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Il mondo odierno, è estremamente caotico

Il mondo odierno è alquanto veloce.

Nel mondo di oggi prevale la separazione,

la separazione dalla natura,

il distacco dagli altri e l'allontanamento da sè stessi.

Ma in tutto il mondo stanno nascendo dei luoghi

dove, gruppi uniti di persone, si stanno muovendo insieme

per cercare di creare un'alternativa.

Provano davvero a creare

un modo di vivere che sia in armonia con tutto ciò che li circonda

e che sia pieno di significati.

Cercano di dare un senso non solo ad alcuni momenti della propria vita,

ma cercano di vivere ogni giorno della loro vita in maniera significativa.

E questa è la motivazione che mi ha spinta ad andare a scoprire queste realtà.

Mi trovavo in Svezia, dopo un periodo vissuto in Australia e in India,

e basandomi sull'esperienza che ho vissuto in India, ero attratta dal tema delle comunità.

Avevo il desiderio di andare in Italia

Ne parlai con la mia amica Rebecka, che adesso si chiama Celestrina,

e decidemmo di fare un viaggio per andare da qualche parte nel mondo

a realizzare un documentario sulla vita in comunità.

Un giorno, mentre mi trovavo sulla metropolitana a Stoccolma,

cercai "comunità in Italia".

e trovai la pagina di Damanhur,

e pensai che ci dovessimo andare

che dovessimo dare un'occhiata a questo posto.

- Salve.

- Salve!

- Ciao.

- Ciao. - Non riusciamo a vedervi!

Non avevo mai sentito parlare di Damanhur,

e quando arrivai, non avevo idea che fosse una realtà così complessa.

Credevo si trattasse di una semplice comunità ecologica dove le persone erano dedite all'agricolutra.

Quando vivevo all'interno della città, avevo la sensazione che la vita fosse piatta,

In Stoccolma così come in altre città del mondo ogni cosa è piccola.

di conseguenza sei costretto

a condurre una vita predestinata in cui studi, in cui incontri un partner,

hai dei figli, compri una casa e questa è la fine della storia,

a meno che non si voglia fare qualcosa di diverso.

Così ho capito che questo modo di vivere era diventato piuttosto noioso,

E ho pensato che non fosse nemmeno adatto ai nostri tempi

Ho sentito la necessità di voler fare qualcosa di importante

e di farlo insieme ad altre persone per creare davvero un nuovo modo di vivere.

- Ivrea.

Pensavamo che avremmo incontrato persone vestite di bianco

che fluttuavano in aria

dal momento in cui vivevano in un luogo magico

Siamo arrivate a febbraio e il tempo era terribile.

Faceva molto freddo e pioveva.

Abbiamo visto questi spazi enormi e abbiamo incontrato tantissime persone

che mi sono sembrate così normali.

Non mi sarei mai aspettata che gli abitanti sembrassero

delle persone ordinarie.

Non appena siete arrivate, la vostra impressione fu positiva o negativa?

Direi più negativa...

Penso...

Penso che non fosse affatto come me l'aspettavo.

Appena sono arrivata lì, e anche un paio di settimane dopo,

sentivo che vi era qualcosa di nascosto.

C'erano segreti a cui non potevo prendere parte.

Questo aspetto mi ha fatto sentire davvero esclusa.

E continuavo ad interrogrami

riguardo questo "spirito di comunità",

che avevo immaginato per tanto tempo.

E non sembrava che queste caratteristiche combaciassero.

Da una parte vi erano queste fantastiche persone che ti accoglievano nelle loro case,

ma dall'altra vi erano dei grandi muri.

attraverso i quali era impossibile osservare.

E se ci avessi provato, non lo avrebbero permesso.

Vivevo a Firenze, la città in cui sono nata.

In quel periodo facevo l'elettricista,

e devo dire che stavo conducendo una vita piacevole.

Ma sentivo la mancanza di qualcosa da un punto di vista più profondo,

Nonostante avessi solo 21 anni,

avevo la sensazione di sapere già tutto,

riguardo il sistema e la vita....

L'esistenza mi stava offrendo qualcosa di ovvio.

Erano gli anni Settanta.

e vivevo in una piccola città nel centro Italia,

In quel periodo, i primi damanhuriani,

erano soliti a viaggiare per l'Italia e partecipare a congressi

ed esperienze di tipo spirituale.

Dato che nel mio paese si trovava un centro di parapsicologia

Falco e gli altri damanhuriani decisero di venire nella mia città.

Non avevo mai nutrito interesse verso questi temi,

ma dopo che partecipai ad una esibizione.

ne fui completamente attratto

E, passo dopo passo, cominciai a visitare Damanhur, che all'epoca non era ancora abitata,

E decisi di seguire Falco, e i suoi compagni.

Una sera, alcuni miei amici che dovevano uscire,

mi chiesero di rimanere con il loro bambino.

A quel tempo, nel 1983, in TV esistevano solo i canali della rete nazionale.

Così ho acceso la TV,

e vidi una donna che raccontava di un uomo

E stava dicendo: "Quest'uomo, che ho conosciuto...

pensavo fosse qualcuno di carismatico,

e invece ho trovato un uomo molto semplice e gentile

con due occhi bellissimi, due occhi...magnetici..."

E il servizio successivo riguardava Damanhur.

Quando il programma terminò spensi la TV,

e dissi : "Devo andare a visitare questo posto".

Così venni qui,

Damanhur era così affascinante

che decisi di diventarne una cittadina.

Non posso dire che stessi cercando un percorso spirituale,

ma come conobbi Damanhur, fui immediatamente coinvolto in questo progetto,

e, 40 anni fa, mi trasferì a Damanhur,

diventando cosi uno dei primi 40 cittadini.

Non volevamo unirci ad una comunità.

A noi interessava capire come le persone vivessero in realtà alternative,

Ma non abbiamo mai detto: "voglio andare a vivere da qualche altra parte".

C'è una grossa differenza.

Abbiamo fatto domanda per il programma "New Life",

che era un programma di tre mesi, con permanenza come cittadino nella comunità,

Stavamo cercando di fare il nostro documentario

ma non stava andando molto bene, perchè ci stavamo facendo prendere dall'esperienza

Passarono così 6 mesi,

e quindi decidemmo di restare.

Prima di arrivare a Damanhur, pensavo che gli ecovillaggi

e le comunità intenzionali, fossero molto focalizzati

sull'autosufficienza e sul coltivare il proprio cibo.

Quando sono arrivata a Damanhur,

mi ha sorpreso scoprire che l'obiettivo consistesse nel creare una nuova società.

Vi erano infatti molti altri aspetti riguardanti la vita .

E poi ho anche scoperto che c'era

questa fonte di ispirazione di Damanhur, che era Falco, il fondatore.

che insieme agli altri fondatori, aveva creato questa visione.

