All language subtitles for Kalbin Yasaları - S1E33 - Bölüm 33 - Video

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Original subtitles

LE LEGGI DEL CUORE

Tu eri sull'altare...

e l'unica cosa che riuscivo a pensare era:

"Che ci fa con quell'uomo?"

Davvero.

E ho anche pensato: fingo un infarto?

O alla domanda "Qualcuno qui si oppone?" Dico: "Io"?

Ero prontissimo, giuro.

Ma non serviva.

La chiamano fortuna.

E questa, secondo me...

c'entra in qualche modo.

Ecco perché fortuna.

Sei d'accordo?

Manca il formaggio, ne hai?

- Sì, vado. - No, tranquillo.

Vado io.

Sono sicura che te l'avranno già detto, però...

...tu sei quasi perfetto.

No, non me l'hanno mai detto, ma grazie per la bugia.

Figurati.

Wow.

Sei uno schianto.

- È così orribile la salsa? - No.

No, è deliziosa. È che...

Non hai fame?

Sei a pezzi, devi dormire.

È stato un giorno... difficile e doloroso per te.

E domani non sarà facile, quindi dovresti andare a riposare.

- Penso io ai piatti. - No, faccio domani, tranquilla.

Domani? I piatti sporchi fino a domani?

Non è un problema.

- Ma ci metto due secondi. - No, allora li facciamo insieme.

Non ho bisogno che mi aiuti.

Allora posso stare a guardarti?

Poi ti porto a casa e torno in taxi.

Non voglio che mi accompagni.

Due discussioni in due minuti!? I piatti, e... No, così è troppo.

Dammi un attimo e ti porto a casa.

Va bene.

- Mi gira la testa. - Cerca di non cadere a terra.

Che buon profumo.

- Grazie. - E questo, via!

- Non picchiare il mio peluche! - Che vuoi fare ora?

- Manca solo una cosa. - Cosa fai?

Faremo l'amore tutta la notte,

e voglio evitare che mi scappi, quindi...

Ma dove vuoi che vada?

Non lo so, magari...

dopo la terza o quarta volta, vorrai squagliartela.

- E io non lo posso permettere. - Ti sembro una che...

- No! - ...vuole scappare?

Non voglio correre il rischio.

- Non ti hanno mai legata? - Ma figurati.

Che noiosi i tuoi fidanzati.

E tu leghi al letto tutte le tue donne?

Così... No.

No. Ti assicuro che questa è la prima volta.

Attenta, con questo ti puoi fare male.

- Posso? - Certo, fai pure.

Sì.

Slaccialo.

Appoggialo lì.

Pablo, dove la tenevi questa? La rimetto a posto...

Stai bene?

Sì, sto bene.

Quanto devi stare male per decidere di compiere un gesto così?

Quanto?

Non torni a casa?

- È morto un amico di Pablo? - Sì.

Resto qui stanotte. Volevo avvisarti.

Oh, tesoro. Andiamo.

Se vuoi dormire da Pablo, fallo. Non inventarti queste scemenze.

Ma come ti viene in mente che mi inventi una cosa così?

È una cosa che faresti tu, non io.

Già.

Non sai le balle che raccontavo alla nonna!

Mi hai preso per una stupida?

Juan David non sente, è in camera, e io sono in salone.

Ma dimmi una cosa, questo amico di Pablo chi era?

Erano molto legati?

- E ora lui come sta? - È a pezzi.

Non vuole che torni da sola e quindi...

Vorrebbe accompagnarmi, ma è tardi, preferisco restare.

No, certo, lo capisco. È meglio se resti lì.

Lui lo farebbe per te.

- Ecco fatto. - Porca vacca.

Sei pronta?

Sai che sei malvagio?

- Non posso muovermi! - Ti sembra troppo spinto?

- No. - Allora aspetta...

Wow, comincia lo spettacolo...

No, non te lo passo. Ma glielo dico, non preoccuparti.

Ok, a domani. No.

Sì. A domani.

Mamma, ne parliamo domani. Ti voglio bene, ciao.

- Tua mamma è un tesoro. - Grazie.

È un tesoro, lo so.

Pensa com'è stato crescere con lei.

Vedete di non fare comunella, voi due, te lo proibisco.

Va bene. Ma sono d'accordo con lei su una cosa.

