? Dimmi la verità.

Chi?

Silvia, lo sai benissimo. E' risuccesso?

(sbuffando) E' irrilevante.

Dov'eravate?

Antica Roma? Età del bronzo? Paleolitico?

Prima guerra mondiale.

Soccia. Infermierina?

Sì. - Fantasia un po' banale.

Comunque, vai avanti. Cosa hai visto?

Soldati feriti, ovunque.

E poi, come negli altri sogni, arriva lui.

Come arriva? Camminando? A cavallo?

- Ma che ti importa? Zitta e rispondi. - In barella.

Una scheggia di mortaio gli ha maciullato una gamba.

Nessun medico può occuparsi di lui in quel momento,

allora mi avvicino per calmarlo, solo che appena lo guardo negli occhi,

ho come la sensazione di conoscerlo da sempre.

E poi?

E poi...

..gli dico:

"Soldato, se non ti amputo subito la gamba, rischi la vita".

Allora lui prende un seghetto, me lo passa e con occhi sognanti mi guarda

e mi dice: "Tu puoi farmi tutto quello che vuoi".

Gli hai segato la gamba?

Sì. Però la notte stessa ci sposiamo.

Lui ovviamente all'altare con le stampelle.

Manu, Freud dice che...

Ma lascia stare Freud.

Silvia è possibile che sognare di continuo quest'uomo

non ti provochi proprio nulla?

Dovrei sentirmi in colpa nei confronti di Roberto, Manu?

Ti ci senti in colpa oppure no?

No. Io sono una donna impegnata.

Non posso preoccuparmi di un sottoprodotto del mio subconscio, eh.

Dopotutto, quell'uomo non esiste. Quindi che male c'è?

No?

Brava!

- Daje. - E dai.

Daje!

Grande. Grandissima.

Ahò.

Tutto bene? Che te serve un medico?

- Eh? - Oh.

Ma che medico? Che medico e medico...

Adesso, appena ti sei ripreso te, noi ci facciamo un bel bis.

Ah, io me devo riprendere? T'è venuto n'attacco d'asma.

Senti, tra una mezz'oretta arriva mio marito.

Dobbiamo fare in fretta, hai capito? Via questo.

Dai. Ti prendo per i capelli.

No. Bona coi capelli, Rosa' me fai male.

Brava. Brava.

Aspetta, aspetta. Oh. Aspe', aspe'.

Mi sa che il problema qua non è tuo marito.

Shh! Bona, bona n'attimo.

AMIR: Buongiorno, signor Aldo. Bella giornata oggi, eh?

Guarda il sole.

Dov'è mio nipote?

E non lo so, io stavo a fa' il muretto, qua.

Vacca boia.

Io stavolta lo ammazzo, divorzierò, ma vacca boia se lo ammazzo.

ALESSIO: Signora Casadei, lei non si deve preoccupare di niente.

Qualsiasi cosa, lei mi chiama e io vengo.

Ma per fortuna che ci sei te, Alessio.

Sei davvero il mio angelo custode, allora.

ALESSIO: Ma non lo dica neanche per scherzo.

A parte tutto, sempre a disposizione.

Ah, buongiorno.

Ahò. Ciao zi'. Dimme.

Quindi la Casadei ti ha offerto solo un caffè?

Ah, ancora? Te lo giuro, zi'.

Amir, a te la Casadei te l'ha offerto il caffè?

Ehm, no.

Ho capito è colpa mia se la signora è una maleducata?

Oh!

Te le mogli dei clienti non le devi neanche guardare, non le devi.

Ma perché non ti trovi una ragazzina della tua età come fanno tutti?

Ma proprio con le vecchie devi andare a letto?

Ah zi', ma che vecchia?

Guarda che la signora Casadei sta 'na favola.

Farà minimo 50 squat al giorno, te lo dico io. L'hai vista?

Comunque a me quelle dell'età mia non me piacciono. S'accollano.

- Cosa fanno? - S'accollano!

Ehm, signor Aldo, mi scusi.

Ragazze giovani, oggi, sempre vogliono fare cose.

Gelato, cinema, passeggiata lungomare, cambio stagione armadio,

weekend Montecatini Terme.

Signora Casadei invece... vuole solo scopa'.

Bravo Amir. Hai visto zi', lo sa pure Amir.

Te dalla Casadei non ci vai più.

Anzi, oggi pomeriggio vai con Slobodan alla villetta sui colli.

No, zi', Slobotan no, te prego..

Stai zitto, stai zitto, stai zitto, che ti licenzio,

divorzierò da tua zia, ma ti sbatto a casa. Ti licenzio!

Ma nun te agita' che ti fa male.

ALESSIO: Sei tutto rosso, sei.

- Com'è andata con la Manuela? - Solito.

Tagliamo anche lei?

No. No, amore, ne ho bisogno.

Giusto, giusto. D'altronde per suonare ad alti livelli...

(insieme) ..serve la mente sgombra.

Ma dove andiamo?

Cambio di programma.

Cioè?

E' una sorpresa. Ma non ti preoccupare, eh.

Ho già calcolato tutto.

Recuperiamo tagliando qualche ora di sonno tra venerdì e sabato.

("SYMPHONY K. ANH. 223 ANDANTE" WOLFGANG AMADEUS MOZART)

SILVIA: Tu sei pazzo.

Che meraviglia.

Ti piace?

Amore, ma è bellissimo. Ma quanto costa al mese?

Non la affittano. La vendono.

Quindi tu vuoi comprare questa casa con me?

L'ho già comprata.

E vorrei che ci venissimo a vivere da marito e moglie.

Silvia...

..mi vuoi sposare?

Oddio, amore.

Oddio, scusate. Pensavo de sta' da solo, ho fatto un macello.

Che ve siete fatti male? Se arzi, dotto'.

Mi scusi, ho rovinato il momento, so' stato un cafone.

Congratulazioni, dotto'. Congratulazioni anche a te.

Brava.

Ma io e te se conoscemo, ve'?

Eh?

Lui esiste.

- Da dove cazzo sei entrata Silvia? - Manu, esiste.

- Ma lui chi? -Il sottoprodotto del mio subconscio.

Non è un sottoprodotto del mio subconscio.

L'ho incontrato, gli ho stretto la mano.

Aspetta n'attimo. Giovanni,

senti, possiamo riprendere la settimana prossima?

- Grazie, sei un amore. - Veramente ci sarebbe un problema...

Ciao, ciao.

- Sei proprio sicura? - Mi sta ristrutturando casa.

Ma magari gli somiglia, no?

Ti dico di no. Ti dico che è lui.

Ma forse, rifletti, lo avevi già visto, no? Per questo lo sognavi.

Ora è chiaro. - No.

Quell'uomo esisteva solo nei miei sogni, poi, oggi pomeriggio,

Roberto mi ha portata in questa casa bellissima,

si è inginocchiato, mi ha chiesto di sposarlo...

- Quel coglione... Ehm, Roberto ti ha chiesto di sposarlo? - Sì.

Ma poi è crollato il muro e dietro quel muro c'era quel troglodita.

E anche lui mi ha guardata come se mi conoscesse già.

Anche lui...

Sto impazzendo?

Sto impazzendo? - No, aspetta. Calma

Sto impazzendo, Manu? Sto impazzendo?

No, no, un modo per scoprire la verità c'è.

Però, te lo dico, non ti piacerà.

Ahò.

A posto, a posto, raga'. Scusa Slobo.