Per il popolo di Damanhur,

Falco è la guida spirituale.

Portava un messaggio dall'universo,

ed era un essere umano. Ma un essere umano con alcune caratteristiche speciali.

La prima volta che venni a Damanhur

comprai alcuni libri che aveva scritto.

Quando tornai a Firenze e lessi questi libri, li trovai così "chiari"...

parlavano direttamente alla mia anima.

Così, quando tornai a Damanhur e incontrai Falco nel parcheggio,

Gli dissi: "Voglio davvero ringraziarti per questi libri".

Tutti parlavano costantemente di Falco.

Si ascoltavano storie e insegnamenti,

si sentiva parlare di lui in continuazione.

Ci fecero comprare alcuni dei suoi libri,

in modo da poterlo conoscere.

Comprare e leggere i libri di Falco è estremamente importante per i damanhuriani

E, sinceramente, posso dire di non aver capito nulla di quei testi.

Erano come storie e poesie che per me non avevano alcun senso.

Questa è stata una delle mie prime perplessità riguardo Damanhur,

poichè ero appena arrivata, con una precisa idea di spiritualità,

ma non capivo una parola di ciò che il fondatore di questo luogo,

che avrei dovuto amare, stesse scrivendo.

La maggior parte dei suoi libri erano molto poetici,

e parlavano soprattutto di miti,

anche perchè i miti che abbiamo nella società di oggi

condizionano il modo

in cui pensiamo alla realtà, il modo in cui impariamo ogni cosa.

E così, dato che Damanhur si propone di creare una nuova narrativa per l'umanità,

una narrazione maggiormente positiva nei confronti del futuro

e che possa ampliare ciò che possiamo essere come essere umani, le storie assumono estrema importanza.

Io ho conosciuto Oberto Airaudi prima che diventasse Falco,

il fondatore carismatico di Damanhur,

negli anni 1975.

Era un periodo in cui, dopo il 68', le contestazioni

e soprattutto dopo che aveva preso avvio questa epoca del 'New Age'

i movimenti stavano crescendo.

Ma il dato che mi caratterizzava sempre di più questa figura di Oberto Airaudi,

era la sua sterminata curiosità.

Oberto Airaudi anticipava già quello che poi ripeteva comunemente a Damanhur,

cioè che, tutto quello che si pensa, esiste.

E siccome Oberto Airaudi aveva una fantasia sterminata,

si puo capire quanto sterminato fosse il suo bisogno di Utopia,

il suo bisogno di realizzazione.

Falco non aveva un buon carattere,

ma è stata la persona che, più di chiunque altro,

ci ha permesso di avere fiducia nel nostro potenziale.

Ed è stato lui a convincerci

che insieme possiamo sognare e realizzare anche i sogni impossibili.

Si raccontano storie di ogni tipo su Falco:

di come le persone lo abbiano visto compiere miracoli,

di come provenga da un'altra epoca o che fosse un alieno.

Ed è davvero difficile fare una cernita tra tutte queste teorie

e capire qual è la propria idea di questa figura.

Ad un certo periodo della sua giovinezza, sentì di essere il canale di un messaggio

o di aver ricevuto l'eredità di una conoscenza

che gli chiedeva di creare un movimento,

per permettere alle persone di seguire i propri sogni,

creando un sogno collettivo.

Se mi chiedete: "è possibile assistere a un miracolo?"

Sì, io l'ho visto.

Falco era una persona che faceva miracoli

ma non miracoli nel senso di fenomeni sovrannaturali,

Ma qualcosa che non potresti mai immaginare, che possa accadere.

Noi possiamo interagire con questa realtà da una prospettiva completamente diversa,

e lui fu in grado di gestire le leggi di questa vita in questo modo.

Lui arrivò dal futuro poichè era necessario creare

esperienze come Damanhur, per ricostruire il rapporto tra gli esseri umani e gli dei.

Il modo in cui Falco si descriveva era molto semplice, egli diceva:

"Sono un uomo, come tutti gli altri, ma ho qualcosa di diverso..."

"Io ricordo."

"Ricordo da dove vengo,"

"Ricordo perché sono qui"

"e ricordo cosa devo fare adesso insieme con te, se tu vorrai."

E che cosa doveva fare?

Cercare di cambiare il futuro.

Ha ricevuto molti segnali dall'universo,

ha ottenuto alcuni libri che solo lui era in grado di leggere.

E attraverso le relazioni con le altre persone,

era in grado di far crescere questa sua capacità di leggere l'universo

e di tradurlo in tutti gli aspetti che Damanhur ha sviluppato.

Diceva sempre che veniva dal futuro

ed è per questo motivo che aveva i ricordi

Proveniva da un futuro in cui la tecnologia gli consentiva

di viaggiare all'indietro nel tempo, cercando di creare la condizione per cambiare le nostre sorti,

perché il futuro da cui proveniva, era quello di un mondo nel quale

la vita su questo pianeta era stata messa talmente a dura prova

che non era più possibile sopravvivere.

Oberto Airaudi aveva tutte le caratteristiche del capo carismatico,

però, cosi come ancora Max Weber dice, Il capo carismatico

non è tale fin quando non è riconosciuto.

Le doti carismatiche di Oberto Airaudi si sono manifestate, sono state riconosciute

esattamente dai suoi seguaci, da coloro che hanno subito il fascino di questa

di questa nuova Utopia che finalmente si realizzava.

A un certo punto, all'inizio di Damanhur, Falco disse

che era importante creare qualcosa che potesse essere di ispirazione per l'umanità.

E c'è questa leggenda bellissima e mitica

in cui i fondatori erano seduti intorno ad un fuoco

e un'enorme stella attraversò il cielo, e tutti dissero

che quello era il segno che stavano aspettando per costruire un luogo di grande ispirazione per l'umanità

Iniziarono dunque a scavare, a mano, questo

piccolo tempio nel cuore della montagna che, nel corso degli anni, anni è diventato un tempio piuttosto grande.

Questo era il mito della Gerusalemme celeste.

Tutti i movimenti hanno una loro città ideale a cui giungere,

la città ideale a cui giungeva Damanhur è esattamente questo

il mito di questa città sotterranea.

Quando sono entrata nei templi per la prima volta, tutti i muri sono crollati.

Tutti i pregiudizi che avevo su Damanhur

e su questa realtà in generale

sono scomparsi non appena sono entrata nei templi,

perché la bellezza dei templi ti fa davvero...

È impossibile dire qualcosa sui templi.

Rimasi sconvolta quando vi entrai per la prima volta

per la loro complessità, la loro bellezza,

e non potevo immaginare che qualcuno avesse fatto tutto questo, scavando a mano.

Quando mi portarono, per la prima volta, all'interno dei templi...

ed entrai nel primo tempio costruito dai fondatori,...era enorme...

ho pensato: "Oh, mio Dio, cosa hanno fatto?

sono davvero stati in grado di costruirlo... all'interno nella montagna?"

