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Original subtitles

Signora Andonakaki, sa chi è quest'uomo

a cui sua sorella ha cancellato il volto ?

E' Petratos.

Un imprenditore titolare di concessionarie.

- Avevano una relazione. - Fino a due anni fa.

Lui continuava a cercarla con insistenza.

- Non era una relazione come la immaginiamo noi. - Che cos'era ?

Lei non lo stimava affatto. Si era messa con lui stringendo i denti

e appena ha ottenuto ciò che voleva l'ha lasciato.

Di preciso Petratos che fece per Ghianna ?

La aiutò a pagare le spese delle prime inchieste.

Lei non voleva dipendere da giornali o Tg.

Voleva essere libera, ma per aprire un blog ci volevano soldi.

Tanti sodi, e Petratos gliene ha dati parecchi.

- Qual è il suo nome ? - Nestor Petratos.

Nestor... "N".

- Ho sbagliato qualcosa ? - Da Ghianna c'erano delle lettere

firmate "N", potrebbe essere lui.

Un'ultima domanda riguardo allo scoop che stava per fare Ghianna.

- Lei ne sa qualcosa ? - Non parlava mai del suo lavoro.

Per mia zia il lavoro era sacro e non se ne doveva parlare.

E' mia figlia.

Posso farle qualche domanda ? Sa se qualcuno minacciava sua zia ?

Diceva che qualcuno le avrebbe fatto la festa.

Lo diceva ridendo, ma ci credeva.

Mia zia era irremovibile.

Non si fermava, se voleva fare qualcosa.

Andava spedita per la sua strada.

Per quanto l'ho conosciuta, sono d'accordo.

Ghianna... era forte.

Era la più forte di tutte.

Se non ho seguito le sue orme è perché non sono come lei.

Non lo sarò mai.

Grazie. Se avessi bisogno di altro, la contatterò.

- Signor commissario ? - Sì.

Niente.

- Vuoi dirmi qualcosa ?

- No.

E' tutto a posto con le pompe funebri.

Ci diranno che cosa serve per il funerale.

- Eccoci. - Grazie.

Scusate, sono molto stanco. Vado a letto.

("Eredità: successione universale")

("nel patrimonio e nei rapporti attivi e passivi di un defunto.")

("In senso oggettivo, l'universalità o la quota dei beni")

("nel cui possesso si succede, 'eredità paterna, materna'.")

("'Entrare in possesso dell'eredità.'")

("Trasmissione di valori morali, di beni immateriali ai discendenti.")

- Buongiorno, commissario Charitos. - Petratos, si accomodi.

Sono qui in via del tutto informale.

Stiamo indagando sull'omicidio di Ghianna Karaghiorghi

e ci risulta che... - Confermo.

Io e Ghianna abbiamo avuto una lunga storia d'amore.

Immagino. Però devo chiederle dov'era la sera dell'omicidio.

- Mi chiede un alibi ? - Abbiamo trovato delle lettere minatorie

firmate "N", in cui qualcuno chiede alla Karaghiorghi

di mantenere una promessa. Le ha scritte lei ?

- Perché avrei dovuto minacciarla ? - Si litiga quando ci si lascia.

- A volte molto ferocemente, Nestor. - Non ho mai scritto quelle lettere.

La nostra storia è finita due anni fa per una scelta comune.

Arrivederci.

Arrivederci.

Grazie in anticipo per le condoglianze.

Dobbiamo risolvere due casi.

- C'è Kolakoglu nel suo ufficio con Thanasis. - Vieni.

- Buongiorno. - Buongiorno, commissario.

- Perché mi hanno portato qui ? - Stia tranquillo.

- Ha la coscienza pulita. - Non ho fatto niente. - Appunto.

Dov'era la notte dell'omicidio della sua Ghianna ?

- Perché "la mia Ghianna" ? - Per lei è stato arrestato.

Non l'ha minacciata più volte al processo ?

Sì, è vero, ma ero innocente, commissario.

Il giudice ha deciso diversamente.

Questo non importa, però. Ce l'ha un alibi per quella sera ?

