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Original subtitles

FUORI CITTÀ

- Jerry Ryan, sono felice che sia venuto. - È un piacere rivederti, Oscar.

Non mi sarei mai aspettato di avere tue notizie!

Dopo un mese, ho sentito il bisogno di vedere una faccia familiare.

- Vedo che dipingi ancora. - Eccome.

Jerry, che ne sarebbe stato del mio talento se fossi rimasto in Nebraska?

New York mi ha salvato la vita. Ora dipingo col cuore!

- Ho una nuova... - Oscar!

Controlla gli spaghetti, scuoceranno!

Che importa? Vieni qui.

Sophie, ti presento Jerry Ryan, un amico.

Tipico artista: "Che importa?" Piacere, Jerry.

Convincilo a controllare gli spaghetti.

- Certo. Va' pure, Oscar. - Torno subito.

Preparati un drink. Fai amicizia.

Lo scopo dell'arte è quello di comunicare? Sì o no?

Come dici?

Poni sempre le domande in maniera dogmatica e conformista.

...scendere a compromessi. Tu hai visto la mia improvvisazione.

Era del tutto chiara la motivazione?

A dire il vero ho notato una certa dicotomia.

Tra la tua motivazione e quella del...

Chi sei, Rockefeller? Mangi sempre fuori.

Con un frigo ti risparmieresti una fortuna.

Cerco di farti un favore. Non saranno i tuoi 5 dollari a farmi diventare ricca.

Ma io sarei meno ricco di 5 dollari.

Quanto costa un'insalata? Come minimo un dollaro.

Puoi comprarne un sacchetto per 20 centesimi e metterla in frigo.

Se cambi idea, chiamami. Sono sull'elenco.

Gittel Mosca. M-O-S-C-A, Mosca!

Hai da accendere?

Mettiti il cappello, nessuno capirà che hai sbagliato festa.

Ho una storiella da raccontarti. È divertente.

Ma porc...

Sì, pronto?

Dannazione!

Che sciattona!

- Pronto? - Signorina Gittel Mosca?

- Sono io, chi parla? - Jerry Ryan. L'ho conosciuta da Oscar.

- Ah, sì? - Le ho dato da accendere.

Credeva fossi alla festa sbagliata.

Quello col cappello che non parlava.

- Deve conoscere cappelli loquaci! - Eh?

Quel frigo che voleva vendere... Posso venire a vederlo?

L'ho dato a un cretino amico di Sophie.

Gliel'ho regalato. Perché non me l'hai chiesto ieri?

leri sarebbe stato impossibile.

Oggi ho deciso di unirmi ai vivi. Dieci minuti fa.

- Volevo iniziare facendole visita. - Non ce l'ho più.

Fa lo stesso, potrei venire e...

Già... Beh, grazie lo stesso.

Dannazione.

Un attimo, sta bollendo!

Tutto il latte sul fornello!

Sì, pronto? Pronto?

C'è qualcuno in linea?

- No. - Eh?

- Pronto? - Sophie, c'è Oscar?

Sì.

Che numero ha il suo amico col cappello?

Hai qualche prurito?

Togliti quel chiodo fisso e guarda se Oscar ha il suo numero.

Non sapevo fossi tanto delicata. Aspetta.

Gittel, è 5-9970. Capito?

- 9-9-7-0, sì. - Sii riconoscente, ringrazia.

Molto divertente, ti darò la percentuale.

- Sì? - Ci ho ripensato, per il frigo.

Ti porto dal tizio e potresti offrirgli un paio di dollari.

Potrebbe venderlo. Gliel'ho regalato.

- Sei ancora in linea? - Non lo so.

- Chi ti ha dato il mio numero? - Sophie. Ce l'aveva Oscar.

- Che ne pensi del frigo? - Non credo che mi chiami per il frigo.

- Eh? - Non hai nulla di meglio da fare.

Ho un sacco di altre cose da fare!

Non vuol dire che siano meglio. Perché non le fai?

Che ti ho fatto di male? Non mi hai forse chiamato per il frigo?

- No. - Non ti seguo. Mi hai chiamata tu.

Ti ho chiamata perché stavo impazzendo dalla solitudine.

Per mettermi in contatto con qualcuno del sesso debole che fosse più debole.

Bene, eccomi qui. In contatto.

Ho chiamato per invitarti a cena. E a uno spettacolo, se vuoi.

- Perché non me l'hai chiesto? - Temevo avresti detto sì o no.

- Avrei detto: "Certo!" - Siamo già nei guai, vedi?

- Quale spettacolo, quale ristorante? - Aspetta! Non ne sono più sicura.

Non credo di voler essere coinvolta. Sembri davvero complicato.

- Oh. - Io sono la ragazza. E tu l'uomo.

Deciditi, invitami e poi sarò io a decidere.

- Ci provo da un mese. - Ad invitarmi?

No, a scollarmi da un pezzo di carta moschicida.

Quando ti sei rotto la gamba in più punti è difficile tornare a camminare.

Ho riattaccato perché non volevo dirti: "Ti prego, aiutami."

Ho da fare con dei bambini. Mi terranno impegnata fino alle 6.30.

Perché non ci vediamo alle 6.45?

- Alle 6.45. - Ti piace la cucina cinese?

- Sì. - Conosco un posto, il Pavone.

È vicino a Sheridan Square. È nell'elenco. È cantonese.

- Credi di farcela? - In che senso?

- Con la tua gamba. - Forse mi ha dato alla testa!

Ma ci sarò. Il Pavone, cantonese, alle 6.45, va bene?

Va bene.

- Sono in ritardo. - Sì, lo so.

- La prossima volta sarò sarcastico. - Siamo già alla prossima volta!

CUCINA CANTONESE

Veloce, così possiamo andare a teatro.

- Sì. - E riso in bianco. Lo vuoi fritto?

- No. - Riso in bianco e tè per due.

- Sì. - Io vorrei un caffè.

Sì, signore.

Allora... Sei di fuori città, eh?

- Del Nebraska. - Nebraska?

- È in California? - No, ti confondi col Nevada.

- È in California. - Che fai a New York?

Più che altro cammino. Di giorno e di notte.

- È monotono, ma salutare. - Quando dormi?

Non ho tempo. Chi ti ha tenuta occupata fino alle 6.30?

Un gruppo di ballo.

Pensavano avessi qualche idea per i costumi.

- Ce l'avevi? - Certo, mi hanno offerto il posto.

Ho prestato 75 centesimi al coreografo,

ma guadagnerò qualche dollaro per i costumi.

- Lo fai di lavoro? - Un po' questo un po' quello.

E poi il sussidio da disoccupata.

Tu che lavoro fai? Che facevi in Nebraska?

Facevo il procuratore legale.

- È quello che hai intenzione di fare qui? - Non lo so, ero impegnato a camminare.

- Tutto bene? - Sì, grazie.

Provali, sono divini.

No! Intingilo nella salsa.

Gittel? È un nome esotico.

- Cos'è? Italiano? Eschimese? - Ebreo!

- Mosca? - Quello è esotico.

Nome d'arte. Moskowitz è troppo lungo.

- Reciti? - Ballo.

- Ma hai smesso. - Smesso? Non potrei mai!

Ho studiato con José per anni.

- José chi? - Scherzi? Lemien. Il migliore!

- Ci tieni molto, vero? - Non sprecherei 7.50 la settimana.

Allora...

Com'è il Nebraska? lo non ho mai lasciato New York.

Dal Bronx a Manhattan a Brooklyn. Questa è la tua vita, Gittel Mosca.

Una volta stavo per andare in Florida. Avevo persino i soldi. A Miami.

Ma mi sono sposata, lui è andato in Florida e ho divorziato...

- Anche tu? - Sei sposato?

Mia moglie ha chiesto il divorzio, a Omaha.

- Un compaesano. - Come?

Siamo nella stessa situazione. Quant'è durato?

- Dodici anni. - Una cosa seria.

- Si è innamorata di un altro? - No, si è disinnamorata di me.

Vuoi davvero andare a vedere uno spettacolo?

Non lo so. Ti dispiace parlare di matrimoni e divorzi?

Oh, no. Stavo pensando un'altra cosa.

A come decidere se vogliamo vedere uno spettacolo o no.

- Interrogaci, sei tu l'avvocato. - Procuratore, prego. È più esotico.

Attento. Devi essere un pipistrello per vedere qui dentro.

I pipistrelli mi piacciono. Anche se non ci vedo.

