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Dove scappi? Mi stavi ammazzando!
Fermati!
Vaffanculo!
Stronzi! Siete dei bastardi!
Ti sfondo!
Tacchino di merda!
Scendi!
Scendi se hai coraggio!
Scendi!
Sali, sali!
L'ULTIMO CAPODANNO
Qual è?
Deve esse questo, comprensorio "Le isole".
Enzo, amore?
Ci sei?
Le candele rosse erano finite.
Giù brutti!
E due...
Cari...
Rowena!
Buon giorno!
|| bicchiere!
Mamma!
Perché?
|| fritto! Io adesso come esco?
Esci? Ma e una settimana che non esci.
Proprio questa sera?
- Rimani con noi, Cristiano. - Con noi chi?
Siete sempre voi! Hai invitato tutti i portieri del quartiere!
Io non ti capisco, ci passi tutto l'anno, pure le feste?
Perché?
Che vuoi fare?
Giulia?
Sono la mamma. Auguri.
Auguri, stellina.
Ti voglio bene, ti penso sempre.
Come mai non sei a casa? Non stai preparando la cena?
Ma certo, l'avrai già fatto.
Hai presa la spigola? Hai fatto come ti ho detto,
con i semi di finocchio?
Eugenio...
Guarda che ci dobbiamo...
Ci sei? Sono Francesco.
Non ci sei. Fiorenza non viene, ha mai di testa.
- Bugia! - Spero non sia un problema.
lo vengo. Ci vediamo dopo.
Giulia, ci sei? Sono Lisa.
Non so come vestirmi. Tu come ti vesti?
Sono disperata, chiamami.
- Pronto, Lisa. - Enzo.
Giulia non c'è.
Come stai?
Insomma... Tu?
Stanco.
Ho appena finito di scrivere la relazione per la società.
Ce l'hai fatta!
Era ora!
Che stai facendo?
Che palle!
Non mi va di venire stasera.
Dillo a me!
Sta come una matta!
Si è svegliata alle sei per cuocere le lenticchie!
Se le prendeva in rosticceria fanno schifo uguale.
- E se non vengo? - No, ci tiene da morire!
Ci rimane troppo male.
E poi mi lasci da solo?
E se andassimo alle terme sulfuree? Ti ricordi?
Pensa che bello! Ci facciamo il bagno e a mezzanotte...
Ti monto come un toro nell'acqua calda.
Fai schifo, sei il solito porco.
- Non sarebbe male, però. - Lo so.
- Allora? - Stai zitta!
Lo sai che non si può!
Allora vieni qua.
Se vuoi che vengo stasera, vieni qua subito.
Va bene, arrivo.
Sbrigati .
Sto già rr.
Quanto?
Ventimila.
Filippo! Come stai?
Si, un attimo,
Telo do subìto.
Aspetta un attimo, sono un po' impicciato,
Eccolo qua.
Via Cassia...
...1043.
Si.
Sul campanello c'è scritto ”Contessa Scintilla Sinibaldi".
Allora avete deciso di venire?
Fantastico.
Scintilla sarà in estasi.
Gaetano!
Figlio di puttana!
Scusami un attimo.
Ci vediamo dopo alla festa.
Accidenti a te!
Mister!
- Come stai? - Accidenti a te, ma tu guarda!
Gaetano Malacozza, il miglior terzino del Purchiano Terme.
Ma dove sei finito? Neanche una cartolina!
Abbiamo fatto il Torneo di Natale.
- E come vi siete qualificati? - Ultimi!
È un destino amaro. Sei andato via da tre anni
e da tre anni non vinciamo una partita.
Mister, ma come vi siete vestito?
Ela mascotte. Telo sei scordato il tacchino?
Il simbolo della tua squadra! Sei diventato ancora più bello!
Un vero signore.
- Guardate chi c'è, ragazzi! - Non urlate!
- Ragazzi! - Zitto!
Non mi fate fare figure di merda!
- Scusate. - Io ti vedo e piango.
Andiamo a salutare i ragazzi.
Non posso. Sono mortificato ma non posso, devo andare.
Ho un appuntamento improrogabile.
Non saluti i ragazzi?
Li fai felici solo a guardarti.
Devi restare per un caffè.
Un cordiale, un aperitivo.
Non me lo puoi negare, almeno un caffè.
No, il caffè non lo prendo, lo sapete.
- Scusate, devo andare dall‘avvocato. - Si, va bene...
Ora si chiama avvocato!
Lo so come si chiama quello che ti piace, fetente di merda!
- Hai un barracuda tra le cosce? - State fermo con le mani!
Levate queste mani, mi fate male!
Va bene, vattene.
Non lo dico ai ragazzi che ti ho visto.
Se ti vedono così, vogliono venire anche loro nella capitale.
E poi chi gioca più?
Comunque,
grazie di tutto, state bene
e buon anno.
Gaetano, l‘agenda!
Bravo, mettici la catena.
Hai visto mai...
Duemila lire,
porca puttana!
- Chi e quello? - Niente, tutto regolare.
E se andassimo alle terme sulfuree?
Ti ricordi?
Pensa che bello! Ci facciamo il bagno e a mezzanotte...
Ti monto come un toro nell'acqua calda.