No, commissario. Ero a casa di mia madre, da solo.

Allora per lei si mette male.

Può andare, ma rimanga a disposizione.

- Lasciaci, Petros. - Agli ordini.

Buongiorno.

Stefanos era uno di noi. Se hai bisogno di qualcosa, chiedi.

So che i ragazzi stanno organizzando una colletta.

Lo so, ma non abbiamo bisogno di niente, grazie.

- Quello era Kolakoglu ? - Sì. - E perché lo lasci andare ?

- Non credo che sia stato lui. - Io credo il contrario.

- Fallo mettere sotto controllo. - Va bene, capo.

- Teniamo i due casi separati ? - Sì.

A destra i due albanesi e a sinistra la giornalista.

- Tu sei ? - Nikos Dermitzakis.

Sono arrivato mentre era in vacanza.

- Pensi che non lo sappia ? Sai lavorare ? - Ci provo.

Vediamo se riesci a trovare una foto di Nesto Petratos.

- Basta andare su internet. - Un altro genio.

Il primo della classe è Petros. Trova questa foto e attaccala lì.

A proposito, il vicecommissario deve indagare su di lui.

Cerca di scoprirne vita, morte e miracoli.

- Thanasis, ci sei ? - Ho dormito poco. Che devo fare ?

- Tieni d'occhio Kolakoglu. - Sì.

Sui giornali il suo nome compare tra i possibili assassini.

Eh, peggio mi sento.

- Ah... - Nikos. - Se ti rimane tempo dopo la ricerca

fatti dare i tabulati dei telefoni della vittima.

- Ci riesci ? - Sì. - Allora forse risolveremo il caso.

Adesso, a lavoro. Chiunque sappia qualcosa, mi avvisi a qualsiasi ora.

Andiamo, via.

- C'è una persona per te. - Che ci fai qui ?

Passavo da queste parti e volevo informarla su quella cosa.

Vieni.

- Che è successo ? - Uscito dal commissariato

sono andato da Kolakoglu, ma non c'era.

- E' scappato. - Che cretino.

Tutti penseranno che è l'assassino.

Il telefono della madre è sotto controllo.

- Hai diramato l'ordine di cercarlo ? - Sì.

E' quasi pronto, Thanasis, apparecchio anche per te.

E' un ordine. Comunque cucina benissimo.

Posso ?

Ehi, come stai ?

Ho bisogno di aiuto, non so gestire Panos da solo.

- Ogni tanto penso che hai ragione. - Su che cosa ?

Sul fatto che Panos non sia giusto per me.

Per un padre nessun ragazzo è giusto per la figlia.

Non ho mai capito perché...

..prima che si ammalasse, non ci portavi mai dal nonno.

Poi è finito in clinica

e ora che non c'è più, sento di aver perso una parte importante.

Ci sono stati... due Stefanos Charitos.

Uno prima e uno dopo.

- Che intendi ? - Per lui l'Alzheimer è stata una fortuna.

Ha vissuto gli ultimi anni di vita come se fosse stato un altro.

Anche per te, non conoscere il primo Stefano Charitos

è stata la cosa migliore.

- Perché ? - Non era una persona facile.

Non era facile stargli vicino

e meno che mai essere suo figlio, in quegli anni, poi...

- Intendi durante la dittatura ? - Sì.

Dai, andiamo a dare una mano alla mamma.

- Che succede ? - Sono stanca.

Se qualcuno si offre di aiutare, non me lo faccio ripetere. Grazie.

- Ci mancherebbe, per noi è un piacere. - Parla per te.

Già sopporta me tutto il giorno, ora mia moglie...

Che sopportare ! E' lavoro.

- Anche perché mio marito, quando ci si mette... - Quando non vuole...

Tu da che parte stai ?

- Che cazzo fai ? - Sei impazzito ? Come ti permetti ?

Scusi, scusate. Sarà lo stress, scusate.

Portalo a casa tua, lo stress. Vai.

Aspetta, Thanasis.

Prendo una scopa.

Scusi, commissario. Chissà che penseranno di me.