Perché non mi hai dato ascolto?

Perché non sarebbe servito. Il 60% delle disgrazie succedono in casa.

Siate prudenti, siate senzatetto.

È meglio farsi investire per strada. Coca, birra o seltz?

- Tu? - Latte caldo.

Latte? Forse sono troppo vecchio per te. Io bevo una sofisticata Coca.

C'è la caffeina, ti darò una birra. È più rilassante.

Non farmi da infermiera. Sono stato trattato come un paziente per dodici anni.

Sono stato coccolato e assecondato.

- Da tua moglie? - Una crocerossina di nome Tess.

Mi ha accudito fino all'esasperazione.

- Coca. Succeda quel che succeda. - Bene, se non vuoi dormire, fa' pure.

Anzi, una birra.

Ricominciamo, Jerry. Coca o birra?

Latte caldo. Se devo rilassarmi, tanto vale farlo come si deve.

- Perché non dormi, che letto hai? - Una brandina usata da otto dollari.

Per forza! Senti il mio letto. Sentilo.

Sai quanto mi è costato solo il materasso? 59 dollari.

Un buon letto è fondamentale. Ci passiamo un terzo della nostra vita.

- Devi avere una vita molto morigerata. - E va bene, metà.

Se ti compri un letto decente, non dovrai più camminare tanto.

Finché cammino, non posso permettermi di far star comode le mie cimici.

- È un circolo vizioso. - Cimici?

E non è tutto.

Avvocato o no, non stai lavorando, vero?

Liberarsi della carta moschicida non è per nulla facile.

No, no.

Ora so perché bevo latte caldo, e tu?

- Ho un'ulcera, al duodeno. - Davvero?

Credevo che alle donne non venisse più l'ulcera.

Non è una malattia da uomini?

- Beh, io ce l'ho. - Che tipo sei?

Sei all'antica o credi nell'eguaglianza?

Che differenza fa?

La differenza tra il bere e andarmene o restare tutta la notte.

Vedo che non perdi tempo.

Chi è Mr America? II tuo ex?

Wally si è dileguato prima che potessi fargli una foto. È Larry, il mio compagno.

Qui eri più magra.

Con l'ulcera si mettono su chili.

Bisogna mangiare sei pasti al giorno. L'ultima volta ne ho messi su otto!

- L'ultima? - Lo spero. Prima che mi finisca il sangue.

- Quante ne hai avute? - Due.

Quando stavo bene, mi hanno operata per un altro motivo!

Per l'appendicite. Dico davvero. Fisicamente sono un rudere.

Al tuo fisico, rudere o meno.

Queste sono le mie malattie. Tu che malattie hai?

Nessuna, a parte il fatto che abbiamo un problema.

- Dobbiamo decidere una cosa. - Cosa?

Se fermarmi o meno. Apprezzo l'invito, ma non credo che insisterò.

Non ti capisco, Jerry.

Prima non sapevi nemmeno se portarmi a cena e ora vuoi portarmi a letto.

È solo una prova. Come posso sapere quello che penso, se non lo dico?

Decidi tutto con la testa?

Mi risparmia delle mosse false. Tu come decidi le cose?

Non con la testa. Con un paio di mosse false si ottiene di più.

Non affrettiamo le cose. Analizziamo la situazione.

E chi ti ha detto di sì? È così che cerchi di convincermi?

- Non funziona? - Oh, cavolo!

Va bene, proverò un metodo più convenzionale, con un po' di musica.

Mi è mancata.

- Non hai nemmeno una radio? - E neanche la televisione.

Ma tutti hanno una radio. Te ne puoi comprare una per 19.95.

- Sei al verde, Jerry? - Perché me lo chiedi?

Perché sei lontano da casa e non lavori.

C'è qualcuno che possa farti un prestito?

Solo tu.

Quanto ti serve?

Sei una ragazza molto generosa. Troppo.

Potresti restare scottata.

- Ma sei al verde. - Questo l'hai detto tu.

L'anno scorso ho fatto 30 mila dollari.

E io ne ho 18 fino alla fine del mese. Che ti aiuto a fare?

- Secondo me sei una vittima. - Di cosa?

- Di te stessa. - Mi hai fatto pena. Che male c'è?

- Ti faccio pena? - Certo.

- Gittel, quanti anni hai? - 29.

Ti comporti come se ne avessi 28! Preoccupati dei tuoi problemi.

Non sei messa tanto bene, coi tuoi lavoretti e il tuo sussidio.

- Ho molti progetti! - Progetti?

Larry ed io stiamo lavorando a uno spettacolo.

Sto cercando un loft da affittare per lezioni di danza...

Perché ti arrabbi? Perché mi hai fatto pena?

Non mi posso permettere una come te.

Non sto cercando un essere umano intero con le sue debolezze...

- Chi te l'ha chiesto, chi ha fatto un'offerta? - Io, ma la ritiro.

Non sono né pronto né in grado di essere responsabile per niente.

Tanto meno per una stupida ingenua. Per questo mi arrabbio. Sono deluso.

- Che vuol dire ingenua? Intelligente? - Sciocca. Semplice.

Vivevo da sola nel Village a sedici anni!

E non per giocare a elastico!

- Preoccupati per te. - Sei una donna ricca di esperienze?

Beh, quella è un'altra storia.

Vai a letto con Mr America?

Te l'ho detto, fa il ballerino.

Siamo buoni amici. Per chi mi hai presa?

- Perché, tu lo sei? - Cosa?

Omosessuale.

Ora hai esagerato.

- Da quant'è che fai astinenza? - Un anno.

Dove sei stato, in prigione?

Non facciamoci trasportare.

Mangiati un biscotto per calmarti e poi vattene.

Ho fatto la mossa falsa sbagliata?

No, Jerry.

Ho una regola di ferro. Non vado a letto con nessuno al primo appuntamento.

Vuoi che sia promiscua?

E poi tutta la tua recita!

Se volevi essere respinto, ce l'hai fatta.

Fai delle prove.

Sai chi stai mettendo alla prova? Non me. Cerchi di capire quello che senti.

E le chiami avances? Perché dovrei venire a letto con te?

Per farti guarire? Non so nemmeno che problemi hai.

Io ti ho raccontato tutta la mia vita e tu non mi hai detto niente.

Non c'è molto da raccontare.

Avevo un lavoro, una casa, un matrimonio e una vita. È finita male.

E ora il radioso presente.

Pago 31 dollari al mese per una cella. L'atrio è pieno di spazzatura.

Mi sveglio asfissiato se non mi butto da un ponte la notte prima.

Non posso permettermi una radio da 19.95!

E i 30 mila, allora? Ti davi arie?

Non volevo accettare caramelle da una bambina. Sono venuto a est con $500.

Cerco di vivere con 3.50 al giorno.

Ma ne hai spesi 16.80 questa sera!

- È il mio compleanno. - Il tuo compleanno?

Ho anche speso un dollaro per un sigaro.

Ti sei fatto un regalo da solo?

- Perché non me l'hai detto, Jerry? - Perché?

- Me ne avresti fatto uno? - Certo.

Grazie, ma non chiedo l'elemosina ad adorabili fanciulle pazzoidi.

Non dire "Vai" se intendi "Resta". Non sta bene.

Non chiedi l'elemosina?

- Come? - L'hai fatto tutta sera.

- L'infelicità, le cimici, al verde... - Le cimici al verde?

Cimici. Al verde. Se non vengo a letto con te, ti troveranno morto.

- Chi l'ha detto? - Tu.

La spazzatura, i ponti, la solitudine. Sono le ultime cose che mi hai detto.

Era semplice oratoria, un'avance,

ma non l'ho fatto tutta sera.

La prima cosa che mi hai detto al telefono è stata: "Aiutami."

- No. Ho detto che non avrei... - Hai detto "Aiutami" e io ho detto "Certo"!

Non mi lamento, ma ora mi insulti persino. Che vuoi?

Ti ho offeso?

Ero arrabbiata. Volevo vendicarmi, è normale.

No, la tua tesi è giusta.

- Quale tesi? - Che chiedo l'elemosina.

Non mi ero mai accorto prima, ma questa sera è successo.

- E se lo faccio... - Dove vai?

Torno alla solitudine. Visto? L'ho fatto di nuovo.

Se odi quell'appartamento al punto di non volerci tornare, allora resta.

Ho un divano. Tu dormi sul letto.

- Restare? - Con una bella dormita ti sentirai meglio.

