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Original subtitles

Suono di sveglia

No! No, no, no!

[accento barese] Problemi, signorina Lobosco? - Niente, la chiave!

Vi capisco.

-Senza un uomo in casa! -Serve solo un fabbro. -Pure quello è un uomo.

-Ah, mi sa che questa è vostra. -Sì. -Si è ristretta con la centrifuga?

- Grazie. - Figuratevi, di niente. - Buon Natale. - Pure a voi.

[accento barese] L'avevo messa qua. No!

No! Mannaggia, mannaggia!

-Che succede? -Mi hanno rubato la Bianchina. L'avete vista? -Sicura?

- Forse l'hanno presa i vigili. - I vigili a Bari vecchia? Impossibile.

Sono la dottoressa Lolita Lobosco.

Mi hanno rubato la Bianchina. Sì, attendo in linea.

Scusa, ma tu sei la figlia di Petresine?

- Quella che stava al nord? - Sì, sono tornata da poco.

-Perché? Conosceva mio padre? -Sì, con papà tuo... Insieme faticavamo.

- Andava a pescare pure lei? - Eh! - Sì.

Va bene, vengo da sola.

- La stessa storia! - Scusa, ma dove devi andare?

- Al lavoro. - La figlia di Petresine l'accompagno io. Prego.

Lolita, uomini come tuo padre non ce ne sono più. Pace all'anima sua.

Noi eravamo contrabbandieri, non delinquenti.

Mentre a Bari le guardie cercavano le sigarette

noi con tuo padre eravamo già in Albania a fare un altro carico.

Papà tuo non ha imparato a fare il pilota. Papà tuo è nato pilota.

Perché se ci nasci, è una cosa. Se ci diventi, è tutta un'altra cosa.

Hai capito?

- Trifone, io sono arrivata. - Per le denunce l'entrata è un'altra.

Vice questore Lobosco.

Come "vice questore"!

Senta, ora io sono in pensione. Ho il minimarket, è tutto regolare.

- Ho pure l'estintore. - Ciao. - Prendete qualcosa. - Quando torno.

Ciao, Trifone. Buongiorno.

Speriamo, dottoressa.

Il buongiorno bisogna darlo la sera che sai com'è andata la giornata.

Pensa a me, mi hanno pure rubato la Bianchina. Butti questo, per favore?

Da più di cinquant'anni la prima donna è entrata in Polizia

e ancora oggi non è una passeggiata

soprattutto se hai 40 anni, la quinta di reggiseno e ti chiami Lolita.

Non è poco perché qui al sud con la quarta non fai nemmeno notizia.

Questa è buona. Questa è buona.

Registrazione: "Bravo, sexy boy." Che ha detto?

Lello, c'è la "capa". Le hanno rubato la macchina, pare una pazza.

Non mi faccio mettere i piedi in testa da una femmina.

Registrazione: "Sei un macho." "Macho!" Dottoressa, buongiorno.

Esposito, giochi con il corpo del reato?

No, facevo una perizia mentre prendevo il caffè con i colleghi.

-Portamene uno macchiato e con tanto zucchero. Subito. -Comandi.

- "Subito." - Oh, ma...

Prima che me lo chiedi.

Il deposito per il materiale sotto sequestro sarà agibile tra due mesi.

- Starò due mesi con i pupazzi nella stanza? - Sì.

- Secondo la circolare ministeriale... - Antonio.

Non sei proprio cambiato. Questa roba deve sparire da qui.

- Qua stiamo a Bari, mica a Legnano. - Vabbè, lasciami lavorare.

Ho altro per la testa, mi hanno rubato la Bianchina!

Senti, Lolita.

Mi dispiace per la tua fuoriserie. C'è un'emergenza.

- Un'accusa di stupro. - Ah.

- Anto', chi è questo bastardo? - Un dentista.

- Lo accusa la sua assistente. - Tipico.

- Si chiama Angela Capua. - Dottoressa. - 25 anni, di Andria.

- "Andria fidelis", la nostra gita scolastica. Ricordi? - No.

- L'ho fatto con la moka per voi. - Grazie.

- Com'era? - Una schifezza. - Prego. - Dicevamo?

- Come si chiama questo gentiluomo? - Morelli, Stefano Morelli.

Lolita mia.

- Buongiorno, Morelli. - Lolita?

- Non posso crederci. - Che è successo due notti fa

quando ha accompagnato la dipendente Angela Capua a casa? - Lolita mia?

Signor Morelli, le ricordo che lei è in Questura.

Qui io sono la dottoressa Lobosco e lei è Morelli Stefano Benedetto

attualmente in stato di fermo.

- "Il 22 dicembre." - "Corrente anno." - "Alle ore 20"

"Morelli Stefano e la suddetta Capua uscivano dallo studio dentistico"

"quando egli offriva un passaggio a casa che la signorina accettava."

- Vado avanti o... - Sì, vai avanti.

"A un certo punto si ferma, le salta addosso e compie il misfatto."

- Non è vero. - Allora chi è stato? Lo spirito santo?

Tu sei Antonio Forte? Seconda B?

- Presente. - Eri suo compagno di banco. - Dall'asilo all'università.

Sì, ricordo. Poi come eri innamorato, no?

L'ispettore capo Forte è un mio collaboratore.

- Mi parli dei suoi rapporti con la Capua. - E' la mia assistente.

- Una bella ragazza, immagino. - Sì, una bella ragazza.

Ha occhi grandi, azzurri.

Lei ha avuto una giornata difficile. Allunga una mano, ci prova.

-Quella resiste e lei perde la testa. -Io non ho fatto niente! -Oh.

Si calmi. Mi creda, le conviene.

L'ho semplicemente accompagnata a casa, dottoressa.

L'ho fatto molte altre sere, non è mai successo niente.

- Perché secondo la Capua, stavolta sarebbe successo qualcosa? - Non so.

Non ne ho idea.

Non ne ha idea.

Va bene, vorrà dire che avrà tempo per pensarci.

- Portatelo in cella. - Come in cella?

- Forza! - E' Natale! Che racconto a mio figlio?

Il giudice ha confermato l'arresto per pericolo di fuga. Forza!

- Un giorno dovrete chiedermi scusa. - Ce lo auguriamo!

Se c'è qualcosa di cui scusarsi, noi ci scusiamo sempre.

Chi è? Che è successo?

Indovina chi si è materializzato in Questura. Stefano Morelli.

- Stefano tuo? - Non è Stefano mio e comunque è accusato di stupro.

Madonna santa!

Una cosa che mi fa schifo è mettere queste toghe impolverate.

- Mi credi che devo lavarle a 200 gradi? Senti la puzza. - Madonna!

Stupratore? Meno male che ti ha lasciata sennò finivi per sposarlo.

Per ora ci sono solo le dichiarazioni della vittima.

- Secondo te è colpevole? - Non lo so.

- Pensare che ero innamorata pazza di uno... - Stupratore.

Tu ce l'hai ancora con lui, vero?

- Non fare quella faccia. - Che faccia? - La faccia da Pm.

Io sono una Pm.

Sì, ce l'ho con lui. Dopo tanto tempo mi girano ancora come se fosse ieri.

- Brava, la confessione è sempre il primo passo. - Il secondo?

Devi trovarti un uomo, Loli'. Guarda me.

- Da quando l'ho fatto, sono rinata. - Claudio è un tesoro di marito.

Io non parlo di Claudio.

-Che stai dicendo? -Quello che hai capito. -Ti sei fatta l'amante. -Sì.

E' meraviglioso. E' un fidanzamento, ma senza arrivare mai al matrimonio.

- E' la perfezione. - Incredibile! Tu sei una cavalla pazza.

- Non ti do la "perdonanza". - Chi la vuole? Loli', senti a me.