Che ti importa ? Con le donne fai sempre male.

- Che ti è preso ? - Non so, ho perso il controllo.

Non è facile tenere il controllo.

Cerco di farlo, ma quando meno me l'aspetto...

Comunque siete una famiglia unita e felice.

Non basarti su una sera. Siamo peggio di come sembra.

Come tutte le famiglie, te ne accorgerai.

Io non avrò una famiglia mia.

- Che dici ? - Per me esiste solo la mezza mela.

La mia non mi ha voluto e ha voluto restare a metà.

Questo treno non passa più.

- Buonasera, commissario. Mi saluti sua moglie. - Sì.

La sera del delitto, Petratos era in concessionaria fino alle 18,30.

Alle 21 era a cena con i dirigenti di una casa automobilistica

e avrebbe potuto uccidere la Karaghiorghi

prima di andare al ristorante. - Sei stato bravo, Petros.

Mi aspettavo qualcosa in più, ma...

Mi tenevo il meglio per ultimo.

Tre anni fa, Petratos ha avuto un incidente stradale, aveva torto.

L'altro gli ha chiesto una dichiarazione autografa.

- Ce l'abbiamo ? - E' in arrivo.

- Bene. Faremo una comparazione con le lettere. - Col cavolo.

Ci lasci soli un attimo ?

Kolakoglu è in fuga, l'hai perso. Ha la coscienza sporca.

Se arrestassimo tutti i fuggitivi...

Ieri mi hai detto che saresti stato dietro a Kolakoglu.

Oggi scopro che indaghi su Petratos. Mi prendi per il culo ?

No, indago su Petratos perché aveva una relazione con Ghianna

perché le lettere sono firmate "N", Ghianna conosceva l'assassino

ed è l'uomo con il viso cancellato nella foto.

Il ministro pensa sia Kolakoglu.

- E' amico di Petratos, suppongo. - Ahi, ahi, ahi.

Da tuo padre non hai imparato nulla, Kostas.

Ci vediamo al funerale.

La dichiarazione di Petratos, per l'incidente...

..scordatela.

Ci vediamo dopo, vai piano.

Vedo che ha tenuto la sua macchina.

- Condoglianze. - Grazie.

Mi chiamo Lambros Zisis e sono un amico di suo padre.

- Conosco tutti i suoi amici... - Boboulinas.

- Non sembra una guardia carceraria. - No, ero dall'altra parte.

- E' stato un secolo fa, comunque. - Non esattamente, massimo 35 anni.

Il tempo è relativo, no?

Questo è il mio numero di telefono. So che sei un buon detective

e se dovesse servirti ho un dossier su molte persone

- Compagni, o ex compagni. - Attento a dove lo tieni.

Lo tengo qui, sotto chiave. Dovrebbero tagliarmi la testa.

Perché dovresti farmi questo favore?

Diciamo che non lo faccio per te... ma per Stefanos.

[MOTORE INGOLFATO]

Commissario, niente false illusioni. Non c'è più niente da fare.

D'altronde gli anni passano per tutti, non solo per noi.

Commissario, tutto bene ?

Era la macchina di mio padre.

E' morto... tre giorni fa.

- C'è una ragazza che vuole vederla. - Chi è ?

- La nipote della Karaghiorghi. - Falla entrare. - Prego.

- Buongiorno, commissario. - Siediti.

Me l'ha dato prima di essere uccisa.

- Mi disse di darlo a lei, se le fosse successo qualcosa. - A me ?

Era l'unico di cui si fidava.

Volevi dirmi questo l'altro giorno ?

Però non me l'hai dato subito.

Volevi capire, non ci sei riuscita e ci hai fatto perdere tempo.

- Sei uguale a tua zia. - Ora gliel'ho portato.

- Posso andare ? - Aspetta.

Lo decido io.

Puoi andare.

Anna ?

Grazie.

- Sai chi è ? - No, chi è ?

Anna Andonakaki, la nipote della Karaghiorghi.

Christos Pylarinòs, vecchio uomo di sinistra

vive a Praga fino all'89 e poi torna ad Atene.