Va bene? D'accordo.

Le lenzuola le ho lavate ieri e ho fatto il bagno. Ti dispiace?

- No, Gittel, solo che... - Solo cosa? Hai un letto orrendo.

Domani prendi del cherosene e vedi da dove arrivano le cimici.

Sei una ragazza molto dolce.

Beh... anche tu sei una ragazza molto dolce. Il bagno è di là.

- Con una bella dormita ti... ...sentirai meglio.

- Gittel. - Ci pensi ancora? lo l'ho dimenticato.

Dopo il discorso sull'elemosina, non ti sembro debole a restare?

È il tuo compleanno!

Cuscino. Permesso.

- Dovrei davvero restare? - Non infastidirmi. Vuoi restare?

Allora resta.

Al diavolo! Buon compleanno!

Dovrebbe essere a letto, alla sua età.

CARO JERRY: NON RISPONDI MAI AL TELEFONO?

VOLEVO SOLO FARTI TANTI AUGURI. CON AFFETTO. TESS

Non avresti dovuto regalarlo, quel frigo.

- Se continui così... - Ehi, Jerry!

Stai bene?

Sì. Ho provato un nuovo ponte, il Queensboro.

- Gittel, me ne sono andato. - Ho notato.

- Che ti ha convinto a infrangere la regola? - Eh?

Non potevo resistere al tuo stupido cappello.

Sicura non si trattasse di elemosina?

Sono stato soffocato dalla carità in passato.

- È per quello che te ne sei andato? - In parte sì.

Ero preoccupata. Ti ho chiamato due o tre volte ma non hai risposto.

Io me ne vado e tu mi chiami?

- Solo due volte. - Gittel.

Qualcuno dovrebbe prendersi cura di te. Tu non lo fai.

- Dovresti protestare di più. - Per cosa?

Come adesso. Perché non mi sgridi per l'orario?

- Che ore sono? - Le cinque.

- Ci vuole esercizio. Forza. - Forza cosa?

Protesta! Grida! Chi sono io per svegliarti a quest'ora? Se ti dà fastidio, dillo.

- Perché mi gridi dietro? - Per il tuo bene.

Non mi piace gridare, mi rende nervosa.

- E poi sono contenta che hai chiamato. - Perché?

Ma sei davvero stupido! Perché ero in pensiero!

Così va meglio. Ti serve solo esercizio.

Ma che esercizio? Credi sia pazza? Guarda che ore sono!

Mi chiami alle 5 per farmi fare esercizio?

No. Ti ho chiamata per dirti che sei una ragazza straordinaria.

- Non regalare nulla finché non ti rivedo. - Eh?

A quanto pare sto cercando un essere umano intero.

Te, perlomeno. Comprese ulcere, appendiciti e tutto il resto.

Dev'essere un bel ponte, il Queensboro!

Sì, la vista è fantastica.

La candelina che hai acceso per me ha illuminato fino a Omaha.

- Omaha, Nevada. - Dove ti hanno soffocato?

Inghiottito finché non avevo né amici né niente.

Non importa se lo si fa con affetto.

Non è così che si fa sentire un uomo...

Beh, mascolino, diciamo.

Fammi capire bene, spiegami tutto dall'inizio.

Va bene. Ho incontrato Tess l'ultimo anno di università.

Suo padre Lucius, lo spaccone per antonomasia,

era così ricco che non gli importava che non lo fossi. Capisci?

- Sì, continua. - Va bene.

Mi hanno intrappolato.

Mi rimediarono una borsa di studio e fui assunto nello studio legale di famiglia.

Lucius fece persino costruire una casa per me e Tess.

Una casa sfarzosa. Un canile di lusso per un bastardino come me.

Ecco tutto.

Che ti ha fatto notare la candelina?

Che l'ho chiesto io.

Avrei potuto dirgli di smettere o me ne sarei potuto andare, ma non lo feci.

Chiedo l'elemosina da una vita.

Avendolo capito, questa sera non ho ripetuto lo sbaglio con te.

Non sarebbe stato un buon inizio per noi.

Sai una cosa? Sei davvero bravo a confondere la gente.

Vieni a far colazione con me e ti schiarisco le idee.

Alle nove mi tolgono un dente. Dovremo vederci dopo le nove.

Mi uscirà un bel po' di sangue, quindi...

Cioè... non potremo fare nulla.

Allora vengo dal dentista con te.

- Perché? - Perché mi va.

Ci vediamo tra un po'. Che fai quando ti sanguinano le gengive?

- Ti sanguinano? - Parlavo di te.

Eh? Lasciale sanguinare, poi smettono.

- Perché? - Non importa.

- Gittel. - Sì?

È bravo, questo dottor Kruger?

È un maniaco del cotone.

Trapana, mette il cotone, cinque dollari e devi tornare.

La settimana dopo altro cotone, cinque dollari e devi tornare.

Va avanti così finché non impazzisci, poi ti ottura il dente.

Perché vieni fino al Bronx per vederlo?

È il dentista di mamma, chi altri dovrei vedere?

Hai detto che non avrebbe fatto male!

- Ciao, Gittel. - Ciao.

Si accomodi, signor Molinari.

Vuole andare prima di me? lo non ho fretta.

Nemmeno io, grazie.

Jerry, il dente non mi fa male da due giorni.

Ne ha passate di cotte e di crude. Lo terrò. Andiamocene.

Front Street, nel Village.

2.98 per la borsa del ghiaccio e il taxi. Ti costo una fortuna.

Beh, io sto per farla, una fortuna.

Torni al ponte e rapini qualcuno?

Ho un colloquio di lavoro. Con l'avvocato Taubman, un pezzo grosso.

- Quando? - Appena ti metto a letto.

Con la borsa del ghiaccio... per ora.

Mannaggia, quanto sei antiquato.

Perché non una scatola di cioccolatini a forma di cuore?

Le vendono solo a San Valentino.

- Beh, posso aspettare. - Gittel...

Aspetta. Li metto in un vaso.

Costano tanto, spero ti abbiano offerto il posto.

- Inizio domani. - Sarai di nuovo un avvocato?

Non senza superare l'esame di stato.

- Raccoglierò direttive per lui. - Che significa?

Farò ricerca sui casi per un precedente.

Quando un matto querela un altro matto e il giudice non sa chi sia più matto,

si fa riferimento a un caso di un altro tribunale nel 1890.

Vieni a sederti.

- La preferivo senza maniche. - Allora la tua la farò senza maniche.

- È divertente raccogliere direttive? - Paga bene.

Se dobbiamo essere anime gemelle...

- Devi soldi a qualcuno? - No, ma le ragazze costano care.

Fiori, borse del ghiaccio... Come va il dente?

- Bene. - Affitti di loft per farle ballare...

- Vuoi affittarmi un loft? - Perché no?

Voglio che mi sfrutti.

- La smetti di andare su e giù? - Sono nervosa.

Anch'io, ma camminare non serve a nulla.

Aspettavo che mi fermassi.

C'è morto qualcuno, qui dentro?

Sono le pellicce. Se apre la finestra, non si sente.

- Posso aprirne una? - Faccia pure.

Se volete la mia umile opinione, questo è un loft coi fiocchi.

È il primo più grande di un armadio e più piccolo di una pista da bowling.

Il pavimento andrà levigato, ma il resto è perfetto.

- Signor Jacoby? - Sì?

Che farebbe per sistemarlo?

Non alzerei un dito. 60 dollari al mese, tre mesi di anticipo.

- Se vuole sistemarlo, faccia pure. - 60 dollari al mese!

- Non c'è nemmeno il cesso! - Come?

- Un bagno. - La toilette!

Al piano di sotto, in fondo al corridoio. È pulita.

Che vuol fare, viverci?

Le serve una toilette? Non è un appartamento. Qui non ci vive nessuno.

- Non affitto ai beatnik! - Si dia una calmata!

Voglio trasformarlo in una scuola di ballo, affittarlo per le lezioni.

- Bambini? - Può darsi, perché?

Per i bambini voglio un contratto. Quello che rompono, voi pagate.

Cosa potrebbero rompere di tanto bello?

Troveranno qualcosa.

Cari giovanotti, ho una sartoria da gestire.

Perché non decidete da soli?

Se lo volete, bene. Sennò andate in pace.

Comunque riportatemi cortesemente la chiave. Grazie.

Maledizione! Sessanta dollari al mese!

Calmati, ti torna l'ulcera.