La prossima volta che vorrai... restare a dormire qui da me,

non serve che tu dica che ho bisogno di compagnia e...

Scherzo, ne ho bisogno.

Sto resistendo solo grazie a te.

Ciao, il mio nome è Mark Ruffo.

Sono di...

- Che fai? Cerchi un fidanzato? - No.

Ma che dice? Leggevo una mail di mio fratello.

Ah, davvero?

Qui non si riesce a dormire, quindi controllavo la posta.

- Certo. - E lei che fa?

Se sapessi...

No, non ci tengo a sapere che combina in camera. Me l'immagino.

Che ci fa in piedi a quest'ora?

Ho visto la luce accesa e sono venuta per spegnerla.

Ma la signorina Julia non è ancora arrivata.

- Non arriverà. - No?

Resta a dormire da Pablo.

Ma domani Camilo non esce dal carcere?

Sì, ma io non vedo, non penso.

Perché se ci penso, do di matto. Quindi non penso.

Non fare aspettare il tuo Mark...

Leo?

Leo?

Dove sei?

- Che fai? - Ta-dà!

- Facevo un giro. - Ah, sì?

Sei una bomba, però così ti prendi un raffreddore...

Che gentile.

Adesso mi sleghi?

Ti prego, sono stanca, voglio dormire. Adesso basta.

No. Dopo il piacere, viene il dovere, quindi...

- Cosa? - Ora devo darmi da fare.

Conosci il detto: "L'occasione fa l'uomo ladro"?

Cosa?

Io non volevo svaligiarti la casa, però...

È come prendere due piccioni con una fava, no?

Scusa, ma...

Leonardo, è uno scherzo di cattivo gusto, non mi piace.

Finiscila, mi vuoi slegare?

Dimmi dove tieni i contanti e il passaporto.

- Smettila di prendermi in giro. - Dove li tieni?

Ti supplico, dimmi che non fai sul serio.

Se non vuoi che ti leghi un bavaglio alla bocca e al collo,

dimmi dove sono i soldi e il passaporto.

Sono nell'armadio,

nel primo cassetto, in mezzo alle mie calze.

Ti amo!

Leonardo, non fare così, slegami!

Non fare la carogna, non ti approfittare di me...

- Ascolta. - Slegami!

Nessuno ti ha sentito urlare prima,

figurati se ti sentono adesso, quindi lascia perdere.

È tardissimo.

Ehi, sai una cosa?

Domani è il compleanno della mia ragazza.

Questo orologio le piacerà. È un regalo costosissimo.

- Grazie. - Leonardo, per favore.

Sei una delle donne più belle che abbia conosciuto.

Un'ultima occhiata...

No! Non fare la carogna, Leonardo!

Grandissimo bastardo... Leonardo!

Per favore, non lasciami così!

Aiuto!

Sono pronta.

Sexy.

- Sono serio. - Davvero?

Non posso andare a letto senza lavarmi i denti, così...

ho usato il tuo spazzolino.

Non preoccuparti, adesso lo prendo...

e lo metto là dove c'è la mia collezione.

La banconota, la giarrettiera...

Una banconota? Di una ex fidanzata?

Secondo te? No.

È tutta roba tua.

Una banconota?

Ricordi quando ti ho detto

che tutto ciò che ho me lo sono guadagnato?

La lotteria... Ti ricordi?

- È quella banconota? - Proprio quella.

Giuro che non sono uno psicopatico.

Ti ringrazio.

Dormi, ora.

Hai bisogno di riposo.

Buonanotte.

A domani.

Dio mio, cosa mi è saltato in testa?!

Come ho potuto portare un sconosciuto a casa?!

Un imbecille, un delinquente!

Maledizione, non dovevo portarlo qui!

Aiuto!

Aiuto!

Perché non mettono mai il telefono al suo posto?

Pronto?

Sì, sono... Mi lascia finire? Sono Elvia.

No, Julia non c'è. Non è ancora tornata.

In che senso? E non sa dov'è andata?

Dovrebbe essere dall'avvocato Domínguez.

- La cerchi al cellulare. - Pablo Domínguez?

Scusi, ma lei chi è?

Non importa. La cerco io.

- Che ore sono? - Le sei e mezza.

Ancora cinque minuti.