Tu puoi essere Venere in persona, ma te lo scordi se nessuno te lo dice.

Tu devi farti l'amante. Certo, prima di farti l'amante, devi accasarti.

Non lo so, almeno trova uno.

Sirena della polizia

- Quando ha chiamato il medico? - Un'ora fa.

- La Capua rifiuta l'accertamento medico-legale. - Sarà lo shock.

-Perché non mi hai chiamato subito? -Il dottore voleva riprovarci.

- Dovete sedervi! - Che vuoi? Voglio stare in piedi!

- Che succede? - Dottoressa, buongiorno. - Che succede?

Angela è la mia fidanzata e non vuole fare visite ginecologiche.

- Invece noi vogliamo convincerla... - Non ci siamo capiti.

Adesso Angela e io andiamo a casa e...

Forse non ha capito, se non si siede e sta zitto

stasera mangia il panettone in Questura.

Non è male, ma devono piacerle i canditi. A noi piacciono.

- E' vero, Espo'? - E' vero, il candito è la morte sua.

- Era una domanda retorica. - E' un falso quesito.

La risposta è insita nella domanda, capito?

- Siete la prima persona che riesce a zittirlo. - Angela.

- Sono la dottoressa Lobosco. - So chi siete.

Facciamo due passi?

Va bene.

Mi dispiace per ciò che è successo, ma devo farti delle domande.

- Alcune saranno spiacevoli. - Lo so, è il lavoro tuo.

- Morelli ha detto che spesso ti accompagnava a casa. - Sì, è vero.

Perché io non ho la patente e facevamo sempre tardi.

-Ha detto pure che non ti ha violentato. -Ti ha fatta fessa così?

- No, non è ancora nato quello che può fare fessa a me. - Scusa.

L'altra sera che è successo?

Si è fermato con la macchina sul lungomare.

Ha detto che voleva godersi il panorama prima di tornare a casa.

Poi con la scusa di... di abbassare il finestrino

si è goduto pure a me.

Mi dispiace.

Se permetti, è per la dieta.

Ne devo mangiare una ogni ora. Sono allergica agli antibiotici.

L'iridologo ha detto

che è l'unico modo per rinforzare le difese immunitarie.

Ma devo essere precisa sennò non funziona.

Perché hai aspettato due giorni prima di denunciare la violenza?

Tu hai visto Ciro, il fidanzato mio?

Fa il buttafuori in discoteca.

Se faccio cinque minuti di ritardo, esce pazzo.

Figurati se gli dicevo quello che mi era successo.

Ho capito.

Se ti facessi visitare, mi aiuteresti tanto con le indagini.

Questa fanciulla non mi convince.

- Che vuoi dire? - Il fatto delle arance che dicevi.

E' normale che una pensa a mangiare le arance in un momento del genere?

La arrestiamo perché mangia le arance?

Invece c'è una cosa che non torna, il rossetto.

La arrestiamo perché mette il rossetto?

No, perché lo mette di continuo, anche se ha le labbra tatuate.

Che ne sai delle labbra tatuate?

- Hai dimenticato che io sono una femmina? - No, non l'ho dimenticato.

Comunque...

A me lui convince ancora meno.

Sirena della polizia

Loli', è contromano!

Eccoci qua. Buon Natale a te e alla famiglia.

Non dovevamo andare al deposito a controllare la macchina di Morelli?

Vado con Esposito, mi sta aspettando lì.

- Ti accompagno io. - Sei sicuro? Non dovevi fare le cartellate?

Le compro fatte, mia moglie non se ne accorge. Dài, metti in moto!

- Avete bisogno? - No, grazie.

Cioè, sì. Io e il mio superiore volevamo parlare con Sergio.

- Sergio è andato in pensione. Non ve lo ha detto? - No.

-Possiamo parlare con il sostituto? -Ci state parlando.

-Tu sei meccanico? -Specializzato, assunto con regolare concorso.

Potete chiamarmi meccanica, se preferite.

-Adesso pure le femmine possono... -Laurearsi in Ingegneria Meccanica?

- Cioè tu... Voi siete ingegnere? - Sì, in Meccanica e Meccatronica.

- Voi? - No.

No, io ho preferito lavorare subito.

Si può anche studiare mentre si lavora.

No, alla scuola di Polizia non si può.

Un mio amico lo ha fatto.

Si vede che hanno cambiato da poco la cosa...

Buonasera, sono la dottoressa Lobosco. Possiamo chiedere a lei?

-Il responsabile è stato rapito? -Sono io la responsabile. -Piacere.

- Volevamo visionare la macchina di Stefano Morelli. - Sì, è di là.

Guarda, Lolita.

-Sembra il rossetto di Angela. -Che ci fa qua il rossetto di Angela?

Non lo so, ma se tu mi accompagnassi a casa dopo il lavoro

io terrei il mio rossetto nel tuo cassettino?

No, a meno che io e te non avessimo una relazione.

- Ma fortunatamente io e te siamo solo amici. Repertala. - Certo.

- Questo lo portiamo. - Sì.

Un applauso per Nunzia e la sua frittura!

Questo pesce è una favola. Muoviamoci sennò si raffredda.

- Carmela, fai i piatti. - Può farli Lolita. - No, Lolita ha lavorato.

- La principessa ha lavorato. - No! Luciano, questo è per nonno Nicola.

- Mamma, sono passati vent'anni. - Beh? Papà è sempre papà.

- Almeno da morto, rispettalo. - Carmela, prima tua sorella.

A Legnano quando vedeva i calamari? Povera figlia!

"Povera figlia!"

Senti, come mai fai tardi pure alla Vigilia? Hai un caso?

Non può dirlo. C'è il segreto professionale.

- Noi mica siamo estranei. - Solo quando fa comodo a lei.

- Abbiamo arrestato Stefano Morelli. - Stefano tuo? - Che ha fatto?

- Veramente, che ha fatto? - E' accusato di stupro.

-Che vuol dire? -Quando un uomo... -Non sono cose per te.

-Mangia. -Gli spiego. -Quando mi dài il mensile come ha detto il giudice

gli spieghi quello che vuoi. -Dicevo che era un fetente. Sparire così!

-Dov'è andato? -Francia. -La mia bambina deflorata da quello! -Ma'!

- Che vuol dire? - Sverginata. - Mamma! - Che c'è? E' la natura.

Dovete arrestarlo e poi buttare la chiave a mare.

- Mamma, è solo sospettato. - Mamma ha ragione.

- Se lo fai scappare, non te lo perdonerai. - State calme.

-Se penso che ti ha mollato per una zoccola francese. -Perché francese?

"Zoccola" gliel'ho insegnato io.

Luciano, che hai chiesto a Babbo Natale?

- Il camion dei pompieri. - Bello!

Comunque non era manco così bello.

- Vabbè, me ne vado! - Sei come tuo padre, subito ti scaldi.

- Era la sua preferita. - Che dici? Non gli ho parlato per anni.

- Si vedeva come ti guardava. - Papà guardava solo me.

Però quando stavamo tutti insieme, era contento.

Sì, perché era fuori e non in galera.

Lolita ha rovinato la festa.

Vabbè, me ne vado.

-Poi torni, zia? Deve venire Babbo Natale. -Sì, voi fate i bravi.

Lolita, te ne vai alla Vigilia?

Sei tornata quest'anno, potevamo stare in grazia di Dio.

Se è per questo, tolgo il disturbo pure domani.

- Che fai da sola? - Non sono sola, poi ho da fare.

- Vai dal fidanzato? - Non ho fidanzato.

Lolita, almeno prendi i panzerotti!

- Le mando un messaggio, ma'. - Vabbè. - Allora...

"Volevo augurarvi una fervida Vigilia..."

"E un sentitissimo Natale."

"Esposito Raffaele."