In 10 anni diventa un leader del turismo e dei trasporti.

- Karaghiorghi indagava su di lui. - Una terza pista. - Esatto.

Collega i casi della Karaghiorghi e degli albanesi.

La nipote ci ha fornito un plico pieno di documenti

su cui indagava Ghianna. Guardate le mappe.

Queste sono tratte che ha segnato, con date di partenza e arrivo.

Veniamo alle dolenti note. Ci sono molti rapporti di polizia.

Sono indagini archiviate sulla scomparsa e traffico di bambini

l'ultimo è quello che ho scritto sugli albanesi.

- Quindi aveva una talpa. - Esatto.

Ghianna indagava su un traffico di bambini

l'assassino cercava quel plico, ma non l'ha trovato

perché l'ha dato alla nipote e lei a noi. - Che facciamo ?

- I tabulati della vittima ? - Li ho trovati e analizzati

ma non c'è niente di interessante.

Chiamate alla sorella, alla nipote, di lavoro.

Cerca qualcosa su Pylarinòs

o su qualcuno della polizia, magari capiamo chi è la talpa.

Fai una ricerca sui viaggi che ha segnato

cerca in archivio chi ha consultato i dati in mano di Ghianna.

- Andate. - Sì.

- Ti cercavo. - Stavo arrivando. - Comincio io.

Petratos non è l'autore delle lettere minatorie.

- Il problema è un altro. - Aspetta, non protestare sempre.

Ho fatto fare la perizia calligrafica, ma non dirlo.

- Grazie, ma non mi interessa più. - Ah, no ? - No.

Sappiamo su cosa indagava la Karaghiorghi

e sono usciti fuori degli affari di Christos Pylarinòs.

No, aspetta, il magnate dei trasporti e del turismo ?

- Sì, lui. Abbiamo... - Charitos !

Tu sei un bravo poliziotto, hai cervello, istinto, ma un difetto

non sai essere diplomatico, sei tutto d'un pezzo.

Sbatti la testa in un muro e ti rompi il muso.

Quando hai a che fare con uomini così, devi essere sfuggente

altrimenti ti impacchettano subito

e ti avviso, Pylarinòs è molto più amico del ministro di Petratos

e se ti sbagli con lui, avrai conseguenze... - Molto peggiori.

Eh. Comunque ti lascio la perizia.

Sono Charitos, figlio.

Posso approfittare del tuo schedario ?

- Poi stasera cenerai ? - Questo è un piccolo antipasto.

Ti ho portato le pedine del tavli. Dovevo restituirle a tuo padre.

Senti, com'è che siete diventati amici tu, comunista incallito

e mio padre ? - Sono stato arrestato nel 1972.

Sono stato insultato, picchiato, torturato dalla polizia politica.

- Mio padre non ne faceva parte. - Era solo uno sbirro

ma nella dittatura dei colonnelli gli sbirri spostavano i detenuti

e li sorvegliavano, a volte venivano invitati a picchiarci.

Lo facevano per rendere complici quelli come tuo padre

per impedire che raccontassero delle torture che vedevano.

Ti ha mai picchiato ?

- Hai detto che avevi bisogno di me.

- Sì.

Conosci queste persone ?

Christos Pylarinòs, ex rifugiato politico

che in dittatura è stato a Praga e poi è tornato

per fare fortuna con il trasporto su gomme

grazie ai soldi degli ex comunisti cechi.

Sì, questo lo sapevo già.

Pensi che possa essere coinvolto in qualcosa di illecito ?

Non so, ad esempio... adozioni illegali su scala internazionale.

La Karaghiorghi indagava su questo ?

Crediamo di sì. Abbiamo trovato le foto in un suo dossier.

Non credo. Pylarinòs ha abbastanza soldi per due vite

piuttosto, questo è Sovatzis

ex funzionario del Partito Comunista greco

con cui i cechi controllano che Pylarinòs guadagni.

E' possibile che Pylarinòs non volesse sporcarsi le mani

e Sovatzis sì ? - E' possibile.

Magari l'obiettivo della Karaghiorghi era Sovatzis.