Certo.

- Hai dormito? - Insomma. E tu?

Insomma.

Buongiorno anche a te.

Ah, il citofono.

Aiuto!

Aiuto!

Chi sarà?

Aiutatemi!

Alfredo! Doveva venirmi a prendere. Alfredo!

Alfredo, ti prego, aiutami!

- Niente? - No, avvocato, non risponde.

Sarà uscita.

No... No, vi prego, non andate via! No!

No, fermatevi, non lasciatemi qui!

Liberatemi, sono qui, non mi sentite?

- Ha il cellulare spento. - Sì? Strano.

Forse sta facendo la doccia.

- Se vuole, insisto. - No. Provo a chiamarla sul fisso.

Il telefono...

Sarà lui? Non riesco a muovermi.

- No. - Aiuto! Vi prego!

- Cata? - Aiuto!

Come?

Aiuto, mi hanno legata!

- È nei guai! - Cosa?

- Può aprire la porta? - Dovremmo sfondarla.

- Allora facciamolo. - Ma non si può.

Dio mio...

Aiutatemi, vi prego!

Cata, dove sei?

Alfredo, sono in camera mia!

- Arrivo! - No!

No, ti prego, no!

Ma che dici? Perché non posso entrare?

Perché...

Perché sono nuda...

Ha detto che è nuda?

- Sì, è nuda. - Entro?

- No, mi aspetti fuori. - Ok.

Cata, vestiti e fammi entrare. Dov'è il problema?

Non posso, Alfredo, è che...

è che... sono legata alla spalliera del letto.

Senti, tutto questo è ridicolo, io entro.

No, chiudi gli occhi, non guardarmi!

Non preoccuparti. Dimmi dove sei, così ti slego.

Sono qui vicina. Più a sinistra. Ancora, ancora...

Vai, ancora. Ecco.

- Ci sei. - Sì.

- Non mi guardare! - No, no, no. Cata, tranquilla.

- Non ti guardo. - Invece sì!

Datti una calmata! Mi servono due mani per slegarti.

Signorina Catalina, sta bene?

Sì, sì, direi di sì. Chiuda la porta e chiami un fabbro.

- Chiamo la polizia? - No!

No, per ora limitiamoci al fabbro.

Alfredo, sono una stupida. Voglio sotterrarmi...

Sono un'idiota.

Dai, Cata... L'importante è che...

L'importante è che tu stia bene.

No, adesso vado da mia madre e glielo dico.

No, non sa ancora niente.

Già. Sarà un brutto colpo, sì.

Sì, poi andrò dal medico legale.

No, non serve che venga anche tu. Ci penso io, non preoccuparti.

Le pompe funebri le chiamo io. Lascia fare a me, ok?

Ti chiamo dopo.

Un bacio.

- Questo ti tirerà un po' su. - Grazie.

Posso fare altro per te?

Nient'altro, hai già fatto abbastanza.

Vuoi che chiami le pompe funebri?

Sì, mi faresti un favore.

- Non vieni a lavoro, vero? - Sì, ma più tardi.

- Chiamo Carmen e le dico... - Ci penso io.

- Ti accompagno dal medico legale? - No, vai pure in ufficio.

- Sicuro? - Sicuro.

Perfetto. Penso io a tutto. Ti serve altro?

Sì, questo.

Oggi c'è l'udienza di Camilo.

Sì, lo so.

Prima o poi, il discorso doveva saltare fuori.

Se vuoi, ne parliamo.

Anche se preferivo evitarlo.

Sì, forse è meglio così, credo.

Julia...

forse è meglio non farci promesse, non pensi?

Va bene. Un giorno alla volta.

Un giorno alla volta.

Mangiamo qualcosa.

Devo chiedertelo.

Hanno abusato di te?

Cosa?

Cata...

So che è difficile, però puoi contare su di me.

Ti hanno violentata?

No...

No, no... No.

- No, no, no. Sono un'idiota! No! - No...

È colpa mia! È tutta colpa mia, capisci?

Sono un'idiota, un'imbecille! Me la sono cercata!

L'ho conosciuto e me lo sono portato a casa...

Uno sconosciuto! Ti rendi conto?!

Sì.

Ma non tormentarti. Può succedere, tranquilla.

Tranquilla, l'importante è che tu è che tu stia bene.

