Afrikaans
Akan
Albanian
Amharic
Armenian
Azerbaijani
Basque
Belarusian
Bemba
Bengali
Bihari
Bosnian
Breton
Cambodian
Catalan
Cebuano
Cherokee
Chichewa
Chinese (Simplified)
Chinese (Traditional)
Corsican
Croatian
Czech
Danish
Dutch
Esperanto
Estonian
Ewe
Faroese
Filipino
Finnish
Frisian
Ga
Galician
Georgian
German
Greek
Guarani
Gujarati
Haitian Creole
Hausa
Hawaiian
Hebrew
Hindi
Hmong
Hungarian
Icelandic
Igbo
Indonesian
Interlingua
Irish
Italian
Japanese
Javanese
Kannada
Kazakh
Kinyarwanda
Kirundi
Kongo
Korean
Krio (Sierra Leone)
Kurdish
Kurdish (Soranî)
Kyrgyz
Laothian
Latin
Latvian
Lingala
Lozi
Luganda
Luo
Luxembourgish
Macedonian
Malagasy
Malay
Malayalam
Maltese
Maori
Marathi
Mauritian Creole
Moldavian
Mongolian
Myanmar (Burmese)
Montenegrin
Nepali
Nigerian Pidgin
Northern Sotho
Norwegian (Nynorsk)
Occitan
Oriya
Oromo
Pashto
Persian
Polish
Portuguese (Brazil)
Punjabi
Quechua
Romansh
Runyakitara
Russian
Samoan
Scots Gaelic
Serbian
Serbo-Croatian
Sesotho
Setswana
Seychellois Creole
Shona
Sindhi
Sinhalese
Slovak
Slovenian
Somali
Sundanese
Swahili
Swedish
Tajik
Tamil
Tatar
Telugu
Thai
Tigrinya
Tonga
Tshiluba
Tumbuka
Turkmen
Twi
Uighur
Ukrainian
Urdu
Uzbek
Vietnamese
Welsh
Wolof
Xhosa
Yiddish
Yoruba
Zulu
[annuncio in tedesco]
[annuncio in tedesco]
PARIGI - HEIDELBERG AMBURGO - STOCCOLMA
[fischio]
[fischio]
Maestro, dobbiamo partire.
[Saul] Maestro, è arrivato un telegramma dalla signora Marta Abba.
Non ci sarà neanche stavolta.
Sieda qui, Saul.
Lei sa tutto di me, Saul.
Sa che volevo condividere solo con Marta questo lungo viaggio.
Non ho voluto nessuno della mia famiglia.
I miei amati figli. Stenù, Fausto, Lietta, nessuno.
Sa perché ho voluto solo lei?
Perché il Nobel non è solo un premio a me, ma anche alla sua arte.
Lei è stata…
la mia musa ispiratrice.
Buongiorno a tutti.
Sono Marta, Marta Abba.
[Marta] Eccomi qua.
Ehm… Inizio?
- [Stefano] Papà… - [Massimo] Signorina Abba…
Sono Massimo Bontempelli, l'autore della commedia.
- Quale parte ha preparato? - Tutte.
Ah.
- Tutte? - Sì.
Con l'aiuto di mia sorella Cele. È attrice anche lei. È qui con me.
Bene, signorina. Sono Pirandello. Allora…
Atto primo, scena con l'amica Orsa e Vulcano.
La scena del bacio. Parta dalla battuta:
"Su, Orsa, vieni qui. Raccontaci per bene."
Su, su, Orsa, vieni qui.
Raccontaci per bene. Anche voi, Vulcano, qui con noi.
Dobbiamo fare tutto il possibile per aiutare questa povera piccola.
Sono stata un po' scortese. Perdonami, Orsina, ero distratta.
A volte non so neppure io quello che faccio, quello che penso.
Mi perdoni? Eh?
Dimmelo…
Dimmelo che mi vuoi bene e dammi un bacio, amica mia.
Più bello…
Così…
E anche voi, Vulcano, un bacio.
Sulla fronte.
[risata]
Vado avanti, maestro?
Non sono andata bene?
Lei è la benvenuta, signorina. Noi siamo felici che lei sia arrivata.
Ci portate due sedie, per favore?
Vedi, cara Marta?
Io sono anni che nella mia testa cerco di trovare un equilibrio
tra la materialità tangibile del teatro
e la materialità sfuggente della donna.