- State ancora cercando Kolakoglu ? - Non credo che c'entri.

Il ministro e il capo, sì. - L'importante è ciò che pensi tu.

Eh, magari, Lambros !

- Sai giocare ? - Era il gioco preferito di mio padre.

- Non ho mai voluto imparare. - Ti insegno io.

Vuoi i bianchi o i neri ? Immagino i neri come tuo padre.

La prossima volta ti porterò delle pedine rosse.

Giochiamo.

Mi dispiace non poterti accompagnare ma la Mirafiori è morta.

Fa compagnia a chi l'ha comprata. Dovrò comprarne un'altra.

- Prendi un'auto spagnola. - Perché ?

Per solidarietà tra poveri. Ora spagnoli, italiani, portoghesi

sono in cattive acque come noi. Siamo i maiali.

I maiali si aiutano e non corrono dietro agli squali.

Volevamo vivere da squali ma siamo affogati

perché i maiali non sanno nuotare. Prendi un'auto spagnola.

Spagnola.

Non entro nelle tue questioni sentimentali, fai come credi

però se c'è qualcosa che non va, dovresti parlarne con Panos.

Sì, ti voglio bene. Certo, te lo saluto. Ciao.

Caterina non mi convince.

Stasera è voluta uscire con le amiche del corso.

- Ha fatto bene. - Sei... un ingrato.

Quel ragazzo ti ha sostituito nell'organizzazione del funerale.

E' un bravo ragazzo, ma non è adatto a lei.

- Neanche il principe Carlo lo sarebbe. - Meno che mai.

- Era per dire. Esco. - Adesso ?

- Vado con Melina del negozio a prendere qualcosa. - So chi è

ma hai criticato tua figlia perché non sta con il fidanzato e poi...

Io non sono lei e tu non sei Panos. Ciao !

[SI SCHIARISCE LA VOCE]

- Ancora ? - Si calmi, Petratos.

Le sue amicizie le sono state utili, ma non era necessario.

Sarebbe uscito dalle indagini. Brutto non fidarsi della giustizia.

- Allora che ci fa qua ? - Mi serve un'auto.

Beh, allora è nel posto giusto !

- Le farò un trattamento d favore. - No, pagherò quello che devo.

Voglio che sia spagnola, usata e disponibile.

- Chiamo un venditore. Troveremo l'auto. - Spagnola.

Spagnola, ottima scelta.

(La polizia sospetta che la coppia avesse dei bambini

di cui non c'è più traccia.)

Commissario, il responsabile dell'archivio dice

che non risultano richieste per i rapporti trafugati.

E' gente molto furba.

Un poliziotto avrà fotocopiato di nascosto i rapporti.

- Risolviamo prima il caso. Petros, chiama il carcere. - Comandi.

- Interroghiamo l'assassino degli albanesi. - Ramis ?

Potrebbe essere l'autista che portava i bambini.

La Karaghiorghi l'aveva intuito, perciò nominava i bambini.

Non sono figli della coppia, ma altri bambini adottati illegalmente.

Infatti ci guadagnavano molto.

I 150 mila euro che non avevi trovato.

Chiamo subito.

- Commissario, ho brutte notizie. - E' successo qualcosa a Ramis ?

E' stato accoltellato da un altro albanese per soldi, stamattina.

Vai. Bene.

- Ramis Gljni. Ecco a lei. - Grazie.

- Chi è ? - Polizia, apra la porta.

- Sfondo ? - Sfonda.

- Se la rompete, la pagate. - Commissario Charitos, omicidi.

- Lei chi è ? - Eleni Duru, che volete ?

Che diritto avete di entrare in casa mia ?

Non capisco questo clamore. Sono un'educatrice dell'infanzia

e il mio asilo nido è autorizzato legalmente dal Ministero.

Voglio il registro dei genitori con le loro informazioni.

- I genitori sono all'estero. - Dove ?

Non so dove, sono partiti per un po', mesi.

Non sanno dove lasciare i figli e li tengo io.

- Venite con me, tu e la ragazza. - Non può farlo. - Sì.