Scusate.

Dai, da capo.

Ciao. Alessio.

- Ciao, zi'. - Che fai vieni a cena?

So' un po' stanco, mi sa che me faccio 'na cosa io.

No, allora dopo scendo, te porto qualcosa già pronto.

- Va bene. Vabbè, dai. - Però domani sera ceni con noi?

Eh no, zi', domani c'è la Roma. Vie' Cecio col principale suo.

- Ma perché quello è della Roma? No, però ce lo stamo a fa' diventa'.

Non te preoccupa per noi, se pijamo due pizze.

Vabbè. Ma te? Perché sei incazzato?

Sai cosa? Me so' dimenticato che dovevo fa' una cosa in ufficio.

Che cosa?

Non te preoccupa', una cosa mia, zio. Tranquillo. Ciao.

Ma che l'ha rifatto?

ROSA: So' ragazzi.

Allora.

No.

Questo no.

"Roberto Fossi Linari".

Che cazzo de nome.

Eccoti, cara.

Manco 'na foto in costume c'hai?

Eppure, io a te t'ho già vista.

MANUELA: Bene, Silvia, adesso rilassati.

E cerca di sprofondare, brava, così.

- Sprofonda. - No, Manu, non riesco a sprofondare.

Scusa. Ma poi questa luce mi dà fastidio.

Me la puoi togliere, per favore?

Non devi rompere i maroni, in questo modo,

mentre ti sto cercando di ipnotizzare.

Capito? Resta con gli occhi chiusi.

La mia voce ti accompagnerà in questo viaggio.

Ma te non devi aver paura.

Ora la luce si è abbassata completamente.

E sei al buio.

Anche al buio sei capace di vedere e di sentire tutto ciò che appare...

..davanti al grande schermo della tua mente.

Bene, cosa vedi?

Un chiostro.

Sento gli uccelli cinguettare, ma non li vedo.

Bene, ora ascolta il tuo respiro.

Chi sei?

Chi io sia, o di chi sia figlia, non è affar vostro.

Ah.

Voi siete per caso una nobildonna?

Sono la dama del castello

e potrei farvi impiccare per la vostra insolenza.

Ah, vi chiedo scusa, umilmente perdono.

Ora andate, o rovinerete tutto.

In che senso, signora?

CLARIZIA: Io e Arduino non possiamo farci scoprire.

MANUELA: Arduino? Arduino è per caso il nome del vostro amante?

CLARIZIA: Arduino è il nome dell'amore.

E' il nome che ha sconfitto la morte.

Benissimo.

Lui mi ritrova sempre, in ogni vita.

(in veneto) Facevo la trapezista,

e mi stavo sposando con un bel pagliaccio calabrese,

proprio un bel moretto, ma poi una sera si alza dal pubblico

questo sconosciuto, viene da me e mi dice:

"Piacere, Armando, mi sembra di conoscerti da sempre".

Manu, io il circo l'ho sognato. Te lo ricordi?

Cazzo, hai ragione. Aspetta.

"Circo Barberi, 1870".

Silvia, l'ipnosi regressiva serve proprio a questo. Hai capito?

A far emergere ricordi sepolti nell'inconscio.

- Alessio! ALESSIO: Eh.

Sai mica dov'è il sapone per i piatti?

Mario, ma che me stai a lava' i piatti?

Oh, piuttosto prendi per favore le forbici in alto nella credenza?

ALESSIO: Cerca un po'. Sciacquale prima, eh.

MARIO: Va bene.

- A Ce'. - Ahò.

A me il principale tuo me pare strano, è strano forte.

Se move tutto a rallentatore, me fa pure un po' paura a me.

- Beh, ce sta. - Perché?

- Perché sta al terzo divorzio. - Al terzo? - Al terzo.

Ma sei sicuro che je fa bene vedesse la Roma con noi?

Sì, sì. Fidate.

MANUELA: Circo Barberi Venezia. Aspetta, aspetta.

Dai, Manu, dovrebbe somigliarmi questa tizia?

Dio bo', sei uguale.

Ma dove?

No, Manu, dai.

MANUELA: Eh, guardati.

SILVIA: Oddio, è lui. MANUELA: Eh? E' lui?

Bono, oh. Giocame 10 euro, poi te li ridò.

Vecchia serpe.

Eccomi.

Oh, eccolo qua.

Damme le forbici, taglio la pizza.

- Manu... - Silvia è lui? E' l'uo...

Ne parliamo un'altra volta, ok?

No, Silvia, ti rendi conto di quello che abbiamo appena scoperto?

E tu ti rendi conto che io tra qualche mese mi sposo,

stasera devo fare la cena con i genitori di Roberto.

Di solito... è puntualissima.

Molto probabilmente quello sconosciuto è la tua anima gemella.

L'anima gemella, Manu. Non l'hai visto.

Quello è un muratore, schifoso, orrendo.

Tu non l'hai visto, Manu. - Ma cosa dici? A me sembra carino.

Beh, a me no.

Silvia, ma... Ma lo incontri in ogni vita!

Da quando vi siete rivisti,

potrebbe essersi attivata una connessione cosmica.

Ma vai a cagare, vai.

Oh, ce devi porta' fortuna, eh. Sennò non te invitamo più.

Speriamo bene.

Daje Roma daje, devi di', Mario.

- Daje Roma daje. - Bravo.

- Capirai... - Oh, ce semo, eh. - Dai.

Sta a inizia'. Oh.

- Buonasera. - Benvenuta.

Grazie. Sono in ritardo.

Prego.

(insieme) One, two e three.

- Buonasera. - Buonasera.

PADRE: Il violino, a dir la verità,

è uno strumento che non ho mai ben compreso, a dirla tutta, ecco.

Non ha quella solidità, quella profondità di una viola,

piuttosto che di un contrabbasso.

Mario? Ma te perché non hai la sciarpetta?

Ehm, l'ho ordinata, ma mi arriva domani.

Domani?

Non ascoltarlo, cara, mio marito capisce qualcosa di musica

solo perché è sposato con me.

Te ne presto una io, però questa me la devi rida', capito?

Ah, a proposito, signora Fossi Linari,

io quando ero piccola l'ho sentita cantare dal vivo.

- Davvero? - Sì.

E dove mia cara?

Era...

Non ci posso crede', io lo sapevo.

No...

Ma si può prende' goal da 'na squadra de scappati de casa?

Mortacci loro.

A Venezia, a vedere Madama Butterfly con i miei.

E com'era?

Bello. Emozionante.

- Se volete, vado via. - Dai, Mario, stai seduto.

Per favore. Non è il momento.

Oh.

E' partito, dai, dai, dai, che je lo famo, dai, dai.

Lei lo sa che ha una gran bella voce?

SILVIA: Lei ha una bellissima voce. Vero, Robe'?

Ha una voce bellissima.

Ahò.

E' una questione di energia, indirizza verso la Roma. Mario, dai.

Dai che lo facciamo.

Perché non facciamo un brindisi?

Facciamo un brindisi a noi, amore.

Facciamo un brindisi a lei, signor Fossi Linari e un brindisi a lei,

alla sua voce.

(TV) Calcio di rigore!

- Oh, oh, oh. - E' rigore, è rigore!

Facciamo un brindisi per noi.

E' rigore. Daje, daje, daje!

Oddio, non je la faccio, non je la faccio. Non ce la faccio a guarda'.

ROBERTO: Mamma? Papo?