- Il teatro… - [colpi sul palco]
È qualcosa di concreto, si fa.
Voi donne invece… Sì, certo, avete un corpo
ma come si fa a mettere in scena la vostra anima!
Ecco, io mi sono sempre chiesto com'è possibile rappresentare
il fascino oscuro della femminilità
e ho scritto decine di figure femminili, ma questo aspetto…
mi è sempre sfuggito.
E ora arriva lei, Marta ed è come…
se io la stessi aspettando da sempre.
Dove è stata nascosta tutto questo tempo?
Ho fatto la vita che fanno tutte le ragazze,
ma con un pensiero fisso,
sempre.
Il teatro.
Io vivo per il teatro, maestro.
[fischio del treno]
Puttana.
[Massimo] Il filosofo Benedetto Croce è criticato perché dice
che l'arte è conoscenza dal momento dell'intuizione.
[Massimo] È attività teoretica, prescinde dall'attività pratica.
[Massimo] È scevra di volontà, sentimenti. L'arte è immaginazione, è fantasia.
[Luigi] Croce crede di avere la verità in tasca.
[Luigi] L'arte non può prescindere dalla ragione, Massimo.
[Luigi] Non si può creare poesia, bellezza senza usare la ragione.
[Luigi] Ma come si fa! Croce dovrebbe dirci anche questo.
[Massimo] Sì, tu ce l'hai con Croce perché ha stroncato Il fu Mattia Pascal.
No… Non dire sciocchezze.
[Dario con accento romano] Basta, fate come i pupi. Sono due ore che parlate!
Per una volta che ci vediamo, parliamo d'altro. Il giornale dove…
Oh, è qua. Prima pagina del Messaggero.
[Dario] "La guerra è finita", c'è l'armistizio.
Succedono cose più importanti, liberano anche i prigionieri.
- Sì. - Mio figlio non torna.
Antonietta, perché dici così?
La lettera del Ministero della Guerra parlava chiaro.
- Massimo dieci giorni, Stefano è a casa. - Non torna più.
No, no… Da quattro anni mi dici che mio figlio sta per tornare e…
Antonietta, basta.
Voi chi siete?
Che cosa fate qui?
Poi io vi sento… Parlate, parlate. Non si capisce niente di quello che dite.
Foto…
[Antonietta] La foto si è staccata, la foto…
La foto si è staccata.
Ah… Aspetta, ce…
Ce la… No!
Aaa… Aaa…
[Antonietta] Io… Io… La foto si è…
Io… Aaah!
[Antonietta] La foto si è staccata!
Stavolta è vero, Stefano torna.
Hai capito? Torna veramente.
- Ma la foto si è staccata! - Non fa niente, Stefano torna.
Dobbiamo festeggiare. Prendi i dolci, io prendo lo spumante.
[Luigi] Vieni.
Ecco qua. Facciamo un bel brindisi al ritorno di Stefano.
[Antonietta] Eh, la serva… La serva li porta.
La serva li porta.
Dai, dai, dai…
Eh… Ma voi che fate ancora qui? Andate via.
Vi ho chiesto di andare via. Andatevene!
Vi ho detto di andare via! Questa è casa mia!
È casa mia! Alzatevi!
[Antonietta] Andate via!
[voce immaginaria] Correte!
[voce immaginaria di Luigi] Poveri bambini…
[Antonietta] Questa è casa mia.
Questa è casa mia.
È casa mia, questa. Andate via vi ho detto!
[Antonietta] È casa mia!
[Antonietta] Via! Quanto ci mettete a venire, eh?
[Antonietta] Andatevene.
Via, via, via, via…
Questa… Questa è roba mia. Questa è casa mia.
È casa mia…
Calmati.
Tu vai…
- Vai a scrivere. - Sì.
Vai! Via, via, via…
Vai a scrivere, in camera da letto che è l'unica cosa che sai fare.
[Lietta] Papà!
Continuate, continuate, continuate.
[Luigi] Buon appetito.
Luigino, che bella famiglia.
Siamo… Siamo felici e nessuno lo sa.
Che succede? Perché non mangi? Si raffredda.
Eh, ma…
Avete messo del veleno nel mio piatto, non…
- Mamma, ti prego! - Antonietta, finiscila, per favore.
Mangia.
Mangia tu.
Con tuo padre vi siete già mangiati tutto,
anche la miniera di zolfo, allora…
Mangia tu, dai, dai, dai.
