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Il Mare
Questa ossesione per il sangue di Cristo...
per la passione, per Satana,
mi parla in fretta, come per infiammarmi...
Essere vivo e guardare fuori come fossi un interrato.
Incominciò quell'anno, nel mese di Agosto.
María vieni.
Cosa succede?
Prendi un po' di roba, la valigia piccola, solo la piccola...
nel caso dovessimo fuggire a casa di tuo padre.
Non tremare. Perché tremi?
Hanno incontrato a Mateu Anglada morto sopra al paese con due colpi in testa e uno in faccia
Hey, fuori di quà!
Pau.
Hanno ammazzato mio padre.
Hey, Pau, Pau...
Il Ramallo dice che è stato il padre di Julià Ballester che lo ha ammazzato.
Che il padre di Julià ha ammazzato altri uomini...
Come fa a saperlo? Non è possible.
No? Venite con me, così vedrete.
Ramallo.
Ché? - Prendi.
"Andreu Ramallo."
L'ho ricamato io.
Stammi bene.
Ramallo.
E adesso che vuoi? - Venire con voi.
Tu sei una bambina!
Hey Pau. - Che?
Hai portato tabacco?
E il tuo?. - Non ci ho pensato.
Sei un coglione.
Prendi.
Deve essere tardi.
Sí.
Dai Tur, fuma. - Non mi piace.
Dai, sembra che ti manchino le palle! - lasciami in pace!
Dove siete? - Quí!
Non vi vedevo.
Dov'eri? - Facendo pipì.
Sei arrabiato? - No.
Dai Manuel.
"¿Monga?" - "Monga."
Hey, zitti, zitti.
Portateli nell'angolo. - Guardalo!
È il padre di Julià Ballester!
Andiamo.
Hey, Tur. Vieni!
Sali.
Prega, prega, figlio di puttana.
Adesso torneranno ad uccidere mio padre.
Pronti? Dai, andiamocene.
Dove vai?
Vado a vedere, quel figlio di puttana di Julià Ballester.
A cosa ti serve l'olio del motore? - Ti giuro che glielo farò bere.
Cosa cerchi? - Lo scudetto di artiglieria.
E questa? - Non la toccare, è di mio padre!
Hey, Ramallo.
Ce l'abbiamo in trappola.
Tòh.
Che se la faccia anche lui nei pantaloni.
Hey! Julià!
Manuel?
Che fate quí? che volete?
Dov'era ieri tuo padre ...ricchione?
E a te che te ne importa. Fatti i fatti tuoi, Ci sará pure un motivo se lo hanno ammazzato
Ti ammazzerò come un cane!
Tú? Dai, fammi vedere.
Che ce l'hai così, come quello dei polli!
¡Ramallo! Portami l'imbuto.
Beviti questo! - 'Sto cazzo!
Bevitelo! - Tutto di un trago!
Te lo bevi tu. E l'alcolizzata di tua madre!
Schiatterai di rabbia come i cani.
Perché ieri sera ho visto tuo padre che ammazzava 5 uomini. A cinque!
Vattene Francisca! - Che fate?
Ho detto di andartene. - Non voglio.
Lasciatemi.
Così incominciammo a vivere, Signore...
Quelle furono le nostre prime terre...
le prime radici, la prima presa di coscienza.
Ricordate, Signore, la Vostra giustizia.
Ricordate, che siamo stati creature di questa guerra.
La stessa che un giorno, che il tempo, non noi, tornò ad unirci.
Buon giorno. - Buon giorno.
Lei è del Caubet? - Sí.
Sono Andreu Ramallo. e Lei?
Io sono Alcàntara. Vieni, monta.
Hai gia fatto il servizio? - Che?
Lo dico per la valigia. Tutti i soldati hanno una valigia di legno.
No, ancora non hanno chiamato quelli del mio scaglione.
Ostia, Una Lucky! Adesso ne fumerei una!
Non ti farà male? - Si! Come scopare, dicono...
Cazzo! Che tatuaggio!
Ne ho dappertutto. Me li faccio io stesso.
Guarda, quello è Caubet.
Uàh!, Alla faccia dell'hotel.
Buon giorno a Lei.
Alcàntara, sei arrivato! - Che non si nota?.
dovresti aiutarmi con il pesce, starà gia puzzando con questo caldo.
Accompagno il nuovo alla sua sua abitazione e torno subito.
Si che nota che sei nuovo. come stai?
Bene.
Dai, andiamo. e tu abbottonati!
Un po' su d'etá, ma comunque, con un paio di tette ben messe.
Non credere, gli pendono un poco.
Ché, te la sei gia tirata?
Un paio di volte, è mia moglie.
Ostia! Mi scusi.
Non è niente. Ma neanche guardarla . Capito?