Erano solo un gruppo di giovani,

e hanno comprato questo pezzo di terra nel bel mezzo della Valchiusella, dove non c'era nulla.

e hanno iniziato a costruire questi templi.

Lavoravano giorno e notte e portavano via

il terreno dall'interno delle montagne.

E non si sono mai fermati.

Scavavamo soprattutto di notte, perché di giorno dovevamo lavorare

per poter avere il denaro, anche per la costruzione dei templi,

perché non eravamo cosi ricchi

da poter permettere il finanziamento del progetto.

Eravamo davvero dei gran lavoratori.

Quindi è così che è andata, era una sfida... ogni notte

- Mi chiamo Oberto Airaudi e sono il progettista del Tempio del Uomo.

Questa struttura è la più grande al mondo di tipo sotterraneo,

alcuni la stanno considerando, l'hanno considerata, l'ottava meraviglia.

In questo momento ci troviamo nel centro di questa nostra opera,

un opera monumentale, un opera che serve a noi per la ricerca.

Il significato di tempio per noi è molto esteso,

non ci si limita a un luogo nel quale meditare,

concentrarci o riunirci e fare i nostri concerti.

è un luogo nel quale si fanno esperimentazioni, un luogo nel quale si vive.

Un luogo nel quale, i Damanhuriani, i miei concittadini ed io,

esprimiamo con l'arte quelle che sono le nostre idee.

È stata davvero un'avventura straordinaria perché stavamo creando qualcosa

che non esisteva e che nessuno avrebbe mai potuto immaginare.

Nel corso dei primi anni lo costruimmo in segreto ed è stata un'avventura straordinaria.

Quanto ho cominiciato, non ho detto tutto alle persone che partecipavano,

perchè, avessi detto tutto all'inizio, mi avrebbe preso ancora più per matto.

Avere un segreto da mantere è il cemento più formidabile di un movimento.

Tutti i movimenti hanno avuto questo principio.

Lo ebbe tra l'altro anche il cristianesimo, perchè il segreto marcani,

che era la celebrazione della liturgia dell'ultima cena,

era esattamente quello di non profanare il cuore del disegno.

Ora, il cuore del disegno dell'Utopia di Damanhur,

era esattamente questa città sotterranea, che rappresentava il mito a cui giungere.

E quindi, il segreto Marcani applicato al segreto di Damanhur,

è stato probabilmente il cemento fondamentale per tenere unito,

per fidelizzare tutti quelli che entravano poi a farne parte.

Quando mi trovo nei templi,

è difficile comprendere come sia stato possibile costruire tutte queste opere.

In Damanhur, ci definiamo "fai da te" in tutto.

Il responsabile degli scavi era un agricoltore,

e divenne l'ingegnere responsabile della sicurezza nei templi.

e non abbiamo mai avuto problemi sotto questo punto di vista.

Le cattedrali più belle sono state fatte da muratori,

non da ingegneri, architetti e cosi via.

E questa è anche una testimonianza della grandezza di Falco,

di un uomo in grado di guidare persone comuni, come insegnanti di scuola materna

o che avevano lavori normali, per costruire all'improvviso questa Opera.

Quando il tempio è stato rivelato

Lo conoscevano un terzo dei Damanhuriani.

Forse neanche, un terzo un quarto dei Damanhuriani.

Gli altri non lo sapevano, perchè, man mano che le persone diventano cittadini,

ed erano più affidabili,

un pò alla volta, si facevano una grande festa.

Si portavano le persone in visita, e poi si aprivano man mano delle porte.

Dietro c'erano tutti i Damanhuriani... da vedere la faccia che facevano.

La soddisfazione.

Ma non era legale, ovviamente,

perché non so come funzionasse, la burocrazia in Italia negli anni '70,

ma probabilmente non era così facile scavare all'improvviso un buco gigantesco

nella montagna, senza veri piani o progetti.

I templi dell'Umanità sono stati scoperti perché uno dei fondatori

che si trovava qui fin dall'inizio e che ha lavorato agli scavi dei templi,

lasciò Damanhur e, alcuni anni dopo, ha iniziato a minacciarci

dicendo:

"Se non mi date i soldi che voglio, vi distruggo.

Farò del mio meglio per distruggere Damanhur."

Così abbiamo deciso di adottare le nostre misure di sicurezza.

Abbiamo cambiato completamente l'ingresso dei templi

in modo tale che non sarebbe riuscito a trovarlo.

Andò da un magistrato e... mentì.

Disse: "hanno scavato un'area sotterranea

dove nascondono armi, droga, persone uccise."

Il magistrati arrivò con 50 poliziotti e i cani antidroga

e disse: "Questa è la vostra fine.

Questo è il vostro ultimo giorno.

Siete una setta di criminali,

e io sono qui per fermarvi per sempre."

Ricordo che era una giornata di sole, a luglio.

Erano le prime ore del mattino, io non c'ero,

ero in un altro nucleo, in un'altra comunità,

E abbiamo ricevuto la notizia.

Dopo tutto il giorno in cui erano lì,

cercando di trovare l'ingresso,

il magistrato disse: "Ok, non abbiamo trovato l'ingresso,

ma se pensate che questo sia un mio problema, in realtà non lo è.

È un problema vostro. Perché ho qui un permesso

secondo il quale posso scavare dove voglio per trovare questo posto."

Ci fu molta preoccupazione e, allo stesso tempo...

voglio dire... Prima o poi sarebbe dovuto accadere.

Non riuscivano a trovare l'ingresso perchè avevamo creato una porta segreta,

un passaggio segreto che i poliziotti non riuscivano a rilevare

anche se vi erano passati davanti.

E quando Falco ha detto: "Ok, questo è troppo.

Non siamo una setta di criminali,

potete vederlo con i vostri occhi.

Potete capire chi siamo e comprendere perchè abbiamo creato questo luogo.

Vi chiediamo solo rispetto."

E così, sotto il loro naso,

aprì il passaggio segreto, nascosto nel muro dove dove erano passati numerose volte,

Ed entrarono...

E dopo due ore che erano all'interno dei templi, dopo aver guardato dappertutto,

il magistrato uscì e le sue parole furono:

"Non posso credere che abbiate fatto tutto questo.

Né per denaro, né per nascondere qualcosa.

Voi siete pazzi,

ma questo non è un crimine.

Si tratta in realtà di una costruzione senza permesso."

Così decise di aiutarci.

E da allora chiaramente tutto cambiò,

perchè lo svelamento della città sotterranea,

anche per altre ragioni, divenne una risorsa di auto-promozione,

cosi come adesso ancora, la visita del tempio sotterraneao, da un lato è

l'auto promozione di Damanhur,

e dall'altro lato è un elemento cespite e notevole a livello canonico.

