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All'erta!
All'erta!
L'alba apparï.
La tromba rimbomba,
nunzia del dï.
Quando la tromba squilla,
ratto ¡I guerrier si desta.
L'arme tremende appresta,
alla vittoria va!
Pari del ferro al lampo,
se l'ira in core sfavilla,
degli Stuardi ¡I campo in cenere cadrá.
0 di Cromwell guerrieri,
pieghiam la mente e ¡I cor
a' mattutini cantici sacri al divin Fattor.
La luna, ¡I sol, le stelle, le tenebre, ¡I fulgor,
dan gloria al Creator in lor favelle.
- Udisti? - Udii.
- Finï. - Finï.
AI re che fece ¡I dï
I'inno dei puri cor sali su' venti.
A festa!
A tutti, a tutti rida ¡I cor.
Cantate, cantate un santo amor.
A festa!
Garzon, che mira Elvira, si bella verginella,
l'appella la sua stella, regina dell'amor.
É ¡I riso e ¡I caro viso beltá di paradiso;
'e rosa sul suo stel, 'e un angiolo del ciel.
A festa!
A tutti rida ¡I cor.
A festa!
Se a nozze invita amor, a tutti rida ¡I cor.
Cantiam un santo amor.
Or dove fuggo ¡o mai?
Dove mai celo gli orrendi affanni miei?
Come quei canti mi risuonano all'alma amari pianti!
0 Elvira, Elvira, o mio sospir soave,
per sempre, per sempre, ¡o ti perdei!
Senza speme ed amor,
in questa vita or che rimane a me?
La patria e ¡I cielo.
Qual voce? Che dicesti?
E vero, 'e vero!
Apri ¡I tuo core intero all'amistá; n'avrai conforto.
É vano. Ma pur Eappagheró.
Sai che d'Elvira il genitor m'acconsentia la mano,
quando al campo volai.
Ieri, alla tarda sera, qui giunto con mia schiera,
pien d'amorosa idea vo al padre...
Ed ei dicea?
"Sospira Elvira a Talbo cavaliero,"
"e sovra ¡I cor non v'ha paterno impero."
Ti calma, amico.
II duol che al cor mi piomba
sol calma avrá nel sonno della tomba.
Ah! Per sempre ¡o ti perdei,
fior d'amore, o mia speranza.
Ah! La vita che m'avanza
sará piena di dolor!
Quando errai per anni ed anni
in poter della ventura,
¡o sfidai sciagura e affanni
nella speme del tuo amor.
T'appellan le schiere a lor condottier.
Di gloria ¡I sentiero m"e chiuso al pensier.
A patria e ad onore non arde ¡I tuo cor?
Io ardo, e ¡I mio ardore 'e amore, 'e furor.
Deh! Poni in oblio I'etá che fioriva di speme e d'amor.
Bel sogno beato di pace e contento,
o cangia ¡I mio fato, o cangia ¡I mio cor.
Oh, come 'e tormento nei dï del dolore
la dolce memoria d'un tenero amor!
0 amato zio, o mio secondo padre!
Perché mesta casi?
M'abbraccia, Elvira.
Ah! Chiamami tua figlia.
0 figlia, o nome che la vecchiezza mia consola e alletta,
pel dolce tempo ch'io ti veglio accanto,
pel palpitar del mio paterno core
e pel soave pianto
che in questo giorno d'allegrezza pieno piove dal ciglio
ad inondarmi ¡I seno...
0 figlia mia diletta,
OQQÍ Sposa sarai!
SDosag
No!
Mai!
Sai com'arde in petto mio bella fiamma onnipossente.
Sai che puro 'e ¡I mio desio, che innocente 'e questo core.
Se tremante all'ara innante strascinata un dï saró,
forsennata in quell'istante di dolore ¡o moriró!
Scaccia omai pensier si nero.
Morir si. Sposa no, mai!
Che dirai se ¡I cavaliero qui vedrai, se tuo sará?
Ciel, ripeti! Chi verrá?
- Egli stesso. - Egli! Chi? - Arturo!
- E fia vero? - 0 figlia, ¡I giuro!
- Egli? Arturo? - Arturo.
0 ciel! E fia vero?
Si, t'allegra, mia buona Elvira.
O gioia!
Non 'e sogno!
0 Arturo!
0 amor!
Piangi, o figlia, sul mio seno, piangi, ah, piangi di contento.
Ti cancelli ogni tormento questa lacrima d'amor.
E tu mira, o Dio pietoso,
l'innocenza in uman velo.
Benedici tu dal cielo
questo giglio di candor.
Ah! Quest'alma, al duolo avvezza, 'e si vinta dal gioire,
che ormai non puó capir si gran dolcezza!
Chi mosse a' miei desir il genitor?
Ascolta.
Sorgea la notte folta, tacea la terra e ¡I cielo,
parea natura avvolta, avvolta in mesto vel.
L'ora propizia ai miseri, il tuo pregar, tue lacrime
m'avvalorar si I'anima
che volo al genitor.
Oh, mio consolator!
Io cominciai: "Germano", né più potei parlar.