Abbiamo visto più di cento loft in cinque settimane.

- Questo è quello giusto. - Ma 60 dollari!

Ne faccio più del doppio in una settimana.

- Allora dovrei essere una scroccona? - Sii una scroccona, ti prego.

- Cerchiamone un altro. - Non posso.

- Taubman vuole vedermi alle 5. - Perché? Ti vuole licenziare?

Non vedi l'ora di mantenermi, vero?

Non fare lo spiritoso.

Io continuo a cercare e tu senti cosa vuole Taubman.

A cena ne parleremo con calma.

Okay, a parte la calma.

Caro giovanotto, nessuno vive in questo loft!

- Dovrebbe andare. Si sieda. - Grazie.

È ridicolo farle svolgere tali mansioni.

Perché non fa l'esame di stato?

Sarebbe dura. È da tanto che non vado a scuola.

Potrebbe essere accettato per istanza.

- Potrei farle da garante. - Molto gentile da parte sua.

Le servirà un affidavit da un procuratore in Nebraska,

come il suo vecchio principale.

Se riuscissi a chiederglielo. Sta per diventare il mio ex suocero.

Ci pensi. La vorremmo tra noi.

- Giusto per essere maleducato, quanto? - La pagherò 10 mila dollari l'anno.

E io non credo che accetterò.

Se mi volete a tempo pieno, dovrei valerne 12 e mezzo.

Ce ne vorranno 14 per convincermi, quindi dovremmo partire da 15.

Facciamoci un paio di bicchieri al St Regis.

- Vediamo di trattare sul serio. - Devo avvertirla.

Dopo aver bevuto, il mio prezzo sale.

Strano, il mio scende.

- Ciao, amore, ho... - Non ti muovere.

Che profumino. Cos'hai preparato? Ah, pollo.

L'insalata e le patate sono in tavola e ho del vino in fresco.

Un affare, 59 centesimi a bottiglia. Sarà un po' vecchio.

- Che c'è di tanto divertente? - Tu.

- Volevo dirti... - Ehi, le tende!

Non vengo solo per vedere te, sai?

Aspetta. Ci vogliono le candele. Accogliente, vero?

Meraviglioso. Sembra una vetrina.

- Che hai nel sacchetto? - Di tutto.

Quel detersivo che volevi, Brillo.

Dessert. Torta di soia. Niente sale, niente burro, niente sapore.

Un regalo. Da me per te.

Non vedo l'ora di sapere cos'è. Cos'è?

Scarta il pacchetto aspettando di trovare dei cioccolatini.

Ma è un diamante sottratto alla statua di un idolo. Ed esclama...

- Una forma di sapone! Devo lavarmi? - Non osare.

È Chanel No. 5. Cinque dollari. Ce lo mangeremo col cucchiaino.

La gente crederà che tra i due la matta sia io, ma sei tu.

- Non ci mangeremo cinque dollari. - E invece sì.

- Come ti sta lo stomaco? - Ho preso una pillola ed è andato via.

- Non tutto. - Mi trovi troppo grassa?

- Per l'amor del cielo, no. - Troppo magra?

- Sei un perfetto esempio di femminilità. - Sexy da morire, eh?

- Ben detto. - Credi che sia troppo sexy?

Sei un esempio un po' complicato.

Bisogna dire che il didietro è bellissimo.

Bell'esempio!

Si brucia il pollo.

Ho cercato di dirti che stai per ricevere un'interurbana.

- Da chi? - Da tua moglie.

Le ho parlato. L'ha chiesto al centralino.

Non ero a mio agio, ma poi ho pensato:

"Sono stati sposati per anni. Perché non dovrebbe chiamarlo

"e dire: 'Ciao, come stai? Novità?"'

Mi sono rilassata e ho controllato il pollo.

- Quando ha chiamato? - Due o tre volte. Richiamerà alle 8.

Dev'essere davvero ricca.

Io ho fatto una sola interurbana in vita mia.

A Tallahassee, Florida, appena sposati.

Wally ci lavorava. Disse di avere un posto, in realtà intendeva una donna.

- Quando l'ho saputo non sono morta... - Non voglio parlare con Tess.

Non parlarle. Sono morta quando è arrivata la bolletta.

Non risponderò al telefono. È la cosa migliore.

- Prenderesti il vino? - Certamente.

Dobbiamo festeggiare.

Sapessi com'è andato l'incontro con Frank Taubman.

Che c'è, tesoro? È perché non rispondo al telefono?

È finita. Acqua passata. Voglio che resti tutto così.

Ora... parliamo di qualcosa di più piacevole.

Hai trovato un loft che preferisci a quello di Jacoby?

- Ti sembra piacevole? No. - Bene. Domani concluderemo l'affare.

Affitterò un loft quando mi trovo un lavoro. Assumono ragazze da Schraffts.

- Schraffts? A servire ai tavoli? - Qualsiasi cosa.

Quando ho lavorato al banco dolci ho messo su 3 Kg.

- Erano buoni. - È una sciocchezza.

- Che ha che non va Schraffts? - Non voglio che ci lavori e basta.

Il caso è chiuso.

Il pollo è favoloso. Sa di gin, che ci hai messo?

- Gin. - Favoloso.

Tu, intendo. Sai cucinare, sai cucire, sai...

Perché mangi le patatine fritte? Lo sai che ti fanno male.

- Quante ne hai mangiate? - Tre.

Tre di troppo.

E va bene, te ne do un'altra.

Tieni questo.

Mi sono documentato sull'ulcera. Mangia solo quello che puoi.

Ho dimenticato la sua voce. Com'è?

Bella. Ha una bella voce.

Vuoi sentirla? Parlale.

Non capisco, perché vuoi che le parli?

Sono con te, nel giardino dell'Eden, come Adamo ed Eva.

Perché invitare il serpente? È stato abbastanza difficile liberarsi delle cimici.

E va bene, Jerry. C'è qualcosa che mi dà fastidio.

Dici che è acqua passata. Anche con Wally è tutta acqua passata.

Ma se mi chiamasse ora non ne sarei felice, ma gli parlerei.

È un essere umano. Magari è malato o ha bisogno d'aiuto.

- Scopri almeno perché chiama. - Non ha mai avuto bisogno di me.

Wally non è importante abbastanza da non parlargli.

Tra voi è così. Ma non vuol dire che debba fare lo stesso.

- No. - Parliamo del loft.

Se vuoi essere una ballerina, allora devi ballare.

Domani ti affitto il loft, va bene?

Prendo il caffè.

Me lo posso permettere, davvero.

Sono imbattibile, lo sai.

Taubman mi vuole a tempo pieno.

Fantastico! Tornerai ad essere un avvocato in tribunale, come volevi.

Non posso, a meno che non accetti favori dal mio ex suocero.

È una cattiva abitudine.

Oppure faccio l'esame di stato, ma mi spaventa.

- Li stenderesti. - Come lo sai?

Me lo sento.

Non conosco neanche il codice stradale. Sono vecchio per studiare.

È pieno di nonne con undici nipoti che tornano all'università...

Ho l'aspetto di una nonna?

Dovevo essere io ad aiutare te e invece sei tu a mandarmi all'università.

Non mi serve aiuto, me la caverò. Prima o poi dovrai farlo.

Non ho una gran fretta.

Cosa sei, in vacanza?

Volevo solo dire...

Smettila. Non sai nemmeno perché combatti.

Vedi questo?

Practice Manual di Clevenger, stato di New York.

Potrei riempire un'intera biblioteca con quello che non so.

Secondo me hai poca fiducia in te stesso.

Se eri un avvocato tanto bravo in Nevada, che differenza c'è?

- Nebraska. 1500 Km di differenza. - Dico davvero.

- Meglio di Chanel No. 5. - Perché là eri bravo?

- Perché ero bravo a sparare. - A cosa?

- Agli uccellini. - Ma che c'entra?

Dannazione.

- Non lo sopporto. - Non rispondere.

- Pronto? - Sono io.

- Metti giù. - È Larry!

- Perché non hai chiamato prima? - Sono appena tornato.

- Che hanno detto allo YMCA? - 625 dollari.

- Quanto? - 625! Cosa facciamo?

Non lo so, ma non posso parlare ora. Stiamo cenando.

- Non possiamo usare il loft? - Non ancora, ma non posso parlarne ora.

Che ti ha fatto quella donna?

- Mi ha amato, mi ha sposato. - E ti ha lasciato, che tesoro.