C'è un motivo se io e Silvia abbiamo voluto cenare qui con voi,

questa sera.

Abbiamo scelto questo ristorante...

..perché tra sei mesi vorremmo festeggiare qui qualcosa di bello.

Sì.

- (sottovoce) Ma cosa c'hai? - Non lo so.

Insomma, volevamo dirvi che io e Silvia...

(TV) Pronto col fischietto in bocca, fischia...

Goal!

Ci sposiamo! Ci sposiamo!

Ci sposiamo, ci sposiamo. Ci sposiamo...

Oddio, che figura di merda che ho fatto con i genitori di Roberto.

Quindi era lui a cambiarti l'umore?

Sì, io lo sentivo, capisci?

Ero lì a cena a brindare e sentivo i suoi stati d'animo.

E l'ansia e la tachicardia e i sudori freddi.

E poi tutto a un tratto è diventato la persona più felice del mondo.

Allora, mi son documentata.

Su cosa?

Eh?

La connessione cosmica.

Non dire mai più quella parola, Manu.

C'è un famoso caso di questa donna di Pittsburgh...

Ma non me ne frega niente della signora di Pittsburgh.

Io voglio che mi ipnotizzi e che mi togli questo tizio dalla testa.

Ma non funziona così. Mi hai preso per una maga?

Manu, ti prego, aiutami.

Vieni qui. Dai.

Allora, capisco che possa spaventarti,

però c'è un'unica cosa che puoi fare.

Cosa? Ti prego, dimmi cosa, Manu.

Andarci a parlare.

ROBERTO: L'importante è che tutto resti nelle tempistiche.

Ma guardi, è una questione di solarium, se non c'è,

siamo nei tempi, ma se c'è, le consiglio di cambiare l'architetto,

perché se noi lo facciamo così, lei va dritto in galera.

Amore, vieni anche te?

Sì. Prendo delle misure e arrivo.

Non ho capito. Che ha detto? "Galera"?

Senta, venga con me che gliela trovo io una soluzione più fattibile.

- Silvia, vero? - Sì.

Piacere, Alessio.

No, no, ma stia lì, continui pure, non volevo disturbarla.

No, infatti non mi disturbi. Sto in pausa sigaretta.

Ah.

E, senta, ieri sera... tutto bene?

Alla grande, la Roma ha vinto 3 a 1. Rimonta.

Ah, mi fa piacere.

Quindi, non ha notato niente di strano?

O si è sentito poco bene?

Ma sei sicura che io e te non ci siamo già visti?

No, nella maniera più assoluta, no.

- Che hai fatto il DAMS? - No. - Bar del Checco?

Mai avuto il piacere.

Allora in discoteca, ogni tanto ce andrai a balla'?

- Non ballo. - No, non vai? E che fai?

Senta, io sono una musicista molto impegnata,

e lei non mi sembra la persona più adatta

ad apprezzare la musica classica, quindi, no, non ci siamo mai visti.

Io e te abbiamo già scopato, ve'?

Eh?

Se è così ti chiedo scusa, ma una così me la ricorderei io.

- Forse se semo beccati... MASSIMO: Alessio! - Oh zio...

No, stavo qua e stavo spiegando alla signorina che...

..se vuole, se dovesse volere,

noi dentro spacchiamo tutto e famo tipo open space.

- Un open space? ALESSIO: Sì. Che dici?

Senta, signora, venga con me,

perché non credo che suo marito abbia capito che se va avanti così,

in galera ci finisce davvero.

- Arrivederci. - Arrivederci, arrivederci.

- Che problema c'è? - Adesso glielo dico.

Ah...

Porcella.

# C'ha na faccetta come 'na santa, ma è 'na bugiarda, vole scopa'.

# La violinista dice nun balla e invece stasera me la darà.

# Me la darà, me la darà, me la darà, me la darà. #

Bella questa.

Zia!

Che scenni e me stiri a majetta coi dragoni?

Vedi? Se non voi rovina' il disegno, tiè guarda che bello 'sto dragone,

ce devi mette sopra un panno de cotone e poi dopo lo stiri.

Ma io so' capace a stira', eh.

Te lo faccio fa' a te perché almeno così te senti utile.

Ah, ecco, perché non pulisci mai casa. Lo fai pe me?

Quanto sei caruccio.

Lo so, lo so, c'hai ragione, lo dovrei fa' io.

E' che non c'ho mai tempo. - Eh.

Lo so io per che cosa lo trovi il tempo.

Almeno questa qua c'ha l'età tua?

Certo che c'ha l'età mia. Che dovrei usci' con una dell'età tua?

Beh, spero proprio de no.

Comunque, questa de stasera è giovane, però non ti piacerebbe.

Perché?

C'ha la puzza sotto al naso.

- Lo voi un consiglio da zia? Eh.

Adesso, con 'sta ragazza, non pensa' solo a...

Non ave' paura. Ecco, buttate.

Ancora con 'sto buttate, buttate. E dai.

Poi scusa, ma che è colpa mia se quelle che incontro so' tutte matte?

Arrivederci.

No, no.

Ahò.

Te sei matta, ve'?

Tutta coperta, te ce mancava solo il naso finto.

Ma che vuole, scusi?

Ma che devi fa', una rapina?

Oddio, non ce posso crede, te non l'hai mai fatto, ve'?

Fatto cosa?

Fermate.

Maschio? Porti, per favore, un bel Gin Tonic per la signora?

Fallo bello carico, eh.

No, guardi, per me un decaffeinato e stop.

Certo. - Grazie.

Senti, no, dico, se non l'hai mai fatto,

forse è meglio che se pijamo un alberghetto, che dici?

Eh?

No, dico, conosco un posticino qua dietro,

però è meglio se le lenzuola le portiamo noi, perché... Capito?

- Io e lei in un motel? - No? - Ma come le salta in mente?

Ahò. Io lo stavo a di' per te, perché non l'hai mai fatto.

Poteva esse' una cosa romantica.

No, per me se potemo pure infratta' qua dietro.

Guardi, ricominciamo da capo.

Bando alle ciance, mi faccia spiegare...

Quanto me piace quando parli italiano. Però damose del tu.

Continuiamo a darci del lei.

Allora, questa attrazione che lei prova nei miei confronti...

Sì.

In realtà, ha una spiegazione molto logica.

Che sei bona.

Mi ascolta, per favore? E' importante.

Scusa. - Le ricordo qualcuno, dico bene?

No, ho proprio la sensazione di averti già vista.

E' che non mi ricordo dove. Capito?

In un'altra vita.

In che senso?

Dato che continuavo a sognarla, io mi sono informata...

- Già me te sogni la notte? - Sì. - Annamo bene.

In realtà, la sognavo anche prima del nostro incontro, se è per questo.

Nun te sto a segui'.

Mi sono rivolta ad una specialista dell'ipnosi regressiva,

e purtroppo ho scoperto che, per qualche strana ragione,

io e lei nelle nostre vite precedenti siamo stati fidanzati, sposati,

amanti.

Vede?

Questi siamo io e lei, nel 1552 a Bologna.

Carlo Tanzio era lei ed io ero la sua musa.

"Ritratto della sua amata Bianca".

Ah, e qui, invece, è il periodo durante il suo congedo,

io ero una crocerossina, le ho amputato una gamba, mi scusi,

mi chiamavo Amelia e lei si chiamava...

Non me lo ricordo, l'avevo...

Dovrebbe esserci il certificato di nascita.