Ragazzi, questo è Ramallo.
Dormirá nel letto di Justo Pastor.
Bene, farete conoscenza.
E tu Galindo, spiegagli come funziona tutto
Io me ne vado, che mi aspettano
Come va? - Ciao.
E tu, che ti ridi? - Che hai la braghetta aperta.
Cazzo
Qual'è il mio letto?
Questo è il tuo letto.
Quest'armadietto è tuo.
E queste cose? - Queste, sono di Justo, quello prima.
Adesso ha una stanza tutta per lui. - Cazzo, che fortunato!
Non crederci. Lo hanno portato alla 13.
Ci portano lì solo quando siamo molto ammalati.
Quanti anni hai? - Venti, e tú?
Sedici, sono il più piccolo ma il più veterano, sono quí già da 2 anni.
Ce li hai già i peli nel petto?
Qualcuno. - A me usciranno presto.
Allora, ci toccherà festeggiare.
Ee-ppah!
Che, vieni dalla città? - Io di città? No, Siamo di Argelús. Argelús?
Hey Manuel, quí c'è uno di Argelús.
Chi è? - Un certo Ramallo.
Tur! Manuel Tur?!
Non pensavo fossi qui.
Dopo la storia di tuo padre non avevo saputo più niente di te.
È più di un anno che sono quí.
E tu? - Io? Io sono venuto a cambiare d'aria.
E dopo aver camminato un montone poco a poco...
ché io dietro il suo culo già non sapevo come mettermi tanto ce l'avevo duro.
Insomma, arrivammo ai gallinai.
e all'aprire la porta ci investì una puzza...
Che Magdalena, credo si chiamasse Magdalena, non voleva neanche entrare.
La convinsi con uno spintone.
Si sedette sopra un banco di pietra nella barraca, dove le galline ponevano le uova
Rimase con le gambe aperte e mostrando un poco le tette.
Su Galindo, non ti animare.
Portavo con me una margherita grande di quelle che crescono tra gli alberi di fico.
Gliela diedi.
Gli domandai se mi faceva vedere le gambe.
E lei si alzò la gonna fino all'ombellico.
E in un momento me lo tirò fuori.
E al vedere quello che tengo, che non per niente, ma è un gran bel vedere...
Si buttò a terra gambe all'aria, mettendosi nuda in un momento.
Dove vai?
Ho dimenticato di prendere il Dioxan. Buona notte.
Credo che si va a fare una sega.
Quello non si è fatto una sega in vita sua. - Si figurati!
Non fa nient'altro che pregare. Figurati se è strano che l'anno messo in una stanza da solo
Hey... ascoltate, ascoltate.
Che succede?
I cani. Cattivo segno quando abbaiano di notte.
Basta Galindo!
Lasciami stare. Non riesco a fare meno rumore.
Ti ho detto di smetterla. - Ho paura.
È l'unica maniera perché mi passi.
Io fossi in te, non uscirei.
Francisca.
Ti posso aiutare?
Non dovresti stare qua.
Te l'ha detto Tur che ero arrivato? - No.
L'ho visto nelle liste di oggi.
Sta morendo?
Sí.
Non mi aspettavo di vederti così.
Sembri più una macellaia che una monaca! - ¡Ramallo!
Lo sai che divento un grossolano quando ho paura.
E adesso ho paura.
Devo andarmene. E anche tu.
Mi dispiace che sei qui.
Però sono contenta di vederti.
Non puoi dormire, Eh? - No.
Non saresti dovuto andare alla tredici.
Lo fanno apposta
per non farceli vedere.
E fanno bene
Io faccio sempre il giro, per non passarci davanti
Per non vedere a mia madre.
Con la valigia piena di tutte le sue cose che non metterò mai più.
Non mi sarei mai immaginato che fosse così.
A Justo gli avevano gia fatto un Monaldi de 9 costole. E aveva tre croci rosse.
E qui tutti sappiamo questo cosa significa.
Non c'è diritto a morire cosí!
Il sangue sempre è impressionante.
Però ti abitui.
Dopo un po' di tempo che sei quí ti accorgerai che è sempre uguale.
Ogni giorno lo stesso.
Ascolta.
Le senti le rotelline?
Fanno sempre lo stesso percorso quando li tirano fuori dalla tredici.
Sempre uguale.
Prendono per il corridoio lungo. Quello dei radiatori, dove ci sono le begonie.
Poi girano per i corridoi intorno alla sala giochi.
E quando si trovano dall'altra parte della porta...
rimane solo quel volto oscuro Dio mio!
Allora puoi ancora sentire le ruote di bicicletta ingrassate male, che si allontanano.
Adesso attraversano il corridoio del refettorio.
Adesso davanti al cartellone del menú di domani.