Semplice. "Lello."

"E mamma."

Notifica dal cellulare

- Ha risposto? - L'ho mandato adesso, mamma. Un tempo.

Notifica dal cellulare - Ora? - Aspetta, vediamo.

Ciao, Esposito. Grazie per i sentiti auguri.

[registrazione] "Domani convochiamo la signora Morelli?"

"Così le facciamo gli auguri di persona? Tanti auguri."

- Domani niente cartellate, devo lavorare. - Tu dille di no.

E' una domanda retorica.

- Come? - Non puoi dire sì o no, lo devi fare e basta.

- Buon Natale. - Buon Natale.

Lolita, il bambinello va messo a Natale.

- Papà, perché nel presepe il pescatore non c'è? - Perché...

- A Natale il pescatore lavora, sta in mare. - Perciò te ne vai? - Sì.

- Quanto stai via stavolta? - Sei mesi.

La buona condotta?

In effetti, pure un po' meno.

Lolita, a San Nicola stiamo tutti insieme a festeggiare. Va bene?

Abbracciami.

- Solo con lei festeggi? Anch'io voglio festeggiare. - Certo, vieni.

- Buon Natale. - Buon Natale a te.

-Sapete che è Natale. -Sì. -Oggi c'è il famoso pranzo detto "di Natale".

Andiamo.

Angela? Ti raccomando quella!

Faceva la baby sitter al figlio del dottore.

Quando il bimbo crebbe, la moglie la mandò a fare l'assistente al marito.

- A fare che? - Come "a fare che"?

Voi dareste a vostro marito una così per lavorare gomito a gomito?

Astenetevi dal fare commenti. Forse la signora si fidava o era generosa.

Generosa! Quella è scema.

Diciamo che gli ha servito il piatto con tutta la bistecca.

Senta, lì c'è scritto "Studio Morelli e associati". Non era da solo?

Prima c'era il fratello di Angela, Dudù, un altro scienziato!

Poi il dottore si accorse che quello non capiva un cazzo

e non aveva manco la laurea. Non aveva finito l'università. - Ah!

- Che successe? - Un casino! Quello non se ne voleva andare.

Ma il dottore tanto fece che lo mandò via a calci in culo.

Devo andare, ho i lampascioni sul fuoco. Mica è colpa mia se è Natale.

Forse non ha capito con chi ha a che fare.

Ora faccio vedere io a questa che mi disturba a Natale.

Non ti preoccupare. Sì, lo so.

Legge in latino

- Anto', che fai qua? - Esposito mi ha detto che arrivava la Morelli.

Stavolta Stefano tuo si è superato.

- Anto', frena l'ormone. - Si può?

Scusate, devo prendere l'aereo e ho il bambino in macchina.

-Il bambino è suo? -Sì. -Volevo intervenire. Com'è non l'ha portato?

A fare che? A vedere dov'è finito il padre a Natale?

- Visto che è qui, si sieda. - No, preferisco stare in piedi.

Non è una questione di minuti, aereo o non aereo.

Lei da quando conosce la Capua?

Ce l'ha presentata suo fratello Dudù, quando lui era allo studio.

- Dudù lavorava allo studio? - Era socio di minoranza.

- Questo all'inizio, poi ha cambiato impiego. - Divergenze, immagino.

Non so.

Senta, che rapporti ci sono con suo marito?

Commissario.

Tra me e Stefano da un bel pezzo le cose non vanno più come dovrebbero.

- Forse lavora troppo. - Diciamo così.

"Diciamo..."

- Lei ha visto le sue pazienti? - No. - Tutte mamme giovani, carine.

Con tanti denti.

Poi lui è sempre disponibile, anche quando lo chiamano a casa.

Ho capito.

- Vabbè, addio aereo. - Dove deve andare?

Ho preso un volo last minute. Porto Alessandro a Euro Disney.

Stamattina sotto casa c'erano quelli delle televisioni in agguato.

Fa bene a proteggere Alessandro, i bambini prima di tutto.

- Posso scendere a vedere se va tutto bene? - Non c'è bisogno.

Ci va Forte volentieri. Vero, Forte?

-Così finiamo la nostra conversazione e prende questo volo. -Speriamo.

Squilli di cellulare Scusi.

Professore Introna, buon Natale.

C'è pure zia Maria?

Non era morta? No, quella è zia Teresa!

Preparativi per il pranzo!

Sì, ne prendo cinque chili, così non sbagliamo. Va bene.

Sì, ti voglio bene pure io.

Ciao.

- Espo', da quanto state insieme? - Una vita.

- Però mi sembra un po' ansiosa la tua fidanzata. - No, è mia mamma.

A posto!

- Quanto tempo dobbiamo stare dal professor Introna? - Vado da sola.

- Tu scendi. - Che ho fatto?

Niente, scendi. Vedi quella salumeria?

Io sono cresciuta qui. Tu vai e dici che ti manda Lolita.

Prendi le pagnotte a "cappidde de prevete".

Buon Natale, dottoressa!

[dialetto barese] Pesce fresco a mille lire!

Lasciami stare, "rattuso"!

Non provarci mai più.

Levatevi!

- Ti do una manata in faccia! - Oh, "guaglio'"! Oh!

Loli', questo gioco non fa più per te.

Lascia perdere quelli, sono fessi.

Papà ti fa assaggiare una cosa speciale. Si chiama "sporcamuss".

Assaggia.

Com'è?

- Buon Natale, Loli'. - Buon Natale, professore.

Scusa se ti ho convocata qua, ma a me i laboratori mettono tristezza.

- Quando posso, scappo. - Pure a me a volte la Questura mette tristezza.

C'era liquido seminale nella gonna che la Capua portava quella sera.

L'ho fatto esaminare, era di Morelli.

- Tutto bene? Non è una buona notizia? - Sì, è ottima.

Sembri sconvolta.

Facciamo un lavoro terribile, Loli'.

Ho bisogno del mare come se fosse il mio ambiente naturale

per non sentirmi un essere umano.

Lolita.

Dottoressa. Non sa che notte ho passato, non ho chiuso occhio.

- Come mai non ha chiuso occhio? - Mi tenete ancora qui, al freddo!

Non è il freddo che non la fa dormire. Ha la coscienza sporca.

- Lei ha davvero stuprato Angela Capua. - No!

Non avevamo rapporti. Angela è vergine.

- Va bene. Ci vediamo tra sette anni, quando la fanno uscire. - Che fai?

Ti sto dicendo la verità.

Sulla gonna della Capua

hanno trovato del liquido seminale che ha il tuo nome stampato sopra.

Che mi dici adesso?

C'è un motivo, ma non so come dirlo.

- Mi prendi in giro, Morelli? - Non ti prenderei mai in giro.

Angela aveva fatto un voto e Ciro, il suo fidanzato, era gelosissimo.

Lei ci teneva ad arrivare vergine al matrimonio.

- Silente! - Avevamo solo rapporti orali.

Avete chiamato, dottoressa?

No, grazie.

Non posso crederci, Ste'. Sembra la trama di un film del dopoguerra.

Invece è la verità, ma non sono stato io a decidere.

- Noi facevamo solo... - Ho capito.

- Da quando andava avanti questa... collaborazione? - Un anno e mezzo.

Le avevo fatto fare un corso sulla ionoforesi.

Lei era contentissima, mi guardava con questi occhi...

-Diceva che nessuno l'aveva mai vista come l'avevo vista io. -Cioè?

- Capace. - Gesù!

- Chiamo Silente. - Loli'.

Lo giuro su mio figlio.

Lo giuro su me e te quando eravamo due ragazzini innamorati.

Non giurare, Ste'.

Io non mi sarei mai approfittato di lei, le volevo bene veramente.

Poi perché dovevo costringerla se potevo stare con lei quando volevo?