A meno che non mi dia i documenti.

Petros, chiama un assistente sociale. Immediatamente.

Non mi prenda in giro, Duru.

I bambini sono in Grecia clandestinamente.

[LA PORTA SI APRE]

- Che c'è ? - Ho interrogato l'assistente albanese

e ha riconosciuto Ramis. - Che ha detto ?

Non è mai stato in asilo quando c'era lei

ma un giorno aveva dimenticato le chiavi, è tornata indietro

e l'ha trovato a discutere con la Duru.

Ha detto che un certo Ramis chiamava sempre per lei.

- Ci penso io. - Non ora. - Perché ? - Deve andare da Ghikas.

- Sovatzis la aspetta. - Sovatzis ? - Sì.

E' il padre della Duru.

Entra, Charitos, siediti. Ti presento Dimos Sovatzis.

- Buongiorno. - Mh mh.

Il dottore vuole sapere perché abbiamo arrestato sua figlia.

Sospettiamo che sia implicata in un traffico di adozioni.

Siamo fuori strada, commissario. E' un'educatrice di infanzia.

- Gestisce un asilo. - Sì, certo

dove ci sono solo bambini albanesi senza documenti

che vanno e vengono di notte, ci sono quattro morti nella faccenda

e una, la Karaghiorghi, aveva scoperto tutto.

Stava per sputtanare lei, sua figlia, Pylarinòs

e anche qualcuno più in alto. - Che c'entra Pylarinòs ?

C'entra. I camion con cui i bambini entrano in Grecia sono i suoi.

Avete arrestato Pylarinòs ?

- No. - Certo, perché non ha nessuna prova di ciò che dice.

Esigo che rilasci mia figlia immediatamente.

La rilasceremo se non risulteranno elementi a suo carico.

Certo. Le mando un avvocato.

- Come devo fare con te ? - Ci sono quasi.

Eleni Duru, Ramis e i due albanesi sono coinvolti in questa storia

anche se non ho prove vere e proprie.

Non è facile far confessare la Duru.

Sono nelle tue mani, perché è inutile dirti...

Sì, che Sovatzis è amico del ministro.

- Stavolta non ti difenderò. - Come al solito.

- Quando finirà quest'incubo ? - Quando confesserà.

Ramis Gljni è un albanese che ha ucciso due connazionali

stamattina è stato ucciso in carcere. Lo conosceva ?

- Mai visto prima. - Sappiamo che lo conosceva.

-La sua assistente dice che chiamava per lei. -L'avrete spaventata.

[SQUILLI DEL CELLULARE]

Non temere, il commissario mi ha dato la sua parola.

Parlate e poi te ne andrai.

La Karaghiorghi aveva un figlio illegittimo.

- Un figlio illegittimo ? - Sì.

Da ragazzo lavoravo alla Cassa pensioni della Marina.

Un giorno, doveva essere l'aprile del 1989

facevo delle pratiche per una donna ed è entrata sua sorella

evidentemente incinta, si era sentita male e le serviva aiuto.

Le due, allora, andarono via.

-Quella incinta era la Karaghiorghi? -Sì, lo ricordo benissimo.

Quando Ghianna mi ha contattato

per scrivere il libro della mia condanna

non mi ha riconosciuto, ma io sì. Non era cambiata per niente.

"Come sta il bambino ? Avrà dieci anni", le ho detto.

"Non ho bambini, ti sei confuso", dice.

Le ho detto che l'avevo vista incinta alla Cassa pensioni

ma ha negato di esserci mai stata. - Sei sicuro che fosse lei ?

Sì, sicurissimo.

Forse chi ha scritto le lettere minatorie alla Karaghiorghi

potrebbe essere il padre che voleva vedere il bambino.

Signora Andonakaki, nel 1989

lei e Ghianna siete andate alla Cassa pensioni della Marina

per i contributi di suo marito. - Ci sono stata tante volte.

Come potrei ricordarmelo dopo 20 anni ?

Perché sua sorella si sentì male ed era incinta.