E adesso già vanno via...
sul selciato di ranuncolo verso la camera mortuaria.
Sempre uguale.
Ne ho visto più di uno fare questo cammino
Per niente al mondo vorrei finire cosí...
è come se ti ammazzassero senza giudizio.
Come quelli che vedemmo fucilare davanti al muro del cimitero.
Non dovresti pensare cosí.
Questa notte, prima che mi svegliassero le grida di Justo...
stavo sognando...
e sognavo che avevo la schiena di legno, e...
che un bambino mi cancellava gli occhi e la bocca con una gomma.
Quando mi sono svegliato mi sono messo a pregare.
è l'unica cosa che si può fare quí, pregare.
Pregare non serve a niente. - Sí.
Ma sappi anche che, mentre preghi, i buchi nei polmoni si fanno sempre più grandi.
Non è giusto morire cosí. Da dentro, di nascosto.
Dio ha le sue ragioni.
Mi ci pulisco il culo con le sue ragioni.
Preferirei di più morire assasinato. Sapendo chi ti ammaza e perché ti ammazza.
Stai bene?
Sí.
Che pensi?
Intento imaginarmi per quale porta dovrei uscire...
per riuscire a morire con più entusiasmo.
Che vuoi dire come i martiri? O i leone del circo?
No, no, non tanto.
Bene. Sará il caso de andare a dormire.
Oggi non sarà facile.
No hai idea di come stà andando, vieni qua ascolta.
Lo senti?
Sí.
A posto Ramallo, ti puoi vestire.
Se ti comporti bene, in un paio di mesi potrai tornare a casa.
Ostia! In un paio di mesi? - E devi dare grazia.
Cosa ti ha detto il medico? - Che a posto.
Quante croci hai? -Una. E tu?
Due.
E tu Tur? - Tre.
Ramallo, ci sono visite.
Chi è? - Don Eugeni Morell.
Hai avuto un bel coraggio, l'altra sera. - Fa già due anni che sono qui.
E ci stai bene quí?
Non sono venuta quí per stare bene, Ramallo.
Sai che conservo ancore il fazzoletto che mi regalasti?
Per che cazzo ti sei fatta monaca?
Non essere maleducato. - Però rispondi... perché?
Per fare quello che fanno qui le monache...
Lavare, stirare, dare da mangiare, da bere...
A cambio imparo ad essere forte.
E umile.
A volte penso...
Che stò qui piuttosto che per fare, per essere fatta.
Guarda. È la porta di fronte.
E mettiti il camice.
Lascia stare, non voglio sembrare un barbiere. - Ciao Ramallo.
Baci alla comunità.
Scusa.
Non riesco a farmi l'idea che sei Monaca. - Dovrai abituarti all'idea.
Ciao Ramallo. - Como va Don Eugeni?
Ho tardato un poco, stavo chiacchierando.... - Vieni, siediti.
Come va? - Bene.
Come vanno quelle partite di caffé e tabacco?
Quelle che io amministrava finiscono.
Se le portó via Sureda. Rimarranno nascoste..
Approfittemo la sera che non ce ronda per caricarle sulle barche.
Vuol dire che Sureda è di fiducia?
Lo so io chi è da fidare e chi no.
Tu preoccupati di guarire e tornare presto.
Vuole un sorso d'acqua Don Eugénio? - Sí.
Fa molto caldo quí dentro.
Mi ricordo quando eri piccolo...
e adesso guarda, un uomo fatto e finito.
Salute.
Perché ti guardano le donne per la strada!?
Ci sono molti uomini in paese Don Eugénio.
Sei bello intasato, Ramallo.
Ti fa male? - A volte.
Dove?
¿Quí? - No.
E quí? - Neanche.
Hai il petto in fiamme, Ramallo.
Andiamo nel bosco. - No.
Dai, Ramallo.
Ho detto di no! Abbassa quella voce!
Che è un pò di tempo che me lo stai facendo.
Non te l'ho insegnato io questo.
No... sa cosa mi ha insegnato, Lei?
A rubare e ad essere la sua puttana.
È che adesso sei nervoso, Ramallo.
Io tornerò la settimana prossima.
No Don Eugeni. Non mi ha capito? Non la voglio vedere mai più.
Sei un ingrato, Ramallo.
Da dove credi vengano fuori i soldi? Dai tuoi genitori che non sanno dove nascondersi?
Cosa farai quando uscirai da quí? - Non lo so.
Però appena starò bene voglio andarmene da Lei.
Voglio essere qualcuno, voglio essere Ramallo.
Tu? Ma non lo vedi che sei un disgraziato.
Porti scritto in fronte non ce la farai.
Lo vedremo.
Al prossimo permesso che ottieni, vieni a vedermi. Ti starò aspettando.
