All language subtitles for Il ragazzo dai pantaloni rosa 2024 HD_ita

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Original subtitles

[respiro affannoso]

[donna] No, non ce la faccio…

[lamenti]

[grido di dolore]

[ostetrica] Teresa, guardami, non è il momento di mollare.

Teresa, dai, respira!

[versi di sforzo]

Che succede? Sono otto ore.

- Che succede? - Non succede niente.

- Non vuole uscire. - Ora esce.

Certo che nasce.

[ostetrica] Proviamo a metterci sulla poltrona.

[respiro affannato]

[ostetrica] Brava! Dai che non vede l'ora di conoscerti.

Spingi.

[grido di dolore]

Forza! Dai che ci siamo.

Ancora una spinta, vai!

[pianto di neonato]

[grido di Teresa]

[Teresa] Dallo a me.

- [ostetrica] Lo puliamo e te lo diamo. - [Teresa] No. Dammelo.

[Teresa] Amore.

Oddio…

[pianto di neonato]

Oddio.

Amore.

Amore.

Hai visto?

È uscito.

[Andrea] Tutto questo accadeva 27 anni fa.

Ciao, Andrea.

[Andrea] Eh, sì.

Oggi avrei 27 anni.

Ogni tanto mi chiedo come sarebbe stata la mia vita.

Magari sarei andato a studiare in America,

avrei imparato a sciare o avrei composto la mia prima canzone.

Avrei.

È bellissimo.

[Andrea] Se non avessi deciso…

Vabbè, dai, lo sapete.

No, amore, no…

Mamma non piange.

Mamma non piange.

[suona "Ave Maria" di Schubert]

[voci non udibili]

Dov'è mamma? Lì? Lì è mamma?

[Andrea] Mi hanno chiamato Andrea perché ha un suono più dolce del mio cognome,

Spezzacatena.

[cantano insieme "Happy birthday"]

[Andrea] A me il nome Andrea è sempre piaciuto molto.

Forse perché ce n'erano talmente tanti…

Ciao, papà, guarda come siamo alti!

[Andrea] Era un nome che mi rendeva…

invisibile.

Ogni volta che rivedo questo vecchio DVD,

fatico a ricordare quando i miei genitori iniziarono la loro guerra.

Erano così felici.

Eravamo così felici.

[note dal pianoforte]

[suona "Canta ancora" di Arisa]

[Teresa] Perché hai smesso di fare le scale?

Sei scorretto.

Mamma, è una canzone come tutte le altre.

La nostra canzone è una canzone come tutte le altre?

Ma come ti permetti?

No, dai scherzo.

[riprende a suonare "Canta ancora" di Arisa]

♪ Non è l'aurora ♪

♪ È solo il fumo del caffè ♪

♪ Sei bella ancora ♪

♪ Ricorda di pensare a te ♪

♪ Nei giorni strani ♪

♪ In quelli in cui non credi più ♪

♪ Nelle tue mani c'è ♪

♪ Ancora quel calore che ♪

[squilli del telefono]

- ♪ Non riesci più a sentire… ♪ - Mamma, sta squillando il telefono.

Grazie.

Pronto?

Sh!

Sì?

Grazie.

[sottovoce] È la scuola. Devi dirmi qualcosa?

Mamma ti giuro non ho fatto niente.

Qualcosa devi aver fatto, o non ti chiamava la preside d'urgenza.

Magari non te ne sei accorto.

Ma se non me ne sono accorto come faccio a dirti cosa ho fatto?

Hai ragione.

Sì, eccomi.

No, perché io pensavo al peggio…

Certo veniamo all'incontro quando vuole lei.

Buona giornata.

E quindi cosa ho fatto?

Hai fatto che non solo sei il più bravo della classe,

ma sei il più bravo di tutta la scuola.

E hai vinto una borsa di studio piccola per il prossimo anno.

Davvero?

Ma quanto piccola? Cioè soldi?

Soldi?

- Sì, soldi. - Ma comprate cose pazze a me?

No, sono per studiare. Però ci compriamo anche qualcosa.

- Vieni qua. - [Daniele] Ok.

Sei ricco, eh?

Ma che ricco.

- [Andrea] Vai, vai, vai! - Vado, vado. Ferma!

[risate e voci indistinte]

[Andrea] Attento!

- [Andrea] Chi è che vince? - [Daniele] Noi!

Siamo noi!

[risate e voci indistinte]

[Andrea] Di quel giorno ricordo poco.

Ma una cosa mi è rimasta impressa per tutta la vita,

lo sguardo di mia madre.

Era uno sguardo orgoglioso.

Era felice.

- [Teresa] Sei un grande furbo. - [Daniele] Proprio…

- Sei furbissimo. - Venti gettoni in 5 minuti.

- E lui 30 in due! - Venticinque gettoni.

- [Daniele] 30 in due. - Finalmente, cazzo!

Sono ore che ti chiamo, non l'hai visto il telefono?

Non strillare davanti a loro, scusa!

- Ciao ragazzi. - [Andrea] Ciao.

Andrea, vai un po' in camera, ti porti Daniele?

Magari sentite un po' di musica?

Sì. Vieni.

E quindi?

E quindi ti calmi, Tommaso.

[Andrea] Balliamo.

[Daniele] Ok.

[suona musica pop dallo stereo]

- Andrea ha vinto una borsa di studio. - E siete stati lì fino adesso?

No, siamo stati alle giostre, a festeggiare.

Grazie di escludermi anche da questo. Grazie.

Oh, cazzo! Ma io ti ho appena detto che ha vinto una borsa di studio

- e non te n'è fregato niente. - Lo so che Andrea è un fuoriclasse!

Non è quello il problema. Il problema è sua madre!

[Teresa] Abbiamo il papà dell'anno!

Dammi le mani.

[Tommaso] Perché tu non mi coinvolgi!

[urla di Teresa e Tommaso]

[il volume della musica aumenta]

[urlando] Cazzo, Teresa, lavoro!

Hai presente quella cosa per cui uno porta i soldi a casa?