- Si sbaglia, non lo è mai stata. - Lo sappiamo per certo.

Kolakoglu allora lavorava lì e vi ha viste.

Se lo ricorda perché vi rifiutaste di andare in ospedale.

Che ne è stato del bambino ?

- E' morto. - Deve esserci un certificato.

- E' nato morto. - In quale ospedale ?

- Vuole tormentarmi ? - No

ma potrebbe essere legato all'omicidio. - Non c'è rapporto.

Dica la verità, non mi ci faccia arrivare.

La tranquillità della sua famiglia potrebbe essere a rischio.

Dove sta ?

- E' qui. - Qui dove ?

Qui, in questa casa.

E' Anna.

Un giorno Ghianna mi disse che era incinta e voleva abortire.

La trovai una tale ingiustizia.

Lei non lo voleva e l'aveva avuto

io lo volevo e avevo lottato con tutte le mie forze...

E Ghianna, che era una donna pratica

le disse che avrebbe tenuto il bambino e l'avrebbe dato a voi.

Vassilis...

..era appena partito. Per un anno e mezzo su una nave

Sarebbe rimasto in mare fino a dopo la nascita, era semplice.

Rimanemmo per mesi chiuse in casa.

Uscimmo solo quella volta per la Cassa pensioni.

Ghianna entrò in ospedale a nome mio.

Quando nacque Anna, Vassilis era al settimo cielo.

Adorava quella bambina.

Sarebbe andato tutto bene, se solo...

Kolakoglu non fosse ricomparso sulle vostre strade.

E... sa chi è il padre ?

L'aveva conosciuto alla rivista della Polizia a inizio carriera.

Era un bel ragazzo, timido.

"Nasos..."

("Voglio vederlo, Ghianna. Voglio che me lo mostri.")

("Ho dei diritti. E' tanto che faccio ciò che mi chiedi")

("che prometti, ma ti prendi gioco di me.")

("Mi sono rassegnato, non mi farai questo favore, ma è finita.")

("Non torno indietro, stavolta. Non può durare.")

("Finirai male e sarà solo colpa tua, N.")

"Nasos" è il diminutivo di Thanasis. Ti chiamavano così, vero ?

Anche Ghianna.

Lei scriveva per la rivista della Polizia, le piacevo, uscivamo.

In estate rimase incinta. Io sono come lei, sono all'antica.

Volevo che tenesse il bambino, volevo sposarla, ma non per quello.

Ero innamorato pazzo di lei, pazzo, ma...

- Lei era Gianna Karaghiorghi. - Già.

Un marito e un figlio non potevano bloccarle la carriera.

Mi piantò su due piedi.

Non seppi più nulla, scomparve per mesi

quando la rividi, disse che aveva abortito.

Uscì dalla mia vita, pensai che non l'avrei rivista

e invece un anno fa me la sono trovata in ufficio

come se niente fosse. Mi disse che seguiva un'inchiesta delicata

che voleva dei documenti riservati. Mi ha chiesto di prenderli.

Ti ha detto che il bambino era nato e che avresti potuto vederlo

se avessi fatto quello che ti chiedeva, vero ?

Iniziai a trafugare i documenti dall'archivio, a consegnarglieli

e lei mi disse che mia figlia... era una femmina

era viva, aveva 19 anni.

Le ho chiesto se potevo incontrarla e lei ha acconsentito

voleva solo aiuto per trovare i documenti sul traffico di bambini

perché lo scoop era importante per tutti e tre. - Hai accettato.

Le ho creduto, commissario.

Mi ha fatto sperare che quello che non era successo 20 anni prima

poteva succedere ora.

Cioè io, lei, nostra figlia...

..insieme, come una famiglia.

Perciò ho fatto quelle cose orrende.

Come cancellare le tue chiamate dai tabulati.

Quando è venuta da lei a metterle il sospetto sui bambini

ho voluto incontrarla per avere conferma

che quello che pensavo era vero.

Ho tutto sotto controllo. Tu devi seguire me e stare tranquillo.

Non sto tranquillo. Non serviva fare quel casino.

- So quello che faccio. - Sì, so quello che farai !