Dov'è Alcántara? - Nella dispensa.
Voglio che mi faccia un tatuaggio.
Adesso? - Sí, adesso stesso.
Come andiamo di questi? - Ho questo.
Non so che fare con il gatto. È già morto.
Dammelo, lo interrerò.
Perché me l'hai lasciato sul letto?
Ho cercato di curarlo e non ho potuto...
Non ho trovato il coraggio di ammazzarlo
Ho pensato che tu ce l'avessi. Fin da piccolo eri già un animale .
Mi si fa tutto troppo grande.
Il gatto non ne aveva nessuna colpa.
Avanti, esci.
¡Tur!
Che?
Perdonami.
Posso venire con te?
Lo facevamo di nascosto, però nel paese lo sapevano tutti.
Fu per colpa mia che incominciarono a chiamarlo "La Verónica"..
Io non lo sopportavo.
Iniziai rubandogli piccole partite di caffé y tabacco
Per venderle e non aver più bisogno di lui.
Un giorno cadde un acquazzone e si bagnò tutto...
Era come se il figlio di puttana mi avesse maledetto.
E ti giuro che in quel momento lo avrei ammazzato a coltellate...
Se non fosse stato perché vidi la croce.
che segnalava il posto dove si ammazzò Pau
Era come se lui ancora fosse lí...
Con la stessa faccia che aveva dopo aver ammazzato Julià Ballester,
e da allora e per sempre, solo ho potuto mordermi la lingua.
E a casa tua non dicevano niente?
Vedendo i soldi mio padre zittiva, e mia madre...
mia madre è sempre così ubriaca che non sa se sono vivo o morto.
E tu non lo vedi che questa non è maniera di vivere.
Certo che lo vedo, è per questo l'ho mandato a quel paese.
Guarda cosa mi sono fatto.
Perché te lo sei fatto?
Per ricordarmi che questa è l'unica cosa che mi può aiutare.
Ci sono anche gli amici.
O no?
"Monga?"
"Monga."
Andiamo dai!
Ti fa male? - Il ché?
El tatuaggio. - No.
Tocca, vedrai. Se è quasi cicatrizzato!
C'è sangue.
Non ti fa male? - No.
Sudi molto Ramallo.
Perchè puzzo? - No.
Andiamo a cenare? - Andiamo.
Galindo, Galindo. Che cazzo devo fare per uscire di quí?
Ramallo, non ti capisco. - Voglio andare a puttane, capisci?.
Sono stanco di stare quí. Non avete mai fatto una fuga?
Bene, sí, possiamo pagare la benzina a Alcántara, che ci porti in città
qualche sera...
27 Kilometri e 0.7 pesetas per kilometro.
Hai soldi tu? - No, io no.
Dove vai? - A dormire.
Ho bisogno di questi soldi, li restiruirò, lo prometto..
¿Te ne vai cosí, senza dirmi niente?
Io non sono nessuno per giudicarti.
Preferirei che mi dessi uno schiaffo.
Le cose non si aggiustano con gli schiaffi.
Ne riempiendo di calci a un gatto. Ne tirando pietre alle bambine.
Tiri fuori sempre il peggio da ogni cosa, e lo butti addosso agli altri..
Come adesso.
Io me ne andavo a dormire e tu rimanevi lì bello e a gusto.
E io fregata
Francisca.
m'infiammo fin da dentro.
Posso immaginarlo, però ti devi curare, Ramallo..
Non si tratta solo del sanatorio, é tutto.
Però io da qui me ne vado. - E dove vuoi andare, Ramallo?
Al mare.
Il Mare?
Vuoi che ti racconti una cosa che mi successe quando ero piccolo?
È per farti capire.
Successe un giorno che andavo con mio padre, nella sua barca...
Normalmente io non pescavo.
Mi passavo il tempo osservando come i pesci si asfissiavano nel sole.
Duravano molto poco.
Un giorno, questo non l'ho mai detto a nessuno...
mio padre pescó una donzella preziosa piena di colori.
mi fece tanta pena e piansi tanto...
che mi lasciò ritornarla al mare.
Mi infilai la maschera e misi la testa nell'acqua.
all'improvviso si fece silenzio.
Liberai la donzella, e se ne andò.
Poi tornò, e rimase guardandomi muovendo le alette.
Pensai che anche lei fosse tutta d'acqua...
per dentro e per fuori.
Poi se ne andò.
Io mi ci lanciai dietro.
Fu solo un istante perché mio padre mi cacciò fuori di colpo.
Però in quel piccolo istante...
Fu come se potessi respirare sott'acqua.
Come se tutto me stesso fosse acqua.
Acqua e Mare.
Non ho provato niente di uguale stando in terra e ingoiando aria.