[urla di Tommaso]

[Andrea] Non hai voglia di ballare?

- Dai, vieni. - No, no.

[Tommaso] Se tu stessi più attenta a quello che hai intorno…

- [Andrea] Metti lo zaino. - [Daniele] Dove andiamo?

[Andrea] Metti lo zaino.

Vieni andiamo.

- Io mi faccio il culo, qui! - Ma cosa fai?

- E studio, anche! - Ma cosa studi?

Faccio un sacco di cose e sono felice!

Non strillare così, cazzo!

[Daniele] Che noia.

[Tommaso] Oh!

Che vi è preso?

Niente.

Non riuscivamo a sentire la musica e ce ne siamo andati.

[Teresa] Che stai dicendo?

Andiamo, forza.

[Teresa] Andiamo.

Alzati.

[Teresa] Vieni qua.

Lo so che a volte con mamma litighiamo.

Ma non è per forza una brutta cosa.

Vuol dire che ci teniamo così tanto l'uno all'altra,

che ci mettiamo così tanta energia per cercare un punto di incontro,

per cercare di chiarirci.

Se non ci tenessimo, a che servirebbe litigare?

Quindi se un giorno smetterete di litigare è perché vi state lasciando?

Esattamente.

Allora per noi va bene.

Litigate pure.

Dai, andiamo.

[Andrea] Ogni anno a Pasqua andavamo in Calabria.

Tornare laggiù era magico.

Faceva bene a tutti noi.

Credo che se fossi vivo, oggi mi trasferirei in Calabria.

- Vi sbrigate? - [Teresa] Dai, calma.

[Andrea] Qui mi sono sempre sentito a mio agio.

Papà!

[Andrea] Qui ero speciale.

[vociare indistinto]

[Tommaso e Teresa] Uno… Due…

[voci non udibili]

[clacson]

[uomo] Imma!

[in calabrese] Imma! Scendi, sono arrivati!

Eccomi.

- [Teresa] Eccoci! - Nonno!

[nonno] Avete fatto buon viaggio?

[Teresa] Ciao, come stai?

[Imma] Benarrivati!

- Sei cresciuto. - Tutto bene?

- Il viaggio com'è andato? - Tutto bene.

- [bambino] Ti va di giocare ai pirati? - [Daniele] Aspettatemi.

[risate]

- [Daniele] Sì! - [Andrea] Guardate qua!

[Daniele] Come hai fatto?

[Andrea] Pirati!

Andrea è identico a Tommaso quando aveva la sua età.

Sì, è vero, gli assomiglia molto.

[Andrea] Alla caccia di Moby Dick!

È diventato più bravo di lui a suonare al pianoforte.

Sta crescendo veloce.

Perché è sempre così agitato?

E poi perché deve sempre fare il pagliaccio?

È un ragazzino felice.

Forse.

Oppure è solo un ragazzino che vuole fare felici gli altri.

Fatto.

[Daniele] E io dove mi metto?

[canta "Ave Maria" di Schubert in latino]

[voce non udibile]

[Daniele] Bravo!

Bravo, fratello!

[uomo] È bravo a cantare suo figlio.

Gli ha insegnato lei?

Figuriamoci, io sono stonato come una campana.

Un po' sua madre, un po' YouTube credo.

Perché non lo porta a Roma a fare un'audizione?

Io insegno qui.

Chorus Juvenum.

Potrebbe cantare addirittura nel coro del Papa.

[Andrea] Cantare per i nonni era un conto.

Qui invece si faceva sul serio.

Ero terrorizzato.

Lo eravamo tutti.

Tutti…

tranne uno.

Mi ricordo che pensai…

"Ma quello come fa ad essere così tranquillo e sicuro di sé?"

Andrea Spezzacatena.

Sì.

Buongiorno.

- Buongiorno. - Buongiorno.

Andrea, cosa ci fai sentire oggi?

L'Ave Maria di Schubert.

[voce non udibile]

Arrivederci.

Bravo.

Sei stato bravissimo, amore.

- Davvero? - Sì.

Giostre?

Christian Todi.

Preferisco guardare gli altri.

Va bene. Certo.

Mi siedo là. Ok?

[donna] Cosa ci canti, Christian?

Jesus.

"Jesus Rex"…

[Christian canta "Jesus Rex admirabilis" di G.P. da Palestrina]

Sveglia! È il primo giorno di scuola. Dai, andiamo!

Sono le 7:40, ci dobbiamo sbrigare.

- Ma come le 7:40? - Ho fatto il caffè.

- Dai, andiamo! - È tardissimo…

Abbiamo fatto l'unico figlio contento di andare a scuola.

[Teresa] Due minuti, arrivo.

[Teresa] Dai!

Ciao.

Corri, amore.

Ciao.

Che ci fai qui? Dai, corri che sei in ritardo.

[Andrea] Buongiorno.

E tu sei?

In ritardo, credo.

[ragazzo] Ha fatto la battutona!

[brusio]

Sono Andrea Spezzacatena.

[risate]

[ragazzo] Come si chiama?

Vai a sederti.

[professore] Ora che siamo tutti, possiamo continuare.

Stavamo parlando del realismo sociale.

Nati agli inizi dell'Ottocento, i romanzi e i racconti realistico-sociali

raccontano problematiche sociali

che emergono a seguito della rivoluzione industriale.

[brusio]

Ragazzi, iniziamo la prova. Disponiamoci, soprani e contralti.

Bea, a posto, grazie.

Todi, invertiti con Borsei, per favore.

[Andrea] Destino infame.

Ma io non mi scoraggiavo.

Christian era il mio migliore amico,

anche se lui ancora non lo sapeva.

[professoressa] Iniziamo.

[cantano "Kyrie eleison"]

- Chi te l'ha consigliato questo posto? - [Tommaso] Leonardo, il mio collega.

Sto morendo di fame.

[Daniele] Anch'io ho fame. Non mi portano niente.

Amore, adesso arriva da mangiare.

[Tommaso] Dai,

intanto, brindiamo…

a Teresa Spezzacatena, dottoressa in scienze politiche.