- Buona giornata, Morelli. Chiudi, Silente. - Lolita!

Loli', ti prego, è Natale!

I baresi si preparano al pranzo di Natale come se fosse una guerra.

I parenti si schierano intorno al tavolo, si siedono e danno battaglia.

Rifiutare una portata, anche una capasanta è una sconfitta vergognosa.

Loli'! Loli'!

- Che c'è? - Mamma! Sta male, non ha mangiato manco un panzerotto.

- Io che c'entro? - Tu c'entri sempre. Devi venire a casa.

- Per favore! - Siete un inferno!

- Mamma. - Loli'!

- Sei tu? - Sì, ma', sono io. Che succede?

Papà!

L'ho visto. Ha detto...

Ha detto...

- Ha detto... - Che ha detto, ma'?

Non è stato nessun incidente.

Ancora con questa storia? Papà non lo ha ammazzato nessuno.

Questo non lo ha detto.

Dài, alzati.

Tu resti?

Sì, resto.

- Dài, andiamo a mangiare. - Giusto una minestrina.

- Buongiorno. - Sono Assunta Malaspina, l'avvocato di Morelli.

-Ho dovuto farla accomodare, stava in piedi. -Immagino, l'ha costretto.

Qui si tratta di stupro. Che avessero una relazione o meno, poco importa.

Invece importa, Stefano voleva chiudere la relazione con la Capua.

- Lei ha reagito così. - Come?

- Sporcando la gonna di sperma e denunciando lo stupro? - Perché no?

Esistono casi illustri. Pensi a Monica Lewinski con Clinton.

-E' solo una sua ipotesi. -Mi auguro che lei la prende in considerazione.

Lo farò, non si preoccupi.

- Mi dispiace, ma il nostro incontro finisce qui. - Bene.

Anche perché lei non è in grado di condurre l'indagine in modo lucido.

Avvocato Malaspina! Che cosa voleva insinuare?

- Ha avuto una relazione con Morelli da giovane. - Come lo sa?

- Me lo ha detto lui. Il suo primo grande amore. - Sì, grandissimo.

Infatti mi ha lasciato senza dirmi una parola.

Chieda alla madre di Stefano perché.

Che cosa le avevo detto? Lei è ancora troppo coinvolta.

Porterò i suoi auguri a Stefano.

- Auguri? Per che cosa? - Oggi è il suo onomastico.

- Lolita, tutto bene? - Sì, tutto a posto. - Vieni un attimo.

Ricordi quando mi hai mandato dal figlio della Morelli

che era rimasto in macchina? - Beh?

Questa stava sul sedile e visto che l'indagine arrancava...

Solo adesso lo dici?

Quando mangio le cartellate, dimentico tutto.

Mi fai paura, Anto'.

"Cinque ottobre, epilazione laser."

"Otto ottobre, gel unghie."

"Pediatra." Qui non c'è niente.

Ci sono le fotografie.

Lei con il bambino, lei con un'amica.

Lei con... Non so.

Deve amare molto il marito

per conservare una foto di quando erano ragazzi.

- Manco Porzia arriva a tanto. - Quello non è Morelli. - Come no?

- Fai vedere. - No. - Hai ragione, Stefano da ragazzo era ciccia bomba.

No, Morelli era più "bono". Dobbiamo capire chi è quel "D".

- D, D. - Che faccio, dottoressa?

Chiedo l'alibi a tutti i pugliesi con il nome che inizia con la "D"?

No. A uno sì, però.

Ecco chi era il ragazzo della foto!

Dudù.

Vibrazioni del cellulare

Madonna!

- Pronto? - Antonio, devo parlarti di Angela Capua.

- Chi è? - E' Lolita.

Pure a quest'ora? Cose da pazzi, veramente!

- Dimmi, Lolita. - Anto', ci sei? - Ci sono.

- Ho scoperto dov'è Dudù, il fratello di Angela. - Dov'è? - In Francia.

Quel cretino, ho visto una foto sui social

si sta ingozzando di croissant e "café au lait". - Mi fa piacere.

- Tu dove sei? - Dove sto? In Questura.

Vai a letto, sotto un piumone.

-Anto', sforzati un po'. Chi altro sta in Francia? -Macron. Che ne so?

Chiara Morelli, la sua ex fidanzata.

Chiara e Dudù stanno insieme... Aspetta un attimo.

- Chiara e Dudù stanno insieme a Parigi? - Bentornato tra noi!

'Sta femmina non ha la casa?

Non capisco.

- Che c'entrano Chiara e Dudù? - Come che c'entrano?

Ti sei bruciato il cervello con le cartellate?

Loro sono due amanti che vogliono disfarsi del marito. E' un classico.

-Sì, ma Angela ha fatto la denuncia. -Guarda caso è la sorella di Dudù

e la migliore amica di Chiara.

Sto capendo, hanno fatto un complotto.

Chiamalo come ti pare, ma quei tre sono compari di qualcosa.

No, Lolita! Non è che stai lavorando troppo?

Mamma, è pazzesco questo sporcamuss!

Allora che fai a fare jogging?

Così mi sento meno in colpa quando mangio.

Aspetta!

Avanti.

Buongiorno, signor questore.

- La bella Lolita, il mio vice preferito. - Grazie, molto gentile.

Brutta storia, eh?

Un professionista specchiato, almeno fino a ieri.

Io conoscevo il padre, il notaio Morelli.

Pace all'anima sua.

Quando si mette di mezzo la natura! L'uomo è uomo.

-Quando vede una bella femmina come te, magari perde la testa. -Appunto.

- Non è questo il caso. - In che senso, cara?

Dalle indagini emerge una macchinazione ai danni del Morelli.

Una macchinazione? Che brutta parola!

Sì, è brutta specialmente se c'è un innocente in galera

il giorno di Natale.

Io da vent'anni faccio il Natale in galera.

- Da quando mi sono sposato. - Ah!

- Hai qualcosa di concreto per dimostrare la sua innocenza? - No.

- Ma sto seguendo una pista mia. - Una pista tua!

Io voglio aiutarti, ma oggi è venerdì.

Tu non hai niente di concreto, tra qualche giorno è Capodanno.

Vogliamo disturbare ora il giudice o dopo queste giornate complicate?

- C'è un innocente in cella. - Aspettiamo che rientrino, sereni.

Poi se hai qualcosa e sei convinta, ne riparliamo. Che dici?

Che dico? Contento lei.

Ma quanto sei bella!

Fatti salutare.

-Non hai capito, è stata la moglie a incastrare Stefano. -La moglie? -Sì.

Insieme all'amante. Dovresti vederla, tutta sistemata.

- Come hanno fatto? - Metodo Lewinski. - Chi?

- La stagista di Clinton? - Brava.

Angela si è sporcata la gonna e l'ha usata come prova di una violenza

che non c'è stata. Capisci?

- Perché lo avrebbe fatto? - Per i soldi, immagino.

Stefano è molto ricco. Volevano dividersi i soldi in tre.

Potevano goderseli lo stesso senza rischiare.

Amore, vieni! Ci serve una mano fortunata.

- Sono belli questi orecchini. - Sì. - Te li ha regalati Claudio? - No.

Nicola Morisco. Non mi dire! Da quando lo inviti a casa tua?

- Non è bello Nicola mio? - Hai appena detto "Nicola mio". - Beh?

-E' un collega. -E' comodo, possiamo vederci tutti i giorni in tribunale.

Tu l'hai invitato con Claudio qua?

- Lavoriamo insieme. Che problema c'è? - Non sai che stai facendo.

- E' questa la figata. - Sei una cavalla pazza. - Vabbè.

Marietta, posso prendere una...

- Una bottiglia di vino? - Certo, Danilo.