Cata, su con la vita... Coraggio.

Sono una stupida, Alfredo.

No.

Non è colpa tua. Volevi divertirti, non c'è niente di male.

Come?

- Non è andata da lui? - No.

Non poteva, perché ha avuto da fare con un cliente.

Mi ha chiesto di portare dei vestiti a Camilo.

Stamattina l'ho chiamata alle sei e...

la domestica mi ha detto che non c'era.

E che doveva fare col "cliente"?

Non ne ho idea.

Quello che ti posso dire...

è che la domestica mi ha detto che era da Domínguez.

Pensa...

Però...

- E tu l'hai chiamata? - No. Figurati...

Beh, magari stavano lavorando a un caso...

Povero Camilo, che brutta sorpresa che l'aspetta.

- Avanti, Roberto. - No, smettila.

Non pensarci neanche.

In questo momento, Camilo deve restare tranquillo.

Se comincia a parlare di Julia, noi cambiamo argomento.

Gli spiegherò tutto più avanti. Va bene?

Come vuoi. Sei tu l'avvocato.

Carmen! Di' a Mariela di non andare in tribunale.

Ottimo, perfetto.

Marcos Tibatá?

È lì?

No, gli dica di aspettare.

No, qui non ho ancora finito.

Perché non fissa un appuntamento nel pomeriggio?

Bene, grazie.

Carmen ha parlato con Mariela?

Sì. Non preoccuparti, l'udienza è stata annullata, tranquilla.

Non serve che tu me lo dica.

Lo so che sono un'idiota.

Senti, Cata...

ammetterai che non è da te...

portarti a casa uno che hai rimorchiato in un bar.

- Sembrava una brava persona. - Ah, ok.

- E poi, ero con María del Pilar. - Ah, ora capisco tutto.

Ero tutta euforica...

e ho iniziato a bere.

Sì, e hai perso l'istinto di autoconservazione.

No, non solo quello.

Quel brutto bastardo mi ha rubato i gioielli,

i miei soldi, il mio cellulare, il mio computer!

Si è portato via i miei risparmi, il mio passaporto...

e anche quel poco di dignità che mi restava!

Perché non andiamo alla polizia?

No, ti ho detto di no.

Va bene, come preferisci. Ma blocca le carte e il cellulare.

Però è importante denunciare oggi lo smarrimento dei documenti.

Sì, lo farò più tardi.

Cata...

Ascolta.

Avanti, cerca di tirarti su, eh?

Preparati e andiamo in ufficio.

No.

Ho bisogno di piangere ancora un po' da sola.

- Poi, mi vesto e vengo al lavoro. - Ok.

D'accordo.

Avanti, non fare così. Perfetto.

Bene, e per la serratura non preoccuparti.

- Ci penso io. - No.

- No, Alfredo, adesso ti do i... - Soldi?

- Sei stata derubata. - Io...

- Te li ridò appena possibile. - Non ti preoccupare.

Hai lasciato l'auto al lavoro, questi usali per il taxi.

Grazie di tutto.

Figurati.

Fatti coraggio.

Si è suicidato?

- E tu eri lì? - Sì.

E l'hai visto?

Mamma, è stato orribile.

Alberto era una persona deliziosa.

Oh, tesoro mio.

Tranquilla.

Mi dispiace, io...

Sono triste, ma non volevo che Pablo mi vedesse così.

E ce l'ho fatta.

Ma è brutto non poter fare niente.

Certo, quello che è successo è orribile.

Oh, vieni qui.

Mi faccio una doccia e vado al lavoro.

Posso fare qualcosa? Per te o per Pablo?

No.

Sì! Sì, una cosa puoi farla.

Devo chiamare le pompe funebri, ma non so...

Ci penso, lascia fare a me, non devi preoccuparti.

Pablo è dal medico legale.

Quando ci dicono qualcosa, ti avviso.

Sì, perfetto. Mi dai i dati e ci penso io.

- Grazie. - Ho organizzato molti funerali.

Sono bravissima.

- Va bene, grazie - Figurati.

Ascolta, lo so che in questo momento hai molto a cui pensare,

però ricorda che oggi c'è l'udienza di Camilo.

Lo so, mamma, non serve che me lo ricordi.