Stasera dirai tutto sul traffico dei bambini

dimostrando quanto siamo idioti.

Non c'è bisogno di me per dimostrarlo !

Forse, ma devi stare attenta. Hanno fatto uccidere gli albanesi.

Ho solo cercato contatto con i due albanesi

gli ho offerto dei soldi per i particolari sul traffico.

Hai un registratore addosso ?

Non ce l'hai, non sei capace di tanto.

Ti sbagli, sono capace di tutto. Avevamo un accordo.

Mi avevi promesso di farmi incontrare mia figlia

o dirò tutto al commissario. - Fallo

e dirò che sei tu il mio informatore.

Ci sei dentro fino al collo. Sai che ti dico ?

Stasera faccio lo scoop, chiudo la storia e non ci vedremo più.

> Dopo quell'incontro, l'ho seguita sotto casa

avevo capito che erano bugie

e che non mi avrebbe mai fatto conoscere mia figlia.

> Sono sceso dalla macchina, non so se avessi già in mente di ucciderla.

> Davanti al portone ho aspettato che qualcuno uscisse

e sono entrato.

- Che ci fai qui ? - Voglio mia figlia !

Non urlare, entra.

- Dov'è ? - Non tollero questo tono. - Dov'è ?

Senti, quando è nata l'ho data in adozione

ad una coppia che non poteva avere figli, credimi.

Non so dove sia ora...

Questi... li ho presi a casa di Ghianna.

Avrei preso anche le lettere se avessi pensato che c'erano.

Nel computer e sul cellulare ci sono le prove

per intentare causa contro la Duru.

Su Sovatzis non c'è niente, ma è dentro fino al collo.

Sono sicuro che tu troverai le prove per incastrarlo.

Come puoi immaginare, a me non importa più niente.

Non immagino come ti sei sentito

quando hai visto la nipote di Ghianna.

- Le somiglia davvero tanto. - Mia figlia.

L'ho capito subito, subito.

Era troppo tardi, però. Che avrei potuto dirle ?

"Sono tuo padre e ho ucciso tua madre" ?

Andiamo in centrale per la dichiarazione.

Certo, preparo la roba.

[COLPO DI PISTOLA]

No, no, no !

Ah !

Adriana ?

Adriana ?

- Ta dan ! - Che cosa ?

I miei stivaletti nuovi, non sono bellissimi ?

- Non me ne intendo. - Anche l'occhio vuole la sua parte.

Saranno bellissimi, con quanto costano...

Kostas Charitos ! Non parlarmi come se fossi un delinquente

o uno dei tuoi colleghi che capiscono solo parolacce.

- Adriana... - Io sono tua moglie.

- Adriana. - Che c'è ?

Thanasis...

..si è ammazzato davanti a me. - Kostas...

E' un vero casino, Charitos.

L'importante è tenere nascosto che Thanasis fosse corrotto.

Diremo che si è suicidato per motivi personali, è la verità.

Si è ucciso perché non ha conosciuto la figlia.

- Che diremo alla stampa ? - Dobbiamo tenere fuori Anna e Mina.

Invece della Duru e del traffico di bambini ?

Con il computer di Ghianna un bravo magistrato la incriminerà

anche senza i documenti che Thanasis le ha procurato.

- Thanasis risulterà un amante e non un poliziotto corrotto. - Sì.

Avrà pagato con la vita l'omicidio di Ghianna.

Sarà Sovatzis a passarla liscia, ma quelli come lui hanno fortuna.

Non sarà così per sempre.

Commissario ?

Mi dispiace tanto per Thanasis.

- E' arrivato a Ghikas, ma volevo portarglielo io. - Che cos'è ?

Grazie a quel software, la scientifica ha ricostruito

il volto del cadavere ritrovato dopo il terremoto.

Bene, brava, Klio.

Sì, questa bacheca mi spaventa sempre quando è vuota.

Ha ragione, commissario.

- Allora io vado, buona giornata. - Anche a te.

- Vuole che le porti la colazione ? - Faccio da solo, dovrò abituarmi.

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