[Teresa] Capirai.

Mi hanno offerto tre stage gratis

e uno con un rimborso spese di ben 400 euro.

Da qualche parte bisognerà pur cominciare.

Ma che dici?

Alla mia età mi metto a lavorare otto ore al giorno per 400 euro?

Ci costerebbe il doppio di baby-sitter.

[Tommaso] Non ci pensiamo oggi, goditi il panorama, eh?

Ma perché tu hai sempre paura di dare un nome alle cose?

Questo posto fa cagare.

È inutile girarci intorno.

- Sei nervosa? - [Teresa] No.

Perché mi sembri nervosa. Io sto solo cercando di farcela prendere bene.

[Teresa] È questo il problema. È esattamente questo!

Perché tu ti racconti che va tutto bene, soltanto per andare avanti, Tommaso.

Però non è colpa tua, sei fatto così.

Ma falla finita Teresa,

accontentati di quello che hai invece di pensare sempre…

[Teresa] No! No!

Io non mi accontento. Fallo tu! Accontentati tu! Cazzo.

- Brava. - [Daniele] Mamma, ho fame.

[Teresa] Sì, amore mio! Lo so che hai fame.

- [Tommaso] Andrea. - [Teresa] Anche io ho fame!

[Tommaso] Andrea.

- Amore. Oh, ehi! - Te ne devi andare!

Perché?

Perché?

Non lo so, non…

Non c'è mai un motivo soltanto per cui due persone litigano.

Ma tra me e mamma va tutto bene.

Sì…

Lo so che vi lascerete e io e Daniele soffriremo.

Non succederà.

Andrea, non succederà.

Promettimelo.

Te lo prometto.

Dai, adesso andiamo, su. Torniamo a tavola.

[professore] Prendete tutti il libro di antologia.

La scorsa volta abbiamo parlato di Moby Dick

e dell'ossessione del capitano Achab per la balena

che vuole disperatamente catturare…

[Andrea] Ho sempre amato la letteratura.

A 12 anni avevo già letto 100 libri.

Li avevo segnati tutti su un quaderno e ad ognuno avevo dato un voto.

…che pur mostrando la paura

per un incontro ravvicinato con la creatura spaventosa,

ne esaltano comunque la bellezza.

Chi si ricorda in che modo?

[Andrea] Se fossi ancora vivo,

oggi sarei oltre i 500 di sicuro.

[professore] Todi!

Presente.

[risate]

[professore] Che cosa ho chiesto?

Che non se lo ricorda?

[risate]

Divertente. Vuoi una nota?

Ma perché non lo chiede a Spezzacatena?

Sono sicuro che muore dalla voglia di dirglielo.

[risate]

[professore] Non glielo chiedo perché lui studia.

Lui si impegna.

E a me sembra che sia l'unico a cui interessa quello che facciamo qui dentro.

E perché?

- Perché lui è bravo. - Sì, bravo il cazzo.

Spezzacatena, come ti permetti?

[risate]

"Bravo il cazzo", Andrea? "Bravo il cazzo", veramente?

[Daniele] Ha detto cazzo.

Daniele!

- Sh! - Sei in punizione per un mese!

Niente Internet, niente televisione.

La tua vita diventerà soltanto casa e scuola. E basta!

"Bravo il cazzo"…

[bussano alla porta]

[Teresa] Posso?

È casa tua.

Ma che è successo a scuola, me lo dici?

Allora facciamo così.

Tiro a indovinare.

Ti sta sulle scatole il professor Gioli.

No.

Volevi difendere qualcuno?

Volevi fare colpo su qualcuno?

Amore!

Amore mio.

Non c'è niente di male.

Prima o poi tutti vogliamo fare colpo su qualcuno,

però c'è un modo giusto e uno sbagliato. E quello di oggi, francamente, è stato…

Sbagliato.

Lo so.

Senti, per me questa punizione non ha senso,

perché tu non ci hai mai dato un problema.

Ci parlo io con papà.

Ok?

Però tu torni a essere l'Andrea di sempre?

Sì?

Sì.

Mamma.

Eh?

Aspetta un attimo prima di dire a papà di sospendere la punizione.

[Teresa] Perché?

Non voglio che litigate.

E poi papà ha ragione, no?

Un po' di punizione me la merito.

[Teresa] Va bene.

Palla!

[musica classica dalle cuffie]

Ma perché tu stai sempre solo?

Cosa?

Non mi sembri uno timido.

Come mai stai sempre solo?

Sono un agente segreto in missione.

E quale?

Se te lo dicessi poi ti dovrei uccidere, no?

Io sono Sara, terza C.

Andrea, terza B.

Lo so chi sei.

Da ieri lo sanno tutti a scuola.

Il signor Bravo il Cazzo.

Scusa.

A saperlo che bastava una nota sul registro per diventare popolare.

[Sara] Sarà stato pure bocciato l'anno scorso, però,

quanto è fico Todi?

Certo, tanto fico quanto stronzo. Quello è sicuro.

Stronzo? Perché?

Siete amici?

In un certo senso sì.

Che fai oggi pomeriggio?

Niente.

[parole non udibili]

[suona "Amour plastique" dei Videoclub]

[Sara] Guarda come corre!

Ma è fortissimo, cavolo!

Secondo te correremo pure noi un ogni giorno così?

Io non ho voglia.

[Sara] Quanto è bello, guarda.

[campanella]

Ma se noi decidessimo

che ogni sabato pomeriggio andiamo al cinema?

Scegliamo un film a testa

e l'altro scrive la recensione e dà un voto.

E alla fine dell'anno,

decidiamo il vincitore come miglior film.

Sì, ci sta.

Lo chiameremo… Sabato al Cinema.

Sul nome ci lavoriamo un po', però…

Oh, aspetta!

Ho una cosa…

Possiamo usare questo.

Che dici? È carino.

Ok.

Però tienilo tu. Il primo film lo scelgo io.

Affare fatto, mio caro.

Dai, pronti!

[dialoghi indistinti]

[Andrea] Ci vediamo dopo.