Fai schifo, sei il solito porco.
- Però non sarebbe male. - Lo so.
- Allora? - Stai zitta.
Lo sai che non si può.
Allora vieni qua.
Se vuoi che venga stasera, vieni qua subito.
Va bene, arrivo.
Sbrigati .
Sto già rr.
Allora, come sono?
Ottimi, signora.
Buonissimi.
Come mai non ci ha messo anche le alici?
Fanno arsura.
- Cristiano? - E in camera sua.
È chiuso li dentro da Natale.
Perché non gli dici di uscire? Parlaci tu.
Convincilo, tanto a me non da retta.
Che ha Cristiano, che avete?
Non e che vi drogate?
Nonno!
Guarda! C'è una donna, e tutta nuda!
- Dov'è? - La. La Giovannini!
- Sta pisciando in salotto! - Vai a prendere il binocolo!
Michele, potevi darci una mano...
Ora vengo!
- Che ci fai con quel binocolo? - Ci guardiamo i fuochi.
Tieni, nonno.
Bella ragazza!
Ci facciamo un cannone...
Che è?
Erba calabra.
Me l'ha regalata mio fratello per Natale.
Bel regalo!
Allucinogena!
- Si... - Ti spacca il cervello!
Fammi un filtro.
Con il biglietto della metro?
Fallo che tira.
Haile cartine?
Pensa che incubo se non le ho neanche lo!
Siamo rovinati.
Aspetta, forse le ho viste.
Che sono questi così?
Dinamite.
Dinamite!
Me l'ha regalata mio cognato, quello che lavora a Massa Carrara,
- helle cave di marmo. - Che ci fai?
La spariamo a mezzanotte!
Tu sei completamente deficiente!
Pensa, il botto di Capodanno!
Sai dove la spariamo?
Nel laghetto dell'Istituto di Cultura Giapponese.
Dentro ci stanno le carpe Koi, quelle colorate,
Secondo me arrivano fino al Museo d'Arte Moderna.
- Chi è? - Sono io, come va?
Sei tu, dimmi.
- Ti disturbo? - Sì, un po‘.
- Novità? - Tutto bene.
Paolo ha detto che non vuole sciare, aspetta il suo papà.
Ho comprato i Moon boot rossi a tutti e due.
Bravi, continuate a spendere soldi in stronzate!
- C'è neve? - Tanta. E Cagliari?
Ah, già! No, qui a Cagliari c'è il sole.
Avvocato, mi scusi, arrivo subìto.
Scusa, ti disturbo?
Abbastanza.
Mi aspettano al briefing.
- Lo so, scusami. - Figurati.
Però ti avevo detto di non chiamare. Ci sentiamo dopo.
Chiama, i bambini vogliono salutarti. Non vedono l‘ora di abbracciarti.
- Che piano? - Quarto.
La Contessa!
Zucchina!
Amore, scusami.
- Dove sei stato? - A trovare papà.
Ci teneva...
- Come sta? - Bene, gioca a carte...
Gli hanno preparato il cenone di Capodanno.
- Cosa prepari? - Lenticchie.
La mia passione!
Buone. Guarda che ti ho preso.
Belli! Li metto subito nell'acqua.
Sarai stanco, amore...
Un po‘.
Vatti a fare un bagno caldo.
Mi sa che ci vuole, cosi allento la tensione.
Che tensione?
Il lavoro, papà...
Non ci pensare. Val.
Avevo promesso di aiutarti.…
Non ti preoccupare, è tutto pronto.
Sicura?
Ok, Zucchina, come vuoi tu.
Ti preparo qualcosa?
Magari!
Un Bloody...
Sai una cosa?
Quando ho lasciato papà prima...
...mi sono sentito... come vuoto.
Lasciarlo Il solo, con quei vecchi,
la notte di Capodanno.
Sai cosa mi ha fatto più male?
Guardarlo negli occhi,
tristi, spenti,
che mi dicevano: "Vai Enzo,
io ho vissuto la mia vita,
adesso tocca a te".
Mi sa che domani ci torno.
Sai una cosa, Gaetano?
Vorrei che questa musica non finisse mal.
Vorrei restare qui abbracciata con te tutta la notte.
Vorrei che non venisse più nessuno.
Come ti capisco, Scintilla.
Scintilla...
Sai qual èla cosa che più mi piace di te,
che più mi fa impazzire?
Dimmi, Gaetano...
Il tuo nome,
Scintilla.
È un nome che...
Ti accende!
Mi accende!
Buonasera!
Benvenuti in diretta dal Teatro 10...
per l'ultima notte dell'anno...
Siamo qui riuniti per festeggiare insieme le ultime ore
di questa ultima notte dell'anno.
Siete pronti?
Siete pronti in Studio 10?
lo voglio sapere se a casa sono pronti.
Noi ci siamo, voi ci siete?
Si.
- Buone queste olive ascolane. - Le fanno cariche.
Sono buone?
Guarda!
- Ti manca un dente. - Fa' vedere.
Due anni fa
stavo al "Disco Volante",
all'incrocio tra Casal de' Pazzi e Via Scannaroli.
Li ci mangiavo sempre i calzoni.