Le ho dato ragione di farlo. È la cosa migliore che potesse fare.

Se andava tutto così bene, perché hai lasciato il Nebraska?

- Almeno là potevi lavorare. - Ci sono rimasto un po'.

All'inizio funzionò. Io ero impegnato e Tess tornò alla sua vita di prima.

Si è messa con un tizio che l'amava da anni. Probabilmente si sposeranno.

- Ti ha dato fastidio? - In teoria ero d'accordo...

- Ma ti ha dato fastidio? - Beh...

Li incontravo in continuazione.

Quando sei stato sposato con una persona per 12 anni,

se ci hai vissuto per 12 anni, non la puoi lasciare.

Non puoi dimenticartene come... Beh, me no sono andato. Sono scappato.

Smettila, sei arrivato fino all'oceano.

- Non sto più scappando. - Non capisci?

Non parlarle al telefono è come scappare.

Chiedimelo. Non cercare di aiutarmi. Chiedimelo e forse lo farò,

- se è tanto importante per te. - Per te!

Non voglio. Tu? Sì o no?

- No. - Vuoi che faccia l'esame?

- No! - Cosa vuoi da me?

Niente di niente!

Smettila. Lo sai che il fumo fa male allo stomaco.

Al mio stomaco ci penso io. Ci conosciamo da trent'anni, me la caverò.

E invece non te la cavi. Continui a mentire a te stessa.

Te la cavi di giorno in giorno, di lavoro in lavoro, di uomo in uomo.

Ma non ti resta mai niente. Parte tutto per Tallahassee.

- Gli pagasti il biglietto? - Era al verde.

Mio Dio, gliel'hai pagato!

Paghi il biglietto di qualsiasi straccione ti chieda un giro gratis.

E non sai mai perché il giro finisce. Te lo dico io.

Quando un uomo ti porge la mano, tu ci metti un'offerta.

Tanto vale sputarci. Ti sfruttano e se ne vanno.

È una cosa seria, non sei più una bambina. Sei da sola.

Chi ti vuole bene, a parte me?

Non sputarmi in mano, Gittel. A Tess non servivo, ma a te sì.

Fai una sola richiesta a un uomo. Potrebbe sorprenderti.

- Mi capisci? - Certo.

Sei un fantastico avvocato. Perché sei così modesto?

- Non hai capito nulla? - Certo!

Se fossi un giurato, mi darei cinque anni!

- Hai bisogno di qualcuno. - Lasciami!

- Hai bisogno di qualcosa. - Lasciami andare o urlo.

- Non lo farai. - Aiuto!

- Pazza. Verrà qualcuno. - Non verrà nessuno, è New York.

Lasciami. Mi fai venire i lividi.

- Voglio andarmene, prima che mi picchi. - Picchiarti?

È questo che ti aspetti dalle relazioni?

Dagli uomini mi aspetto solo il peggio.

- Rispondi al telefono se sei tanto forte. - Vuoi che lo faccia?

Certo. Con te non so dove sono.

Posso urlare quanto voglio, non verrà nessuno.

- Su chi posso contare se non su di me? - Me!

Se mi appoggio a te cadrò in un buco fino al Nevada!

- Sì, pronto. - Sig. Jerry Ryan, per favore.

- Sono io. - Interurbana da Omaha.

- Ciao, Jerry. - Ciao, Tess.

- Sai quante volte ho chiamato? - Sì, lo so.

- Ma non so perché. - Perché?

- Per discutere del divorzio. - Non c'è nulla da discutere.

Il giorno del divorzio arriverà e basta.

- Cosa fai? Sono in pensiero. - Non esserlo.

Ho una ragazza, un lavoro e sto bene.

Mi fa piacere. Non essere arrabbiato, possiamo essere amici.

Non voglio essere tuo amico. Esci dalla mia vita, voglio dimenticarti.

- Ma io non posso dimenticare te. - Mi dispiace, Tess.

Ci provo, ma non ci riesco.

Non piangere, Tess. Ti prego.

Tess, smetti di piangere, per favore.

- Gittel... Gittel, io... - Non è per quello che hai detto.

- Non è per lei. È per il ballo. - No, tesoro.

Lo YMCA vuole 625 dollari.

- Sei tu che scappi, adesso. - È per lo YMCA, per lo spettacolo.

- Perché affittare uno stupido loft? - Smettila. Amore...

- Aiutami. - Cosa?

Dammi qualcosa a cui aggrapparmi. Usami per qualcosa, anche solo per il loft.

Ma ho paura anch'io. Non so in cosa mi faccio coinvolgere.

- Perché dovrei mettermi in gioco? - Io lo sono già.

È una novità per entrambi, un inizio. Vienimi incontro.

- Con il loft, per esempio? - Con il loft, per esempio.

Va bene. Dai, spegni la luce.

Su e giù e alzatevi. Bene.

State imparando. Su e giù, su e giù, su e giù.

- E siamo un po' in ritardo. - Va bene.

Spingete, spingete, spingete. Tutti insieme.

Tutti insieme. A destra...

A sinistra...

Bene. Bene. Ora ruotate, ruotate...

Ruotate, ruotate, ruotate...

Ruotate, ruotate, ruotate...

E toccate, toccate, toccate...

- All'indietro, all'indietro... - Pronto?

- Sono io, Gittel. - Ciao, Sophie.

- Come va la vitaccia? - Mi fa male lo stomaco,

sennò tutto bene.

- Vieni a una festa, venerdì? - Venerdì?

Prima vedo cosa vuol fare Jerry.

- Vorrei saperlo anch'io. - Che razza di commento è?

- Niente. È da tanto che siete insieme. - Non è vero.

- Con Wally lo sapevi dopo 15 minuti. - Era diverso.

- E Max allora? - Quale Max?

II Max di Rosendale.

Nessuno mi aveva preso un loft e Molly ci terrà altre lezioni.

- Seymour era sempre carino. - Mi comprava solo merendine!

Mi deve ancora 70 dollari.

Prima di conoscere Jerry ero una vittima.

Perché non può...

- Eh? - Portalo a casa, presentalo a tua madre.

Credi sia pazza? Se incontrasse mamma lascerebbe New York in mongolfiera.

- Il sindacato delle signore è... - Aspetta, Sophie.

... quello dei padroni! Ecco il tuo compenso.

- Dodici dollari. - Con questi hai pagato fino al 10.

- Già. - Ti serve un prestito?

Non se devo ripagarlo.

- Eccomi. - Allora dimmi di Jerry.

Non lo capisci.

Gioca a golf. È l'unico che conosca.

- Capirai! - Ma che ne sai?

Per te vanno bene solo i pittori!

Non litighiamo. Stai lavorando?

Lavoro al mio spettacolo. Beh, ci provo.

È difficile, dopo tutto questo tempo.

- Forse dovrei darmi al golf. - Dovresti darti al matrimonio.

Che fretta c'è? Non ha ancora divorziato.

Vuoi che sposi un bigamo?

- Ne ha mai parlato? - Non ancora.

- Perché no? - Mi stai facendo arrabbiare.

- Perché? - Mi tormenti!

- Perché sono tua amica. - Sii mia nemica e non tormentarmi!

- Taubman e Soci. - Salve, Gittel Mosca.

- Il sig. Ryan, prego. - È al telefono.

- Non ho niente da fare, aspetto. - Sta parlando con Omaha, in Nebraska.

Allora forse non aspetterò.

Un'interurbana a Omaha potrebbe andare per le lunghe.

- Sì, pronto? - Ciao, cara.

- Ciao, Jerry. Me ne stavo andando. - Ho sentito che hai chiamato.

Sì, ma hanno detto che eri al telefono con Omaha.

Non era niente di importante.

Sophie e Oscar fanno una festa, venerdì. Ti va di andarci?

Anche Taubman fa una festa. Perché non ci vieni?

Tu va' alla tua, io vado da Sophie e Oscar. Ci divertiremo entrambi.

Non dobbiamo fare tutto insieme.

- Che c'è tesoro? - Niente. Vado solo di fretta.

- Ci vediamo per un caffè? - No, non posso.

- Perché no? - Beh, perché...

Devo scendere le scale, attraversare la piazza e prendere l'autobus

fino a casa di Larry. Ci sentiamo.

- Ciao, Sophie. - Credevo fossi a una serata chic.

Ho voluto fare una sorpresa alla mia bella.

Ascoltami bene.

- Se ne sono andati un'ora fa. - Sono?