- Ti presento la mia migliore amica, Lolita. E' single. - E' scema.

Scusa.

- Danilo, piacere. - Piacere, Lolita.

Io faccio il giornalista, quando me lo fanno fare.

Mi sono trasferito a Roma da piccolo.

Ora sono tornato e non conosco nessuno, a parte te.

- E' una responsabilità. - Mio Dio! Io sono tornata da Legnano da poco.

Ci sono stata per parecchi anni. Sono a Bari da tre mesi.

- Quindi sei barese. - Sì, di Bari vecchia.

- A Bari allora! - A Bari. - Eccomi!

Senti, ma...

Se frego una bottiglia e ti porto via di qui, come la vedi?

Faresti furto con destrezza e sequestro di persona. Sono 15 anni.

- Sei della Polizia? - Sì, un vice questore.

Voci non udibili

Chissà per quanti uomini sei stata la prima Lolita.

- Queste cose fanno riflettere. - Eh, hai visto?

Non dire che non sono uno profondo.

- Di certo sei uno che mi ha fatto bere assai. - "Assai!" Dài, no.

- Mangiamo qualcosa. Ti va? - Sono arrivata a casa.

- Quindi mi pianti così, al freddo e al gelo. - Come Gesù.

- Bambino lo sei. - Ma ho trent'anni!

Appunto, non farti vedere più.

Immaginavo un finale diverso per questa serata.

Se non vai via, chiamo la polizia.

Notifica dal cellulare

Sono la dottoressa Lobosco.

- E' venuta per mio figlio? - No, per lei.

Era da tanto che volevo incontrarti, Lolita.

Ho sbagliato, con te e con Stefano.

- Beh, tu non eri tutto questo gran partito. - Grazie.

Ma non dovevo impedirgli di vederti.

Volevo proteggerlo, ma non è servito a niente.

Anzi, quel cretino si è fatto rovinare la vita da quella.

- Erano in crisi? - Sono sempre stati in crisi.

-La cosa è peggiorata con la nascita di mio nipote Alessandro. -Strano.

All'inizio una nascita aggiusta sempre le cose, poi magari cambiano.

Il bambino aveva dei problemi e i problemi non aggiustano mai niente.

- Questo mi dispiace. - Alessandro è nato con il labbro leporino.

Mio figlio lo fece operare, ma lei si è sempre sentita in colpa

perché è ereditario.

- Non mi sembra che Chiara abbia il labbro leporino. - Le è andata bene.

Lo ha suo zio, quello che vive in Canada. L'emigrante!

Vabbè, insomma, proviene da quella famiglia.

Deve essere stato duro per Chiara.

- Per una che vuole vivere come Grace Kelly? - Un po'.

Esposito, mi trovi il video della denuncia di Angela Capua? Subito.

No, vai avanti.

Più avanti. Ecco, stop.

Ingrandisci qua.

Sì.

Aspetta.

Dove andate, dottoressa?

-Silvana. -Lolita, ciao. Come stai? -Voglio farti vedere una cosa.

Scusa. Secondo te, se una avesse il labbro leporino

e si fosse operata, questo rossetto coprirebbe la cicatrice?

Vediamo.

Tesoro, a occhi chiusi. Ormai i rossetti fanno miracoli.

- Certo, non sono un dottore. - Sei meglio di un dottore.

- Che altro ho fatto? - Lo riconosci?

-No. -E' il rossetto che Angela usa per coprire una cicatrice.

-Che cicatrice? -Quella sul labbro superiore. -Non l'ho mai vista.

Ho parlato con tua madre, mi ha detto di Alessandro e del labbro leporino.

- Allora? - E' una malattia ereditaria.

Che c'entra mio figlio?

Voi pensate che lui lo abbia ereditato dalla famiglia di Chiara.

-Invece l'ha ereditata dalla famiglia di Angela e di Dudù. -Che dici?

Alessandro non è tuo figlio. E' figlio di Chiara e di Dudù.

Che dici? Quale relazione? Stanno insieme da quando erano ragazzini.

- Come me e te. - Con la differenza che loro non si sono mai lasciati.

- Tu mi odi, vero? - No. - Tu vuoi vendicarti, farmela pagare. - No!

-Lo zio di Chiara ha il labbro leporino. -Tu l'hai mai visto? -No.

Sta in Canada.

Ci siamo scritti. Dovevo raggiungerlo tra due settimane.

- Quindi dovevate vedervi. - Sì.

A Montréal per un congresso.

Ecco perché si sono mossi adesso.

Se ci fossi andato, lo avresti scoperto.

No...

Non è vero. E' un incubo!

Mi dispiace.

Sirena della polizia

Ispettore, perché ci avete chiamato l'ultimo dell'anno?

Poi con la volante, come delinquenti. Vi rendete conto?

"Delinquente" dal latino linquo, linquis, linqui, lictum, linquere.

Significa "abbandonare, tralasciare" e noi non tralasciamo niente.

Prego.

- [sottovoce] E' tutto a posto. - Grazie.

Ha finito? Possiamo procedere?

Come? Non ci davamo del tu?

La sua posizione è cambiata, Angela.

Lei nega di avere avuto una relazione con Stefano Morelli

e nega che c'è stato un complotto contro di lui. E' così?

Sì, è questa la verità.

[altoparlante] Sa che rischia grosso?

Se viene fuori che sta mentendo, oltre a simulazione di reato

che sono un anno e due mesi... Segna, Espo'.

Lei prenderebbe anche procurato allarme che sono sei mesi.

Più tentata estorsione, un anno e quattro mesi.

Più associazione a delinquere, pena moltiplicata per tre. Quanto fa?

- Otto anni, mese più, mese meno. - Ecco.

Continua a sostenere che questa è la verità?

Sì.

Se questa è la verità, lo vedremo subito.

Espo', prendi la macchina della verità.

Quale macchina della verità?

- La macchina della verità, Espo'. - La macchina della verità.

- Prendi pure i cavi. - I cavi... - Sì, in deposito.

Ah! Li avevo lasciati in deposito.

Tranquilla, Angela. Non ha nulla da temere.

Certo, se non passa la macchina della verità, sono otto anni

mese più, mese meno.

Se collaborasse, potrebbe avere uno sconto di pena essendo incensurata.

Quanto sconto?

Parecchio. Mi creda, le conviene.

Io sono affezionata a Stefano.

Lui è l'unico che in questi anni mi ha fatto sentire...

Come dire...

Capace.

Sì, commissario, proprio così.

- Voi come lo sapete? - Vada avanti.

Chiara e Dudù mi hanno detto che mi davano dei soldi e un appartamento.

Fortuna che non parlava.

Così io e Ciro ci saremmo sposati e sistemati.

Perché io vivo ancora con mamma e lui in un garage.

Non ce la facciamo più.

Però al momento di denunciare, io non me la sono sentita più.

Ho avuto paura.

Che cosa è successo?

Chiara mi ha costretta.

'Sta stronza.

Ha detto che se non avessi denunciato

lei avrebbe raccontato di Stefano e me a Ciro.

Perché Ciro è geloso e non sapeva di lei e Stefano.

No, commissario.

Però Ciro sapeva del piano, lo sapeva eccome.

Bastarda, stronza!

Per mettere su casa.

Esattamente.

- Dottoressa, ho trovato i cavi della... - Non preoccuparti.

La signorina sta collaborando.

Meno male!

Quindi lei ha sporcato la gonna.

Sì, commissario e...

Dudù mi ha dato un pugno per fare credere

che Stefano mi aveva aggredito.

Sei una puttana.

[altoparlante] Sei una puttana. Con tutti i soldi che ti ho dato!

- Stronza! - Bastarda! Puttana!

Solo perché hai i soldi pensi di potere comprare tutto!

- Basta! - Forza, signor Capua.