Quella sera invece quel figlio di mignotta di Mario
mi attacca una pippa con queste olive ascolane.
Devi mangiarle perché qui, perché la,
devi mangiarle perché su, devi mangiarle...
Perché giù, abbiamo capito.
Alla fine gli dico:
"Va bene, portami queste cazzo di olive ascolane,
cosi la finiamo."
La prima!
Non la seconda o la terza,
la prima!
Subito!
Un sasso.
- Ci aveva messo dentro un sasso? - Voleva fare uno scherzo.
- Che figlio di puttana. - Macchè scherzo!
- Gli arrivano da fuori congelate! - Con i sassi?
No, era una, quella sola.
Si erano scordati di levare l‘osso.
- Che lella! - La tua prima oliva ascolana?
Hai capito?
Io lo volevo menare,
ma quello ha cominciato a piangere, ha detto che non era colpa sua,
che non gli era mai successo...
Allora Plinio...
Lo conoscete Plinio?
Ho capito, non lo conoscete.
Plinio, un mio amico,
e uno che ci capisce
e mi ha detto di lasciar perdere,
anzi, mi ha consigliato una cosa.
- Che ti ha consigliato? - Di fargli causa!
Ha fatto bene.
Ma fare causa a chi?
A quelli che le fanno!
E dove stanno?
Chi lo sa, dove stanno? Dove possono stare?
Che ne so dove stanno!
Dove possono stare quelli che fanno le olive ascolane?
Ad Ascoli!
- Ce l'ha fatta... - No!
Dove le fanno le olive ascolane?
A Macerata.
Aprilo.
Aprilo, papà, dal!
Aprilo!
È per me?
Oddio!
Non dovevate.
- Sono loro? - Si.
Originali, la prima serie!
Ma come avete fatto a trovarli?
Ti piacciono?
Io lo sapevo che ti piacevano.
Forse faccio ancora in tempo a iscrivermi al raduno di Subiaco.
Ecco il 1043.
- Quant'è? - 47.000.
Buon anno.
Anche a lei.
Sono io.
Sali.
Gli squali del Borneo vivono in costante ricerca di cibo...
Minchia!
Che si fa?
Ci sarebbe sempre quel festone a Genzano.
Però ci suonano quelle mezze seghe degli "Animal Death".
Oppure si potrebbe andare sul Tevere, al barcone,
da Fisichella.
Allora?
Buona quest‘erba, eh?
Che facciamo?
Tu non ascolti, non seguì!
Cos'è questa puzza?
Ci buttiamo sul barcone?
Non lo so.
Ti hanno invitato?
No.
Ci avrei giurato!
Che hai, la scabbia?
Non ti invita mai nessuno!
Quanti anni saranno che ci conosciamo?
Almeno cinque.
Perché, che malattia hai?
Ora che ci penso, neanche io ti ho mai invitato.
ecco cos‘era la puzza! Mettiti le scarpe!
Mica stai a casa tua!
...che caro.…
Spogliati!
Ora?
Spogliati!
Adesso?
Sì, adesso, subìto!
Stanno arrivando gli ospiti.
Ho detto spogliati!
Io ti pago.
E quelle?
Che fai?
Le mie mutande?
Le ho lavate.
Come, lavate!
Le ho dovute lavare tutte, erano piene di tarli.
E adesso che mi metto?
Cazzo, le nove e mezza!
Chi è?
Apro!
E aperto?
Ti uccido!
Aspetta...
Aspetta un attimo.
Aiutami.
Che c'è?
Sfilami questo coso!
Aspetta...
Non scende, Scintilla.
Un momento.
Aspetta, stai ferma.
Sei morto!
Complimenti,
hai fatto un gran bel lavoro.
Questo salmone alle pareti illumina,
illumina tutto. Ti ha consigliato un architetto?
Mia mamma.
La mamma! Gran gusto!
Allora?
Sono contenta di stare qui stasera
a festeggiare con i vecchi amici. Dovevo andare a Norcia!
Un collega di Gianluca ha organizzato una festa in un castello,
ma io mi sono rifiutata.
- Secondo te ho fatto bene? - Vuoi un po' di finocchiona?
Così io gli faccio capire che sono indipendente
e che io mi posso fare il Capodanno da sola
e non sto male.
- Non stai male? - No, sto male.
Non tanto, abbastanza...
Un po' mi dispiace.
Chissà che starà facendo!
Forse ci dovevo andare.
Svegliati! Scintilla, svegliati!
Accidenti a te, svegliati!
Aspetta, forse questo ti può svegliare.
Niente, manco per il cazzo.
Svegliati! Fammi sentire. Eppure batte!
Svegliati!
Aspetta un momento...
Levatevi, cani di merda!
Chi è?
Chi parla?
- Potessi morire! - Ma chi è?
- Dove hai la testa? - Ma chi è?
Ma come, sono lo, Trecchia!
Ma come avete fatto?
- Che e successo? - Niente.!
Non strillate, non e successo niente.
Sei tu che stai strillando.
Non e successo niente. Ma che cazzo volete?
L'agenda!
Ti sei scordato la tua agenda!
Testa di cazzo!
Tela sei scordata dal distributore. Ti ho pure chiamato, stronzo!