Quando il tempio è stato pubblicizzato all'esterno,

nel giro di pochi anni, è diventato anche il principale fattore di attrazione turistica.

l'aspetto più noto a livello internazionale della comunità di Damanhur.

L'aspetto più segreto della comunità è diventato nel corso del tempo

il principale fattore di attrazione.

Tramite, per esempio, il turismo,

da un lato Damanhur si è avvicinata al mondo, ha aperto il dialogo con il mondo,

dall'altro però, il mondo ha scoperto e si è avvicinato alla comunità di Damanhur.

Quando sono arrivata a Damanhur, ero un'elettricista,

e Falco mi chiese: "Ti piacerebbe fare dell'arte in Damanhur?

Ti interesserebbe? Saresti disponibile?"

e io risposi: "Oh mio Dio. Non l'ho mai fatto prima.

forse non sono in grado di farlo."

E lui rispose: "Beh, non lo sai... proviamo".

Poichè mi stavo fidando di lui,

mi sono fidata anche del mio potenziale,

e così divenni quella

che ha realizzato il progetto della Cupola nella Sala degli Specchi.

Qualunque essere umano, se non ha una base spirituale,

una condivisione, anche solo dei miti,

legati alla storia o al territorio, chiunque puo creare il mito che vuole, non ha modo di...

di affermarsi o di stabilizzarsi, perchè

tra le persone si formano normalmente dei problemi, delle frizioni,

scontri, piccoli o grandi nel modo di sentire e di vedere,

per mille particolari.

Se non c'è una base più forte, sotto, quella società è destinata a sfaldarsi.

Invece, se ci sono elementi più forti sotto,

questi fanno superare i momenti di difficoltà, le dissunioni, i litigi,

e altre cose di questo genere.

La missione di Damanhur ha molte sommiglianze

con alcune filosofie new age e con altre comunità in tutto il mondo.

Ma non si tratta di una cultura antica in particolare, ok?

Ci sono divinità egizie e romane,

ma hanno anche le loro divinità interne.

Divinità che appartengono solo a loro

e altre cose che hanno creato in aggiunta.

Si tratta quindi di un sistema molto complesso

L'utopia di Oberto Airaudi era un utopia che si coltivava

con tradizioni multiple.

Chiaramente la tradizione Egizia è stata una delle tradizione che ha ispirato gran parte

anche delle simbologie, dei rituali, dei riti che attualmente ancora noi vediamo in Damanhur.

L'altra grande tradizione è quella Celtica e Druidica che sicuramente affascinava

Oberto Airaudi, soprattutto nelle fasi principali dei equinozi e solstizi,

cosi come anche non era assente la tradizione Cristiana,

soprattutto nelle componeneti più ambientaliste, oppure pacifiste, come

la tradizione appunto Francescana.

Se andiamo a studiare il pensiero Damanhuriano

scopriamo che ci sono alcuni tratti di questo pensiero

che potremmo ricondurre alla Teosofia.

Altri aspetti li possiamo ricondurre allo Gnosticismo, altri aspetti all'Ufologia,

altri aspetti ancora al contattismo.

Bene, per i Damanhuriani,

il punto è che, Falco non è entrato in contatto soltanto con i testi

di queste tradizioni esoteriche, secondo i Damanhuriani.

Non è entrato in contatto soltanto con quanto hanno scritto gli esponenti

di queste tradizioni.

Falco stesso, secondo i Damanhuriani,

è andato dritto alle origini di tutte le conoscienze esoteriche.

In che modo?

Secondo i Damanhuriani, Falco era un extraterrestre.. è un extraterrestre,

capace di muoversi nello spazio e nel tempo,

capace di incarnarsi in tempi differenti,

per cui, secondo il mito Damanhuriani delle origini,

secondo il mito di fondazione,

Falco era un extraterreste che prima di incarnarsi sulla terra,

ha visitato la famosa e mitica Atlantide,

e qui ha ricevuto le conoscienze arcane.

Quindi, Damanhur, secondo appunto i cittadini della città della luce,

sarebbe la nuova Atlantide, sarebbe il luogo dove

le conoscienze arcane di Atlantide, non solo, gli strumenti magici,

si sarebbero ritorvati, si sarebbero incarnati.

E le stesse anime della civilità Atlantidea e pre Atlantidea,

si sarebbero reincarnate.

Dicono che Damanhur si trovi in una posizione molto speciale,

perchè in Damanhur c'è un nodo in cui convergono le linee sincroniche

Si dice che queste linee, siano linee di energia che circondano il nostro pianeta.

Ci sono nove linee verticali

e nove linee orizzontali nel pianeta,

18 linee principali in tutto mondo.

Non sono fisiche, ovviamente, ma sono come linee di energia.

Queste linee non sono collegate solo al nostro pianeta, ma a intere galassie.

ed essendo energetiche, sono linee che portano informazioni.

Ed è qualcosa che permette al pianeta

di entrare in contatto con tutti gli altri mondi in cui esiste la vita.

Damanhur si trova in un punto raro perché di solito le linee non si incrociano nello stesso posto

e si dice che questo aspetto renda Damanhur un posto ancora più forte energeticamente.

È quindi, in Damanhur,

e potenzialmente in tutta questa zona, è possibile,

se si è in grado di mantenere il contatto con queste linee,

ricevere e inviare messaggi

Questo vivere... incontaminazione continua con altri mondi

è quello che in fondo Damanhur ha sempre rappresentato.

Spesso, a volte, in modo paradossale

perchè la richiesta di Damanhur

ad un certo punto, alla NASA di potere avere una navicella spaziale senza ritorno,

io ho visto questo documento in cui hanno scritto alla NASA questa richiesta,

e la risposta della NASA dicendo che per motivi organizzativi

non era possibile.

Probabilmente è stato un modo di dire "Una cosa talmente folle.."

Però questo del, di questo mondo non sensa altri mondi

era l'anima fondamentale dell'Utopia di Falco Tarassaco.

La Selfica è un'arte che veniva utilizzata anche nelle civiltà antiche

E funziona basandosi sul principio fondante dell'universo, ovvero la spirale.

Le Selfiche hanno funzioni diverse che dipendono dal materiale

come materiali usiamo principalmente metalli,

qualsiasi tipo di metallo, ma anche pietre e altri elementi.

Le Selfiche ospitano delle piccole entità,

piccole creature energetiche che possono scambiare esperienze con la persona.

Spiegandolo in modo semplice,

così come possiamo catturare le radiofrequenze o l'elettrictà

La Selfica è in grado di catturare le energie sottili che,

passando attraversano questi dispositivi,

ottengono diverse funzioni:

come il benessere, la creatività, o qualsiasi altra cosa.

Questa, ad esempio, serve per i viaggi in auto,

per creare un ambiente sicuro in auto.

Possono avere innumerevoli funzioni.

Ci sono piccole self per le persone, come questa, ma anche grosse self.