Guarda.
Eh, sei convinta adesso? Sto morendo? No.
Puoi mangiare.
Beeee…
Beeee…
- Beeee… - Fausto.
Finiscila! Fallo per loro, almeno.
Ottantamila lire, diede mio padre a tuo padre.
Tutta la mia dote e anche la miniera di zolfo
che si allagò per colpa di tuo padre. Lo sanno tutti.
Tutti… Tutti quei picciriddi morti
- con l'acqua nella pancia. - Ancora con questa storia?
È stata una disgrazia l'allagamento della miniera!
Credi che io non ho sofferto per la morte di quei "carusi"?
Capisci che non è stata colpa mia? Tu lo capisci, vero, Lietta?
Oh… Oh, Lietta…
Amore, figlia mia.
Quello che non capisco è che… Ma non… Ma non ti basto io?
- Eh? Io… Io… - Antonietta…
- No… - Guardami, sono ancora…
[Antonietta] Vieni, vieni, amore. Luigino…
[Antonietta] Luigi… Luigi?
[Antonietta] Luigino…
[scatto]
[scatti]
Che fai? Posa qua, posa qua!
- Voglio morire! - No.
- [singhiozzi] - Sssh…
Tu non devi stare più in questa casa.
Domani ti porto a Firenze da zia Lina.
Dai…
Dai, Luigino, scrivi, scrivi.
[Antonietta] Io non ti disturbo.
- [Antonietta] Con me lavori bene. - [brusio]
- Oh, devo rifarmi il colore dei capelli. - [uomo 1] Guardi, la mia pietà…
[uomo 1] Tutta la mia pietà per questa donna è stata assunta da lei
- come la più feroce delle crudeltà. - [donna 1] Ma se mi hai scacciata!
"Se mi hai scacciata."
[donna 2] Siamo veramente sei personaggi interessantissimi.
[uomo 1] Ecco, la sente? Scacciata. Le è parso che io l'abbia scacciata?
- [uomo 1] Spaventevole, signore. - "Le è parso che io l'abbia scacciata."
- [uomo 1] Spaventevole, signore. - [brusio]
- [uomo 1] Spaventevole… - Spaventevole la sua sordità…
- [uomo 1] Sordità mentale. - [donna 1] Io invece di ammazzarmi,
avrei ammazzato uno dei due. Il padre o il figlio.
[Antonietta] Scrivi, scrivi.
Vicino a me.
Per sempre vicino a me.
[uomo 1] Perché è la mia condanna. Tutta la mia passione…
Tutta la mia passione che deve culminare nel grido di lei.
[donna 1] Figlia… È figlia mia!
- [donna 1] È figlia mia… No, mia. - [uomo 2] Cuore sì, per i figli.
- [uomo 1] Sorda di cervello. - "Sorda di cervello."
- [uomo 1] Fino alla disperazione. - [donna 2] Vieni qui… con la tua bocca.
[Antonietta] Sono pronta. Dai, vieni, vieni, su!
[Antonietta] Sì. Dai, dai, dai, vieni.
Dai, vieni.
Luigino?
Luigino… vieni qui.
Ti aspetto.
[stridio delle ruote]
[annuncio in tedesco]
Stenù…
- [uomo] Caporale Michele Ornado. - [Michele] Presente.
- [uomo] Sergente Franco Odorisi. - [Franco] Eccomi.
[uomo] Soldato semplice Davide Camuti.
- [uomo] Soldato semplice Davide Camuti. - [Davide] Presente!
- [uomo] Tenente Rocco Granato. - [Rocco] Ci sono.
[uomo] Soldato Pino…
- [uomo] Pino Visentin. - [Pino] Eccomi.
- [uomo] Paolo Roboti. - [Luigi] Stenù!
[uomo] Federico Reale.
- Papà! Papà, portami a casa. - Sì, certo.
- Certo. - [Antonietta] Arrivo!
Arrivo…
Amore…
Amore!
Amore…
Vieni, vieni, vieni… Vieni, vieni.
Guardati da quello là, da tuo padre. È capace di tutto.
Si corica con tua sorella.
[Antonietta] Eh? Piccolo mio…
Nooo…
[Stefano] No…
- [addetta accettazione] Il suo nome. - [dialogo non udibile]
[addetta accettazione] Signora? Il suo nome.
Mi chiamo…
Portulano Antonietta.
Sono nata… a Girgenti
nel 1872
e…
In una casa grande.