Sarò presente, non preoccuparti. Non posso mancare.

Veronica, porta l'avvocato Tibatá nell'altra stanza.

- Avvocato Tibatá? - Sì.

- Venga. - Grazie, molto gentile.

- Buongiorno, Alfredo. - María del Pilar è in ufficio?

Sì, la trova lì. Avvocato!

Il signor Tibatá la aspetta nell'altra stanza.

Deve aspettare 20 minuti.

- Avvocato? - Sì?

Può firmarmi questo documento?

- Da quant'è sposata? - 20 anni.

- Numero di figli? - Tre.

- Occupazione? - Casalinga.

Scusi l'interruzione, signora.

Ho bisogno di parlarti. È urgente.

- Torno subito. - Prego.

Il tipo che ha rimorchiato Catalina ieri al bar...

l'ha legata e derubata.

Cosa?!

Mi puoi dire di che diavolo stai parlando?

Sono andato a prenderla stamattina.

Ho dovuto sfondare la porta per salvarla, ti può bastare?

Entra.

E come sta Catalina?

Fisicamente bene.

L'ha violentata?

L'ha fatto, sì o no?

Beh, lei mi ha detto di no.

Dove l'hai pescato quel bastardo?

Non lo conoscevamo! L'abbiamo incontrato in quel bar.

Non mi ricordo nemmeno come si chiamava.

Ha detto che faceva il coltivatore di rose...

Ovvio che fosse una balla.

Stasera andiamo in quel maledetto bar, parliamo con il titolare,

con i camerieri, e vediamo se lo conoscono,

perché, appena lo becco, gli faccio la festa!

E io lo ammazzo. Io quello lo scuoio vivo!

- La chiami? - Sì.

Non dirle che sono preoccupato, è già troppo stressata.

Catalina, come stai?

Sì, mi ha raccontato. Vengo subito da te, ok?

No, lascia stare. Non serve che ti disturbi.

Mi sto preparando per venire al lavoro.

È stata una cosa orribile.

Un incubo, ho passato tutta la notte legata al letto,

mi sentivo una povera imbecille, mentre quello mi ha solo usata.

Cata, lo so, non hai fatto niente di male.

Fidarsi della gente non è sbagliato,

ha sbagliato quel deficiente, quel disgraziato...

Ma non è colpa tua, è lui che ha un problema.

Grazie.

Grazie per queste parole, perché...

sono invasa dal senso di colpa.

Immagino. Vieni qui, così parliamo, ok?

A dopo, Catalina.

Mi sento troppo in colpa.

Le ho detto che gli uomini servono solo per andarci a letto,

le ho fatto bere tutti quei Martini e l'ho lasciata sola in un bar

con uno che conosceva appena.

Che mi è saltato in mente?!

Non potevi sapere che se lo sarebbe portato a casa.

Invece sì, perché quando uno è vulnerabile,

fa queste stupidaggini, e anche peggio, a volte!

Scusami, perché è vulnerabile?

Perché io le ho presentato il mio amico Gabriel Rozo e...

Lo conosco. È un bel tipo.

Ah, sì?

Sì, ma non è andata neanche con lui.

Gabriel Rozo?

Vuole lasciarle un messaggio?

Va bene, quando arriva, le dico di richiamarla.

Si figuri, grazie.

Catalina sarà felicissima!

Elías...

so che questa situazione dev'essere difficile per te.

E avrai bisogno di qualcuno che ti sostenga.

Io sono qui.

Isabel...

Ti adoro.

Quel livido è veramente orribile. Orribile.

- Marcos! - Avvocato Duperly!

- Come va? - Tutto bene. È arrivato presto.

Vede, di buoni avvocati ce ne sono a bizzeffe,

ma di avvocati efficienti come me nemmeno uno!

E sappia che ho ficcanasato un po' qui e là

e ho scoperto una certa cosetta che può tornare utile.

Sentiamo.

Sono stato in Procura e ho consultato il database

in cerca di accuse pregresse contro Camacho.

E...?

Ne ho trovata una, avvocato. Giudichi lei se può tornare utile.

Una denuncia per negligenza medica di sette anni fa.

Sporta da chi?

Dalla signora Eloisa Jiménez.

Ma non è finita qui.

C'era la fotocopia della carta d'identità.

La data coincide con quanto detto dal suo cliente.