AIIor bagnai sua mano d'un muto Iagrimar.
Poi ripigliai tra' gemiti:
"L'angelica tua Elvira pel prode Artur sospira;"
"se ad altre nozze andrá..."
"misera, perirá!"
0 angiol di pietá sceso dal ciel per me!
E ¡I padre?
Ognor tacea.
- E poi? - Ei dicea:
"Riccardo chiese e ottenea mia fede."
"Ei la mia figlia avrá!"
Ciel! Solo a udirti ¡o palpito!
E tu?
"La figlia misera", ¡o ripetea, "morrá".
"Ah, viva!" ei mi dicea, e stringemi al cor.
"Sia Elvira felice, sia lieta d'amor."
Odi...
Qual suon si desta?
Ascoltiam!
É ¡I segnal di gente d'arme.
Viene ¡I prode
e nobil conte.
Senti?
Taci.
- Artur Talbo! - Ah! Non tel dissi?
Ah, non resisto!
Deh, ti calma!
Cavalier!
Ah, padre mio!
Lord Arturo varchi ¡I ponte.
Fate campo al pro' guerriero.
A quel suono, al nome amato, al tuo core or presta fede.
Tanta gioia, o Dio, pavento, non ho Iena a sostener!
A quel nome, al mio contento, al mio core ¡o credo appena.
Questo giorno venturato d'ogni gioia sia forier.
Ad Arturo onore.
Ad Elvira onore.
Coroni amor beltá e valor!
Rosa ella 'e di verginelle, bella al par di primavera.
Come l'astro della sera spira all'alma pace e amor!
Bello egli 'e tra' cavalieri, com"e ¡I cedro alla foresta.
In battaglia egli 'e tempesta, 'e campione in giostra e amor.
A te, o cara, amor talora
mi guidó furtivo e in pianto.
Or mi guida a te d'accanto
tra la gioia e l'esultar.
Senza occaso quest'aurora mai null'ombra, o duol vi dia.
0 contento!
Santa in voi la fiamma sia. Pace ognor v'allieti ¡I cor!
Ah, mio bene!
- Ah, mio Arturo! - Ah, Elvira mia!
- Or son tua! - Si, mia tu sei!
Cielo, arridi a' voti miei,
benedici a tanto amor.
AI brillar di si bell'ora,
se rammento ¡I mio tormento,
si raddoppia ¡I mio contento,
m"e più caro ¡I palpitar.
Senza occaso quest'aurora mai null'ombra, o duol vi dia.
0 contento!
Santa in voi la fiamma sia. Pace ognor v'allieti ¡I cor!
Ah, mio bene!
- Ah, mio Arturo! - Ah, Elvira mia!
- Or son tua! - Si, mia tu sei!
Cielo arridi a' voti miei,
benedici a tanto amor.
II rito augusto si compia senza me.
Mercé di questo foglio voi sino al tempio libero passo avrete.
Tu gli accompagnerai.
O nobil dama, l'alto Anglican Sovrano Parlamento
ti chiama al suo cospetto: ¡o ti son scorta.
Ahim'e, che sento!
E che si vuol da me? (Mia speme 'e morta!)
A me s'addice obbedir e tacer. Altro non Iice.
É de' Stuardi amica?
É prigioniera da molte lune,
e fu da ognun creduta amica de' Stuardi
e messaggera sotto mentito nome.
0 Dio! Che ascolto!
Deciso 'e ¡I suo fato.
Essa 'e perduta. 0 sventurata!
Qual pietade in quel volto!
O figli!
AI rito, alle pompose feste s'appresti ognun.
La nuziale veste va, o diletta, a indossar.
Ite voi seco.
Fuori del vallo i miei destrier sian presti.
La nostra andata c"e forza d'affrettar.
Com'io v'unisca ¡I cielo, o coppia amata.
Pietá e dolore ha in fronte!
Cavalier!
Se t"e d'uopo di consiglio, di soccorso, d'aita,
in me t'affida!
Se mi stesse sul capo alto periglio?
Ah, parla! Oh Dio! Che temi?
Brev'ora e saró spenta!
Ma tu fremi!
Per te, per me, pel padre mio
che spento cadea fido ai Stuardi.
Ah!
Ma tu chi sei?
Ah! Chi tu sii,
ti vo' salvar.
É tardi!
Figlia a Enrico, a Carlo sposa,
pari ad essi avró la sorte.
- Ah! Tu, regina! - Si. Attendo morte!
Taci, taci, per pietá!
Fuor le mura, a tutti ascosa
ti trarró per vie sicure.
Tu n'andrai, di qui n'andrai.
Di qui, di qui alla scure!
Scampo e speme, Artur, non v'ha.
No, reina.
No, ah, non v"e speme.
No, reina, ancor v'ha speme:
o te salva, o spenti insieme.
Cangia, ah, cangia di consiglio, pensa, o Arturo, al tuo periglio.
Pensa a Elvira, ¡I tuo tesoro, che t'attende al sacro altar!
- Ah! Cessa, per pietá! - Va'!