I Templi dell'Umanità, per esempio,

sono una unica grande, grandissima, self

che crea un collegamento, tra Damanhur e l'universo.

La Selfica può essere utilizzata sia

dai Damanhuriani, ma anche da chiunque altro in realtà.

Ogni volta che qualcuno va a visitare i Templi o cammina nei nostri circuiti,

sta utilizzando la tecnologia della Selfica.

Quanto si dovrebbe spendere per avere la propria Selfica?

In realtà, gli articoli non sono così costosi.

Un braccialetto per la digestione costerebbe circa 13 euro.

La Selfica personale però costa molto.

In realtà non ricordo bene, non sono brava a ricordare i numeri in generale,

ma penso sull'ordine di migliaia di euro.

Il costo della Selfica è molto vario,

Può dipendere dai materiali per esempio.

Se si possiedono metalli preziosi come l'oro o l'argento

il prezzo può andare dai 10 ai 1000 euro.

La Selfica, inoltre, è fatta a mano.

in un laboratorio da un gruppo di artigiani.

Dipende anche dalla complessità delle Selfiche.

Ad esempio, alcuni circuiti sono molto semplici da fare

mentre altri sono molto complessi,

e la loro creazione può richiedere molto tempo.

E bisogna averla per forza se si fa parte della comunità?

Sì, credo di sì.

Se si è cittadini, sì.

i damanhuriani, non sono obbligati ad avere una Selfica,

ma naturalmente si tratta di una scienza che stiamo ancora studiando,

quindi tanti di noi sono interessati a quest'arte.

Secondo lei, Falco aveva paura della morte?

No, io a questo ho avuto modo successivamente, nella seconda conoscienza

di Falco, con alcuni momenti in cui

la mia identità privata, non più da docente Universitario,

ma la mia identità privata di prete cattolico,

ha avuto alcuni elementi di approfondimento.

Allora, io ritengo che, Falco... questo principio del 'Non senza',

lui lo stava vivendo con la convizione che

la vita non è senza la morte, e la morte non è senza la vita.

Per altro, questo direi che è un principio fondamentale di tutte le tradizioni

religiose e anche filosofiche.

Quindi, il principio del ' Non senza',

della vita non senza la morte, Falco ce l'aveva.

Per altro, il modo con cui ha vissuto gli ultimi tempi sono la dimostrazione di questa

direi totale rappacificazione con il morire,

sapendo che il morire è esattamente il rinascere, e che non si rinasce

se non si muore,

quindi non c'è una vita nuova se non c'è la morte,

e quindi la morte è semplicemente un passaggio per il ritorno alla vita.

La mia domanda è: Perchè è importante Damanhur per me, per te, per gli altri e perchè?

È importante perchè Damanhur offre la sua preghiera

fatta con le mani, con le cose reali che si fanno,

e la offre a tutto il mondo.

E poi, perchè per quasi 40 anni, le persone hanno lavorato assieme

per organizzare queste cose.

Hanno avuto il coraggio di avere una continuità, più che dignitosa, tanti anni cosi.

Prima di tutto, Falco, ha iniziato a parlare

del fatto che il suo tempo stava per finire, ancor prima di morire.

Quando si è ammalato, ha deciso

che quello era il segno che stava aspettando, anche se era troppo presto.

Disse che avrebbe preferito rimanere di più

perché molti dei compiti che gli erano stati affidati non erano ancora stati portati a termine.

Ha usato gli ultimi mesi della sua vita per preparare tutto,

in modo che potessimo andare avanti grazie a tutte le conoscenze che aveva

e che naturalmente stavamo imparando da lui.

Sono arrivata a Damanhur esattamente un anno dopo la morte di Falco,

quindi non ho mai avuto la possibilità di incontrarlo.

L'ho conosciuto solo attraverso i racconti degli altri.

E il bello delle storie è che spesso lo idealizzano.

è diventato una figura

da cui molti prendono esempio per rispettare gli ideali di Damanhur.

E in questo modo, mi sento quasi come

se lo conoscessi attraverso gli ideali condivisi.

Ho sentito troppi racconti su di lui per dirti com'era,

se non che, penso, che fosse estremamente intelligente

perché altrimenti non sarebbe mai stato in grado di creare un qualcosa

di così duraturo, in quanto fu creato negli anni 70 ed esiste ancora oggi.

In genere le comunità muoiono dopo 5 anni,

mentre Damanhur vive anche dopo la morte del fondatore.

Credo che lui abbia avuto un ruolo importante nel creare tutto questo.

Ha lasciato lettere dopo la sua morte, ad esempio.

Lettere contenenti delle indicazioni.

Disse: "Quando questa stella si allineerà o quando

qualcuno dirà questa particolare parola in un detreminato contesto,

potrete aprire questa lettera... Aveva tutto studiato.

E ricordo di aver letto uno dei suoi libri,

quando sono arrivata a Damanhur e non ero ancora sicura di rimanere,

e ho trovato tante nozioni che mi sono rimaste impresse,

che rispecchiavano me e i miei ideali,

e sentii davvero che Damanhur potesse essere uno dei miei luoghi.

Io ritengo che Damanhur abbia vissuto

la morte di Oberto Airaudi in modo molto profondo,

percependo che

questo principio del 'Non Senza'

vale anche nei confronti della morte, e la morte di Oberto Airaudi

era il principio della vita non senza la morte.

Abbiamo, ancora oggi, molte ispirazioni da lui...

certo preferirei fare una passeggiata insieme a lui.

Ti manca?

Si.

Si... nei miei primi 43 anni a Damanhur,

ho pensato: "spero di sopravvivere a Falco perché vorrei vivere in Damanhur senza di lui

in quanto sarebbe estremamente interessante.

In un certo senso, questa è la vera Damanhur,

perché si tratta dei nostri sogni collettivi e non solo dei suoi sogni

che abbiamo fatto nostri.

Non mi aspettavo di vivere Damanhur senza Falco... così presto.

Falco è la persona più straordinaria che io abbia mai conosciuto.

È il più intenso sognatore.

Ed è lui che mi ha permesso di diventare la persona che sono adesso.

E devo dire che sono davvero orgogliosa di ciò che sono.

Quando sono arrivata a Damanhur, ho sentito fortemente la sua presenza,

Ora percepisco che questa presenza stia dimunendo.

Non nel senso di un'assenza, ma è come se la sua figura stesse diventando

una figura di coscienza o conoscenza verso cui le persone possono guardare

per costruire i propri ideali

Secondo Max Weber, quando muore il fondatore di un istituzione

o il movimento scompare,

oppure si istituzionalizza, cioè diventa una burocrazia.

Weber tutto questo la verifica in riferimento al cristianesimo,

che quando muore il giovane della Galilea, Gesu,

il gruppo dei discepoli hanno istituzionalizzato tutto.