Sì, con un ragazzo. Un invitato.

Non c'è niente di male. È single, ha diritto a vedere altra gente.

Certo. Perché sei così scontrosa con me, Sophie?

- Posso chiedertelo, vero? - Certo.

- Sono amica di Gittel. - Anch'io.

Non credo.

Ma se scopro di aver torto, ti chiederò scusa.

- Beh, grazie. Buona notte, Sophie. - Buona notte.

E dai, dammi un bacio.

- Pronto? - Dottor Kurtzman?

- Chi parla, per cortesia? - Parlo io. Tu chi sei?

Cioè sei una persona vera o una di quelle segreterie?

- È l'ambulatorio. È importante? - Sì, è un'emergenza.

- Chi parla? - Gittel Mosca. Sto molto male.

- Il suo numero, prego. - 6-2098.

- La farò richiamare dal dottore. - Grazie.

Ciao, Jerry. Ti sei divertito alla festa?

Non quanto te.

- Sei ubriaca, almeno? - Sì, ho bevuto un po'.

Avevo sete, non mi sono fermata per pensare.

- O non ho pensato di fermarmi. - Con chi eri?

Eh? Jake. È un pittore moderno.

È per quello che l'hai baciato? Sei una patrona dell'arte?

- Dov'eri? - A un passo, come tutta la settimana.

È stato lui a baciare me.

Non sei andato da Frank Taubman?

Accendi il riscaldamento? Sento tanto freddo.

- Hai bevuto abbastanza. - È acqua.

Che c'è, non ti fidi?

Dopo aver lasciato Sophie con quel lottatore, dove sei andata?

Se eri solo a un passo, lo saprai. A casa sua.

Per più di due ore? A fare che? A guardare i suoi quadri moderni?

- Che fai, mi leggi il futuro? - Sì, e non mi piace.

Dio, ho bevuto sei bicchieri. Sono rovinata a vita?

Non sto parlando dell'alcol. Ci sei andata a letto?

Ti viene da piangere, Jerry? A me sì.

Ci sei andata, vero?

- Povero Jerry. - Sei andata a letto con lui?

E se anche fosse? Cos'è, la fine del mondo?

Perché?

- Perché? - Che importa?

Ti importa davvero così poco di me?

- Jerry. - Di te stessa?

- Ho ben altro di cui preoccuparmi. - Perché l'hai fatto?

Non lo so. E poi non ho detto di esserci andata.

Farai bere anche me. Perché sei andata a casa sua?

Un paio d'anni fa, Jake ed io stavamo insieme. Ho bevuto un paio di bicchieri.

- L'ho fatto per i vecchi tempi. - Perché hai bevuto?

Cosa sono, in analisi? Dovevi essere da Taubman.

- Ti ci ho invitata. - Non ci volevo venire. Tutti snob.

- Perché sei andata a casa sua? - Te l'ho detto, ero sbronza!

- Lo vuoi per iscritto? - Non andartene, ti sto parlando.

E allora parla! Questi avvocati...

Non puoi prenderti una sbronza e buttare all'aria quel che avevamo senza motivo.

- Che ti ho fatto? Di che ti lamenti? - Sei tu che ti lamenti.

- Ne ho il diritto. - Non cambiare argomento.

- L'argomento siamo noi due. - Quello non è mai stato l'argomento.

Che ho fatto per spingerti da, come si chiama, Jerk?

- Jake. - Jerk.

Sei tu a spingere via me.

Vuoi sbarazzarti di me per andare con chiunque indossi un paio di pantaloni?

Lasciami in pace, ho il mal di testa.

Va bene.

Ne riparleremo domattina, quando ti sentirai meglio.

- Jerry? - Cosa?

- Non mi vuoi più bene? - Ti odio. Abbastanza passionale?

Forza, girati.

- Faccio da sola. - Beh, non farlo. Per favore.

Non mi odi. Ti faccio solo pena.

Perché ti credi tanto patetica? Tira.

Se mi vedessi danzare in quel loft, mi troveresti patetica.

Me ne sto seduta ad aspettare le idee, come su un'isola deserta.

Sai una cosa, Jerry?

- Non sono una ballerina. - Per questo ti sei ubriacata?

Se ti faccio un latte caldo, lo bevi? Ti calmerà lo stomaco.

Parliamo solo del mio stomaco. Non ho altre attrattive?

Lasciami! Faccio da sola!

Non mi servono i tuoi favori.

È così che intendi dormire?

Gittel, vuoi che resti o che me ne vada?

Che me ne vada.

Lascio il riscaldamento acceso?

Sì.

Hai bisogno di niente?

No. Ovvio.

Jerry?

- Jerry? - Cosa?

Che ci fai ancora qui?

Non posso aspettare fino a domani.

Non voglio continuare a raccogliere direttive. Voglio tornare in tribunale.

- Farai l'esame? - Ho paura.

Non mi sento sicuro, senza Lucius.

- Che altro puoi fare? - Tornare dove posso esercitare.

Dove tua moglie ha deciso di non risposarsi?

- Dove forse hai un'altra opportunità? - Qui che opportunità ho?

- Continua. - Rispondi.

Non voglio parlare con nessuno.

- Chi è, a quest'ora? II tuo amico? - Che ne so?

- Allora ci tornerai o no? - Perché no? Che c'è di tanto bello, qui?

L'esame di stato? Jake? I calci in pancia? Le sabbie mobili?

Anch'io sono nelle sabbie mobili fino al collo.

E va bene.

Dimmelo. È da una settimana che ti rode qualcosa.

Dimmi di che si tratta. O è più facile andare a letto col primo gorilla che vedi?

Perché ti comporti come uno straccio con cui chiunque può pulirsi le mani?

- Va bene. Quando? - Quando cosa?

Quando parti?

Non spingermi a Tallahassee, Non scappo facilmente.

Ho i miei progetti a cui pensare. Credo che mi rimetterò con Jake.

Ha ancora molto da offrire a una ragazza, sai?

So che ci tieni a me. Basta bugie, dimmi la verità.

- Quante? - Due.

Se ti fa male lo stomaco, vai dal dottore.

- Mi dice di non avere sentimenti. - È un male? Ti ho fatto male?

Per forza. Credi che abbia la testa di latta?

- Non mi hai chiesto scusa. - Te lo sei meritato.

- È vero. - Mi dispiace.

Sapevo che mi avresti picchiata.

Se ti fa felice, lo rifaccio con piacere.

Non sono felice. Ehi, che botta!

- Allora non ci torni. - La sberla non cancella niente.

Non so che fare, Gittel.

Dipende dalla situazione tra noi.

Perché è andata così, stasera?

E va bene, Jerry.

Per più motivi. La festa di Taubman era uno di quelli.

- Perché non ci sei venuta? - Non mi sarei ambientata.

Né con loro né con gli altri tuoi amici.

Sono troppo eleganti, diciamocelo.

Sciocchezze. Ti porterei ovunque.

Sì, come un complesso.

Sono un po' sciattona. Credi che non lo sappia?

Sei una ragazza bellissima.

Non direi. Ho il collo troppo lungo.

E poi, non è questo il punto.

Il punto è che non sono lei. Sarebbe stato il suo ambiente.

L'argomento non tratta te e me, ma tu e lei.

È così dalla prima volta che ci siamo visti.

- No. - Sì.

Cos'è Jake? Nient'altro che una caramella.

Se hai una moneta e passi vicino alla macchinetta, ce la metti.

Sennò, no. Ma lei...

Quand'ero giovane, ci si baciava nel vestibolo.

Lei è dentro di te e io sarò sempre fuori, nel vestibolo.

Tutto quello che hai fatto, l'hai fatto per dimostrarlo a lei.

- A te. A me stesso. - A lei.

Con lei non sapevi reggerti sui tuoi piedi, allora con me lo fai.

Solo che mi ci devo reggere anch'io. Gliela farai vedere.

Con lei chiedevi l'elemosina, con me la fai.

Loft, regali. Che li voglia o meno, gliela farai vedere.

Quando sei triste, non mi chiedo se è colpa mia.

Ti ha chiamato, non ti ha chiamato. Ti ha scritto, no ti ha scritto.

È sempre per lei.

Va bene.

Parli di bisogno. Ho bisogno di te.

Ma come si può dirlo apertamente?

Se vuoi bene a qualcuno, non devi aspettare che te lo chieda.

Come se fosse una bolletta da pagare. Che razza di generosità è?