Ciao.

[dialoghi indistinti]

Secondo me ci sta, quella.

- Me l'hanno detto. - Allora le scrivo.

Ci devi provare, Christian.

- Dai, andiamo. - Finisco questa.

Ci vediamo dopo.

Spezzacatena.

Hai avuto le palle con Gioli, eh?

Capirai.

Senti…

Tu me la daresti una mano con i compiti?

Sì, ma i miei mi hanno messo in punizione tipo per sempre,

quindi non posso uscire.

Che problema c'è?

Posso venire io da te.

No, i miei non vogliono.

Ma tra un paio di giorni sono libero, vengo io.

Italiano?

Ma anche matematica, storia, geografia…

Insomma, a parte ginnastica, un po' tutto.

Dammi il telefono.

Tieni. Questo è il mio numero.

[Andrea] Lo guardavo e mi chiedevo,

chissà cosa si prova a svegliarsi ogni mattina ed essere Christian Todi.

Decisi di dargli un soprannome.

Mister Più.

[Teresa] Amore mio…

Ti siedi un momento, per favore?

Ehm…

Io e tuo padre…

- abbiamo deciso di… - Perché?

[sospiro]

Perché le cose a volte succedono, Andrea.

Però io e mamma continueremo a volerci bene.

- Soprattutto a volervi bene. - Sì.

Daniele lo sa?

- No… - Volevamo dirlo prima a te.

Tranquilli, ci parlo io.

Senti, io resterò a vivere per un po' qua e poi…

cercherò una casa.

Però potremo vederci tutti i giorni, va bene?

Andrà tutto bene.

Sì, mamma, lo so.

Ho un sacco di amici con i genitori separati.

Andrà tutto bene.

- Andrew? - Eh?

Ma secondo te,

Jack di Titanic ci stava sulla tavola di legno?

- Certo che sì. - No, dai, no.

Sì, era solo lei che si voleva salvare.

No…

Io penso che se Cameron ha deciso che doveva finire così,

doveva finire così, punto.

Cioè, capolavoro assoluto.

Che hai fatto?

È successo qualcosa con i tuoi?

Sì.

Je capì.

Si lasciano.

Ok.

Pesante, brutto, triste, strano.

Però non è morto nessuno.

Sì, lo so, più che altro sono preoccupato per Daniele.

Sai, lui è piccolo, quindi…

Tu ti preoccupi sempre troppo per gli altri.

Anche tu sei piccolo.

[Andrea] Non sapevo come reagire a questa cosa.

Menomale che mi aveva scritto quel biglietto,

perché altrimenti mi sarei convinto di aver capito male.

Invece, su quella specie di Sacra Sindone a quadretti,

c'era l'invito.

L'invito nella tana del lupo.

[campanello]

[Christian] Vieni, di qua.

Che bello.

- Ti piace? - Sì.

Stupendo.

No!

Mamma mia, ma quanti libri che hai!

Sì?

Ma li hai letti tutti?

Scherzi?

Vediamo…

Io ho letto solo questo.

Ma parecchie volte.

[Andrea] Ah, Lo Hobbit.

Questa è la mia Bibbia.

Anche io amo Tolkien.

Chi?

Ah, lo scrittore.

Dai, andiamo.

[Andrea] E queste sono tutte le cause della Prima guerra mondiale.

Finito.

E a posto.

Comunque grazie che mi stai dando una mano.

Se mi bocciano, mio padre mi manda a fare la carriera militare.

Tranquillo.

Almeno esco da casa.

[Christian] Tutto a posto?

Sì.

E dai.

Puoi dirmelo.

Adesso siamo amici.

I miei hanno deciso di divorziare.

Quindi immagina l'atmosfera.

[Christian] Ah. Ti capisco.

I miei si sono lasciati che ero appena nato.

Si sta male e ci sta.

Non è mai facile.

E quindi anche tu hai sofferto? E quanto è durato?

[Christian] Che palle, oh!

A che serve sapere le cause della Prima guerra mondiale?

Penso che dobbiamo studiarle tutte per evitare di fare gli stessi errori.

Sarà.

Ci avranno fatto dei film.

Mi guarderò quelli.

Cazzo.

Devo andare. Poi ti spiego, ok?

- Va bene. - Ciao.

Buongiorno.

Un biglietto, per favore.

[bigliettaia] È iniziato già da un'ora.

Sì, lo so.

Grazie.

[uomo dal film] In paese li chiamavano i tre matti,

ma erano simpatici a tutti.

Quando lo seppe, Katrine inventò un gioco,

L'Idiota del Paese. Il paese era il tavolino.

L'idiota lo facevano a turno.

Sabine era veramente irresistibile.

- Scusa… - Shh!

No, davvero, scusa.

[uomo dal film] Non ce l'ho con lui.

Non ce l'ho né con Katrine né con Albert.

Rinuncio piano piano a lei.

Cioè, all'idea stessa della vita.

[Andrea] Quello è forte. Guarda quelli.

[professore] Ragazzi, venite.

Andiamo, va.

Tocca a noi.

Che fai, bari, eh?

Millenovecento…

- quindici. - E finita nel?

- Prendila. - L'ho presa, eh!

1915.

Ma sei scemo?

Ritorno corsetta, ok?

Anzi, gara.

- Tanto lo so che vinci tu. - Oh, guarda là.

Guarda che ti faccio gol!

No!

[cantano "Campane a festa" di F. Alba]

[voci non udibili]

[professoressa] Ehi, attenti! Un attimo, ricomin…

Attenzione, voi due.

Ok, riprendiamo di nuovo.

Battuta cinque. Direttamente dal coro.

- [Sara] Dove sono? Ma io dove sto? - [ragazza 1] Ce l'ho fatta!

[brusio indistinto]

[Sara] Oddio, ecco.

[Andrea] Andava tutto alla grande, ma poi ci si è messo di mezzo il Papa.

Ed ecco che scendevo a calci dal piedistallo di Christian.

Ero convinto che fossimo amici.

Ma avevo fatto tutto da solo.