Non parlar di lei che adoro,
di valor non mi spogliar.
Sarai salva, o sventurata, o la morte incontreró.
E la vergin mia adorata nel morire invocheró.
Son vergin vezzosa in vesta di sposa.
Son bianca ed umile qual giglio d'april.
Ho chiome odorose cui cinser tue rose.
Ho ¡I seno gentile del tuo monil.
Dimmi s"e ver che m'ami...
Dimmi, o gentil, che brami?
Qual mattutina stella, bella vogl'io brillar:
del crin le molli anella mi giova ad aggraziar.
Si, son presta al tuo pregar.
Deh, scusa e tu I'aita nel semplice aleggiar.
II velo in foggia nuova sul capo tuo gentil.
0 bella, ti celo le anella del crin,
com'io nel bel velo mi voglio celar.
Ascosa vezzosa nel velo divin...
Ascosa dentro ¡I vel, or posso almen celar
l'affanno, il palpitar, l'angoscia del mio cor!
...or sembri la sposa che vassi all'altar.
Elvira, Elvira, ¡I di, I'ora, avanza!
Deh, riedi a tua stanza.
Ah, poscia, o fedel, tu posami ¡I vel.
II tuo fedel sará che t'orni del vel.
Sulla verginea testa d'una felice un bianco vel s'addice.
A me non giá...
T'arresta!
É chiaro don del ciel!
Cosï ravvolta, deluderai la vigilante scolta!
Tu mia sposa parrai. Vieni.
Che dici mai?
Tu corri a tua ruina,
a infame sorte!
Vieni, ah, Vieni, per pietá.
T'involo a certa morte.
Ferma!
Invan rapir pretendi
ogni ben ch'io aveva in terra.
Qui ti sfido a mortal guerra.
Trema, ah, trema del mio acciar!
Sprezzo, audace, ¡I tuo furore.
La mortal disfida accetto!
Vien, vien!
Questo ferro nel tuo petto sino all'elsa ¡o vo' piantar.
V'arrestate. Pace, ah, pace.
- Per me sangue, ah, non versate! - Va', ti scosta!
- Oh! Ciel, che fai? - No, v'arrestate.
- Per me sangue, ah, non versate! - Ah! Che festi?
La prigioniera!
- Dessa ¡o son. - Vien.
Tua voce altera or col ferro sosterrai.
No, con lei tu illeso andrai.
Con lei? E fia ver?
Qual favellar!
Più non vieto a voi I'andar.
Sogno?
Andiam, andiam.
Parti.
Andiam.
0 stolto!
Addio, o Elvira!
AI tempio andiam, a festa andiam!
É giá al ponte, passa ¡I forte.
É alle porte.
Giá n'andó.
- Dov"e Arturo? - Egli era qui.
- Ove sei, o Artur? - Artur! Artur!
- Partï da qui. - Partï!
- Giá fuor delle mura. - Laggiü alla pianura.
- La tua prigioniera! - La rea messaggera!
Col vil cavaliero!
Ciascun su un destriero spronando, volando.
Mirate colá!
Soldati, correte, coi bronzi tuonate,
pel crin trascinate i due traditor!
- AII'arme! - Ahim'e!
Ciel!
- La dama d'Arturo... - La misera 'e pallida.
- ...'E in bianco velata. - E immobile e squallida.
La guarda e sospira,
sua sposa la chiama.
Elvira 'e la dama?
Non sono più Elvira?
- La dama? - Ciel!
- Arturo! - Ciel!
Ahimé!
Elvira! Che dici?
Io Elvira?
No!
Ti scuoti, o Elvira.
Demente vivrá.
Dolente morrá.
Arturo! Tu ritorni?
T'appressa ancor.
Ah, vieni.
Oh, vieni al tempio, fedele Arturo.
Eterna fede, mio ben, ti giuro!
Com'oggi 'e puro, sempre avró ¡I cor.
Ah! Vieni, con te vivró d'amor,
d'amor morró.
0 ciel, pietá!
Oh, come ho l'anima trista e dolente udendo i pianti dell'innocente!
Oh, contento! Ah, mio bene!
Vieni a me!
Fia sempre infame ¡I traditor,
che in tante pene lascia quel cor.
Si crede all'ara. Giura ad Arturo.
Ella si fida.
Ei si spergiuro.
Ella si pura.
Ei traditore!
Misera figlia, morrá d'amor.
Ma tu giá mi fuggi?
Crudele, abbandoni chi tanto t'amó!
Ah, cruda“.!
Ahi, dura sciagura! Ahi, lutto e dolore!
Si bella, si pura, del ciel creatura!
Ahi, avrá Vendetta.
Andrá maledetta la coppia fuggente.
Non casa, non spiaggia raccolga i fuggenti!
In odio del cielo, in odio ai viventi,
battuti dai venti, da orrende tempeste,
le odiate lor teste non possan posar.
Erranti, piangenti, in orrida guerra,
col cielo e la terra, ¡I mar, gli elementi,
ognor maledetti in vita ed in morte,
sia eterna lor sorte, eterno ¡I penar.
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