Ma dove va?

No, no, tranquilla, mi sa che non se semo capiti,

io avevo pensato tutt'altro.

Sto cercando di spiegarle che io e lei ci ritroviamo in ogni vita,

come se ci fosse un incantesimo che ci lega.

Ah, l'incantesimo? A posto.

Poi mi' zia non ce crede che queste so' tutte matte.

Alessio, ma dove vai? Fermati.

Non me seguì che me metto a strilla'. Chiamo i carabinieri, voi vede'?

E ridamme del lei. - Alessio.

L'altra sera ero a una cena e ho sentito che eri in ansia

per la partita, come se fossimo connessi.

Scommetti che se riprendi le medicine te passa tutto? Dai.

Ma quali medicine? Alessio, fermati.

Ma chi te conosce.

Alessio, io e te siamo in connessione cosmica!

ALESSIO: Vaffanculo!

MAESTRO: Le prove ormai sono ottime.

E devo dirvi che sono sinceramente fiero del nostro gruppo.

Però adesso vorrei rubare cinque minuti del vostro tempo,

perché, come tanti di voi immaginano,

ci saranno dei grandi cambiamenti in vista del concerto.

In questi mesi ho avuto modo di valorizzare le vostre capacità,

di valutare ognuno di voi, e non è stata una scelta facile, però...

..sono arrivato ad una scelta, e ritengo che sia quella giusta.

Ho deciso di promuovere Silvia al ruolo di primo violino.

Congratulazioni.

Vieni, Silvia. Vieni.

Signori, vi presento il nostro primo violino.

- Io primo violino? - Certo.

Grazie.

CECIO: Aspe', ripeti n'attimo. Che t'ha detto questa?

M'ha detto che in un'altra vita siamo stati insieme.

Hai capito il livello di follia di questa?

Alessio, le donne le dicono queste cose.

Nella loro lingua vuol dire che gli piaci molto.

Io mi ricordo quando ho conosciuto la Silvana...

No, no, no, Mario, lascia perde' Silvana. Eh? Che dici?

Comunque, Ale', alla fine Mario non ha tutti i torti, eh.

Nel senso che sarei rimasto pure io a senti' che diceva.

Ma più per curiosità. No perché c'hai detto che è bona.

Professo', che le metto nel panino?

Melanzane e pomodori secchi.

Scusi, se m'intrometto, ma di recente mi sono imbattuto in un paper

in cui si parla di una donna di Pittsburgh che...

Ah, professo', co' tutto il rispetto, ma a me che cazzo me ne frega

de 'na donna de Pittsburgh?

Capisco perfettamente le sue ritrosie...

Professo', n'ha capito, io stasera già esco con un'altra.

E la violinista?

Chi? Già me la so' scordata.

SILVIA: Grazie, signora Fossi Linari.

Mamma?

I suoi complimenti significano moltissimo per me.

Sì, sì, sono felicissima.

Mi sembra di vivere un sogno. Ok, le passo suo figlio. Salve.

Mamma? Basta farle i complimenti, eh.

Dopotutto, non stiamo parlando del Bolshoi.

Sì, sì, adesso cerco di farglielo capire. Ci penso io. Ciao, ciao.

Cos'è che devi farmi capire?

Un pensiero della mamma, che però ha ragione.

Adesso non dobbiamo montarci la testa, no?

Questa promozione è solo il punto di partenza.

Perché io e te possiamo arrivare molto più in alto di così.

No? E poi, oh, Bologna è tutto quello che vuoi, però non è Praga.

Non è Berlino, non è New York.

Che sono ambienti invece che dovremmo frequentare. Eh.

No?

Sì, sono d'accordo con te, solo che...

Solo che?

Mi stavo godendo il momento.

Amore.

Che calze che te sei messa.

- Era tanto che non ti facevi vivo. - Ma adesso sto qua.

- Ahò. - Non è che ti sei trovato un'altra?

Ma che stai a di', Rache'. Ce sei sempre stata solo te.

Madonna, guarda come cazzo stai.

Che...

No, no!

- 'Sti cazzi. - Ah. Ok.

- Oh, che è successo? - Che è?

Tu sei sempre stato un treno, e che è mo?

Dai, cazzo, dai cazzo!

Oddio.

- Aspetta. - Slacciati.

- Ahò. Ahò. - Oh.

Un'altra volta?

Sto a fuma' troppo, capito?

Come a fuma'?

- Non azzardarti a venire, eh! - No! - Zitto.

Mi fai vestire, mi fai preparare,

mi fai pure organizzare l'alibi con mio marito, e poi...

C'hai ragione, Rache'. Scusa.

Scusa, non so che mi è preso.

Manu, non ridere, è gravissimo.

E se dovesse succedermi una cosa così al concerto, io che faccio?

Certo che sono andata alla villetta, ma lui non c'è mai.

E quando ho chiesto il suo numero allo zio, lo sai cosa mi ha detto?

Che ci devi fare col numero di telefono di mio nipote?

Vieni un po' qua. Che cazzo m'hai fatto, eh?

Manu? Sì, sì, tutto ok. Ti richiamo.

- Attacca 'sto telefono. - Ti richiamo. Sì.

- Ma che vuoi? Eh? - Te sei 'na strega.

Eh?

Che m'hai fatto, 'na macumba. Eh?

E non di' de no, non di' de no, perché una cosa del genere a me

non m'era mai successa, mai.

Che ti è successo?

Che m'è successo?

E' successo che io ieri sera stavo a...

E non so' riuscito a...

A che?

Ma che te devo fa' un disegno?

Quindi mi hai sentito?

Sì. E te?

Prima tu.

Vuoi che ti racconto tutti i particolari?

No. No. I particolari no.

Sappi che essere volgari è una scelta.

Va bene, signora.

Allora io ieri sera stavo là che stavo facendo le mie cose

e a un certo punto ho sentito che stavi scopando,

che stavi facendo l'amore con coso... - Roberto.

Con Roberto, sì.

Nun me so' riuscito a... a concentra'.

Quindi adesso mi credi?

(in napoletano) Esco dal carcere, la vedo lì all'angolo,

che vende i fiori, e... Mannaggia alla miseria.

Capisco che è la donna della vita mia, l'ho cercata per tutta la vita.

(PC) MANUELA: Ho capito, Oreste, grazie. - No, e di che.

Adesso ti prego, puoi farmi parlare con Arduino?

Parlare con voi sarebbe come tradirla.

MANUELA: Dimmi solo perché la cerchi.

ARDUINO: Perché gliel'ho promesso.

Mi ha fatto giurare che la morte non ci avrebbe mai separati.

- Allora, la colpa è la sua. - Mia?

Quand'ero cavaliere m'hai fatto giura' che te sarei venuto a cerca'.

E questa è la tua versione dei fatti.

Nella mia sei tu che mi costringi a fare il patto.

Allora, no. Innanzitutto, qui non è una questione di colpa, va bene?

Allora, io adesso voglio vede' il video dell'ipnosi sua.

Vogliamo scommette' che è stata lei a fa 'sto incantesimo?

Ma una nobildonna non stipulerebbe mai un patto con un uomo come te.

- Adesso se dice nobildonna? Perché che vorresti dire?

Io non me so' mai fatto incastra' in vita mia, hai capito?

Te pare che ce cascavo con una come te.

Ma guarda questo. Ma come ti permetti?

Allora ragazzi, basta. Abbiamo finito?