- Ma che dite? - Sei uno stronzo!
Ora basta, come vi permettete?
Teste di cazzo, fetentone, potessi morire...
Io non voglio più sentir nominare Purchiano Terme
e tutti gli abitanti cafoni, ignoranti
e camorristi di merda che siete!
Avete capito?
Ora ve l'ho detto!
Ho capito.
- Ti sento un po' amareggiato. - Bravo, sono amareggiato.
Vaffanculo pure tu!
Chi è?
Chi è?
Lo infili sotto la porta.
Sotto la porta!
Non vogliamo lacrime, no tristezza! Ciao!
Non mi fate parlare di lavoro.
Raccontaglielo, e geniale.
E va bene, vi dirò qualcosa.
Vi faccio una domanda.
Quanti cani conoscete nel cinema?
Tantissimi!
Non scherzare, parlo di cani veri.
- Zanna Blanca... - Rin tin tin.
- Lassie... - Beethoven.
- "La Carica dei 101"? - No, non i cani dei cartoni.
Cos‘hanno in comune?
Non parlano.
| barboncini di ”Senti chi parla adesso" parlano eccome!
Non ci siamo. Possibile che non capite?
E che sono amati.
Tutti questi cani sono amati e coccolati dai padroni,
dai bambini che ci giocano, dai nonni, dagli zii...
E il classico stereotipo hollywoodiano.
Invece milioni di randagi muoiono abbandonati sulle strade,
perché i loro padroni d'estate non sanno che farsene.
0 gli organizzano dei combattimenti per farli sbranare fra loro.
Io ci ho scritto una sceneggiatura.
Con Carmine Smilov.
- Ma che aveva fatto? - ”Ladri di vita".
Allora?
E una storia difficile,
e stata rifiutata da tutti i produttori, era troppo tosta.
Solo uno come Spaventa ci ha creduto.
Spaventa e Spaventa...
Sono vivo.
Khmer rossi finalmente rilasciatomi.
Arrivo domani.
Ti amo. Eugenio.
Adesso...
Io ve la racconto, ma dovete giurare che non ne parlate con nessuno.
In questo ambiente ci mettono un attimo a fregarti l‘idea.
- E una bomba! - Tu già la sai?
Ela storia di Ciro, un cane poliziotto.
- Un pastore tedesco tossicomane. - Si droga?
No, Io drogano!
Fanno cosi per renderli dipendenti e trovare la roba helle valige.
La prima parte e tutta sull'addestramento.
Poi sul suo sprofondare nella tossicodipendenza
all‘aeroporto di Ciampino a caccia di spacciatori.
Adesso non vi dico tutto quello che succede,
però a un certo punto,
quando l'eroina lo ha reso ormai uno schiavo,
decide di scappare alla ricerca della libertà.
Scappa, per chilometri e chilometri,
giorno e notte, notte e giorno, senza sosta,
Niente, non riesce a liberarsi delia scimmia.
- C'è pure una scimmia? - E l'astinenza!
- Cosi decide di tornare a Ciampino. - Come Lassie!
Ti prego, vai avanti, mi sto appassionando.
Si rimette in cammino,
ma poi si ferma in un cantiere
e in piena crisi si pippa mezzo chilo di calce viva.
Quando arriva a Ciampino, e in preda agli spasmi
e decide di farla finita.
Si mangia una statuetta di una divinità indiana, Ganesh,
piena di brown sugar, e muore di overdose.
Nell'ultima scena si vede Ciro morto,
in mezzo ai bagagli, steso su un tapis roulant,
come una valigia che nessuno verrà mai a reclamare.
Papà!
Michele, stai attento!
Che bella!
E perfetta!
Adesso è perfetta!
Adesso è proprio perfetta!
No, lo specchietto non e originale, e nuovo!
Che c'entra?
Prima non c'erano, adesso sono obbligatori.
- Andiamo su, il nonno ci aspetta. - Ho un‘idea.
Facciamo una cosa, montiamo tutti in macchina
e andiamo a festeggiare a Via Veneto.
Mi avevi promesso che sparavamo i botti!
No, pensa al traffico che ci sarà!
Rischiamo di rimanere imbottigliati.
Giusto.
Dopo la mezzanotte ci facciamo tutto il giro del raccordo.
Evviva! Evviva il Capodanno!
Nonno, dopo mezzanotte tutto il giro del raccordo, sei contento?
Il Depilady ho!
Il Depilady sl!
Avvocato, hanno suonato.
Come?
- Qualcuno ha suonato alla porta. - E impossibile!
Chi è?
Che ne so! Chi può essere?
Vada a vedere, che ne so.
Zitta!
Piano, mi raccomando.
- Chi è? - Niente, èla Vicina di casa.
Le è sparito il marito dieci anni fa e rompe i coglioni a tutti.
Andiamo...
Riprendiamo.
Brucia!
- Dal, perché fai così? - Chiudi!
Esci da questa stanza! C'è la torta.
- Non la voglio. - Vieni di la.
Dillo anche al tuo amico. Ho preparato il profiterole.
Non lo voglio, non mi piace.
A me il profiterole mi piace un mucchio!
Cosa avete fatto? C'è una puzza! Che avete bruciato?