Questo per me è il Mare...
Quel silenzio...
la limpidezza di quel respirare.
Credimi. Darei qualsiasi cosa...
perché tutto ti andasse bene.
Francisca...
Mi piacerebbe abbracciarti
Nessuno mi ha mai abbracciato come te.
Ti amo tanto, Francisca.
Anche io.
Non pensi mai in quel giorno?
Dai, raccogli questo.
Non ti manca? - No.
Ti dirò una cosa che neanche io ho detto mai a nessuno.
Non mi sento colpevole di vestire gli abiti senza essere vergine
Che? - Mi piace capire la gente...
Quello che fanno e perché lo fanno.
Incluse le cose peggiori che una persona può fare.
Per me essere religiosa è questo, la gente.
Allora perché vivi di spalle al mondo?
Non lo faccio, volendo starei in un convento di clausura.
e non qui raccogliendo pesetas con te.
Me ne vado a dormire. Domani c'è lavoro da fare.
Quí c'è una peseta, Ramallo. Restituiscile presto.
Tur, devo ottenere la furgonetta di Alcántara.
Ramallo...
Don Eugeni consegna un buon carico stanotte .
Io so dove.
Mi serve la furgonetta per avvisare la guardia civile.
Attento a dove ti metti, Ramallo. - Non lo vedi?
È la maniera per disfarmi di lui!
Per favore.
Aiutami.
Manuel.
Sono venuto a restituirti la rivista.
E tu perché piangi?
Un toro ha ucciso Manolete.
Scusami devo sembrare una sciocca, però e che mi ha dato tanta pena che...
Entra, Alcántara è già andato a dormire.
Entra.
Vuoi un bicchiere di latte? - Si dai.
Siediti, non rimanere in piedi.
È latte di mandorla. Di quella buona.
Ti piace? - Sí.
Fa caldo, eh?
Neanch'io posso dormire con questo calore.
Que fa questo quí a quest'ora?
È venuto a restituirmi una rivista. - Non è ora di riviste, capito?.
Mollalo, adesso è già in discesa.
Hey, la benzina! - Ho soldi.
Ciao Sureda! - Muoviti o non arriverai a tempo!
¡Sureda!
Non eri a Caubet tu? - E ancora ci sono.
Sono scappato per parlare con lei.
Ché? -Ho una furgonetta dietro gli alberi.
Grande, porta fino a 20 sacchi. - bene, E con ciò?
Mi aiuta a caricarla...
Le dò una botta, nascondo tutto e poi lei dice che l'hanno derubata
Con i soldi a metà.
Guarda che sei scemo!
Tu credi che Don Eugèni sia stupido?
Muoviti, vattene, e non farti scoprire.
Ho bisogno dei soldi.
Tu stai in Caubet, vero? - Sí.
Sai le casse di estreptomicina Che Don Eugeni conserva nel magazzino
Sí.
Le vende illegalmente agli ospedali, e anche a Caubet
venerdí della settimana prossima ci sarà una consegna.
Un tale Alcántara lo riceverà. Scopri chi è e lo segui...
Se te la giochi bene, io ti aiuterò a piazzare quelle casse.
Se la mandi a puttane, io non ti conosco.
Tutto chiaro? - Ben chiaro.
¡Hey!
Come è andata con la guardia civile? -Il che?
Con la guardia civile. - La guardia civile?
Non eri andato a denunciare Don Eugéni
Don Eugéni? Don Eugéni è spacciato .
e sai cosa è meglio
mi daranno una ricompensa.
Sei ubriaco, Ramallo.
Ho festeggiato un poco. Donne, vinello...
Bevi un poco. - No. No grazie.
Mi passi i vestiti e l'asciugamani.
Sono molto sudati, Ramallo. Vuoi che ti presti qualcosa di mio?
Si dai.
Ti ho lasciato la chiave sul comodino. Cosí la restituisci.
sono venuto a docciarmi qui perché la mia stanza è piena di gente.
Spero non ti disturbi. - No.
Mi permetto perché abbiamo confidenza.
Non perché voglia approfittarmi...
Volevo dire che se hai bisogno di qualsiasi cosa, conta pure con me
Che questo non sia...
Questo film è stata idea tua. Eh?
Lo scelsi, supponendo che il mare ti animasse...
Sai cosa mi è piaciuto di più? - Cosa?
Che era muta.
Ascolta, sai se Tur è arrabbiato con me?
Perché lo dici?
Siccome non è venuto a vedermi. - Perché non puoi ricevere visite, Ramallo.
È già finito il film? - Si è bruciato.
Beh mi avete preso in flagrante.
Carmen, aiutalo a stendersi, devo andarmene.
Aspetta Francisca! - Ramallo che non puoi alzarti!