Dopotutto, quello che vi è successo non è una cosa terribile.

Se lo si accetta.

Vabbè, ho capito, io non voglio più senti' quello che sente lei.

Ha capito? E' chiaro?

Figurati io.

Allora, la connessione cosmica potrebbe peggiorare,

se cercate di evitarvi.

Quello che vi sto suggerendo,

è di cercare di trasformare questo vostro legame in un altro sentimento.

Come l'amicizia.

Eh?

Damme retta, io e te dobbiamo stare il più lontano possibile.

Sarebbe meraviglioso, ma come facciamo con questa connessione?

Io ho mille impegni, mille cose,

non posso perdere tempo ad essere connessa a te.

E' chiaro che 'sta maledizione s'è attivata

perché io e te se semo visti.

Scommetti che se ci allontaniamo ce passa?

Ma che bravo, hai scoperto questa cosa da cinque minuti

e già sei un esperto, complimenti.

Ce passa, ce passa. Da oggi in poi zero contatti, zero telefonate.

Tutto zero.

Io già me so' già organizzato per non veni' più alla villetta.

Ottimo. Tra l'altro sei un pessimo muratore.

Facciamo finta di non esserci mai incontrati.

- Va bene. Quindi è un addio. - Addio.

Porco due, mi sa che s'è bloccato.

- Come, si è bloccato? - Eh, s'è bloccato.

Ma io ho le prove, non posso perdere tempo qua dentro, fai qualcosa.

Ho capito, che devo fa'? Stai calma. Basta sona'.

E dai, dieci minuti e arrivano.

(SBUFFA)

Guarda che te lo puoi leva' il maglioncino, eh.

Non ti guardo, giuro.

Smetti subito di pensarlo.

Però, stamme n'attimo a senti'.

Non ti avvicinare.

Aspetta, se adesso io e te, se famo una grande chiavata.

Ahi! Ma stavo a di' terapeutica, l'ha detto pure Manuela.

No, questo Manuela non l'ha mai detto.

E vabbè, ha detto de fa' amicizia, dai, è la stessa cosa.

Comunque, scommetti che se io e te facciamo sesso,

tutto 'st'incantesimo svanisce? - Ma perché non ci arrivi?

Mandarci a letto è esattamente quello che vuole la maledizione.

- Ah, dici? - Eh, dico.

Facci caso, non appena abbiamo deciso di non vederci più,

l'incantesimo ci ha rinchiusi qua dentro.

Non è un caso.

Aspe', quindi che stai a di', che dobbiamo fa' finta...

..che andiamo d'amore e d'accordo? - Sì.

Ma nel mentre, dobbiamo assolutamente scoprire come rompere questo patto.

SILVIA: Vabbè, toglitelo il cappello.

- Ma mica stamo in chiesa. - Shh!

Ma che vuoi?

Comunque su internet ho cercato di tutto, non ho trovato niente.

Secondo me l'unico modo che abbiamo di rintracciarli,

è di scoprire che cosa hanno fatto tramite qualche cronaca medievale.

Serve aiuto? - Avete libri sulle streghe?

Clarizia non era una strega.

Scusi, stavamo cercando il desk per il prestito.

(accento tedesco) No, no, prestito. Questa è biblioteca storica.

Che ha detto la scienziata?

- Che possiamo consultarli solo qui. Giusto? - Giusto.

ALESSIO: E io come faccio con il lavoro? Sparisco?

Ahò. Slo'.

Sto anna' via un po' prima, me copri?

SILVIA: No, semmai, io come faccio?

Devo capire che cosa devo dire a Roberto,

organizzarmi con le prove del concerto.

ALESSIO: Io te lo dico, con i libri non ce vado tanto d'accordo.

Ce posso prova', però non te prometto niente.

Oh.

SILVIA: No, invece tu ti concentri.

Perché abbiamo poco tempo e tanto lavoro da fare.

Se ci metti che devo anche organizzare il mio matrimonio.

Un po' sempliciotte.

ROBERTO: Lezioni in conservatorio? Non te le avevo tagliate?

SILVIA: Sì, ma le ho rimesse perché mi dispiaceva lasciare i ragazzi.

ROBERTO: Va bene, speriamo solo non ti distragga troppo.

No, no.

ALESSIO: Allora te non me dà le gomitate se m'addormento, eh.

Mica lo faccio apposta.

Oh.

SILVIA: Va bene, scusa.

Però tu allora quando lavori, stai più attento.

ALESSIO: Eh, perché?

SILVIA: Perché ieri mentre provavo,

ho sentito come se tu stessi cadendo nel vuoto.

E mi sono spaventata.

Scusate, ci sono.

MASSIMO: L'altro giorno sono passato in cantiere

e te alla villetta non c'eri mica. -Ma lascialo sta'. Ma che te importa?

Sono affari suoi quello che fa in pausa pranzo.

- No. - Ma perché no?

No. Perché... perché t'ho detto di no. Dai.

Ma perché? Provali.

Vabbè, dai.

Meglio?

Meglio.

Te l'avevo detto.

Tu hai capito a un certo punto che mi ha detto?

"Ma che ero cieco e non me n'ero accorto?"

Vedi? Era presbite.

Te dicevi che era stupido.

No. Io ho detto che era un cafone, volgare.

Stupido non l'ho mai pensato.

Vabbè, comunque, com'era con gli occhiali?

E' irrilevante. Vuoi vedere il solarium lì? Dai.

Silvia, se Alessio non ti piace,

sbrigati a rompere questa maledizione, no?

Mi sposo tra un mese, Manu.

Vuoi che non ci stia provando a rompere questa maledizione?

Ci stai provando sul serio?

Ahò, mo per esempio che so le 17:00?

Lei sta a sona' e infatti è tranquilla.

E io lo sento che è tranquilla.

Solo che mezz'ora fa je rodeva il culo in una maniera allucinante.

Sì, avemo capito, ma che je dovevamo chiede a Mario?

Che je dovevamo chiede?

Mario, senti la verità è che a casa di Alessio

non c'entramo a vede' la partita della Roma.

Se la potemo veni' a vede' qua? - Sì, sì, va bene, va bene.

Ma senti anche i suoi pensieri?

I pensieri no.

Però tutte le volte che je cambia l'umore me lo cambia pure a me.

E questa è 'na tragedia perché 'sta matta s'emoziona per tutto.

E' felice se va in un posto dove non c'è mai stata,

diventa triste se non c'ha gli spicci per quello che lava i vetri.

Vede un video dei cani? Ride. Capito?

Scopre che un pantalone non le entra più e... piagne.

E' come se sentisse er triplo delle cose... che sento io.

Goditela.

- Mh. - Eh.

Probabilmente noi non riusciamo a rintracciarla

perché Clarizia potrebbe essere un diminutivo o un vezzeggiativo.

Quindi che ho fatto? Ho esteso la ricerca a Clara, Claretta, Clarice.

Il problema è che ne sono 14.357.

No, non mi va.

- Te va. - No, non mi va.

Ti dico che te va, lo sento, e dai Silvie', per favore,

e poi non je la faccio a magna' se sento che te c'hai fame

e fai finta che te basta 'sta galletta. Almeno assaggialo.

Per favore.

- Bono il crescione, ve'? - Mh-mh.

Comunque noi 'sta Clarizia non la troviamo, lo sai perché?

Perché non stamo a cerca' le streghe. Quelle bruciate vive.