Dal balcone vedevo il mare.
Andavo…
a scuola dalle…
dalle suore dell'Immacolata.
Mi sono cresimata nella Chiesa di San Nicola.
Avevo un vestito bellissimo.
Bianco.
Io… Io credo in Dio.
Abitavo
a Palazzo…
- A Palazzo… - Portulano.
A Palazzo Portulano.
Eravamo ri…cchi.
Io avevo… Io avevo una zolfara, mia.
Poi… poi si è allagata e sono morti dentro
centinaia di bambini innocenti.
A me non è rimasto niente.
- Dov'è la valigia di vostra madre? - [Antonietta] No, no…
Io non ho… non ho bisogno della valigia.
Voi… voi potete andare. Io sto bene qui con la… con la sorella.
Io… non ho più bisogno di voi. Voi andate.
Io non ho più bisogno di voi. Sto… Mi sento…
Mi sento bene qui, mi sento al sicuro. Io… Io vedo lei che…
No, la valigia non… non mi serve.
Guarda, tutte queste cose che ci sono dentro… Lo vedo…
Guarda… Vedi? Vedi?
Vedi, amore? Io… Io non ne ho più bisogno.
Guarda… Guarda questa cosa qui. Non ne ho più bisogno.
- Ma… Mamma… - Io la mettevo… per Luigi.
- Scusi. - Mamma…
- Di questo non ne ho più bisogno. - Mamma…
- Lasciatemi fare quello che voglio! - Aspetta…
Io voglio togliermi anche questi che non mi servono più! Via!
Via, via, via, via!
- Oh, no… Via! Via! Via! - [Fausto] Non ce la faccio.
- Fausto… - Via!
- Mamma, vestiti. - Ho detto via!
Oh! No, state seduti. Io…
Io non… Sono loro.
Niente, ma io volevo chiedere…
- A che ora sono le messe? - C'è la mattina…
- A che ora? - La mattina molto presto, alle sei.
[Luigi] Da quando questi sei personaggi sono venuti a trovarmi,
non sono più riuscito a liberarmene.
Una notte, mentre stavo scrivendo,
mi si parano davanti
un uomo cupo
il padre,
una donna vestita a lutto, la madre
che tiene per mano una bambina,
un ragazzino con una pistola in tasca,
un altro giovane taciturno, il figlio
e poi lei, la figliastra
equivoca, sfrontata.
E prima uno, poi l'altro cominciano a raccontarmi i loro tristi casi,
le loro passioni
e più io cerco di scacciarli più loro mi ossessionano
raccontandomi scene che vogliono rappresentare,
anzi vivere! Una vera tortura, credetemi
e non mi danno tregua.
[brusio]
Eccoli, loro sono qui ora.
[Luigi] Voi non potete né vederli né sentirli, ma io sì!
Mi stanno sussurrando le loro pene…
Piccina piccina.
Con le treccine sulle spalle, le mutandine più lunghe della gonna.
Piccina così.
[Luigi] Miseria… Miseria veramente per un uomo…
solo.
Non è ancora tanto vecchio da poter fare a meno della donna
e non più tanto giovane da poter facilmente, senza vergogna,
andarne in cerca.
Ma che dico miseria, orrore!
[Luigi] Orrore.
[Luigi] Orrore!
Mio marito…
con mia… figlia!
Orrore!
- [attrice] Orrore! Orrore! Orrore! Basta! - Oddio!
Nooo!
[rumore di sparo]
Signori…
Lasciate stare l'applauso adesso, ma… avete capito?
- Sì, sì. - Certo.
- [Dario] Mezz'ora di pausa. - Andiamo.
Allora? Non dite niente?
Sì, Luigi… sì.
Ma io penso che gli spettatori non siano pronti.
A cosa?
- A quella madre che… - Che?
A quelle scene scabrose tra la figliastra e il padre, Luigi!
- E poi? - E poi!
Poi un bambino che si suicida.
Tu, Stefano, che dici?
- Papà, io… - Stefano ti conosce, come me.
Sa quello che hai in testa, ma il pubblico no,
non è tenuto a conoscere la tua vita privata.
È la nostra vita privata che a me interessa.
La vita, così come la soffriamo noi ogni giorno.
Gli spettatori vanno provocati, presi a schiaffi.
Stai attento che non ti prendano a schiaffi loro.
Tu hai paura del pubblico.