Ma si che sto bene! - Non ci credere, e fai caso ai dottori.
Prendi.
In pace.
Dai, smetti di strofinare, ché qui è tutto pulitissimo.
Hai proprio ragione.
Guarda quello che ho incontrato sotto il materasso.
Il parroco del mio paese diceva: rivista, ti guasta la vista.
Meno male che non sono monaca perché se no, addio riviste.
Hai visto a Tur? - Non mi ha lasciato entrare nella sua stanza..
È di nuovo a digiuno. - Puttana eva!, ¡maledette vergini!
E questo che significa adesso? - Non ti accorgi che quello ha bisogno di una donna.
¡Ay Ramallo! Tur è molto più complicato che tutto questo.
È uguale a tutti. - Sempre cadi nello stesso discorso tu vero?.
¡Carmen! Se vedi a Tur dagli questa rivista da parte mia.
Me la va a tirare in testa.
Tu dagliela e che venga a vedermi.
Diglielo da parte mia. e fallo mangiare.
Io?
A te te fará caso, io lo sò.
Come stai, Marajá?
Bene. - Cosí mi piace.
Non voglio che mi cacci e scappi correndo come l'altro giorno.
Ti ho portato un brodino.
Che strano modo di tenere il segno nel libro.
Sembra un billetto di tranvia
Forza, bevilo che ti possa vedere.
Lasciami stare.
Non vedi che non faccio male a nessuno.
Fai male a te stesso.
Perché sei venuta Carmen? - Non va bene che stai tutto il giorno solo.
Io non sono solo.
Che ti succede?, Manuel.
Ho paura di diventare cattivo.
Che Dio mi abbandoni.
Ma se tu sei la persona più buona che io conosca.
A te quello che ti perde è questo.
Quello di cui parli si chiama fede.
Però, come la stai vivendo tu ti ammazza.
Guarda Carmen, io sono cresciudo con la morte attacata dietro.
Mio padre, la guerra, gli amici di quí...
Ho tre croci rosse. Se non credessi in Dio...
Non avrei neanche la forza per alzarmi da questo letto.
Sai il male che mi fa sentirti parlare cosí?
Penso tanto, penso tanto in te.
Tanto che a volte...
Quando mi stendo nel letto...
Vedo il tuo volto, con quegli occhi così tristi che hai...
E non mi posso addormentare.
Rimango sveglia...
Come una che aspetta...
E che sa dove sei.
Devi conoscere il tuo corpo, Manuel.
Sei una donna sposata.
Però è a te che voglio.
Questo è un peccato.
Peccato? Peccato é quello che faccio con mio marito.
Non sai lo schifo che mi fa quando mi si mette sopra.
A volte mi viene voglia di affondargli le forbici nella schiena.
Carmen, io credo in Dio. - Zitto.
Eri venuta per questo?
Sí.
Non è facile capirti, Manuel.
Prendi leggi quí.
Qua? - Sí, qua.
Maestro, vi ho portato mio figlio posseduto da uno spirito.
che ovunque vada si impadronisce di lui, lo agita...
Gli fa tirar fuori schiuma dalla bocca...
Gli digrigna i denti e lo accende di furia.
Ho chiesto ai tuoi dicepoli di liberarlo da Lui.
Ma non hanno potuto
Gesú domandó al padre: Quanto tempo fa è incominciato tutto?
E il padre gli disse: Fin dall'infanzia.
E spesso lo buttavo nel fuoco, e dentro l'acqua per ucciderlo.
Se puoi fare qualcosa, abbi compassione e aiutaci.
E Gesú gli disse:
Tutto è possible per colui che a fede.
E alzandolo per la mano lo liberó.
Perché mi fai leggere questo?
Manuel...
Se sono venuta qui è per farti stare meglio.
Ne stavo parlando con Ramallo. Siamo preoccupati e non sappiamo come aiutarti. Sai...
Ossia che ti ha inviato Ramallo?
Io non sono una puttana.
Vattene, Carmen.
Vattene!
Ti lasci questo.
Me lo diede Ramallo per te.
Non ti intromettere mai più nella mia vita! Non ti permettere mai più! Mai!
Poco a poco, ¡eh! Andiamoci piano piano
Mi fai mentire, ingannare, rubare, e adesso mi mandi Carmen solo per il gusto di farmi peccare!
È venuta? Vedo pure che non è andata bene.
Perché non puoi consentire che voglia essere puro? - Tu puro?
Tu sei più falso che una falsa beata.
Ti odio Ramallo. - No, tu non mi odi.
Quello che succede è che mi ami un po' troppo.
O pensi che non me ne sono accorto?
Ho fatto un po di caffè.
Come sta?
Sta meglio.