[sottovoce] Cazzo… Cazzo!

[Andrea] Sara.

Ci conosciamo noi due?

Senti…

Scusa se ultimamente non ci siamo visti…

Andrea,

io l'ho capito quello che hai fatto.

Tu mi hai sostituita con Mister Più.

E adesso che lui non ti caga, torni da me, e certo!

Guarda, ti perdono solamente per un motivo.

Cioè?

Perché molto probabilmente io avrei fatto lo stesso.

Spezzacatena, possiamo dirlo?

Siamo due tappetini.

Comunque…

È uscito il nuovo film con Robert Pattinson.

Che facciamo?

- Non mi deludere con questa risposta. - Andiamo al cinema?

- Ecco. - Andiamo al cinema.

Ci vediamo stasera sotto casa mia alle 19:30 spaccate,

- mi raccomando, non fare tardi. - Aspetta.

Sette e mezza spaccate. Mi raccomando.

- Lo zaino. - Sì, sì.

Dai, sbrigati.

[fischio]

[professore] Pronti? Via.

Ehi, tutto bene?

Sì.

Posso andare a cambiarmi un po' prima?

Va bene, vai.

Grazie.

Ehi.

Ciao.

Come va a casa?

Con i tuoi, intendo.

Male.

Molto male.

Non si parlano più.

Tu come stai?

Non benissimo.

È da un paio di notti che faccio solo incubi.

E…

Ho bagnato il letto.

Minchia.

Mia madre vorrebbe portarmi da qualcuno, da…

Da un dottore o da un esorcista.

Dai,

vedrai che passa.

Christian.

Io domani non ci canto per il Papa.

- Ma non dire stronzate. - Dico sul serio.

- Tu sei mio amico, quindi… - Appunto.

Io sono tuo amico, no?

E quindi sono contento per te.

E tu domani canterai per il Papa.

- Intesi? - Va bene.

[brusio e vocalizzi]

Spezzacatena! Sei l'ultimo, sbrigati. Il Santo Padre è già qui.

[Teresa] Andrea.

Hai studiato tanto.

Stai tranquillo.

[Daniele] Forza, fratellone.

Dai, andiamo.

[cantano "Campane a festa" di F. Alba]

Visto che bravo?

Eh, infatti, bravissimo!

[Andrea] Fu la mia unica esibizione pubblica nel coro.

La mia voce stava cambiando.

Mi ricordo che anche io mi sentivo cambiato quel giorno.

[risate]

Non mi ero mai sentito così umiliato.

Di tutte le domande che mi rimbombavano in testa,

ad una sola non riuscivo a dare risposta,

"Perché l'unica risata che sento è la sua?"

[Sara] Andrew?

Eh.

Ma tu ci credi che tra pochissimo lasciamo le medie?

Andrew, ti prego.

Non dirmi che ce l'hai ancora per quella cosa con Christian.

Guarda che non me la sono presa.

E invece sì.

Senti, io ti capisco,

però cerchiamo di vedere il bicchiere mezzo pieno.

Hai capito che è uno stronzo.

E non ci ripensare!

E tra poco sarai libero, che ti frega?

Tu che ne sai che sarò libero?

Magari viene anche lui al Donizetti.

No, lui non va al Donizetti.

Ho controllato, lui va al Pollini. E ti dirò di più…

A 7,6 km dal nostro liceo.

Mio caro, siamo ufficialmente liberi.

[gridando] Siamo liberi!

[gridando] Siamo liberi!

- [Sara urlando] Ce ne andiamo! - Ciao!

[insieme] Siamo liberi!

[Andrea] Avevo passato l'anno intero

a fissare la sua schiena, sperando che si voltasse.

Adesso, invece, guardavo oltre la sua schiena.

E vedevo chiaramente che…

con le stronzate che stava scrivendo, sicuro lo bocciavano.

[sottovoce] Oh! Andre'? Dammi una mano!

[sottovoce] No.

[voci non udibili]

[brusio]

Todi, sette!

- Bravo! - Todi, sette!

Ho preso dieci!

[Sara] Dieci!

Dieci.

Abbiamo preso il massimo dei voti!

Ma quanto siamo forti!

Dai!

[Andrea] E invece riuscì a non essere bocciato.

Anche se per poco.

E io me ne liberai.

Anche se per poco.

Il primo giorno delle superiori è come il primo bacio.

Non lo dimentichi.

Victor Hugo scrisse:

"Colui che apre la porta di una scuola chiude una prigione".

E io e Sara non ci eravamo mai sentiti così liberi.

Eravamo pure finiti in classe insieme!

Tuttavia…

Ok, lo so.

Sto per dire una cosa da sfigati.

A me Christian mancava.

Nonostante quello che mi aveva fatto, io gli volevo bene.

[professoressa] Spezzacatena? Sveglia!

[risate]

[Andrea] Sì! Sì, prof, ci sono.

[speaker da video]

è una modalità patologica di abuso di sostanze

quali marijuana, cocaina, eroina, crack,

anfetamina, ecstasy, ketamina, speed.

L'uso prolungato di sostanze stupefacenti

conduce a menomazione sociale e lavorativa…

[Andrea] Menomazione sociale.

Ecco cos'ero.

Un menomato sociale.

Mi dovevo disintossicare.

Ma il cambio di scuola mi aveva aiutato.

Non vederlo tutti i giorni mi stava facendo bene.

Potevo farcela.

Anzi, ne ero praticamente fuori.

Christian.

Spezzacatena!

Tu che ci fai qua? Non eri…

Al Pollini?

Sì, ci ho provato.

Ma non faceva per me.

E poi qui ho tutti i miei amici. Mi sono trasferito.

Sei contento?

Mm-mm.

Così posso continuare a farti il culo ad atletica.

- Corri ancora? - Sì, certo come no.

- In che sezione stai? - La C.

Anzi, se mi aiuti a trovare l'aula…

Vieni, è proprio accanto alla mia.

Che mi racconti?

[Andrea] Fu come ascoltare una sentenza che mi condannava a cinque anni di galera…

[dialoghi non udibili]

…senza possibilità di appello.