Ma perché ti sei fissato che è una strega?

Non è possibile che Clarizia e Arduino

si siano fatti una promessa d'amore così forte che...

Che? Che è diventata magica?

Eh.

A me pare 'na gran cazzata.

SILVIA: Oddio. Il foulard.

Il foulard.

ALESSIO: Senti, Di che colore è 'sto foulard?

Bianco, con dei toni cenere.

Comunque, secondo me tu pensi sia una cavolata

solo perché non ti sei mai innamorato davvero.

Se lo dici te.

Ah, quindi ti sei innamorato?

No, mai. Sto bene da solo.

Eccolo. Vabbè, oh, ormai il foulard è annato.

Ma neanche per sogno. Era di mia nonna.

SILVIA: Io ti ho capito, comunque.

Tu sei il classico tipo da App di incontri.

Prometti chissà che cosa, ma poi non ti impegni mai.

Ma che sei matta? App di incontri, troppo impegnative.

Figurate.

E non ho contanti. Mi dispiace.

Ah, pure?

ALESSIO: E comunque, io vado solo con donne sposate.

SILVIA: Mamma mia che squallore.

ALESSIO: Io sto 'na favola eh. Zero stress, 100% divertimento.

Scusa, ma non ti stanchi di essere sempre così superficiale?

Silvia ma tu pensi di essere tanto diversa da me?

Guarda che manco te sei mai stata innamorata.

Cosa? Ti ricordo che io mi sto per sposare.

Eh, capirai, con Roberto.

Eh. Con Roberto, sì. Che vorresti dire?

Niente, niente, lascia perde', dai.

Ecco, bravo.

Eccolo qua il foulard.

Comunque senti, io non so cos'è l'amore

perché ho scelto di rimanere da solo.

Te non l'hai mai scoperto stando in coppia.

Vedi un po' te chi è peggio.

Io almeno ci provo a vivermi una relazione seria.

Tu invece vai con le donne sposate e vuoi parlarmi di sentimenti.

Tu lo sai che cosa sei? Un deficiente emotivo.

- Come te. - Tu non sai niente di me.

Perché invece te di me che cazzo sai?

Che sei un coglione.

E invece te sei 'na stronza che pensa di aver capito tutto della vita.

Mi sa che se semo fatti frega'.

Eh già.

Il foulard di nonna era una trappola.

Alessio, pensiamo a qualcos'altro, qualcos'altro.

Una raccomandata dall'Agenzia delle Entrate?

Il riscaldamento globale, la Striscia di Gaza.

Brava. Le unghie incarnite, piene di pus.

Che schifo. Bravo.

Oppure...

Oppure... l'ansia per il concerto.

Oddio.

L'ansia per la partita. Sabato me caco sotto.

Sabato?

Alessio, sabato io ho il concerto più importante della mia vita.

Mi avevi detto che non c'erano partite.

Abbiamo superato il turno in Coppa e l'hanno anticipata. Che te devo di'?

No. Tu non puoi andare a vedere la partita.

- Cosa, scusa? Io non posso? - No, non puoi.

Alessio, io devo fare un assolo, tu non me lo rovinerai.

Senti, Silvia, io non me so' mai fidanzato

proprio per evitare 'ste cose qua, va bene?

- E' un problema tuo, non mio. - No, no.

Non puoi rovinarmi la performance, non puoi.

No, mi dispiace, Silvie', mi dispiace che c'hai il concerto, ma non posso.

Stronzo.

Forza Roma, daje!

(APPLAUSI)

MANISCALCHI: Quelle note delicate, ma precise, armonia, vibrazione.

Non ho mai sentito un'esecuzione simile.

Insomma, un grande talento, non c'è dubbio.

Grazie, signor Maniscalchi.

Non sa quanto abbiamo lavorato per coltivarlo.

- Posso presentarle una persona? - Ma certo. Volentieri.

- Che ha fatto la Roma? - Vinto. 1-0.

Sì, però il primo tempo ne dovevamo pijà tre.

Tiè, tiè, guarda questo, guarda questo che ha fatto.

Senti... non so come ringraziarti.

Beh, un modo ci sarebbe.

Tutto quello che vuoi, Alessio, spara.

Magari, una di queste sere,

ti prendi un bel sonnifero e te ne vai a letto alle 21:00.

Così io posso richiamare quella con cui ho fatto la figuraccia.

Sai com'è, ho comunque una reputazione io da difendere.

Certo. Te lo prometto.

Ecco, brava.

Allora promettimi pure che risolviamo 'sta cosa della maledizione,

perché io un'altra partita non me la voglio più perde'.

Goal! Sotto alla Sud je l'ha fatto.

- Silvia, hai fatto? - Arrivo.

Di là c'è una persona che ti vuole parlare.

Arrivo subito. Manu? Manu, ci sentiamo, ok?

No, aspe', che Manu. Ehm, te volevo di' na cosa.

Niente è che io non ce capisco niente de musica classica...

..però stasera m'hai fatto emoziona'.

L'ho sentito.

- Ciao, Silvie'. - Ciao.

No, no, no, aspetta, aspetta. Chiudi, chiudi, chiudi.

Aspetta, Silvia. Tieni.

Ma no, dai Rob, saliamo...

No, no, no, non ce la faccio ad aspettare Silvia.

E' fatta. E' fatta. Ma te l'hai visto Manescalchi? Cioè, è impazzito.

Basta con 'sta Bologna, Cesena, Forlì.

Si cambia. New York, Pechino, Berlino, queste sono le filarmoniche.

Ma te l'ho detto io. Silvia, cioè, dico, ma non sei contenta?

Sì, sono contenta.

E' quello che volevamo, no?

Silvia, facciamo un brindisi?

A noi due. Sempre in giro per il mondo. Noi due e basta.

CLARIZIA: Voi mi dovete delle spiegazioni.

Sei tu che mi devi delle spiegazioni.

Ma come ti sei permessa di farmi una cosa del genere?

Lungo il corso dei secoli,

mai nessuno aveva cercato di rompere il nostro patto.

- E' la prima volta che accade. - Ed era ora.

Perché vi ostinate a non amarvi?

Perché io ho la mia vita, i miei progetti, le mie cose,

e sono felice così come sto. - Dunque, è l'egoismo che vi acceca.

No, veramente è più egoista chiedermi di rinunciare a tutto

per far felice solo te.

Io voglio far felici entrambe.

Però tu non sai di cosa parli.

Tu pensi che Alessio sia l'uomo giusto per me, ma non è così.

Credi ancora in qualcosa che oggi...

Non esiste più.

E sia, dunque.

Se l'amore è morto e se ciò che più desidera il vostro arido cuore

è rompere il patto, chiedete pure, e vi dirò come fare.

SILVIA: Ho programmato tutto.

Ma non ho capito, al Castello di Serravalle?

Sì. Lei era la figlia del signore del castello

e lui il capo delle guardie.

Noi andiamo nella cripta in cui si sono scambiati la promessa...

..e la rompiamo. - E certo.

Tocca torna' sul luogo del delitto.

Vai, preparati. Dai.

Brava. Dai, faccio una doccia, cinque minuti e arrivo, eh.

SILVIA: Ma ti aspetto in macchina?

No, stai tranquilla là. Fai come se fossi a casa tua.

ALESSIO: Ma a Roberto che gli hai detto? Che annamo a fa' na gita?

Addio al nubilato... con Manuela.

A bugiarda!

Silvia? Non è che ti va di fare il caffè?