Non abbiamo bruciato niente.
Sei sicuro? C'è un odore!
Sono i piedi di Ossadipesce. Lasciaci, stiamo per uscire!
- Allora uscite? - Sì, abbiamo deciso.
Finalmente, un po' d'aria vi farà bene.
Quando passi, saluta, educato!
Va bene!
Non possiamo più stare qua dentro.
Quella ha capito tutto, dobbiamo uscire!
- Chi è? - Ti sei addormentato?
Mi sono stufato, se aspettiamo ancora ci addormentiamo tutti.
Buono, ancora non e ora.
Perché, che dobbiamo aspettare?
Ho detto che e presto. Non lo vedi?
No, non lo vedo.
Andiamo, Augusto
Che freddo!
Mi si sono intorpidite le ossa.
Ce l‘hai fatta, Osvaldo?
Adesso si!
Accidenti a te,
hai rotto tutta la giacca!
Chi glielo dice a Fausto!
Andiamo.
Piede di porco…
Oddio!
Un'ambulanza...
Aiuto...
Spadino.
E grosso quello.
Mettilo per così...
Guarda come si deve ridurre la gente a Capodanno!
E proprio lessa,
andiamo perle scale.
Ubriacona!
Ti piace bere, eh?
Piantala!
Pensi che piangendo cambi qualcosa?
Mamma, che ci fai qua?
Quello che farebbe qualsiasi madre
vedendo la figlia nella merda.
E vero mamma.
Hai ragione.
- Te ne rendi conto finalmente! - Sto male!
Ho sbagliato tutto!
Smettila di compiangerti e tirati su.
Sei sempre la stessa.
Hai preso da tuo padre. Hai quasi 30 anni e
ancora non sai come gira il mondo.
Tu hai una fortuna che gli altri non hanno.
Una madre che ti vuole bene, che darebbe il sangue per te.
- Lo so. - Devi reagire.
Devi dimostrare a te e al mondo quello che vali.
Fai vedere a quel porco chi sei.
Deve pagare.
Pagare, stellina!
Deve pagare i suoi errori.
Non bastano poche gocce di lassativo. Niente è perduto.
Forza, diamoci da fare.
Comincia l'anno nuovo come si deve.
La mamma ti vuole bene.
Ti vuole bene, capito?
Dov'è il Vino?
Guarda nel frigo, dovrebbe esserci.
No, Io volevo rosso.
Eccolo.
Un bel Chianti.
Brava, tutto molto buono.
Accendi
Facile come mangiare un panetto di burro.
E facile mangiare un panetto di burro?
- Che ci vuole? - Io te lo farei mangiare!
L'hai mai mangiato un panetto di burro?
No, ma si dice.
Si dice "facile come bere un bicchier d‘acqua".
Mi sono sbagliato. Che cazzo vuol?
Buoni!
Ho detto buoni.
Ora basta, si lavora.
Ossa...
Vieni.
Ti faccio vedere un posto.
Che posto!
Visto?
Perché non mi hai mai detto niente?
E bellissimo.
Attento alla testa.
La sentì?
Sembra che respiri.
L‘ha costruita nel1894
un ingegnere norvegese,
un certo Lars Fenning.
Guarda...
L‘ha chiamata "Heidi" in onore della figlia morta.
Non perde un colpo.
Dicono che ci si è suicidato dentro.
- Chl? - Lars Fenning.
Era disperato,
la sua vita non aveva più senso dopo che gli era morta la figlia.
Bella, eh?
Bellissima.
Ogni tanto gli inquilini si lamentano,
dicono che dai termosifoni sentono dei rumori,
come una voce che chiama:
"Heidi..."
Si, si, così, la pioggia dorata!
Così, la pioggia dorata!
Ancora!
Di più, tutta!
Che meraviglia!
Brava!
Ma che gli sta facendo?
Porca puttana!
Gli sta pisciando addosso!
Dimmelo...
Buoni,
ma per essere speciali ci dovevano mettere i fagiolini, patate,
allora si che diventava una specialità!
Gaetano!
Ti ho portato l‘agenda!
Prendo l'assegno.
Non puoi andartene, non puoi lasciarmi così.
Sukia!
Se avete bisogno di prestazioni particolari,
sado-maso, bondage, shit-love
e fetish,
chiamatemi, c'è anche il mio numero di cellulare.
Dove vai?
Liberami, ti prego!
Sukia...
- Ti posso fare una domanda? - Prego.
Perché gli hai fatto la pipi addosso prima?
Gli piace.
Non sai che ho trovato!
Solvente,
per pittura, per i modellini.
- E un allucinogeno potentissimo. - Che ne sai?
Me lo ha detto mio cugino.
Una volta era in fissa per il modellismo,
poi e diventato tossico. Ogni tanto sniffava questa roba.
Era meglio di un acido, diceva.
Scettico!
Io ti odio.
Ogni volta che dico una cosa non mi credi.
Non sai che e… E poi e Capodanno!
Dai!
Sniffiamola!
Che ti costa? Un tiro solo.
Io lo faccio.
Lo faccio?
Fallo!
Dove vai con questo quadro?
Ti sei impazzito?
Un po' di educazione!
Buonasera...