Scusate, commissario.

Ora io vi ho detto tutto. Date lo sconto di pena pure a Ciro?

Sì! Stiamo al supermercato qua?

Buonanotte.

Ora è giusto dire "buongiorno", sappiamo com'è andata la giornata.

Domani mattina mi dice buonanotte e io le dico se è stata buona o no.

- E' troppo complicato per me. - Lolita.

Ste', che fai qua?

- Mi hanno appena fatto uscire. - Lo so.

Che fai? Dove vai?

Non lo so. Forse vado da un amico, forse in studio.

Una cosa è sicura, io non voglio rivedere Chiara.

Scoppio

-E' Capodanno, non so se lo ricordi. -Sì.

Senti, io...

Sono le sette, non so se è aperto. Ma se vuoi, posso cucinarti qualcosa.

- Veramente? - Sì.

Non ti lascio per strada a Capodanno da solo.

Finiresti schiacciato da un frigorifero.

-Grazie, Loli'. Se non era per te... -Ho fatto solo il mio lavoro, Ste'.

- Che fai? Sali? - Dammi l'indirizzo.

- Vado a salutare mio figlio, poi ti raggiungo. - Ti mando un messaggio.

Sa sa, prova.

- Sa sa. - Esposito!

- Dov'eri finito? - Stavo cercando parcheggio.

-Pensavamo che ci stessi dando buca come Patrizia. -Patrizia non viene?

- Ha il morbillo. - Come facciamo? - Scivittaro ha trovato un'amica.

Chi?

- Lei? - Io.

- Dice che è brava. - Non ha fatto manco le prove.

-Io non ho bisogno di fare le prove, so già cantare. -E' arrivata Mina.

Dài, tra un minuto siamo online sul sito. Su, veloci!

- Ci siamo? - Dài.

Quattro, tre, due, uno.

- Buonasera a tutti! - Buonasera!

A nome del corpo della Polizia di Bari, auguriamo un buon fine anno...

- E un fantastico anno nuovo. - [insieme] Auguri a tutti voi!

Dài, dài!

♪ Avevo una ferita in fondo al cuore. ♪

♪ Soffrivo, soffrivo. ♪

♪ Le dissi: "Non è niente", ma mentivo. ♪

♪ Piangevo, piangevo. ♪

♪ Per te si è fatto tardi, è già notte. ♪

♪ Non mi tenere, lasciami giù. ♪

♪ Mi disse: "Non guardarmi negli occhi" ♪

♪ e mi lasciò cantando così. ♪

♪ Che colpa ne ho se il cuore è uno zingaro e va? ♪

♪ Catene non ha. ♪

♪ Il cuore è uno zingaro e va. ♪

♪ E va. ♪

[in coro] ♪ Finché troverà il prato più verde che c'è. ♪

♪ Raccoglierà le stelle su di sé ♪

♪ e si fermerà, chissà. ♪

♪ E si fermerà. ♪

♪ Che colpa ne ho se il cuore è uno zingaro e va? ♪

♪ Catene non ha. ♪

♪ Il cuore è uno zingaro e va. ♪

♪ E va. ♪

♪ Finché troverà il prato più verde che c'è. ♪

♪ Raccoglierà le stelle su di sé ♪

♪ e si fermerà, chissà. ♪

♪ E si fermerà. ♪

Campanello

Arrivo!

Sto ancora così!

- Marie', che fai qua? - Stai ancora così?

Sei pazza? Ci perdiamo l'aperitivo.

- Dài, veloce. Vai a cambiarti. - Io non vengo all'aperitivo.

Non mi sento bene. Ho mal di testa, mal di stomaco.

-Vabbè, prendi una pillola, metti un push-up e stai subito meglio. -No.

- Sto troppo male. - Che vuoi fare? Stai a casa a sgranare il rosario?

- Come sei bella. - Dov'è lo stendino?

- Che devi fare con lo stendino? - Niente.

Non ho mai visto questa casa senza stendino da quando ci vivi.

Tu aspetti qualcuno.

- Non fare quella faccia da Pm! - Beh?

- Sì, aspetto qualcuno. - Chi è? Danilo?

-No, Stefano Morelli. -Lo stupratore? -Sì. -E' uscito?

Sì. Non sapeva dove andare e ho pensato...

Di accoglierlo a casa tua.

- Che hai capito, Marie'? - Vabbè, hai fatto bene.

- Mangiamo una cosa. - Sì, come no! Una cosina piccola piccola.

Non so se ho fatto bene.

Lui fino a ieri sera stava in una cella della Questura.

Oggi sta a casa tua. Almeno diamo un senso alle due piazze che hai preso.

- Tu hai la fissazione per il sesso. - Almeno io lo faccio.

Là lo avevi nascosto.

- Buon Capodanno. - Pure a te.

Campanello

Benvenuto.

Scusa, ma ho litigato con la stronza che ho sposato e sono ancora sporco.

-Non preoccuparti, ti faccio fare una doccia. Scusa il casino. -Figurati.

- Vieni. - Grazie. - Questa casa per me è perfetta.

Ha solo un difetto, la vicina di casa.

Manco un informatore della polizia arriva a tanto.

- Com'è? - Aspetta, assaggio.

Quando cucino, sono ansiosa perché non seguo mai la ricetta.

- Quindi una volta mi viene bene, una volta mi viene male. - E' buonissimo.

Meno male.

- E tu sei bellissima. - Meno male pure quello.

Vuoi un po' di olio? E' piccante.

No. Va bene, scusa.

Loli', mi dispiace averti ritrovata in una situazione così brutta.

Non sono riuscito neanche a chiederti scusa.

Non preoccuparti, lo ha fatto tua madre. Mi ha raccontato tutto.

Mia madre.

Avrei dovuto ribellarmi quando ero giovane.

- Avrei dovuto dirle di no. - Poi che avresti fatto?

Avresti sposato la figlia di Petresine? Mangia, va'.

Che meraviglia!

I crisantemi sono i miei preferiti.

Quanto mi piacciono!

Che belli! Non li guardi?

Sono contento di averti ritrovata, al di là di questa situazione.

Sarebbe stato meglio in un'altra situazione.

Forse è meglio se vado a cercare un letto per stasera.

Puoi rifarlo?

♪ L'ho visto dopo un anno l'altra sera. ♪

♪ Rideva, rideva. ♪

♪ Mi strinse e lo sapeva ♪

♪ che il mio cuore batteva, batteva. ♪

♪ Mi disse: "Stiamo insieme stasera." ♪

♪ Che voglia di rispondergli sì. ♪

♪ Ma senza guardarlo negli occhi ♪

♪ io lo lasciai cantando così. ♪

♪ Che colpa ne ho se il cuore è uno zingaro e va. ♪

♪ Catene non ha. Il cuore è uno zingaro e va. ♪

Campanello

Campanello

Arrivo!

Arrivo!

Antonio!

Che fate qua il primo dell'anno?

Non siamo qua per farti gli auguri di buon anno, anzi.

- Che volete? Che è successo? - Si tratta di Angela Capua.

L'hanno trovata in una piscina vuota sul lungomare, morta.

- E' omicidio. - Ma che stai dicendo?

E' terribile.

- Metto qualcosa addosso e arrivo. - Aspetta.

Non è solo questo.

Abbiamo avuto l'ordine di prelevare Stefano Morelli.

- Come Stefano? Stai scherzando? - No.

- E' stato con me tutta la notte. - Lo so.

- Come lo sai? - Ho i miei informatori.

Voci confuse

Dovrebbe essere successo tra le 19,30 e le 21,30 di ieri.

I genitori credevano che fosse con il fidanzato.

- Poi non vedendola arrivare... - Le do la mia parola.

- Chiunque sia stato, la pagherà. - Ammiro la buona volontà.