- Comunque, oggi spettava… - Zitta. Silenzio.

Shh!

[spari e grida dal film]

[uomo 1 dal film] Non vorrai attraversare il deserto delle ombre.

[uomo 2 dal film] Ognuno per sé e il diavolo per tutti.

[Andrea] Mamma?

Ciao!

Come è andata la serata?

Bene, abbiamo visto un western e Drive.

Che bello! Quale ti è piaciuto di più?

Drive. Molto più fico. Poi la colonna sonora è davvero bella.

Sara? Come sta?

- Come deve stare? Bene. - Bene.

Cos'è?

- Ma sono per me? - Io certo non c'entro, qua dentro.

Mamma, sono bellissimi. Li posso mettere domani a scuola?

No, stavano dentro una cesta e li devo lavare.

- Dai, che ti frega. - Andrea, no, che schifo.

Che ci vuole? Li lavo.

Sono contenta che ti piacciono.

Oddio.

Mi dispiace.

Hanno stinto. Guarda che hanno combinato.

Mamma, sono molto meglio di prima.

- Davvero ti piacciono? - Sì.

Tieni.

Ma tu sei un mito assoluto.

- Ti piacciono? - Da morire, Andre'.

[Christian] Spezzacatena.

Belli, questi pantaloni.

Che li fanno anche da uomo?

[risate]

Andre', andiamocene, dai.

Oh, Andre'!

Guarda che sto scherzando.

Mica te la sarai presa?

Dai, Cri, molla questo sfigato!

Oh!

Non ti permettere.

Lui è amico mio dalle medie.

Allora?

- Mi scusi? - Sì.

[Andrea] Avevo desiderato tanto rivederlo.

Ma per la prima volta provavo qualcosa che non avevo mai provato accanto a lui,

avevo paura.

Ma invece di pensare al suo sadismo verso di me,

preferivo concentrarmi sul fatto che mi aveva chiamato per nome.

Oh, Sara!

[Andrea] Sono bastate quattro parole.

"Andrea è mio amico."

[parole non udibili]

[bussano alla porta]

Chi è?

Tua mamma.

Tutto bene?

Normale.

Com'è andata con i pantaloni?

Che ha detto Sara? Le sono piaciuti?

Sì, anche se qualcuno mi ha preso in giro.

Davvero?

Per dei pantaloni rosa?

Non è che li devi mettere per forza.

Così vincono loro.

Lo ami?

Non lo so.

Ti auguro di sì.

Abbiamo tutti bisogno di un po' di amore.

Colpa mia.

- Faceva schifo. - Schifissimo.

Dai, sfogati.

Non si capiva niente, uno va in Romania, l'altro ha i superpoteri.

Lasciamo stare.

Storia inconsistente, sceneggiatura uguale zero.

Ma pure la fotografia faceva schifo.

Aspetta un attimo, Sara.

Senti…

Domani è San Valentino.

Tu lo festeggi con qualcuno?

Certo, non la vedi la fila?

Perfetto, nemmeno io.

Senti…

Abbiamo festeggiato 14 Natali.

Quattordici Capodanni, 14 Pasque.

Ma mai un San Valentino.

Vuoi essere l'unica a non festeggiare anche quest'anno?

Cioè, tu vuoi fare un finto San Valentino con me?

Ma non sarebbe finto.

Io e te ci vogliamo bene, no?

Andrea, senti, non è un po' da sfigati?

Sicuramente sì.

Allora è perfetto per noi due.

Comunque…

Questi pantaloni sono fichissimi.

- Lo so, sono troppo belli. - Belli.

[Andrea]Ero estremamente eccitato all'idea del mio primo appuntamento.

[musica pop ad alto volume]

Bello, qua. Mi piace tantissimo!

- [Andrea] Assaggia quanto è buono. - [Sara] Grazie.

[Andrea] Immagino che non ci sia collante migliore

della disperazione di due adolescenti.

Lo sai che ultimamente mi sono cresciuti i baffi?

Sei stupidino, dai.

[Andrea] Inizio a pensare che…

forse ci eravamo fidanzati senza nemmeno accorgercene.

Questa è la mia canzone preferita.

Davvero?

- [in inglese] Andiamo a ballare. - No…

[in inglese] Andiamo a ballare.

Vieni con me.

E se questo primo appuntamento fosse anche l'ultimo primo appuntamento?

In che senso?

Sara.

Sara.

Io ti amo.

Andre, ma stavamo giocando.

Non hai sentito quello che ti ho appena detto?

Sì, ti ho sentito.

Io ti voglio bene.

Però non basta.

Perché?

Perché non basta?

Ma perché…

Non starai ancora dietro a Christian.

Christian? Ma che c'entra Christian?

Tu pensi che uno come lui sta dietro a una come te?

Ma ti sei vista?

- Questo è quello che pensi? - Sì.

E una come me dovrebbe accontentarsi di uno come te?

Vaffanculo!

[Andrea] Quando dicono che non serve essere poeti per soffrire,

basta essere adolescenti,

stanno parlando di me.

Che età di merda.

Che poi è quell'età in cui, se per qualche strano motivo,

ti convinci che sei un perdente o un vincente,

pensi che sarà così fino alla fine dei tuoi giorni.

Credetemi, nulla di più sbagliato.

Un esempio?

Christian oggi è ingrassato di 20 chili,

è disoccupato ed è solo come un cane.

Piccole soddisfazioni dall'aldilà.

[Christian] Prendi questa palla!

[professoressa] Ragazzi!

Tra cinque minuti inizia la visita!

Andiamo!

Spezzacatena, bravo!

Ma che ci fa da solo? E la tua amichetta?

Ci stiamo prendendo una pausa.

Ci sta. E con chi esci adesso?

Boh, non lo so.

Che cos'è sta faccia? Ti adottiamo noi.

Ragazzi, da oggi è dei nostri.

Anche se ti avverto che siamo un po' degli animali.

In che senso, scusa?

[rutto]

In tutti i sensi.

Ce l'hai un profilo?