Don Fefè, ditegli qualcosa voi, mi stanno rovinando.
Bella casa!
Come devo fare?
Trecchia, digli qualcosa!
Mi stanno rovinando!
- E se ci denuncia? - Non gli conviene.
Non l‘hai Vista? Quella è una professionista.
Che ci facciamo con lui? L'ammazziamo?
- No! - Come l'ammazziamo?
Lo soffochiamo, gii mettiamo un cuscino in faccia...
Dove lo trovi un cuscino? Non vedi che e un ufficio?
- Pigliamo uno di quelli del divano. - Non vanno bene.
Sono di pelle, scivolano.
Hai ragione. Sai come facciamo?
Gli tappiamo la bocca, gii mettiamo due dita nel naso...
Cosi come respira? Con le orecchie?
Ragazzi non mi fate scherzi.
- Non voglio morire! - Buono, stiamo ragionando!
Però…. miraccomando...
Fermi tutti! Abbiamo svoltato!
Ho un‘idea.
Lo ricattiamo!
Gli facciamo le foto!
Se non ci da i soldi Ie mandiamo alla moglie.
- E li meniamo. - Chl?
Lui!
- Le fotografie ho! - E anche la moglie.
Le fotografie ho!
- Gagliarda quest‘idea. - E gagliarda?
- Vedi quanto sei scemo? - Non ti sta bene?
Gliele facciamo da solo le foto? Che vuoldire?
Gliele dovevamo fare con quella di prima.
Accidenti, l‘abbiamo fatta andare via!
Però sta legato.
Non lo potremmo aver legato nol?
Gliele dovevamo fare con Sukia.
Ci vuole una.
Tocca ÎI’OVEII‘G una.
Signora contessa?
Vieni fuori per favore.
Signora contessa, Vieni fuori!
Fetenti e delinquenti, l'ho sempre detto.
- Lei mi aiuta. - Che volete da me?
Aiuta!
Telefona polizia!
Hai ragione.
Ora basta, chiamiamola.
Piano!
Porca miseria, tira!
Non tu!
La pizzeria? A chi la lasci?
Pure le telefonate! Dammela!
Lo sapevo!
Dammi la cornetta!
Che maniere!
Per una telefonata!
Che hai combinato? Piglia la cipolla!
Volete far fare una figura di merda a Gaetano?
Adesso basta...
Io vi denuncio, voi non potete fare quello che state facendo...
Io vi rovino...
Vi faccio sbattere in galera per tutta la Vita...
Voi siete la feccia della società!
Siete delie carogne, dei ladri!!!
Ah si...? Noi saremo pure ladri ma tu fai schifo.
Sei un nasochista, un perverso sessuale...
Chi e peggio? Noi o lui?
Lui.
Mi volevi accecare?
Ma perchè?
State zitti!
Che e questa roba?
In questo grande locale
che ha dato onore effettivamente al più ampio respiro,
che tutti noi possiamo testimoniare
che questo
non e un locale come tutti gli altri,
ma e un locale veramente,
un locale severamente giusto!
Dico grazie
figlio dell'ingenito fig/io,
Pasquale Trecchia, fu Nicola!
Gaetano, amore mio,
Vieni qui!
Chi è?
Neanche la carta!
Ti pareva...
Guarda come stai!
Salve, Ossadipesce, sono...
Io so chi sei.
Tu sei Lars Fenning, il costruttore di caldaie.
Come stai?
Bene, e tu?
- E tua figlia? - E qui.
Heidi...
Ciao Heidi.
Sei stanco?
Un po‘.
Mi chiedo come fai. Tra poco finirà il combustibile,
lo sai?
E...?
E niente.
Sei pronto?
- Si. - Non sei preoccupato?
No, neanche un po‘.
Non ti ricordi di me.
- Momentaneamente... - Coticone Angela.
All'alberghiero, stavamo in classe insieme.
Poi ti hanno bocciato.
- Studiavo poco. - Sai una cosa?
Adesso te la posso dire:
mi piacevi tanto.
Passavo il giorno a riempire pagine del mio diario col tuo nome:
Malacozza...
E tu non mi guardavi.
Che stupido!
Sentì, Coticone, sai una cosa?
C'è una festa sul Tevere su un barcone.
Perché non ci andiamo?
Poi magari ti faccio conoscere le bellezze di Roma.
Il Colosseo, San Pietro, Piazza Navona, Piazza di Spagna,
Piazza Bologna...
- Ancora! - Ti devo parlare.
- Ho combinato un guaio. - Lo so, avete esagerato.
- Lo so, però non volevo. - Però avete sbagliato.
Ho sbagliato, c'è poco da fare.
Ma ora come facciamo?
Lasciamo perdere, quello che e stato e stato, tanto la contessa...
- Stava messa male? - Male, quella beve.
- Beveva. - Ha sempre bevuto!
E ora come si fa?
Si fa, tanto e Capodanno, tutto passa.
La roba vecchia si butta. Dici che si aggiusta tutto?
Non vi preoccupate, andate a bere qualcosa.
- Ci pensi tu? - Ci penso lo.
State fermo.
E sempre stato un bravo ragazzo.
- Non me Io scorderò mai! - No, scordatevi tutto invece.