- Ma Morelli è già in stato di fermo per omicidio. - Con quale movente?

Vendetta, ovvio.

- Per la falsa accusa di violenza della Capua. - E' ridicolo.

- E' ridicolo? - Ha un alibi. E' andato dalla moglie, hanno litigato.

- La moglie giura di non averlo visto. - Voi credete a lei?

-Invece di arrestarla dopo quello che ha fatto? -A chi dobbiamo credere?

La baby sitter dice di non averlo visto.

- Alle 20,15 lei era in casa, ma Morelli non c'era. - Certo.

Stava venendo da me.

Appunto. Dal momento che tu hai intrattenuto

o continui a intrattenere rapporti intimi con l'indagato

sei sospesa dal caso. - Ma come?

Temo che arriverà anche un provvedimento disciplinare.

Stai attenta, con certe leggerezze si rischia il posto.

- Nicola Morisco farà un ottimo lavoro. - Morisco? - Lo conosci?

- Sì. - Mi fa piacere.

Così magari stai attenta alle tue amicizie

ed evitiamo queste tarantelle, bella Lolita.

-Quello te l'ho regalato io. -Lo so. -Non ti pare di esagerare?

- Non ti hanno licenziato. - Mi guardano tutti male.

E' normale che l'alibi di Stefano glielo smonta la moglie? Perché?

- Perché... - Perché? - Che ne so?

Forse vuole vendicarsi oppure sta coprendo qualcuno, tipo Dudù.

Dudù?

Angela è la sorella. Loli', stai esagerando!

Con tutte le cose assurde che sono successe, sono io che esagero?

Espo', tu non dici niente?

Che devo dire?

Forse siete un poco stanca.

Eccomi!

Scusa, ho fatto una corsa.

Ora sono uscita.

- Accomodati. - Ora questo è il tuo nuovo ufficio?

Da quando mi hanno tolto il caso, almeno qui c'è privacy.

Bello, vista mare.

-Soprattutto senza nessuno che mi guarda male. -Capisco, sei depressa.

- Che dice Nicola tuo? - Dice che le cose non sono per niente facili

per via dell'orario scoperto tra le 19,30 e le 20,30.

Ma tu perché ti sei messa in testa di indagare da sola?

Io non so stare ferma

soprattutto dopo aver visto com'era ridotta quella ragazza. -Hai ragione.

- Stefano che dice? Come si è difeso? - Avrebbe pure un alibi.

- Uscito dalla Questura, è andato a salutare il figlio. - Lo so.

Ha parlato con la moglie, hanno litigato furiosamente. Ma lei nega.

Intanto la baby sitter ha detto che alle 20,15 Stefano non era in casa.

- Certo, stava venendo da me. - Forse.

Le simpaticona della Morelli che ha fatto ieri sera?

La baby sitter dice che è uscita alle 23 per un brindisi con amici.

Pensi che Stefano possa essere il mostro

che ha ridotto in quelle condizioni Angela Capua? - Che ne so?

Me ne hai parlato così male in questi anni!

Sono stata a letto con lui. Se fosse stato un assassino, lo saprei, no?

Stai calma. Il problema non sono io, è il giudice.

A lui non interessa sapere quanto è bravo a letto Stefano tuo.

- Lolita! - Palla!

- Dài! - Lolita!

Sirena della polizia

- Che fate? Papà non ha fatto niente, è un pescatore. - Sì.

-Di sigarette. -Non è vero! -Stai buona, torno presto. -Mica tanto.

- Sei recidivo, fai almeno due anni. - Digli che sei un pescatore.

Hanno ragione loro, Loli'. Amore, mi dispiace.

Mi hai tradito.

Mi hai tradito.

Quel grandissimo rattuso del questore.

-Scommetti che se gliela davi, non ti sospendeva? -Che cosa? -Niente.

Madonna, è peggio di una suocera. Non si può dire niente. Comunque...

Se hanno ragione, Stefano non è andato a casa.

Ma', vedi come fa? Mi mette brutti pensieri.

-Io? -Io la penso come Lolita. -E' arrivato il commissario Nunzia.

-La moglie, stronza, non l'ha detto. -Quante tragedie!

Ti hanno sospesa, mica hai perso il lavoro. Ti danno lo stipendio, sì?

Tranquilla, il vostro assegno arriva ogni primo del mese, come sempre.

- Scusate, mi dispiace. - Vabbè, dài, non preoccuparti.

- Succede di dire le cose così. - A cazzo di cane.

- "A cazzo di cane." - Che parole!

- Lo ha detto nonna. - Nonna dovrebbe regolarsi.

- Non deve dire certe cose davanti a voi. - Che ho detto? E' la natura.

- Mamma, basta. - La creatura deve crescere. - Sì, ma non in larghezza.

Loli', a mamma. Mangia due lasagne. Le ho fatte apposta per te.

Davide, attento con quei sassi!

Ti fai male!

Davide, vengo subito. Guarda tuo fratello.

Buongiorno.

Dottoressa Lobosco.

Qua almeno posso stare?

Sì, certo che può stare. I rilievi sono stati fatti.

Che cosa avete trovato?

Non lo so, io non mi occupo più del caso.

- Per questo non siete venuta voi a chiedermi dove ero stanotte. - Sì.

Dove era questa notte?

In discoteca, commissario. Servizio d'ordine dalle otto in poi.

-Figli suoi? -No, sono miei nipoti. -Quanto sono belli i bambini. -Sì.

Io vengo qui perché non riesco più a stare a casa.

Pure al lavoro, in discoteca, non ci vado.

Capisco, per il pensiero di Angela.

Per quella cosa che abbiamo fatto. Se non avesse denunciato Morelli

di sicuro lui non l'avrebbe ammazzata in quel modo e lei...

La mia Angela sarebbe ancora qua.

Mi dispiace.

Nessuno merita una fine come quella.

- Tanto meno una ragazza giovane come Angela. - E' proprio vero.

Zia, Luciano si è "fracicato" tutto!

Adesso chi lo dice a vostra madre? Siamo pure a piedi!

Se volete, ho la macchina qua.

-Non toccate, bambini. Non sono cose vostre. -Possiamo mangiarle? -Scusi.

Figuratevi, a me le arance manco piacciono.

- Vabbè, le volete? - [insieme] Sì.

Questo è per te e questo è per te.

Il delitto è stato estremamente violento, una violenza esplosiva.

Questo fa pensare che l'assassino conoscesse bene la vittima.

- Un delitto d'impeto. - Esatto.

L'assassino si è accanito sulla vittima.

Ci sono segni di strangolamento

confermati dalla rottura dell'osso ioide.

- Può essere stata una donna? - Dati i segni, lo escludo.

C'è molta sproporzione tra le forze dell'assassino e della vittima.

- E' sicuramente un uomo. - Quindi può essere un delitto di gelosia.

- E' possibile, molto probabile. - Buongiorno. - Buongiorno.

Lolita, un'altra cosa.

Nello stomaco della Capua c'erano tracce di arance non digerite.

- Buongiorno. - Sa dirmi qualcosa sull'orario di queste arance?

L'esposizione del corpo alle intemperie impedisce stime precise.

Uno, due, tre, quattro, cinque... Sette. Ne ho fatti sette.

Su questo scoglio venivamo sempre quando facevamo "filone".

Ora è diventato il mio ufficio, Anto'. Accomodati.

Guarda qua.

- Visto? - Visto che?

Il giorno dell'omicidio qualcuno ha comprato citrus sinensis alle 19,45.

- Che cosa? - Arance. Scusa, ho usato la definizione botanica.

Prego, "Wikipì".

Che cosa hai scoperto? Niente.

Magari è stato Ciro.

Non può essere perché a Ciro i citrus eccetera eccetera non piacciono.