Sì.

Vai.

[Andrea] Allora… Andrea…

Spezzacatena.

- Sei questo? - Sì, questo qui, il primo.

Perfetto.

Andrea!

Ma che stai facendo? Oh!

Stai andando con lui?

Che sei gelosa di Mister Più?

Direi che adesso te ne farai una ragione.

Andrea, guardami. Guardami!

Ragiona.

Oh!

Non siamo più dei ragazzini.

Il suo nome è Christian ed è uno stronzo. E tu lo sai.

L'hai detto tu, non siamo più dei ragazzini.

Le persone cambiano e noi siamo cambiati.

Oh!

- Te l'ho mai detto? - Eh?

- Te l'ho mai detto? - Cosa?

- Cosa? - Fai cagare a correre.

Ma vaffanculo.

Un altro po' e ti raggiungevo.

[vociare indistinto]

[professoressa] Nel settore sud-est del palazzo Evans

si identifica il cosiddetto quartiere domestico,

che era destinato, probabilmente, alla famiglia reale.

C'erano delle stanze e delle sale decorate lussuosamente,

che erano disposte su quattro piani.

[starter] Pronti!

[sparo]

Dai!

No!

Vai, vai!

[grida di incitamento]

[Christian] Grande!

[ragazzo] Bravo! Bravo!

[insieme] ♪ Chi non salta, è un perdente, eh, eh! ♪

♪ Chi non salta, è un perdente, eh, eh! ♪

♪ Chi non salta, è un perdente, eh, eh! ♪

♪ Chi non salta, è un perdente, eh, eh! ♪

♪ Chi non salta, è un perdente, eh, eh! ♪

♪ Chi non salta, è un perdente, eh, eh! ♪

♪ Chi non salta, è un perdente, eh, eh! ♪

♪ Chi non salta, è un perdente, eh, eh! ♪

♪ Chi non salta, è del Pollini, eh, eh! ♪

♪ Chi non salta, è del Pollini, eh, eh! ♪

♪ Chi non salta, è del Pollini, eh! ♪

[Christian] Oh, Andre'!

Com'è?

Tutto bene.

Quindi che succede?

Succede che alla gara sei stato un grande.

Hai spaccato.

E quindi abbiamo deciso che…

sei pronto a conoscere il nostro piano segreto.

Cioè?

Siediti là.

[ragazzo 1] Questa è la festa di fine anno.

- [Christian] Quelli sono del terzo. - [ragazzo 2] Figo, eh!

[Christian] Sono entrati vestiti da zombie e hanno fatto il panico.

[ragazzo 2] E stanno già a 12.000 visualizzazioni, cazzo!

Quest'anno tocca a noi.

Stiamo puntando a 15.000.

Che matti.

Quindicimila!

Oh, Andre'.

Non lo deve sapere nessuno, altrimenti ci bloccano l'ingresso.

Tu ti occuperai delle riprese.

Ma da cosa ci travestiamo?

Cioè, l'avete già deciso?

Ci travestiamo da puttane.

[risate]

Calze a rete, tacchi alti, anche del rossetto.

Ma perché proprio da puttane?

Quest'anno il tema è il Ballo delle Rose.

Saranno tutti eleganti, in smoking, le tipe vestite bene.

Te la immagini la scena?

Quindi, ragazzi miei, siate delle puttane con la P maiuscola.

Amore, ma non è un po' troppo?

Sei nudo.

Un po' troppo donna di strada.

Mamma, è il tema della festa.

Più esageriamo, meglio è, hanno detto.

Ok. Allora, vediamo.

Questo lo tolgo intanto? Come si toglie?

[Teresa] Guarda che carino questo qua. Infila.

Ah, ahi!

[Teresa] Ecco.

Questa o questa?

- Questa nera. - Questa?

- Che è quella cosa? - Bella, scintillante.

Sta bene con lo scaldacuore.

Aspetta. Guarda come sto.

Sei bellissima.

- Eh? - Sì, però stai dritta, fiera.

- Così? - Sì.

Mettila anche ai lati.

Guarda un po' questi che belli.

[risate di Teresa]

- Chiediti perché non li ho mai messi. - Perché?

Sono un po'…

Me li ha regalati papà.

Come sono?

Bellissima.

Davvero bellissima.

Non dobbiamo passare a prendere nessuno dei tuoi amici?

Eh, no.

Mi hanno detto che facciamo l'ingresso insieme

e mi aspettano nei bagni.

Nei bagni?

Cioè, nell'atrio, volevo dire. Mi sono confuso.

[dalla radio suona "Canta ancora" di Arisa]

Oddio, la nostra canzone.

[insieme] ♪ E se potessi ♪

♪ Io sarei lo scrigno dei pensieri tuoi ♪

♪ Con una mano solleverei Le pene che tu hai ♪

♪ E ti proteggerei per sempre ♪

♪ Perché senza di te non sono niente ♪

♪ Perché a me basta Che tu sia qui accanto a me ♪

♪ Tu che mi hai dato tutto ♪

♪ Tu che sei quella parte di me ♪

♪ Che si unisce al cielo ♪

Ragazzi, non potete capire, mi stavano per beccare,

però tranquilli, non è successo niente.

[risate sommesse]

[Andrea] Che cazzo fate?

- [Christian] Oh, mio Dio! - [Andrea] Christian.

Ma come ti sei conciato?

[risate]

- [ragazzo 1] Sì, hai visto? - Una vera puttanella.

Lasciami stare!

- Anche gli orecchini da troia. - Ti ho detto lasciami!

- Vieni qua. - Levati!

No, no, prima io.

[risate]

- [ragazzo 1] Che ti sei depilato, eh? - [ragazzo 2] Vieni qua, bella.

[Andrea] Christian, aiutami!

Ammazza, quanto mi fai schifo.

[versi di sofferenza]

Ammazza, sei quasi perfetto.

Si vede proprio che ti piace.

[ragazzo 1] Una donna perfetta!

Christian, lasciami.

Adesso lo sai cosa facciamo?

Andiamo tutti al ballo della scuola.