- Vai a quel paese! - Tu sei un vigliacco.
Vedi che scappi? I vigliacchi scappano, caro Bontempelli.
[campanella]
Scusi, ma lei è lo scrittore Bontempelli.
Sì. Con chi ho il piacere di parlare?
Sono Saul Colin, l'agente letterario di Luigi Pirandello.
Il maestro mi ha… invitato a questa Prima assoluta
e detto tra noi, vorrei portare lo spettacolo a Parigi.
A Parigi?
Sono certo che sarà un grande successo e voglio portare i Sei personaggi
- in tutta Europa. - Speriamo.
- Il pubblico del Valle è molto difficile. - [Lietta] Papà!
- [Luigi] Lietta. - [Lietta] Vieni. Scusate.
Allora? Sei pronto?
Non si è mai pronti.
- Signor Pirandello, che onore! - Lui è Manuel.
[accento straniero] Lietta mi ha parlato tanto di lei.
Lei… non è italiano.
Cileno. Sono un ufficiale dell'ambasciata del Cile qui a Roma.
- [direttore di scena] Cinque minuti. - [campanella]
- Non ti diciamo nulla. - Andate.
A dopo.
[canta in siciliano] ♪ Occhi che mi guardate ♪
♪ Ditemi che volete ♪
♪ Volete me o quella che guardate ♪
♪ Braccia grosse, cosce belle ♪
♪ Bocca rossa ♪
♪ Capelli sciolti ♪
♪ Petto in fuori, cammina dritta ♪
♪ Unghie rotte ♪
♪ Senza vergogna ♪
♪ Il ventre si contorce ♪
♪ Si contorce, si muove qua ♪
[canzone in siciliano] ♪ Occhi che mi guardate ♪
♪ Che volete da me, ditemi che volete ♪
♪ Ditemi che volete ♪
♪ Il ventre si contorce ♪
♪ Il ventre si contorce ♪
♪ Si muove qua, la verità ♪
♪ Si contorce qua ♪
♪ Venite qua da me. ♪
[sparo]
[grida dal pubblico]
[dal pubblico] Vergogna!
[madama Pace in veneto] Perché se non ti piace…
- È un'indecenza! - Ti dà denaro.
- Quella ragazza si prostituisce. - Basta!
- Per carità, mamma! No, per carità. - [dal pubblico] Sgualdrina!
Basta!
Silenzio! Silenzio!
- Io l'ho ancora qua nelle orecchie! - [dal pubblico] È uno scandalo!
- [dal pubblico] Basta! - Mi ha reso pazza quel grido!
Lei può rappresentarmi come vuole, non importa, anche vestita.
- No. - Purché abbia… almeno le braccia,
solo le braccia nude.
Nude!
[figliastra] Perché… Guardi, standomene così
con la testa appoggiata al suo petto, così
e le braccia al suo collo, così…
- [dal pubblico] È un'indecenza! - Io mi vedevo pulsare qua sul braccio…
- Qua, una vena! - [dal pubblico] Smettetela!
[figliastra] Allora è come se soltanto quella vena mia mi facesse ribrezzo.
Strizzai gli occhi, così.
- [dal pubblico] È indecente! - E affondai la testa nel suo petto.
- [dal pubblico] Vergogna! - [dal pubblico] Sgualdrina!
[dal pubblico] Così no.
Grida… Grida!
- [figliastra] Come hai gridato allora! - No, signore.
- No, signore, non lo permetta. - [fischi]
Ora, vieni ora, odio da sempre!
Il mio strazio non è finito.
[madre] È figlia mia!
- [madre] È figlia mia! Oh, no! - [dal pubblico] Basta!
[madama Pace in spagnolo] Ma no, no… Non deve esserci la mamma qui.
- Io me ne vado. - Butta sangue!
Ora!
[in napoletano] Ferma con queste mani o te le spezzo!
[fischi]
[dal pubblico] È indecente!
[grida e fischi]
[madama Pace in spagnolo] ♪ Io sono innamorata ♪
- [dal pubblico] Andate via! - [madama Pace canta] ♪ Il cuore è forte ♪
[dal pubblico] Basta!
[fischi]
[voci concitate]
[dal pubblico] È un'indecenza!
- Devo affrontarli. - No, papà…
- Signori… - [dal pubblico] Pagliaccio!
- [grida] - [Luigi] No…
Lasciatemi spiegare.