Suor Francisca, preferirei che dell'accaduto non dicesse niente a nessuno.
No si preoccupi.
Sa chi lo ha colpito?
Dice di no.
Devi convincere Ramallo a restituire le casse.
Di nascosto, non c'è bisogno che si faccia riconoscere.
Tu sai che non ci fará caso ne a te ne a me.
Io non posso fami carico
di quello che gli aspetta a Carmen e Alcántara.
Devo denunciarlo.
Io non posso denunciarlo.
È il meglio per lui.
Non so se lo sai...
Però ne lui ne io, a te, ti faremmo mai un brutto scherzo.
Francisca.
Credo che so dove sono le casse.
Manuel.
Che fai?
Penso che quando l'anima di Pau fuggì per questo buco...
Dio a noi ci lasciò in quest'inferno.
Quí smettemmo di essere bambini.
¡Hey! - Ciao.
Ragazzi, fatemi spazio. Mi hanno tirato fuori dalla gabbia.
Che succede?
Lo hanno portato alla 13.
Alla faccia della rapata, Galindo! Come va?
In salute.
Ti sei dato alla bella vita...
Hai visto?! Mantenendo il tipo.
Come va con la tosse?
Stanotte mi sono sfondato tossendo.
Questo prospera. - Brutta cosa.
Sai Ramallo, incomincio già ad avere peli nel petto.
Ci toccherà festeggiare.
Andrés Ramallo, alla sala di visite.
Devo andarmene. - Torna per favore.
Torno subito.
Che ci fa lei quí?
Le dissi che non volevo più vederla.
Chiudi, chiudi.
Siediti.
Sai che mi hanno rubato delle casse di estreptomicina?
Quí nel sanatorio. - Come vuole che lo sappia?
Quelle casse valgono un sacco di soldi.
Grazie a Dio, le ho già incontrate.
Guardami!
Ti immagini dove? - No.
Dentro un pozzo, vicino ad Argelús.
E perché me lo spiega a me tutto questo?
Non fingere, Ramallo.
Ho sempre saputo che mi rubavi parte del contrabbando...
E che lo nascondevi in quel pozzo.
Erano piccole cose, non mi importava...
Erano come regali che ti facevo...
Senza dover ferire il tuo orgoglio. - Non sono stato io.
Bene, non sono venuto quí per discutere
Volevo solo che lo sapessi...
Prima che ti facessi troppe illusioni.
Te lo dissi, e te lo torno a ripetere:
Senza contare su di me non ce la farai.
E non ti rompo quella faccia da puttanella che hai...
Perché Don Eugeni ti vuole bello quando ti dà su per il culo.
Ti ammazzerò, Alcàntara! - Tú? A me?
Sarò io quello che ti interrerà.
Ne ho visti morire così di ragazzi come te. È solo una questione di aspettare.
Cosa fai in piedi?
Mi guardo nello specchio con le scarpe infilate.
È come se mi dicessi addio..
Vieni, stenditi, che prenderai freddo.
Come ti senti?
come se mi fossi bevuto una bottiglia di cognac tutto da solo.
Coprilo per favore.
È come già se mi cancellassero da quello specchio.
Non ti senti meglio dopo i sacramenti?
Fa freddo.
Hey, Ramallo.
Dammi la mano.
Questo dura molto...
Sapete quanti kilometri ha...
la strada che va dal sanatorio al mio paese?
Sedici, come gli anni che ho io.
I kilometri di questa strada sono i pupilli del Mº de Opere Pubbliche.
Però la strada è mortale ...e lunga.
E quando ti fanno arrivare senza che tu sia arrivato...
è come se due gitani ti trascinassero dietro un muro.
e mentre uno ti strizza il cuore...
l'altro affonda bene tutto il coltello nel fegato.
Zitto.
No, io non lo capisco...
Perché penso che al di là di quella patere...
la strada ancora continua.
Che ore sono? - Le sette.
Che succede Galindo?
L'orologio di casa nostra quello che va 10 minuti indietro rispetto a quello di quí.
E allora?
Si trova in cucina, sopra i piatti per tutti i giorni.
Quando in casa mia leggeranno che saranno state le 7...
penseranno che stavano facendo qualcosa che ancora non facevano....
Perché io morirò prima quí che lí.
Non pensarci adesso.
Stando dieci minuti in avanti per sempre...
è come se non mi potessero incontrare mai.
Vado ad avvisare i dottori. - Aspetta, ancora no.
Che fai? - Non voglio che muoia.
Però se è già morto. - Lo so già.
E non stò chiedendo un miracolo.
Sei pazzo! - No.
Voglio solo sentire che Dio è in me.
Buon giorno.
Ho stirato i vestiti di Galindo per te. Siccome sempre ti manca roba.