Io ho sostenuto che in Damanhur sia avvenuto una terza opzione

che Max Weber non prevedeva, cioè un secondo stato nascenti.

Cioè, i Damanhuriani hanno vissuto una rifondazione, un secondo stato nascenti,

esattamente dalla morte di Falco Tarassaco.

Damanhur è un ottimo esempio

di quello che possiamo chiamare 'Comunità Intenzionali'.

Che cos'è?

È un gruppo sociale, formato da persone che decidono di riunirsi,

e vivere insieme, in modi più o meno stabili

condividendo una serie di credenze,

di valori, di principi, una vera e propria visione del mondo,

Innanzitutto, una critica nei confronti della società circostante del proprio tempo.

Noi nasciamo in una società, una scoietà ci circonda,

quindi non è una scelta che vogliamo.

Entrare in una comunità intenzionale è innanzitutto una scelta.

Una scelta impegnativa, perchè significa abbandonare le proprie abitudini quotidiane,

e significa assumere uno stile di vita nuovo,

uno stile di vita che è oneroso spesso, perchè compii questa scelta,

perchè signifca innanzitutto condividere la proprià vita insieme a quella degli altri.

Perchè vivere in una comunita intenzionale significa

mettere da parte il proprio individualismo.

Significa davvero condividere.

La società Damanhuriana, si basa sulla nostra Costituzione

che è stata rivista più volte,

Penso che, in questo momento siamo arrivati all'undicesima Costituzione.

Sono delle norme comuni che tutti noi abbiamo deciso insieme,

ad esempio, una delle norme è "pensare bene degli altri".

Oltre a questo, non esistono vere e proprie regole a Damanhur.

Abbiamo una struttura politica in cui ci sono due principali leader politici

che vengono votati ogni sei mesi.

E poi abbiamo diverse regioni in Damanhur,

poichè Damanhur è una Federazione con diverse regioni,

dove ogni regione ha un proprio capitano che viene anch'esso votato,

e poi ogni casa famiglia ha il proprio capitano.

C'è quindi una struttura che permette alle persone di avere un contatto diretto

con ogni persona responsabile delle decisioni.

La Damanhur di oggi non è la Damanhur delle origini.

Oggi, far parte di Damanhur, costituisce un esperienza

per chi si affiglia, completamente diversa

dai Damanhuriani della prima ora.

Dai Damanhuriani che a meta degli anni 70' abbandonavano le loro case,

abbandonavano le loro famiglie, per unirsi ad una comunità nascente

di cui nessuno conosceva il destino,

e di cui si diceva essere guidata da un leader carismatico extraterrestre.

Una volta, per essere Damanhuriano, per essere iniziato, per essere considerato degno,

di percorrere questo itinerario spirituale

era necessario trasferirsi a Damanhur, nei territori, stare vicino a Falco.

Era la Damanhur delle origini in cui Falco necessitava di forza lavoro,

per costruire i templi, per costruire il sistema Damanhur,

per costruire la città, la scuola,

l'economia Damanhuriana.

Le persone abbandonavano le proprie famiglie e accedevano alla comunità

di solito attraverso un rito, noto come sbattezzamento,

che segnava un discrime,

un abbandono della religione d'origine, quella dei propri genitori,

per dare l'adesione al progetto Damanhur e quindi al Dio Horus.

Questo prevedeva anche l'obbedienza, tutta una serie di regole, rigide,

comportamenti previsti dalla comunità,

a cui l'affiliato doveva aderire, conformarsi totalmente.

In alcuni casi significava anche accettare di mettere in comune i propri beni

i propri possedimenti e le proprie risorse finanziarie.

Questo è cambiato.

Non esiste più la cittadinanza A,B o C.

Adesso si è cittadini di Damanhur a tutti gli effetti

indipendentemente da dove si vive.

Si puo essere Damanhuriani vivendo in tutto il mondo.

E se in passato, i Damanhuriani che vivevano all'esetero venivano coinvolti poco

nella vita di Damanhur, e anche nel lavoro magico che Damanhur svolge quotidianamente

oggi non è più cosi.

Oggi si parla di cittadinanza Vinen.

La parola Vinen, nella lingua sacra significa evoluzione.

Le comunità intenzionali odierne

non aspirano necessariamente ad allontanarsi dal mondo.

Anzi, Damanhur, che circa 50 anni fa nasce esattamente con questo obiettivo,

prendendo le loro distanze dalla società,

sempre più oggi,

instaura un dialogo, uno scambio con il resto della società.

Le comunità intenzionali, sopratutto quelle

articolate e grandi come Damanhur,

hanno l'obiettivo di ricreare una società alternativa.

Una società però a tutto tondo.

In una grande comunità come Damanur, per questo motivo, noi troviamo

in piccolo, tutto quello che possiamo trovare nella società esterna.

Un centro commerciale, un sistema scolastico, un Università,

un organizzazione politica e anche un settore economico e quindi con un mercato.

Questo perchè, queste comunità, pur avendo contatto con il mondo esterno,

cercano come obiettivo di fondo di essere autosufficienti.

Damanhur, si è dotata fin da subito

di una propria moneta.

Avere una moneta è una condizione fondamentale per poter raggiungere un auto sufficienza

anche dal punto di vista economico e materiale.

Abbiamo un sistema monetario complementare, perché con questa moneta, che si chiama Credito

volevamo creare una moneta che servisse davvero a dare fiducia.

Che tornasse alle origini di ciò che è il denaro,

un modo di scambiare basato sulla fiducia tra le parti

Ma anche perché oggi, il sistema monetario è utilizzato

anche da imprese distruttive per l'umanità.

Come, per esempio, l'industria delle armi o altri sistemi che

non vanno in una direzione positiva

per l'evoluzione dell'umanità o del pianeta.

Per questo volevamo creare un sistema monetario in cui il valore del denaro

fosse puro e si basasse sulla fiducia.

Credito significa innanzitutto dare un valore diverso al denaro.

Questa moneta si chiama credito perchè

chi la utilizza vuole dare fiducia

alle altre persone con cui scambia beni, prodotti e servizi.

Quindi, quella Damanhuriana è un economia

orientata da principi etici.

Come si scelgono i nomi a Damanhur?

In Damanhur, scegliamo di prendere i nomi di animali e piante

per rispettare il loro mondo e di riconoscere che non siamo gli unici

esseri o creature su questo pianeta.

Il nome viene scelto facendo prima una ricerca

su un legame con quell'animale o con quella pianta,

E poi bisogna andare a chiedere agli altri cittadini cosa ne pensano.

Se circa 100 persone danno il loro consenso a questo nome,

ti presenti davanti a tutti i damanhuriani per reclamare quel nome.

E in quel momento, la partita è aperta, cio significa che le persone

non ritengono il nome adatto , possono proporne un altro,

e tu puoi decidere se accettare o meno.

Ma per lo più le persone si fidano del nome proposto inizialmente.