No, vabbè, tranquilla,

se lo pijamo in autostrada, quando facciamo benzina.

ALESSIO: Ah, finalmente, guido sempre furgoni.

Perché ti sei trasferito a Bologna?

Ehm, perché me... me so' trasferito. Perché?

E' che non so niente di te, della tua vita,

alla fine non te l'ho mai chiesto.

Io invece so un sacco di roba su di te. Pure troppa.

Un sacco di roba? Cioè?

Beh, mi hai raccontato quella storia di tua nonna in campagna,

che era Pasqua? Sì.

Eh. Hai visto?

Ti ho raccontato della stanza di nonna?

Di quando ti hanno fatto trova' il violino nel baule.

Una storia lunghissima. No, bella, eh. Cioè, interessante.

Ti ricordi, infatti,

quel giorno in biblioteca non abbiamo combinato niente.

Ma perché te l'ho raccontato?

Perché te l'ho chiesto.

Dai, Madonna mia, che palle però, dai.

("AIN'T A THING" SAINT FAME)

ALESSIO: Silvie'...

..mi sa che se semo persi.

SILVIA: Te l'ho detto un chilometro fa.

Che m'hai detto un chilometro fa?

Hai girato a sinistra e io ti ho detto gira a destra.

Sì, dai Silvie', per favore, eh.

Intanto adesso dove andiamo?

Che ne so io, stiamo nei... Che è?

- Cos'è 'sto rumore? - Non lo so, sta a trema' tutto. - Fermati.

Aspe'. Ma che macchina c'hai?

ALESSIO: Vedi che macello. Stava anda' tutto troppo liscio.

Ma è possibile che non ci sia un carroattrezzi?

Silvie', è domenica. Non vie' nessuno.

Carroattrezzi, autonoleggi, nessuno. - Vabbè, ma uno.

So' tutti complici. Ancora non l'hai capito?

Silvie', io stavo a pensa' che...

..se magari andando troviamo una macchina...

..io se me ce metto, la saprei pure ruba'.

Che ho detto?

- Non ti rispondo neanche. - Ma che... Dai, Silvia.

Ahò. Ma che davvero vuoi anda' al paese a piedi?

Ci sto già andando.

Saranno 'na ventina de chilometri. - E vabbè, che sarà mai...

Che sarà mai?

Senti, Silvie', è arrivato il momento di scendere.

Già te l'ho detto un chilometro fa.

No, non ce la faccio più, sono stanco morto. Dai.

Alessio, se mi metti giù, mi faccio la pipì addosso.

Ecco, appunto, siccome io sento pure questo, adesso mi fai la cortesia,

tu scendi e fai 'sta pipì, dai. Dai, cazzo.

Alessio, guarda che non scherzo, me la faccio addosso.

Aspe'. Guarda un po' là.

- E' l'entrata del castello. - Del castello.

Brava. Annamo.

Oh, comunque m'hai sfonnato.

SILVIA: Scusa.

Lo sapevo.

Chiuso. Te l'ho detto.

Non fa' la maestrina, perché t'ho portato in spalla per tre chilometri.

Vabbè, comunque ci abbiamo provato? Eh.

Domani mattina torniamo ed entriamo.

E vabbè, ma adesso che facciamo? Siamo venuti fino a qui.

E che facciamo adesso? Adesso niente.

Dobbiamo trovare un posto dove dormi'.

- Ma lo senti pure te? - Sì.

E' musica.

Ma che è un matrimonio?

Mi sembra una sagra.

Attenta, però.

Grazie.

Ma che è la sagra del capretto?

Ahò, Silvie', aspetta. Guarda che tocca sta' attenti.

Le sagre dei paesi, soprattutto dove si griglia, so' romanticissime.

(ridendo) Bella questa.

Oh, guarda che non era una battuta.

Madame.

Avevo una fame...

Eh. Siccome io lo so, te ne ho preso un altro.

- Questo è per te e questo è per me. - Grazie.

Comunque, prima in fila ho prenotato un B&B,

si chiama "Il Dolce Riposo". Due camere separate e ha posto.

Ma non era meglio prenotare due B&B diversi?

Così, giusto per andare sul sicuro. - Perché non te fidi ancora?

No, sì. Di te, sì.

E' che non mi fido della maledizione.

Brava, c'hai ragione. Due B&B diversi.

Senti, Silvie', io stavo a pensa',

visto che dormimo in due posti diversi, no?

Un goccetto di vino? Ce lo possiamo fa'?

- Sì? - Sì.

Daje.

(MUSICA DI FISARMONICA IN SOTTOFONDO)

Oh, scusa, balliamo?

No, no, dai non...

- Dai, perché? - No, non...

- Che? - Non mi va.

Non ti va che? Fai la musicista, sempre musica è.

Non lo so, dai, non sono capace.

Ah.

Posso dirti una cosa?

Mi hai conosciuto mille anni fa ed ero un cavaliere.

Vuoi darmi la possibilità di dimostrarti che lo sono ancora oggi?

Oh, avevi ragione, sei proprio incapace.

- Perché tu sei meglio? - Guarda.

Adesso di qua.

Poi devi anda' de là, de là, devi anda' de là.

Stai tranquilla?

Tu?

Guarda che lo sento che non ti fidi.

Perché non mi hai detto dei tuoi?

- Onesto? - Sì.

Pensavo che non ti interessasse.

Mi dispiace.

(TUONO)

Annamo, annamo.

Dai, dai, corri, corri, oh!

Oh, che famo, annamo là?

- Sì. - Dai.

- Oh. - Oddio che freddo.

Ma che è 'sto posto?

(TUONI)

Aspe'.

- No, non ci posso crede'. - Cosa?

Controlla un po' il B&B sul telefono tuo, il mio è scarico.

Era carico, eh.

Lo vedi. - No, anche il mio.

No, vabbè. - No.

Te pareva.

E adesso che facciamo?

Adesso, aspe', aspe'. Adesso qualcosa se inventamo.

Vediamo se regge.

Dovresti toglierteli anche tu. Rischi di prendere freddo.

Hai ragione.

Scusa è che... non sono io...

E' la maledizione.

Eh, non sai quanto ti fa sembrare bella.

Il fuoco.

- Alessio. - Che è?

Oddio, me so', me so' partite le mani, vedi?

Stanno anda' da sole.

Tu fermale.

E certo, le fermo. Giusto.

(messaggio) ALESSIO: Silvie', ho preso l'auto, ho cambiato le gomme,

tutto a posto, eh.

Senti, Silvie', comunque scusa per ieri sera.

Ti giuro che oggi andiamo al castello e mettiamo tutto a posto.

Daje.

Ahò.

No, eh. Ma nun scherzate proprio.

Ahò. Doveva esse' aperto.

Sì, pronto.

Guardi, sto qua fuori all'ingresso del castello,

mi può aprire la porta, per favore, che è una faccenda seria. Sì.

Ho capito, la scala sarà pure pericolante,

però è una questione di emergenza, per favore, apra la porta.

Non hai capito, se non apri, scavalco.

'Sti cazzi se si va sul penale, è questione di cinque minuti,

entriamo e usciamo, apri 'sta porta.

No, non me ne frega un cazzo dell'ala est,

a me interessa la cripta, apri!

- Giovane? - Oh.

La cripta non esiste più.

E' crollata più di 500 anni fa.

ALESSIO: Non esiste più? - Eh.