Hai ragione. Forse è meglio.
Mi scordo tutto.
Fai vedere a quel porco chi sei.
Deve pagare. Deve pagare, stellina.
- Enzo, amore... - Ce l‘hai fatta.
La carta igienica era finita, ho trovato questi.
Dai qua...
Come cazzo ti e venuto in mente di fare il risotto alla pescatora?
Voglio uscire, non ce la faccio più.
- Sei sicuro? - Sì, voglio andare fuori.
Voglio uscire a festeggiare, a fare casino.
- Si sta cosi bene quì. - Quanto manca?
- Che ne so? Venti minuti. - Andiamo!
Ora andiamo.
Sembra morta. Dalle una ravvivata.
Forza, bella.
Su, amore...
Dobbiamo fare una foto mica un quadro!
Le fotografie ho!
Fatelo stare zitto. Non riesco a concentrarmi!
Ora ti do un altro nocchino in fronte.
E mia moglie di sicuro.
Vorrà farmi gli auguri.
Fatemici parlare, devo parlarci.
Voi non la conoscete, se non rispondo chissà cosa pensa.
- Che dobbiamo fare? - Datemi retta, si insospettisce.
Passagliela.
Grazie. Gentili...
Non fare lo stupido, se noti strozzo.
Stai tranquillo.
Scusami,
ma i bambini volevano farti gli auguri. Come va?
- Bene. - Dove sei?
Sono in camera, a letto.
Che brutto Capodanno! Mi dispiace.
- Non sai a me! - Basta!
Ma chi c'è?
Nessuno!
Di chi e quella voce allora?
Di nessuno.
- Non lo so. - Se la sento ancora!
- Cosa dici? - Dimmi chi c'è.
Ma quale donna!
Lo so, c'è una donna!
No, telo giuro!
E allora chi c'è li con te?
Lo vuoi proprio sapere?
Sei sicura?
Allora...
...se insisti, te Io dico.
L'avvocato Mastrantonio!
E chi è? Cosa ci fa in camera tua?
Lo sto consolando.
Sì, piange, si dispera...
Passamelo.
Lasciamolo perdere, sta troppo male...
Ti ho detto passamelo, gli voglio parlare.
Se proprio vuoi parlarci...
Adesso te Io passo.
Avvocato,
mia moglie...
Mia moglie vuole parlare con lei.
Con me?
Lo so che e disperato e non vuole parlare con nessuno
ma mi faccia questo piacere.
La prego.…
Adesso te Io passo.
- Chi parla? - Buonasera signora.
Sono l'avvocato Mastrantonio.
Mi scusi,
io per un attimo ho pensato che mio marito...
Mi scusi.
Ho saputo che lei e molto triste, non vorrei essere indiscreta...
cosa le succede?
Niente, sono triste perché...
Se non ne vuole parlare.…
No, e che...
un mio amico...
Dica!
...e stato menato.
- E chi e stato? - Il nome preciso non lo so.
Però so che...
che gli hanno dato.…
un sacco di botte.
Poverino! Perché, com‘è successo?
...lo volevano menare.
Poi invece...
l‘hanno steso.
- L‘hanno steso? Come? - L‘hanno steso lungo...
...e gli hanno tagliato...
Cosa?
- Gli hanno tagliato... - Cosa?
Dica, avvocato!
'Sto cazzo!
Si!
Sono andata in Nepal sei mesi.
- E che ci facevi? - Niente.
Sono stata in un monastero, meditavo.
Ho meditato parecchio su chi ero e che volevo.
- E che volevi? - Lisa?
- Che c'è?! - Ti devo dire una cosa importante.
- Non vedi che sto parlando? - Che ti e successo?
E importante, per favore.
Scusate.
Devi reagire, forza.
Devi dimostrare a tutto il mondo quello che vali.
Fai vedere a quel porco chi sei, deve pagare.
Deve pagare, stellina.
Deve pagare i suoi errori. Diamoci da fare.
Inizia l'anno nuovo come si deve.
Devi dire:
"Buon anno
e tante care cose".
Buon anno e tante care cose.
Perfetto, così sei normale.
Poi…. tranquillo,
come se niente fosse,
te ne vai verso la porta,
esci fuori e mi aspetti.
Facile, ho?
- Cela puoi fare? - Si.
- Ripeti. - Si!
No, la frase, quello che devi dire!
Buon anno e tante care cose!
Buon anno...
e tante care cose.
Giulia ha capito tutto.
- Di noi due. - Piantala!
Sl! Ti ricordi la foto con la cernia in braccio? Non c'è più.
- E quella tua che stava li? - Sei paranoico?
Non sono paranoico! La luce l'ha staccata lei!
Mi ha fatto pulire il culo con la relazione della società!
Piantala, stai farneticando! Lasciami!
- Ascolta! - No, ascolta tu!
Non sono abituata a fare queste figure di merda, calmati!
Se due scopate ti fanno quest'effetto...
- Sono Lisa. - Cos'è, Enzo?
Non so come vestirmi. Tu come ti vesti?
- Sono disperata, chiamami. - Pronto, Lisa?
Sembra una segreteria.
Zitti, sentiamo.
Come stai?
- Insomma... tu? - Stanco.