Adoravo essere parte di questo grande gruppo e di questa missione

perchè è le cosa più bella del mondo vivere assieme ad altre persone,

e condividere la stessa missione per il mondo.

La missione di Damanhur,

noi la chiamiamo "Divinized matter", che vuol dire

dare un senso divino, a tutto ciò che facciamo

quindi, è collegato a ciò che ho detto prima

sul dare un significato a ciò che si fa nella propria vita.

Riconoscere che ogni cosa ha un significato e che tutto è

importante o divino, se vogliamo metterla in questo modo.

La missione su grande scala, che è quello che mi ha colpito maggiormente,

è cercare di creare un mondo migliore e di rendere le persone più felici.

Questo è ciò che mi colpì.

- Fate un po' di teatro.

- Facciamo un po' di teatro! - Non dite che questo

- è lavoro serio!

Nella spiritualità Damanhuriana,

ci sono molte regole da seguire.

Io come persona, che faccio parte di Damanhur,

ma anche Damanhur stessa, abbiamo, intorno a noi, come delle bolle di energia

che ci proteggono.

E se fai qualcosa che va contro le regole

o che viene visto come negativo da parte della comunità,

vai a creare un buco in quella bolla energetica

e in qualche modo devi ripararla.

Meditando in un certo luogo,

o lavorando nel Bosco Sacro per esempio.

L'aspetto esoterico di Damanhur si basa sulla filosofia di Damanhur,

della nostra scuola di pensiero, che si chiama 'Medit-Action'.

I Damanhuriani sono iniziati ai misteri della magia di Horus

o meglio, della dottrina horusiana.

La dottrina Horusiana che viene trasmessa nella Scuola di Meditazione,

quindi, chi desidera diventare Damanhuriano

affigliarsi alla comunità, diventare cittadino della cosi detta 'Citta della Luce,

inizia questo percorso all'interno della Scuola di Meditazione,

che è un percorso che dura tutta la vita.

Ed è un percorso iniziatico, in cui la conoscienza segreta Damanhuriana

viene disvelata 'step by step', gradino per gradino, progressivamente, man mano,

Possiamo semplicemente dire

che quando parliamo di esoterismo, parliamo di una conoscienza segreta,

che proprio a Damanhur viene trasmessa.

Quindi, c'è un processo d'iniziazione,

che poi viene regolato da una serie di prove,

che consentono all'iniziato di acquisire sempre maggiore conoscienza segreta.

E questa scuola di pensiero,

essendo una scuola esoterica, ha diversi livelli,

ma non sono livelli di segretezza perché devono essere segreti,

sono più livelli di conoscenza che si raggiungono quando si è pronti.

Per esempio, non daresti mai un pezzo di carne ad un bambino appena nato,

ma inizi con cucchiai più piccoli

E quando si inizia la Scuola di Meditazione

cioè quando si è iniziati nel cammino spirituale di Damanhur,

devi imparare tutte queste cose,

è necessario seguire le lezioni

riguardanti la struttura dell'universo o degli dei.

E in queste lezioni, per esempio,

bisogna sedersi in cerchio, indossando un completo bianco,

chiamato "veste", che è un vestito lungo,

non puoi indossare medaglie, non si possono incrociare le gambe o le braccia

e devi sedertti ad ascoltare l'insegnate per un'ora e mezza.

E non si possono perdere queste lezioni.

Non è consentito mancare.

Magari puoi chiedere un permesso

un paio di settimane prima e forse ti dicono di si.

Una volta, la frequenza alla Scuola di Meditazione era obbligatoria,

Chi arrivava in ritardo o non partecipava veniva escluso,

non era possibile saltare neanche un incontro.

Pena era la sospensione e la non possibilità di ripetere quel corso.

Oggi le cose sono molto diverse,

e la partecipazione alla Scuola di Meditazione è molto più rilassata.

Molti sono i corsi online,

e non tutti si collegano in tempo.

Molte sono le assense,

gli stessi Damanhuriani possono essere assenti per lavoro,

o possono seguire soltanto online la Scuola di Meditazione.

Io avevo intrapreso una sorta di ricerca spirituale molto leggera,

Facevo molto yoga, sono andata in India,

avevo fatto un po' di meditazione,

e ho fatto parte di alcuni gruppi.

Ed è stato molto bello perché questo

ti dà una sensazione di appartenenza.

E per me è stato qualcosa di libero e leggero,

qualcosa che mi faceva sentire ancora più felice.

Ma a Damanhur ho sentito, che tutto ciò fosse davvero limitato.

Per me è stato molto difficile da accettare.

E questo mi ha creato molta ansia.

Cioè, volevo davvero farne parte, ma non potevo accettare

il più grande elemento costitutivo di Damanhur, ovvero il loro punto di vista spirituale.

Alla fine mi sentivo molto in colpa perché avevo iniziato a studiare a Torino,

e questo è stato un grande passo per me perché sentivo di aver bisogno di respirare

e di pensare al mio futuro anche senza Damanhur

perché avevo visto la strada molto rigida che le persone di Damanhur percorrevano.

Vivi in campagna,

potresti lavorare in città, ma è anche molto complicato

perchè hai un impegno cosi grande nei confronti della comunità,

in cui devi fare le tue ore ed e molte altre cose.

E poi c'è un percorso spirituale e dei passi da seguire

è così che si sale costantemente la scala.

Quindi mi sono sentita molto chiusa in quel contesto,

e avevo sogni più grandi, per me stessa e per il mio lavoro

Così non riuscivo più a seguire la scuola di meditazione.

Non ero fisicamente in grado di fare tutte le cose che dovevo fare per la comunità.

E alla fine,

Mi sentivo molto in colpa perché non riuscivo a farle.

E ho iniziato a mentire.

Forse mi sono iscritta per un paio d'ore di meditazione che non ho mai fatto,

perché non avevo tempo.

Mi sentivo molto stressata e molto esaurita.

E mi sono davvero messa a riflettere

e mi sono chieste se era davvero il modo in cui volevo essere spirituale.

Ed è questa la cosa che mi ha spinto ad andarmene.

Perchè tutto cio che diverso, invece di insegnare qualche cosa, fa paura.

Anche nel nostro piccolo è cosi, perchè,

tutto quello che succede o è successo nei vari anni attorno a noi

"Cosa fanno i Damanhuriani?", "Chi sono?", "Mangiano bambini?"

Certo, qualcuno di credeva davvero, allora gli abbiamo dato le ricette.

Come si possono cucinare, teneri o meno teneri, perchè cambia eh!

Tra un bambino fritto e bollito c'è una differenza, va beh questo però...

è alta cucina.

Ma è cosi che funziona in mondo,

l'idea assurda tende a nutrire le idee assurde

e quando c'è molta ignoranza, l'ignoranza si nutre di cose, di assurdita.