Sono sicuramente di Angela.

- Che stai facendo? - Ricordi la dieta di Angela? - Beh?

Alle 19,45 lei ha comprato un vassoio di arance. Va bene?

Quando io trovo il vassoio, ce ne sono due.

Quindi prima di essere uccisa, Angela ne ha mangiate due. Una alle 20.

L'altra alle 21.

Pure ammettendo che sia così?

Significa che se lei alle 21 mangiava un'arancia, era ancora viva.

Visto che Stefano è venuto a casa mia alle 20,30

con tanto di testimone oculare, non è stato lui a ucciderla.

Sono sicura.

Senti, Lolita, in amicizia. Già ti hanno sospesa.

Se tu vai a raccontare al giudice una cosa del genere

ti sbattono a dirigere il traffico a Giovinazzo.

Infatti non voglio dirlo al giudice.

- Chi siete? - Sono la dottoressa Lobosco.

Mi scusi se non l'ho avvertita. Passavo da queste parti e ho pensato

visto che è stato così gentile con me l'altro giorno, di portarle queste.

- Posso? - Prego.

- Allora come va? - Come deve andare?

Stavamo insieme da quando Angela aveva 14 anni.

- Non mi sembra manco vero. - Lo so, quando succedono queste disgrazie

uno si rende conto di quanto poco valore abbiano certe cose.

Uno pensa che siano cose importanti, invece sono tutte fesserie.

Come un tradimento, un piccolo litigio.

Tra noi queste cose non succedevano.

- Angela aveva una relazione con Morelli. - Quale relazione?

- Che c'entra Morelli? - Non deve sentirsi in difficoltà con me.

- Io so benissimo che Angela la amava tantissimo. - Certo che mi amava.

E io amavo lei. Perché mi dite queste cose? Che volete?

Che voglio? Un caffè. Si può avere un caffè?

Grazie, ci voleva un caffè.

Posso avere anche un po' di latte?

Quando c'è un legame forte come il vostro

l'amore spirituale è più importante di quello carnale.

- Di che parlate? - Dei rapporti intimi tra Angela e Morelli.

- Nessuno aveva rapporti intimi con nessuno! - Loro sì.

Non completi, ma li avevano.

Angela era vergine! Avevamo deciso così, era un nostro patto.

Sì, era vergine, ma aveva rapporti orali con Morelli.

- Anche soddisfacenti visto che la storia andava avanti... - Basta!

- La devi smettere! - Perché? Che fai? Che cosa fai?

Mi ammazzi come hai ammazzato lei?

Io non ho fatto niente ad Angela.

Vado a prendere lo zucchero.

All'inizio non volevi farle niente.

Poi Chiara ti ha raccontato di lei e di Stefano e hai perso la testa.

Quando sei andato da lei, lei non ha smentito e allora l'hai uccisa!

Uccido pure te!

Non lo farai.

Che ne sai?

Tu sei un uomo morto.

Ammazzando Angela, hai ammazzato pure te stesso.

Fermo!

- Lolita, con te facciamo i conti dopo. - Non vedo l'ora.

Eccolo!

Singhiozzi

Io non volevo.

Non volevo.

Non l'ho fatto apposta.

Ma quando l'ho saputo, mi è caduto il mondo addosso.

Angela era tutta la vita mia!

Era tutta la vita mia!

Tu sei pazza.

- Meno male che ti abbiamo seguito. - Mamma, quanto sei ansioso!

- Era tutto sotto controllo. - Sì, "sotto controllo"! Come no?

Se quello ti sparava?

Mi avresti salvato tu, no?

Ora pensa tu a lui perché io sono arrivata con l'autobus.

E' andato tutto bene.

Ancora questa. Ancora questa, questa.

- Ho finito? - L'ultima.

Mi sa pure che vi aspettano, dottoressa.

- L'accompagno con la volante, dottoressa? - No, grazie.

- Faccio due passi. - Beh, allora buon anno.

Ah, ah, ah. Tu mi hai insegnato che è presto per dire "buon anno".

Io mi riferivo all'anno scorso, dottoressa.

- Buon anno. - Arrivederci.

Tu non sai stare lontano dalla Questura, eh?

E' assurdo!

In tutti questi giorni là dentro, non riuscivo a smettere di pensarci.

- A che cosa? - Alla vita!

Se fossi rimasto con te, magari tutto questo non sarebbe successo.

Oggi, chi lo sa, magari saremmo una coppia felice.

Chi può dirlo? Avevamo solo diciassette anni.

- E' stato bellissimo stare con te. - Anche per me.

Clacson

Loli', tutto a posto?

A posto, Trifo'! Mi dài un passaggio?

Come no!

- Ciao. - Ciao.

Grazie.

- Tieniti, Lolita. - Sì.

Voci non udibili

Lolita, che fai qua? Non vieni?

Come no? Papà tuo si dispiace se non ti vede.

- Loli'. - Ma'.

- Sei venuta a trovare papà. Potevi dirlo, venivamo insieme. - Infatti.

No, io ero qua per lavoro.

Pure io ho deciso all'ultimo. Devo dirti una cosa importante.

-Che cosa? -Stanotte me lo ha detto un'altra volta, papale papale.

Non c'è stato nessun incidente.

- Ancora con questa fissazione? - Gliel'ho detto.

Le ho detto di prendere le pillole per dormire e non le ha prese.

Perché pensate che io sono matta. Zitte, devo parlare con lui.

Nicola, tesoro. Come stai?

Visto che è venuta pure Lolita tua? Sta bene, non ce l'ha più con te.

Ora siamo di nuovo tutte insieme, manchi solo tu.

So che un giorno di questi ci farai una bella sorpresa. Io ti aspetto.

Però entra piano piano sennò mi metto paura.

- Ah, tieni le chiavi? - Ma'!

Papà è morto. Gli chiedi delle chiavi?

"Morto", che parolone! E' mancato.

Poi pure se era morto, gli ho solo chiesto se tiene le chiavi.

Grazie, Trifo'! Non mi andava proprio di prendere l'autobus.

Una bella donna come voi la porto pure sulle spalle!

Dài!

Squilli di cellulare

- Pronto? - Dottoressa, salve. La disturbo?

- Con chi parlo? - La cerco per un caso complicato.

Ho conosciuto una donna bellissima, ma è scomparsa improvvisamente.

- Volevo sapere se può aiutarmi a ritrovarla. - Danilo, come stai?

Malissimo, grazie, finché non mi prometti che usciamo insieme.

- Immagino di non avere scelta. - Assolutamente no.

- Passo a prenderti? - No, stasera no. - Domani sera?

- No, devo andare a cena da mia madre. - Dopodomani allora.

Dopodomani... No, devo ancora digerire la cena di mia madre.

- Dopo dopodomani? - Va bene, va bene.

Ma dove sei?

Ehm... Sono in barca.

Loli', la macchina!

Miracolo! E' stato tuo padre.

Mado', Trifone! Attento.

Loli', noi andiamo a fare due cose di shopping.

- Ciao. - Beh?

- Sei contenta? - No.

- Perché? - Se qualcuno si è preso la briga di portarmi la Bianchina

vuol dire che qualcun altro ha messo lo zampino. - Io che c'entro?

- Parla, dimmi chi è stato. - Sei troppo rigida, Loli'.

Che ti importa di chi è stato? E' stato un sogno.

-Tu non eri in pensione? -Infatti, sto in pensione. Ho la minima.

Però tra pensionati ogni tanto ci diamo una mano.

Senti che meraviglia!

Beh? Che ti dicevo?

Quanto è bella questa città

con le vetrine delle panetterie piene di cartellate con confetti colorati.

A me è venuta pure fame.

Quasi quasi me ne faccio incartare un po' con mezzo chilo di scagliozzi.

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