Ho appena finito di scrivere la relazione per la società.
Era ora!
Che stai facendo?
Che palle!
Non mi va proprio di venire stasera.
Dillo a me!
Sta come una matta.
Si è svegliata alle sei per cuocere le lenticchie,
se le prendeva in rosticceria fanno schifo uguale.
- E se non vengo? - No, ci tiene da morire.
Ci rimane troppo male.
Non e successo niente, dammi quel fucile.
Non devi pensare... Dammi quel fucile!
E stata una cosa senza importanza.
- ...a mezzanotte... - Ti monto come un toro...
Non e così.
Non e come sembra.
Le cose sono molto più complicate di quello che pensi.
Allora vieni qua.
Se vuoi che venga stasera vieni subito.
Sto già rr.
Io ti ho dato le chiavi di casa.
Ti ho dato la mia vita, il mio amore, ti ho dato tutto.
Ti sei preso tutto, anche la mia amica.
E tu?
Cosa mi hai dato?
Che cosa?
Io ti amo!
Anch‘io.
Buon anno e tante care cose a tutti.
Papà, io comincio!
Stai calmo, mancano venti minuti.
Quindici. Qui di fronte hanno già cominciato.
Vieni a vedere!
Che è?
Che fanno, ci sparano addosso?
La Dodge ho!
La pagherete, nobili del cazzo.
Nonno!
Riparati qua dietro.
Attento!
Guarda che hai combinato, cretina!
Pulisci!
Lascia stare. Non sai fare niente.
Vattene!
Copriti nonno!
L'accendino!
Aiuto!
Qualcuno mi aiuti!
C'è una pazza!
Buon anno e tante care cose a tutti.
Io vado a sfasciare la Jaguar di quella bagascia!
Papà, vengo anch‘io.
- Tela sentì? - Si.
Allora vai a prendere la mazza da baseball.
Io vi copro da qua.
Grazie, nonno.
Voglio una vita più tranquilla, con meno stress.
Ho preso una casa in campagna.
A pochi chilometri da Roma.
Ci sono tanti animali: galline, polli, tacchini...
C'è anche un orto, lo coltivo io.
È biologico.
Ma sai, quegli inverni freddi, quando ti svegli la mattina...
...e senti ancora l'odore del fuoco.
L'odore della zuppa di latte.
Fantastico!
Perché?
Era perfetta.
Facciamogliela pagare a quella vecchia bavosa.
- Sfondiamogli la macchina. - Era perfetta.
Ti faccio vedere lo!
Bastardi!
Mastino?
Corri, sparano!
Fermate questa cazzo di musica!
Sparano.
Mi e passato un proiettile qua.
Fermati.
Che fai? Non puoi farlo, ragiona!
Questo non e un locale, e una casa privata.
Posa questo apparecchio, non puoi farlo.
Lo devo fare!
Lo faccio schiantare giù.
La pagherete, bastardoni! Non la passerai liscia!
Brutta puzzona! Ora papà vi farà vedere!
Spara, nonno!
Cosa mi hanno fatto?
Cosa ti hanno fatto?
Perché?
E ora il bestione!
La mano!
E scoppiata!
Dio, che dolore!
Trovami la mano!
Buon anno e tante care cose a tutti.
Giulia, amore? Tanti auguri!
Mancano due minuti, ma volevo farti gli auguri.
Stellina, buon anno!
Buon anno, mamma.
Come va la?
Bene.
Hai seguito i miei consigli?
Si.
Hai una voce strana.
Tutto bene?
Sì, l'ho fatto.
Cosa? La spigola?
L'ho ucciso.
Ho fatto quello che dicevi tu.
Cosa hai fatto?
Per favore, fate silenzio! Non sento!
Visto? Non mi sono fatta mettere i piedi in testa.
L'ho ammazzato.
Cosa dici?
L'ho ammazzato.
Cosa hai fatto? Rispondi!
Manca solo un minuto all'anno nuovo!
Siete pronti?
Sì!
Non vi ho sentito!
Tu, Winnie?
Buon anno e tante care cose a tutti.
Salve a tutti.
Buon anno e tante cose care...
Mettiti in ginocchio.
Non ti muovere o ti faccio schizzare il cervello!
Fuori la roba!
- Sbrigati, bastardo negro. - Va bene!
Faccio tutto quello che volete. Non sparate!
Tiro fuori la roba.
Eccola!
Tossico.
Sei soltanto un tossico!
Tieni!
Non mi avrete!
Non mi avrete mal!
Cristiano!
Ci hanno scoperti!
La polizia!
Dobbiamo scappare!
Cristiano, sono la mamma.
Blocchiamo la porta.
- Sono di la. - Non èla polizia!
Sono incazzatissimi!
Non aprire la porta, dammi retta!
Lasciami, e mia madre.
Non e tua madre, èla polizia!
Vogliono l‘erba! Sanno imitare la voce di tutti.
Anche quella di tua madre!
Cristiano, aprì. Sono la mamma.
- Mammal. - Non èla mamma.
E uguale spiccicata, ma non e lei.
Svegliati!
Dobbiamo scappare.
Aspetta.
Mancano dieci secondi!
C'è la dinami...
Mamma, guarda che bello!
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