Sbavati anche un po' il rossetto, già che ci sei.

Ragazzi, inizia lo spettacolo.

[ragazzo 1] Andiamo.

[ragazzo 2] Dai, che ci divertiamo!

[parole indistinte]

[musica pop ad alto volume]

[Andrea gridando] Basta, lasciatemi!

[la musica si interrompe]

[risate di scherno]

[musica triste in sottofondo]

[risate di scherno s'interrompono]

[brusio sommesso]

[vibrazione dello smartphone]

[brusio]

[campanella]

Daniele, che fai?

Mamma, ho fame. Facciamo merenda?

- Amore, ma hai sempre fame tu? - Mangiamo pane e olio.

Va bene.

- Vuoi qualcosa? - No.

[Teresa] Andiamo, andiamo.

Oggi siamo un po' scontrosetti.

Non mi dire che non ti aspettavi di essere rimandato a settembre.

Miracolo che non mi hanno bocciato.

Il primo anno di superiori è così. Andrà meglio il secondo.

Bravo, a nonna, mi hai tolto le parole di bocca.

Nonna…

Ma tu credi in Dio?

Certo.

E tu no?

Credo di sì.

Ma?

Ma perché non fa qualcosa, quando vede che qualcuno ci fa del male?

Immagino perché siamo in tanti. Se dovesse mettersi in mezzo ogni volta…

Lui dà l'esempio.

Ma poi sta a ciascuno di noi metterlo in pratica per risolvere le cose.

Certo Dio non è mai andato alle superiori.

[brusio]

Guarda, è lui.

[ragazza 1] No, che figura di merda!

[ragazza 2] Dai, poverino, che scherzo di merda.

[Andrea] Ero ufficialmente in seconda liceo.

La buona notizia era che mancavano solo quattro anni alla fine delle superiori.

La cattiva era che mancavano ancora quattro anni alla fine delle superiori.

[vociare indistinto]

Quando sei adolescente non vedi grande differenza

tra essere socialmente morto ed esserlo per davvero.

[Christian] Oh, guarda chi c'è.

[Andrea] Erano passati tre mesi da quella festa.

Ma questo è il bello della tecnologia.

Ti segue ovunque tu vada.

Per sempre.

In qualunque altra scuola fossi finito, io sarei stato sempre quella cosa lì…

[Sara] Fatela finita!

…per sempre.

Sentivo che stavo andando a sfracellarmi contro un muro.

E pensai che non mi restava altro che accelerare.

Così durava tutto di meno.

Eccola qui. La ragazza trans.

[risatine]

Ma che bei pantaloni. Ci abbini anche un rossetto?

Non hai niente da dire tu, eh?

Dovresti ringraziarmi.

Io ti ho solo aiutato.

Così adesso puoi smettere di fingere. Che dici?

Christian, smettila.

"Oh, Sara, stai con uno come me,

che uno come Christian non potrai mai averlo!"

- Ma che cazzo di sfigato sei? - Non c'è bisogno! Christian, ti prego.

E comunque…

Tranquillo ci ho pensato io a fare quella cosa che non potrai mai fare tu.

- Andrea, stai calmo. - Che fai?

Andrea, calma.

Ragazzi, calmatevi.

[voci non udibili]

[grida d'incitamento ovattate]

[parole non udibili]

[Teresa] Amore.

Ma che è successo?

Mi fai vedere?

Oddio, ma che hai fatto?

Andrea, chi è stato?

Andrea, mi parli per favore? Mi dici qualcosa?

Ma che cazzo…

Come faccio io? Non so niente. Non mi parli, non mi racconti le cose!

Sai che faccio? Vado a parlare col preside,

se mio figlio non mi dice le cose, io le devo sapere e parlo con qualcuno.

Amore, scusa.

Scusa, mi sono spaventata.

Avere 14 anni è dura, lo so.

Però tra poco ne fai 15.

Facciamo una bella festa, Andrea. Bellissima, la facciamo.

E poi vedrai che le cose andranno sempre meglio, amore mio.

Sempre meglio. Sarà sempre più facile.

Poi compi 18 anni, eccoli. Tra poco arrivano i 18 anni.

E mamma ti iscrive subito a scuola guida.

- Così prendi la patente… - Mamma.

Possiamo festeggiare alle giostre?

Ma non eri troppo grande per le giostre e quelle cose lì?

Sono ancora piccolo.

Per favore.

Ma certo.

Certo.

Senti, scusa.

Non volevo dirti quelle brutte cose.

Ero arrabbiato.

Sei la mia migliore amica…

Così siamo pari.

Anche tu sei il mio migliore amico.

E…

Mi dispiace che domani non ci sarò al tuo compleanno,

i miei mi portano a Parigi, Andre'.

Parigi?

Wow!

Il regalo però te l'ho fatto.

In compilation ti ho messo tutto, da Ravel a Amy Winehouse.

Anche io ho qualcosa per te.

Tienilo tu.

Il prossimo film lo scelgo io.

Ti voglio bene.

[cantano insieme "Happy birthday"]

[Andrea] Tornare bambino è bello.

Quando era tutto più semplice.

[voce non udibile]

La mia ultima giornata sulla Terra è stata serena.

Dopo tanto tempo ero…

Ero di nuovo felice.

Mamma aveva capito, secondo me.

Forse se ne è resa conto solo dopo che la stavo salutando.

E non volevo staccarmi troppo presto.

Ancora dieci secondi.

E altri dieci e altri dieci.

Le parole sono come dei vasi di fiori che cadono dai balconi.

[Andrea e Teresa] Se sei fortunato li schivi

e vai avanti sulla tua strada.

[Teresa] Ma se invece sei un po' più…

diciamo lento…

[ticchettio di tastiera]

ti centrano in pieno.

E ti uccidono.

[ticchettio di tastiera]

Almeno così mi disse mio figlio Andrea,

un giorno, alle giostre.

[ticchettio di tastiera]

[pianto di Teresa]

[respiro profondo]

[respiro profondo]

[suona "Canta ancora" di Arisa]

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