Ma porca troia, porca! Come cazzo faccio io adesso a risolve'.

Siamo qui. Facciamo che ti libero io.

Non devi più cercarmi, non devi più amarmi. Eh? Vaffanculo.

Ora sei libero dal tuo giuramento.

Oh. Oh, Silvia!

Silvia! Aspe'. Ma perché stai a fa' così?

E' per ieri sera? Te devo chiede' n'altra volta scusa?

E' questo il problema? Oh.

Sei fortunato a non sapere quello che provo in questo momento.

Come hai fatto a rompe' la connessione?

Mi è bastato volerlo.

("HAPPY ACCIDENT" TOMBERLIN)

ALESSIO: Ah rega', alla libertà.

- Daje. - Alla libertà.

Che poi, Ale', scusame, ma non ce li svortamo du sordi con 'sta storia?

Libri, interviste, televisione.

Fermo. Me basta averla scampata.

Ma quindi sei sicuro? I sintomi sono proprio scomparsi del tutto?

Mario, sicuro. Completamente guarito.

Sai perché te non ti ci vedi in quel vestito lì?

Dai, Manu, smettila.

Perché una settimana fa hai spezzato un incantesimo secolare

e non ti sei neanche sfogata con me.

Io voglio solamente accertarmi che tu l'abbia superata.

Certo che l'ho superata.

(messaggio) ROBERTO: Silvia, ma dove sei?

Io sono qui con il Manescalchi, ti stiamo aspettando per l'aperitivo.

- Ciao, Silvia. - Ciao. Grazie.

(messaggio) SILVIA: Rob, senti, non vengo all'aperitivo.

Ti aspetto stasera a casa. Ti devo parlare.

Tanto io lo so che te ne pentirai.

Che tornerai da me.

Silvia?

("HAPPY ACCIDENT" TOMBERLIN)

ALESSIO: Ma è vero che non ti sposi più?

No, aspetta.

Ciao Silvia,

ti mando questo messaggio vocale perché ho saputo che tu e Roberto...

(sospirando) No.

Pensavo che finita la maledizione tornasse tutto come prima,

e invece mi sbagliavo,

perché da una cosa del genere forse non si torna più indietro.

Sai che è, che ormai c'ero abituato.

Prima sapevo sempre che stavi facendo.

Se eri triste, se eri arrabbiata.

E invece adesso passo le ore a chiedermi come stai, che fai,

come ti senti.

Ho sempre paura che hai fame e nessuno lo sa,

perché te non lo dici mai.

Insomma, che ti devo dire? Ti penso.

E spero che tu stia bene.

SILVIA: Dato che non la smetti,

ora ti spiego perché non posso perdonarti.

La notte della sagra mi avevi promesso

che saresti stato un cavaliere. Io non te ne faccio una colpa,

anch'io ho la mia parte di responsabilità.

- Goal! - Daje!

- Daje. - Mamma mia. Mamma mia.

SILVIA: Manuela mi ha consigliato di raccontarti

perché tu mi abbia fatta soffrire. Si sbaglia, non serve dirti nulla.

Eravamo connessi, e per quanto sia orribile pensarci ora,

c'è stato un tempo in cui avevi accesso diretto al mio cuore.

Tu sapevi benissimo cosa stavo provando in quel momento.

Ero innamorata.

Come te.

Noi avevamo quello che tutti desiderano,

ciò che le persone rincorrono una vita intera,

magari senza nemmeno trovarlo.

Ecco perché non posso perdonarti.

Ohh!

Oddio.

Ahò. Ciao zi'.

Ma che stai a fa'?

Sto a lava' i piatti. Vabbè, me pare pure giusto, no?

Che casa mia la pulisco io, no?

- Ma che hai preso la droga? - Ma che droga, zi'.

Non è che uno se droga e se mette a lava' i piatti.

Allora che è successo?

Ma dai, pure 'sta cosa che lavoro con zio.

Se n'ero er nipote, da mo che m'aveva cacciato.

Questa ragazza t'ha convinto a torna' a studiare?

No. Però m'ha fatto capi' che so' uno stronzo.

Ma perché l'hai trattata male?

- E perché? - E perché? Perché?

Perché avevi ragione te. Me so' messo paura.

E ancora così stai? Dai, muoviti che siamo in ritardo.

Zitto, zitto, che se non s'è drogato,

tuo nipote sta a di' una cosa importante.

Sentite, io ve vojo chiede scusa.

Se in tutti questi anni v'ho fatto preoccupa',

se, insomma, non so' riuscito a davve tante soddisfazioni.

E se spesso v'ho portato a casa amici improbabili.

Il fatto è che...

..sento che è arrivato il momento di trova' la strada mia.

E purtroppo lo devo fare senza di voi.

E per me siete come mamma...

..e papà.

Oh.

Stai zitto, stai zitto.

- Ah zi', ma che stai a piagne? - Stai zitto.

ALESSIO: Di là, di là.

Attento ai muri. Grande. Bravo, perfetto.

Ecco. Tutto, c'è tutto. Ragazzi, grazie.

Eh, grandi.

- Oh, ciao. Ciao, bello, grazie. - Ciao.

- Buonasera. - Buonasera.

- Non è possibile. - Non ce posso crede.

- Ma che ci fai qua? - Io? Ma che ci fai te qua?

No, io c'ero già da prima.

Ho capito e che ne sapevo io?

No, no, no. Io ho rotto la maledizione, eh.

Non voglio sapere più niente.

- Silvia? - Non voglio sapere più niente di te.

Fai le valigie, trovati un altro appartamento.

Silvia, non si capisce niente.

Prenditi un altro appartamento e vai via.

Che hai detto? Non si capisce. Esci un attimo a parlare.

Silvia?

Ma porca miseria. Silvia, esci un attimo, per favore?

Silvia?

So quello che stai per dire, non dirlo.

- Calma, calma. - Non dirlo. - Calma, un secondo.

Per favore, ti avvicini?

Rifletti n'attimo,

può esse' che questa cosa qua è un segno del destino?

Magari qualcuno ci sta dando una seconda opportunità.

Io non voglio più ricominciare.

E allora iniziamo una cosa nuova.

Ma abbiamo fatto tutto quello che potevamo fare.

Non è vero.

Per esempio, io e te non siamo mai usciti una sera da soli,

come due persone normali.

Usciamo a cena. Non me vojo allarga' però magari ce scappa un cinema.

Tipo stasera che c'hai da fa'?

Te l'ha detto Manuela che venivo a vivere qua.

Te l'ha detto lei.

Non sai che casino ho dovuto fa' per affitta' l'appartamento

accanto al tuo, Silvie'. - Alessio, non puoi farmi questo.

Domani dai la disdetta e te ne vai.

Va bene, va bene, va bene.

Rispondi solo a 'sta domanda, però, sincera...

Perché non sei partita?

Di certo non per te. In tournée ci vado quando voglio.

Vabbè. Allora se è così, domani do la disdetta.

In cambio, accetto il tuo invito a cena.

Ma per quanto riguarda il cinema, sì, te stai ad allarga'.

Promesso?

Promesso.

Ma perché non ci hanno fatto vedere che si baciano?

Non lo so, nonno. Dai, quando hai fatto, entra che è pronto.

Vabbè, io sento freddo, rientro.

(APPLAUSI)

Sottotitoli a cura di SKY ITALIA

Can't find what you're looking for?
Get subtitles in any language from opensubtitles.com, and translate them here.