Quando mi chiedi di offrirmi su un vassoio...

Tu cosa mi dai, Jerry? Cosa mi rimane?

Con Jake spendo una moneta e ottengo un cioccolatino...

Tu sei una scatola da dieci dollari, ma non mi rimane che l'incarto.

Tu freghi la gente. Dai l'impressione di dare, ma sei avaro.

È così che ho fatto, eh?

- L'ho fatto anche con lei. - Non sto parlando di lei.

È un esempio perfetto.

Hai ragione. È come se parte di me non sia mai stata in questa città.

- Ci ho provato, Jake. - Lo so.

Siamo entrambi dei falliti.

No. Non entrambi. Non tu.

Ho cercato di renderti più simile a me. A tutti, suppongo.

Avara e gelosa di quello che abbiamo perché è così poco.

Quando ricevi, restituisci il doppio.

Tu non sei una fallita. Tu sei un dono, piccola.

Dietro quel bel volto, si nasconde un'attaccabrighe.

E dietro a quella, c'è qualcosa che nessuno è mai riuscito a sporcare.

Tu sei come le persone dovrebbero essere.

Ho cercato di convincerti offrendoti un fantastico regalo... me stesso.

Ma anche quello era un imbroglio.

Ti ho spinta a letto con un buono a nulla come Jake. Come me.

Ne parliamo domani.

Adoro il tuo collo lungo.

Jerry.

Jerry, non andartene.

Jerry, sono malata.

Per questo avevo tanta sete. Aiutami, Jerry.

Mio Dio, perché non me l'hai detto, pazza? Chi è il tuo dottore?

Era lui al telefono. Kurtzman, è nell'elenco.

Per questo sono rimasta da Jake. Per nessun altro motivo.

- Stavo male, non volevo lo sapessi. - Piccola stupida.

Non odiarmi, Jerry.

- Mi vergogno tanto. - Taci, pazza.

Non volevo lo sapessi. Non volevo intrappolarti.

- Intrappolarmi? - Ho tanta paura, non lasciarmi.

Cerca di stare calma. Sono qui, non ti lascio.

L'anestesia sta facendo effetto.

Così giovane ed è già dottore.

Sua madre dev'essere davvero orgogliosa.

Studiate attentamente il compendio

e imparate lo Statute of Frauds.

Prestate particolare attenzione ad ogni eccezione e regola

che potrebbe costituire un contratto al di fuori dello statuto.

Per oggi ci fermeremo qui.

Domani analizzeremo l'esame del 1951. Preparate le domande.

- Scusa, Molly, non ho potuto fare a meno. - Non è per l'orario, è per queste pesti.

La sala da ballo reale è tutta per voi. Mercoledì sarò puntuale.

Va bene. Aspetta. Ho un assegno per Gittel.

- Bene. - Come sta?

Meglio. Chiamala o valla a trovare.

Quei mostriciattoli hanno rotto una finestra.

E hanno intasato la toilette due volte!

Sapevo che avrebbero fatto danni.

Questo dimostra che è perspicace, signor Jacoby.

Eccome! Ehi, torni qui!

Sessanta dollari d'affitto e seimila di seccature!

Sta molto meglio, grazie. Vuole venire a salutarla?

- Ehi, Gittel. - Ciao, tesoro.

- Che sdolcinato! - Spero che tu abbia appetito.

Vado di fretta. Devo essere in ufficio alle 13.30.

- Sono passate da due minuti. - Farò tardi anche sbrigandomi?

Se mi lasciassi un panino non dovresti romperti il collo per tornare.

Te l'ho detto cento volte.

Non voglio che la mia bella mangi panini, te l'ho detto cento e una volta.

- Altre lamentele? - Non mi lamento, sono educata.

- Com'è andata la mattinata? - Così.

- Sempre a letto? - Sono quasi andata in bagno da sola.

- Che impresa. - Sarà su tutti i telegiornali!

Ho aspettato che arrivasse Sophie.

- Jerry? - Sì?

Domani cercherò di andarci da sola. Sono ancora debole.

Che ti aspettavi, di scalare l'Everest?

È per quello che ci vanno?

Sai dove mi piacerebbe essere?

A letto.

A Central Park. Sull'erba.

Non lo uso molto, Central Park.

Soprattutto in una giornata simile. Non è ancora primavera, ma è come se lo fosse.

Se riuscirai a reggerti sulle tue bellissime gambe, venerdì ti ci porto.

- Perché venerdì? - L'esame sarà passato!

- Accetti l'invito? - Non vedo l'ora che sia passato.

Così ti fermerai abbastanza a lungo da salutarmi.

E tu smetterai di temporeggiare abbastanza da accettare i miei inviti.

Tu e quel dottore... "Miss Mosca, ha già deambulato?"

Se ho deambulato... Ma che razza di linguaggio è?

Appena mi alzo mi sento debole come una bambola di pezza.

A proposito.

Forse questo ti darà forza.

Da Molly.

Se non faccio attenzione, presto mi vorrai solo per i miei soldi!

Per quale altro motivo potrei volerti?

- Quando avrai un po' di tempo? Ora? - Dopo la battaglia, figliola.

Bistecca!

Dalle 3.30 di venerdì in poi.

Da venerdì in poi, ma per quanto?

Hai detto qualcosa?

Ho detto che ti amo.

Quando dici una cosa simile, non bofonchiare.

E va bene, lo griderò.

Non preoccuparti, solo un paio di volte la settimana.

Non preoccuparti tu. Puoi dirlo ogni volta che vuoi.

Se smetti di parlare un secondo, ti preparo il pranzo.

- Hai già mangiato? - Non ho avuto tempo.

Mangerò un panino in ufficio.

Vuoi farti venire l'esaurimento nervoso?

Finirai per spomparti.

Lavori, studi e corri come un treno.

- Mi servi come una principessa. - Mi piace, lo sai.

Basta con le idiozie, mangia la bistecca e guarisci.

Non voglio approfittarmene, giuro.

Il fatto è che... Ho paura.

- Di che, tesoro? - Beh...

Mi sono abituata alla tua presenza.

Alla tua roba e alle tue cravatte ovunque.

Se guarisco, le tue cravatte tornano a casa tua.

Forse è per questo che resto a letto come una patata.

Fa davvero bene essere innamorati, vero?

Beh, bisogna fare qualcosa.

- Che fai? - Scrivo al mio padrone di casa.

Gli dico che me ne vado.

Perché non mi hai detto che ti piacciono le cravatte? Ne ho molte altre.

Avrei dovuto farlo da settimane. Non ci ho pensato.

Distinti saluti, Jerry Ryan.

- La imbuco subito. Gittel! - Fermo lì.

- Tesoro, sei stata fantastica. - Sono la solita bambola.

Ma non ho mai ricattato nessuno e non intendo farlo ora.

Nemmeno per averti. Ecco qua. Distinti saluti, Gittel Mosca.

Mi piace stare qui. Mi piace che ci stiano le mie cravatte.

È quello che voglio. Lo capisci?

- Sì. - Bene.

Ora posso tornare al lavoro? Mi licenzieranno, sennò.

E non potrei permettermi nemmeno una ragazza non malandata.

Mettiti a letto presto, ma non troppo presto.

Mastica bene la tua bistecca fredda prima di inghiottirla.

Prendi le medicine e stai al caldo. Sei mia.

Il signor Appleton la sta aspettando in biblioteca da mezz'ora.

Ho un messaggio. Deve chiamare...

Appleton comincia a spazientirsi.

- Scusami, Frank. - L'ha cercata sua moglie.

Deve chiamare Omaha, centralino 12.

Fallo subito. Ci penso io ad Appleton. Usa pure il mio ufficio.

Trasferisci la chiamata, Jessie.

- Pronto? - Jerry?

Ciao, Tess. Scusa se non mi hai trovato.

Che effetto fa essere liberi, Jerry?

- Che effetto fa essere cosa? - Divorziati. Perché lo siamo.

- Quand'è successo? - Ieri.

Allora... non siamo più sposati?

Vuoi le pentole imballate separatamente?

- Da cosa? - Dai piatti.

Non lo so.

Ma sì!

Aiuto!

- Che è successo? - Questa dannata asta.

Non l'ho mai aggiustata.

Non pensavo di...

- Eh? - Niente.

Resta per terra, patatina.

Vuoi anche le tende?

Se le vuoi, prendile.

- Cosa ti prende? - Una banana.