La signora ha 35 anni,

ma la foto allegata non ci serve perché lì aveva 18 anni.

E perché ha denunciato Camacho?

Negligenza medica ai danni del figlio di tre anni.

Ma non c'è stato un processo,

perché il giudice ha respinto le accuse dopo l'udienza.

E Camacho ne è uscito pulito.

- Problemi con i colleghi? - No, nessuno.

Ho controllato anche quello, e il dottor Camacho

non ha mai ricevuto una sola lamentela.

Non ha mai preso neanche una multa per divieto di sosta.

C'è qualcosa che non torna.

Allora perché vendicarsi dopo sette anni?

Non ha senso.

Stavo pensando la stessa cosa.

E non abbiamo altre informazioni, al momento?

No, signore.

Va bene.

Facciamoci bastare quello che ha trovato.

Diamoci da fare.

Vediamo se Eloisa fa lo stesso lavoro di sette anni fa.

Indovini.

Sono già andato alla banca dove lavorava Eloisa

e mi hanno detto che si è licenziata 4 anni fa,

ma i dati non sono ancora aggiornati.

Ed è la cattiva notizia,

ma ce n'è una buona: ho scoperto dove abita adesso.

Avvocato, è stato un piacere. Pensavo peggio.

Vuole che vada dalla signora?

- Faccia pure e poi mi dice... - Oggi pomeriggio.

- Bene. - Ascolti, avvocato.

Dicono che chi ben comincia è a metà dell'opera.

- Mi fa male. - Mi scusi.

Io vado, ci sentiamo dopo.

Molte grazie, avvocato.

Silenzio.

Silenzio!

Signorina Gómez, la diffusione,

in questo caso tramite Internet,

di foto intime di una persona, per provocarne vergogna e derisione

e diffamarla per causare un danno professionale

sono due reati definiti dalla nostra legge

come "violazione della privacy" e "calunnia".

Inoltre, in questo caso, si configura un terzo reato:

la diffusione illecita di immagini sessualmente esplicite.

In attesa che l'accusa possa dimostrare il danno professionale,

personale ed emotivo scaturito dall'azione dell'imputata

nei confronti dell'avvocato Rodríguez,

e considerato che la sua cliente, signor avvocato,

ha rigettato le accuse,

il tribunale non concederà sconti di pena.

Alzatevi, si procede alla lettura della sentenza.

Questa Corte condanna la signorina Milena Gómez Sánchez

a una pena di anni quattro di detenzione.

- Come? Finirò in carcere? - Silenzio, ordine in aula!

La condannata verrà condotta immediatamente

al carcere Buen Pastor di Bogotá.

L'udienza è tolta.

Mi aveva detto che sarebbe andato tutto bene.

Io non...

Elías, aiutami, per favore.

Non voglio parlare.

- Non voglio parlare. - Un dichiarazione?

- Grazie, procuratore. - Avvocato, è stato un piacere.

Stia bene.

- Grazie. Molto gentile. - Statemi bene.

L'hai condannata a quattro anni.

Non io, è stato il giudice.

Dipende tutto da lei.

Se si comporta bene e si mette a studiare,

otterrà uno sconto di pena di otto mesi, un anno.

Credevo che sperassi che le dessero l'ergastolo.

Avrebbero dovuto darlo a te, l'ergastolo.

Vuoi sapere cosa mi dà...

un po' di sollievo, adesso?

Il fatto che noi due siamo stati più forti di tutto questo,

che lei non sia riuscita a distruggerci.

È come se avesse vinto...

la giustizia femminile, almeno credo.

Non ti voglio guardare.

No, avvocato. Ho troppi clienti, c'è lo studio pieno.

Non so più come gestirli, è impossibile.

Avvocata! Meno male, guardi come siamo messi.

Né Domínguez né Cata sono arrivati, Elías è ancora in udienza.

- Ed Estefan è andato dal notaio. - Tranquilla, gestiremo tutto.

Venga nello studio di Pablo, le racconto.

- Certo. - Nicolás c'è?

Sì. Paola, per favore, sostituiscimi un attimo qui.

- Sì, Carmen. - Oggi è un incubo.

Appuntamenti, udienze... Non so come fare.

- Tranquilla. - Lavorare così...