Grazie.
Gli ho bordado le tue iniziali.
Ce li hai già i peli nel petto? - Qualcuno.
A me usciranno presto.
Allora, ci toccherà festeggiare.
Non è quí in giro Ramallo?
È dovuto uscire. - Bene. Dategli questo da parte mia.
Manuel.
Ramallo non è già più quí. - Che significa che non è già più quí?
Ci chiese che non ne parlassimo per il momento, però se ne andato dal sanatorio...
Con la valigia. Del tutto.
¿Però perché?
Come ti sei fatto questo? - Pregavo.
E all'improvviso ho notato Come la carne si apriva da dentro...
e sopra la pelle compariva un un livido viola e oscuro.
senza che la piaga venisse fuori.
E più mi convincevo che avevo vinto Ramallo...
più aumentava il dolore.
Fino a che la pelle si aprí completamente.
Cosa c'entra Ramallo in tutto questo?
Ero posseduto, Francisca.
Ramallo era amico mio e io lo amavo.
E Satana se ne approfittò.
Cambió questo amore di amico per un amore proibito.
Non so se ti capisco Manuel.
Che Ramallo voleva distruggere la mia innocenza. Non lo capisci?
Ramallo voleva crocifiggere Dio ancora una volta.
Peró io ho crucificato Satana.
E Dio mi da grazie manifestandosi in me..
Sará meglio che te ne vada nella tua stanza.
E che nessuno si accorga di quelle ferite.
Prendi.
È un diazepam.
Ti fará dormire.
Domani mattina ti manderò padre Calventei.
Perché?
Per, se volessi confessarti. - Di cosa?
Non lo so, non lo capisco. Non so come aiutarti.
Io non sono venuto quí a chiederti aiuto, ne consiglio.
Allora perché sei venuto?
Per condividere l'allegria di che Dio è tornato in me.
E questo?
Ho chiesto un permesso e me lo hanno dato.
- Bene entra.
Volevo venire prima, però, uno arriva a casa sua e già si sa...
No figurati no, entra.
Stavo cenando. Beneta mi ha lasciato il coniglio pronto.
Ne vuoi un poco? - No, grazie, ho già cenato.
E questa visita?
Voglio chiarire tutti i malintesi tra lei e me.
Lo ho pensato a lungo e....
credo che avesse ragione a dire che que senza di lei non potrei farcela.
Non c'è bisogno fare quella faccia.
Vedrai come tutto andrà bene.
Salute.
Vieni, ti mostrerò una cosa.
Espetta quí.
Puoi entrare già!
per il momento c'è solo un pesciolino.
Non pensavo venissi così presto.
Non ti piace?... Ramallo...
Ramallet. Perché piangi?
Perché sono un disgraziato.
L'ho tradita. Le ho rubato. E adesso......
Lascia stare! Ti prendi le cose troppo di petto.
Ai dispiaceri non bisogna dargli il petto, sarebbe come allattarli.
Lei non mi capisce - Chiaro che ti capisco
Sei troppo giovane e non sai quello che ti conviene.
Però, nonostante tu mi abbia fatto tutto quello che mi hai fatto...
Tu non sei una cattiva persona. Io lo sò.
Lei non sa niente.
Quello che sò è quanto mi sei mancato.
Deve perdonarmi, Don Eugeni, deve perdonarmi.
Non pensare più nelle casse.
Non è quello. - Lascia perdere.
Dal momento che mi dissero che eri stato tu, ti avevo già perdonato..
Come "che le dissero" che ero stato io?
Si suppone che non dovrei dire niente.
Però mi avissarono dal sanatorio
Chi? Alcántara? - No.
E te lo dico perché presti attenzione con chi tratti.
È stato uno che si chiama Manuel Tur.
Ho bisogno di pisciare.
Ramallo Ti aspetto nella stanza.
Vengo subito.
¡Ramallo! - Ché!
Ho ucciso Don Eugeni. Zitto e non muoverti.
Non muoverti, ho detto!
Perché lo hai fatto Ramallo?
Per molte cose.
Fa caldo quí.
Perché sei tornato Ramallo?
Per dirti addio.
Alzati.
Non mi vuoi abbracciare prima che me ne vada?
Come mai le mani bendate? - Mi sono fatto male.
Perché mi fai questo Ramallo?
Per fartela passare cosí bene da soffrirne fino al giorno che muori.
Io ti amo Ramallo, lo sai. Tu lo sai.
Non dovresti avermi tradito.
Lo feci perché non succedesse questo.
Bravo Ed io adesso...
Non me ne andrò di qui fino a quando non ti sarò venuto in faccia.
Siediti.
Per favore, Ramallo.
Sub._ita a cura di DarkwulfRau, per la comunità
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