- Cosa? - Una banana. Ne vuoi un po'?

- No. Ho detto, cosa ti prende? - Oh, a me?

- E a te? - Te l'ho chiesto prima io.

- Cerco di capire cosa sia preso a te. - Capisco.

Mi prende che sto cercando di capire cosa sia preso a te.

Questo pone fine all'inchiesta.

Vuoi anche quei supporti?

- Eh? - Non voglio un bel niente.

- Se li vuoi... - E va bene, li vogliamo?

- Certo, costano. - Sì, 10 centesimi. Prendo il cacciavite.

- Allora lasciali. - Senti, tesoro.

Ci serve davvero tutta questa robaccia?

Come, robaccia? È roba buona. 47 centesimi al metro, con lo sconto.

- Posso farci 11 cose diverse. - Ad esempio?

Perché non andiamo fuori a cena?

- Sembri stanca. - Non sono stanca.

- E allora perché sei così giù? - Sono al sesto cielo.

Smettila di aiutarmi, mi soffochi.

Dovevamo festeggiare il mio esame.

- Imballare la roba per poter stare insieme. - Ad ogni scatola mi sento peggio.

- Perché, tesoro? - Non so.

C'è qualcosa che non quadra.

Tagliamo la testa al toro e sposiamoci.

Quando avrai ottenuto il divorzio.

Ho un sacco di progetti. Non sarò una palla al piede.

Imparerò a stenografare.

È proprio quello che mancava, tra noi.

Quando apri il tuo studio, posso farti da segretaria.

Risparmieresti un sacco di grana.

E poi sistemerò l'appartamento.

Non possiamo invitare nessuno, gli ospiti sarebbero accolti dagli scarafaggi.

- Vuoi avere spesso gente a cena? - Perché no?

Clienti. Soci, se li avrai. I Taubman.

Persino dei criminali. Non puoi invitarli in una topaia.

Vorrei ben dire.

Che scandalo se un tossico che ha appena ucciso la madre

vedesse uno scarafaggio!

Più avanti ci trasferiremo in una casa.

Sai cos'ho sempre desiderato?

- Me? - L'ascensore.

Con l'ascensore, puoi invitare chiunque.

Suppongo di sì, non ci avevo mai pensato.

La radio e il tostapane. Facciamo progressi.

- Jerry? - Sì?

Hai parlato a... come si chiama... a Omaha?

Sì. Mi ha chiamato più volte, nelle ultime due settimane.

- Perché? - Oh, niente.

Mi chiedevo se ti avesse detto niente del divorzio.

Dovreste ottenerlo presto, no?

L'abbiamo ottenuto il 14. Due settimane fa.

Perché non me l'hai detto, Jerry?

Mi ha scosso più di quanto non credessi.

Volevo abituarmi all'idea.

Non volevi che lo sapessi.

Suppongo di no. Non finché non mi ci fossi abituato.

Mi dispiace.

Se le hai parlato così tanto, le hai detto di me?

- Che andremo a vivere insieme? - Sì.

Ma a me non hai detto del divorzio, verme!

Rompili pure! Chi li vuole? Me ne vado.

- Gittel... - Jerry, perché non me l'hai detto?

- Non potevo. - Però a lei dici di me.

Anche dopo il divorzio hai dei segreti con lei.

Quando ci sposeremo lei lo sa saprà e io no!

- Non ti lascio andare. - Stai attento!

Siediti.

In tutta la vita non sono ancora riuscita a picchiare un uomo!

Non è giusto.

Senti, Gittel. Le ho detto di te per un motivo.

Perché mi ha chiesto di tornare. Voleva che tornassi a casa.

- Ma io ti voglio qui. - Sono qui.

Ma ti voglio qui tutto. Cioè...

Non voglio solo...

Jerry... ascolta.

- Sei mio amico? - Lo sono.

Allora dimmi la verità.

Potresti mai... Potresti mai dirmi "Ti amo"?

- L'ho detto una volta sola. - Potrebbe esserci una seconda.

Succede. Il matrimonio è fallito, l'hai detto tu.

Volevi che restasse acqua passata.

Si vede che non era passata.

C'è scritto: "I legami del matrimonio sono recisi e annullati."

Quando due persone vivono insieme tanto tempo quanto me e Tess...

In modo così... Non si capisce più dove inizia uno e dove finisce l'altro.

È come... Una volta mentre raccontavo un sogno che avevo fatto

ho notato che Tess stava sorridendo in modo strano

e mi resi conto che il sogno era suo.

Questo... Questo non è vero.

Qualsiasi giudice al mondo direbbe il contrario, ma non lo è.

I legami non possono essere "annullati".

Allora perché stiamo facendo il trasloco? Perché le hai detto di no?

Ti ho detto di avere pretese, di dipendere da me. Ti ho praticamente obbligata.

Gittel, ti voglio bene. Non voglio saperti ferita, persa o ingannata.

E in futuro come sarà, Jerry? Smetterai di pensare a lei?

Con un po' di tempo, sarà tutto perfetto?

Come posso competere con lei?

Con un'emorragia due volte l'anno per incastrarti?

Con la mia malattia ho ottenuto metà di te. Dovrò continuare così?

Mi fregherai di nuovo, Jerry.

- Ho cercato di non farlo. - È questo che non quadra.

Il tuo sforzo. Non ce ne sarebbe bisogno, se andasse tutto bene.

Le cose tra noi non sono equilibrate. Sei solo tu a dare.

Non vuoi quello che ho da offrire e non puoi darmi ciò che voglio.

Posso imparare a stenografare o a suonare la trombetta a testa in giù.

Se non mi ami, non mi ami.

Il tempo non cambierà un bel niente.

Sono io quella in trappola, Jerry.

Se vieni a vivere con me, ti costringerò a sposarmi, lo so.

E cosa mi resterà?

Non voglio passare la vita a mendicare.

Non mi basta, Jerry. Non più.

Voglio qualcuno che provi per me... quello che hai detto prima.

Che ne dici di andare ognuno per la propria strada?

Per il mio bene? Così che possa tornare?

No. Sia che te ne vai o che resti.

A dire il vero, Jerry,

è da quell'emorragia che non respiro liberamente.

Voglio andarmene per poter respirare.

- Sì, pronto? - Tesoro, sono pronto. Vado.

Ciao, Jerry.

Ho lasciato delle scatole. Cose per la cucina.

- Se ti servisse qualcosa. - Non mi serve niente.

Se c'è qualcosa di importante, sarò all'Hotel Commodore a Lincoln.

Lincoln in Nebraska, non in Nevada.

Non in Nevada.

Se ti serve qualcosa urgentemente, chiama Frank Taubman.

Non dovrai spiegare nulla. È tutto sistemato. Chiamalo e basta.

- Va bene. - No. Promettimelo. Sii generosa, Gittel.

- Va bene, lo prometto. - Bene.

Sto bene, Jerry, davvero. Mi riprendo in fretta.

- Trova quello che vuoi, laggiù. - Ci proverò.

Perlomeno non faremo gli stessi errori.

Avremo solo quel che guadagno, una scrivania, una matita e delle idee.

- Farò il tifo per te. - E io lo farò per te.

Sei una bravissima persona, tesoro. Non sprecarlo.

Non lo farò.

È una grossa città. Ci sarà un uomo per me da qualche parte. Lo troverò.

Ora ho più stima di me.

Farò più spesso proposte di matrimonio.

Ti manderò un biglietto d'auguri ogni tanto.

- Un paio di volte la settimana. - Gittel, cosa sto facendo?

La cosa giusta. Non voglio nessuna elemosina. Non aiuta.

No, lo sappiamo entrambi.

E non intendo nemmeno farla.

Voglio qualcuno... Ci aiuteremo a vicenda. Qualcuno che sia mio.

Non come con Sam o Jake. Non potrebbero aiutare nessuno.

Sono molto cambiata.

- Mi hai fatto un grosso favore, Jerry. - Davvero, Gittel?

- Davvero? Se potessi pensarla così... - Mi hai aiutata.

È la prima volta che ci ho guadagnato.

Chiunque incontrerò, ti sarà debitore.

Grazie.

Anche lei ti sarà debitrice. Più di quanto non possa sapere.

Beh... addio, cara.

Ti amo, Jerry.

Ricorda per tutta la vita che l'ultima cosa che mi hai sentito dire

è stata che ti amo.

Ti amo anch'io, piccola.

Sottotitoli: SDI Media Group

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