L'udienza è martedì alle nove.

L'aspetto qui in ufficio. Lunedì, magari nel tardo pomeriggio.

Perfetto, grazie. A lunedì.

Allora, chi di voi vuole fare l'amore con me per prima?

Tu o tu? Ce n'è per tutti! E io la mattina sono caldo come una stufa.

Alberto Silva si è suicidato ieri sera.

Che cosa?

Non voleva lasciare la casa e si è sparato.

- E come sta Pablo? - Male.

È dal medico legale per la restituzione del corpo.

- Perché non me l'ha detto? - Lo so.

È per questo che sono qui. Puoi andare da lui? È da solo, ora!

Ok, vado. Per qualsiasi cosa, chiamate.

- Scusate. - Grazie.

Non voglio immaginare come starà Pablo.

Sì, Carmen, è terribile,

l'unica cosa da fare è gestire i suoi clienti.

Starai scherzando?

S'è ucciso ieri sera. Me l'ha detto Julia.

E dov'è Pablo adesso?

È dal medico legale. Sto andando da lui.

E dopo vado in tribunale per l'udienza di Borrero.

D'accordo.

Avvocata, confermo solo i clienti che hanno il primo appuntamento?

Sì, e cancelli gli appuntamenti prima delle 14:00.

D'accordo, provvedo subito.

E i suoi clienti?

Rosa potrebbe darmi una mano?

Ora non c'è. È andata a un'udienza.

Beh, maratona di clienti sia.

- Sì. Le chiamo il primo? - Grazie.

Prego, avvocati, a voi la parola.

La mia cliente chiede il divorzio

per la condotta irresponsabile del marito...

"Irresponsabile" è un termine peggiorativo.

Il mio cliente e sua moglie stanno insieme da 12 anni.

In questi anni hanno comprato un appartamento e due auto.

I figli studiano in una delle scuole più prestigiose della città.

Se il mio cliente fosse un irresponsabile come dice,

nulla di ciò sarebbe possibile.

Inoltre, desidero aggiungere che alla data odierna

tutte le spese prodotte dalla famiglia

tanto per citarne alcune,

mezzi pubblici, telefonia, rata del mutuo....

quota mensile della scuola...

risultano tutte saldate.

Pertanto, ritengo che l'avvocata Ferro

non abbia idea di cosa significhi la parola "irresponsabile".

Concede anche a me di parlare, avvocato Solano?

- Sì. - Grazie!

Signor giudice, troverà i conti da pagare in questione in allegato.

Ma effettivamente, come dice l'avvocato Solano,

risultano estinti ora, e non perché Bejarano sia abituato a farlo,

ma perché, quando ha saputo che la mia cliente

aveva chiesto il divorzio, è corso a saldarli.

Risultavano insolute tre rate del mutuo della casa,

due stipendi della cameriera, quattro mesi di spese, continuo?

Sono sicura che la mia cliente pagherà la mia parcella,

ma se fossi l'avvocata della controparte sarei preoccupata.

L'avvocata Ferro non ha diritto di fare queste insinuazioni.

Avvocata, cerchi di non esternare opinioni personali.

D'accordo, signor giudice, proseguo.

Ciò significa che i debiti si possono pagare,

ma il signor Bejarano non lo fa, perché non gli va.

Ah, no, scusate, ho sbagliato, i debiti li paga,

quando si accorge che i debiti non si saldano come per magia.

Ma questo circolo vizioso si ripete,

e la mia cliente deve sopportarlo.

Si mettano agli atti i conti della mia cliente, la signora Yolanda,

che troverete in ordine, tanto che lei non è mai stata morosa.

Signora Yolanda, ha parlato con suo marito

per provare a riconciliarvi?

Certo, signor giudice, mi pare ovvio.

Mi scusi. Ovviamente sì, Vostro Onore.

Saranno 12 anni che cerco di riconciliarmi con lui e di..

Se si presenta domanda di divorzio, il resto non ha funzionato.

È una richiesta assurda, ridicola. Per favore...

Non stiamo parlando di un marito che maltratta la moglie.

Il mio cliente non è tossicodipendente, né alcolizzato,

e non è mai venuto meno agli obblighi familiari.

Siamo qui, perché l'avvocata Ferro

si è voluta inventare una nuova ragione di divorzio.

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