Quando le persone lasciano Damanhur,

anche dopo aver deciso di rimanere, penso che sia una normale decisione

come quelle che chiunque può prendere nella vita normale.

Non avevo mai sentito parlare delle storie negative su Damanhur...

Ho saputo in seguito che era stata accusata di essere una setta

E quando l'ho saputo, sono rimasta piuttosto sconvolta

da questa lista di accuse che le erano state rivolte.

perchè, in realtà, è l'esatto opposto,

le persone sono molto aperte e libere

Per cambiare, l'unico modo è

confrontare e dare valore alla differenze.

Dare valore a tutte le piccole differenze con rispetto nei confronti di queste.

È li il grande cambiamento.

Le specie, più sono rare e più sono preziose,

e quindi anche le culture, più sono rare e più sono preziose.

L'uscità da Damanhur è più delle volte un operazione complicata

direi che, lo è tanto di più quanto le persone che decidono di prendere congedo dalla comunità

e hanno trascorso una parte consistente della loro vita in Valchiusella, a Damanhur.

A differenza delle persone che nascono all'interno di una confessione religiosa

che sono socializzate a quella confessione

la maggior parte dei Damanhuriani, apparte le ultime generazioni

hanno vissuto un processo di risocializzazione religiosa

quindi hanno aderito a una nuova fede e questo ha portato

a questo lavoro identitario molto rilevante.

Ma chi investe, diventa membro, fa il giuramento,

chi organizza tutta la propria vita e la propria socialità attorno a questa esperienza

tornare indietro è assolutamente una grande sofferenza,

un travaglio interiore molto forte.

Un modo nel quale queste due parti si possono tenere insieme è quello di attribuire

agli altri confratelli, la responsabilità di un inganno intorno alla propria fede autentica.

Rispetto davvero la scelta delle persone

e penso che sia importante comprendere la situazione individuale di ogni persona

e perché abbiano deciso di andarsene...

Le ragioni possono essere molteplici.

Quando siamo arrivate a Damanhur, eravamo una persona sola,

Eravamo le ragazze svedesi, e vivevamo nella stessa stanza.

Facevamo tutto insieme e avevamo un rapporto molto stretto, ovviamente,

Insomma, abbiamo dormito praticamente nello stesso letto per due anni o poco più.

è stao molto complicato quando ho detto che volevo andarmene.

Lei aveva immaginato un futuro per noi lì

così come tutte le altre persone che ci circondavano.

Quando me ne sono andata, è stato molto difficile perché...

a Damanhur, avevo sempre questa sensazione di competizione, con me stessa e con gli altri.

Anche tra di noi, c'era il senso della competizione. E lei stava vincendo.

Ha preso il nome di animale prima di me,

È diventata cittadina prima di me, stava facendo tutte queste cose.

E questo è stato molto difficile da accettare,

perchè le persone la celebravano.

E in quel periodo mi sono sentita molto lontano da lei.

La mia amicizia con Axelina, dopo la sua partenza da Damanhur,

nel mio cuore, non è cambiata affatto.

Abbiamo creato un rapporto molto stretto durante nostri viaggi e nel venire a Damanhur,

e nel vivere insieme innumerevoli esperienze.

Naturalmente, io vivo qui e lei da un'altra parte

quindi tendiamo a parlarci al telefono o con gli SMS,

e a volte lei viene qui o io vado a trovarla,

ma ovviamente non condividiamo più la stessa vita.

Tuttavia la considero ancora una delle mie più care amiche.

Anche per tutto quello che abbiamo vissuto e attraversato insieme.

La sentivo dire nella mia testa

che mi ero persa o che non stavo seguendo la strada giusta.

E non c'era bisogno che lo dicesse lei stessa,

me lo dicevo io, a me stessa, ma con la sua voce,

quindi... si, ma siamo ancora amiche.

anche se non siamo più così vicine come prima.

Sì, è complicato perché ho avuto

periodi in cui sono stata arrabbiata con Damanhur.

Mi sono sentita come se mi avessero mentita, in un certo senso.

È stato davvero spaventoso quando sono uscita,

perché, come ho detto prima, lì c'è una strada diritta.

Esci fuori, sono finita a Torino, vivevo in città

e tutto quanto è stato una mia scelta.

E questo mi ha fatto paura perché

per due anni ho vissuto in un posto dove ci sono delle regole che ti proteggono,

perché non devi fare molte scelte.

Poi la situazione si è un po' stabilizzata.

Così ho iniziato a pensarci, a scriverne e a parlarne,

cosa che prima non riuscivo a fare perché lo trovavo imbarazzante,

in quanto le persone mi vedevano come la ragazza che era stata in una setta.

Ho imparato davvero molto.

Ho imparato molto su di me e...

sulla vita, sul "credere" e sulle persone.

È davvero incredibile quanto abbia imparato in quel posto.

Non vado in giro a dire che Damanhur è una setta,

perché non credo che sia del tutto vero.

Ma ogni giorno sono felice di non essere là

perchè mi sento... mi sento libera.

*Cantando tanti auguri*

- Sta arrivando il tuo regalo

- Un regalo per me! - Si!

- Puoi farmelo vedere perché... forse riesco a vedere.

- È una Selfica! Wow!

- Sono molto costose!

Mi mancano il senso di appartenenza e il senso di missione.

Ma tuttavia, non cambierei questa libertà.

Uno degli aspetti di Damanhur, che mi ha fatto riflettere sulla vita stessa

è il fatto che abbiano ricreato, una mini-società in questo mondo moderno.

Hanno preso le persone, le scuole, i soldi, le loro credenze, la religione

e le hanno distorte

per renderle diverse dalla società normale.

Hanno preso tutto questo e lo hanno spostato.

Damanhur è una piccola incubatrice di umanità

E le persone all'interno ci credono davvero.

Penso che credere, nel modo in cui credono loro, nella loro mini società,

possa rendere le persone davvero felici.

E questa è stata una delle cose che mi mancava in Damanhur, perché non riuscivo a crederci.

E guardavo le persone intorno a me

che ci credevano con tutto il cuore ed ero veramente gelosa

perché pensavo: "Dev'essere fantastico.

Dev'essere cosi fantastico sapere che

hai trovato la tua missione nella vita, la tua strada

e hai trovato le tue persone.

Molti anni prima di arrivare a Damanhur,

sapevo già che non volevo vivere una vita ordinaria nella società normale.

Volevo qualcosa di diverso

e questo è ciò che desideravo quando ho cercato le comunità.

Ciò che ho trovato a Damanhur era davvero la sensazione che tutto fosse possibile.

Ho scelto di rimanere perché credo davvero che i nuovi modi di vivere

siano un obbligo per l'umanità e per la sopravvivenza del pianeta.

E sento che a Damanhur mi siano state date queste opportunità

entrando in contatto con i progetti, con le persone

e con le circostanze che possano fare in modo che questo accada.

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