[grida]
Maestro…
[grida]
[voci non udibili]
Allora…
Sipario!
Fallimento… Fallimento… Fallimento!
[musica anni '20]
[musica anni '20]
- Oh, stasera… Eh? - Ssh!
Papà…
Perché non vieni a divertirti un po'? Eh?
Vedi, Faustino, tua sorella mi lascia da solo.
- No! - Sai, Lietta? Io sono felice per te.
Finalmente avrai la vita che hai sempre desiderato.
Scusate? Adesso che non siete circondati da masse onoranti
- volevo presentarvi il mio amore. - Allora ti presento anch'io il mio amore.
- Olinda Labroca. - [in francese] Incantato.
Ho sentito molto parlare di lei. È una raffinatissima musicista.
Stefano esagera sempre.
- Lei è il mio cuore. Paola Masino. - Molto lieta.
Segnatevi questo nome perché diventerà una scrittrice famosa.
- Adesso chi esagera? - Molto piacere.
Piacere.
Signore e signori, a nome dell'ambasciata che rappresento,
ho da dare una buona notizia allo sposo.
Caro Manuel, presto farai ritorno a Santiago
dove andrai a ricoprire un incarico prestigioso
per il governo cileno.
Così potrai far conoscere il nostro Paese alla tua signora.
Festeggiamo questo momento…
[voce non udibile]
[applauso]
[Luigi] "Ah, Lietta, mia piccola bella…
Sono così pieno di angosce e di amarezza per la tua lontananza!
La casa mi pare vuota come la mia vita, Lietta.
Sai che anche Fausto mi ha lasciato?
Anche lui ha fatto una follia.
Se n'è andato a Parigi a fare il pittore."
Buon brodino caldo.
[Luigi] "Bisogna che torni presto, Lietta,
sennò papà tuo… morrà d'angoscia."
Maestro, non può passare la notte a stomaco vuoto.
[Lietta] "Papetto adorato,
le tue lettere mi fanno compagnia in queste giornate solitarie
e mi danno l'illusione di essere con voi. So dei tuoi successi.
Stefano mi ha scritto della giovane attrice con cui collabori.
Sono felice per te."
[Marta] Avrò avuto 13, 14 anni.
Già allora fare l'attrice era il mio pensiero fisso.
Così mi presento all'Accademia dei Filodrammatici
contro la volontà di mio padre. Mi ero preparata.
Per mesi avevo studiato un monologo di Casa di bambola.
Ero diventata… Mi sentivo… Nora.
Ero sicura che mi avrebbero ammesso. Invece non mi fecero nemmeno cominciare.
"Quanti anni hai? Sei una bambina.
Tesoro, alla tua età il teatro si guarda solo dalla poltrona."
Le lascio immaginare la delusione.
Così mio padre decise che dovevo dare una mano in uno dei nostri negozi.
Per un po' andai, mi divertì anche,
poi iniziai ad annoiarmi
e una quando si annoia, che fa?
Sogna.
La vetrina del negozio mi è sembrata un piccolo palcoscenico.
Mi sono messa lì davanti
e sono diventata… Nora,
Hedda Gabler,
Ofelia…
La folle Ofelia.
Non può immaginare la mia sorpresa
quando ho alzato gli occhi
e di fronte a me una piccola folla mi stava guardando
e mi applaudiva!
Ho pianto dalla gioia.
Marta…
Abba.
Ma perché non ti ho inventata io!
[Luigi] Silvio D'Amico mi ha fatto scoprire questo posto.
[Luigi] Guardate che meraviglia.
Palazzo Braschi!
Adesso vedrete dentro la magnificenza degli ori.
Ho letto il copione di Nostra Dea. Io l'ho amato.
È un capolavoro assoluto. Bontempelli è un genio.
Guardi, ho trovato delle stoffe perfette per la protagonista.
Guardi.
Perché voi donne oggi volete essere
libere, indipendenti, determinate.
Desiderose di vivere in maniera più dinamica rispetto alle vostre nonne
- o alle vostre mamme. - Io sono la mamma.
- Oh, con tutto il rispetto, signora. - Maestro.
Guardi che meraviglia.
Questo blu potrebbe essere perfetto
per la scena del bacio tra Dea e Orsa.
- Che ne pensa? - Aspetta.
Vieni.
Ecco.
"Dimmelo che mi vuoi bene.
Dammi un bacio, amica mia."
Fatti aiutare dalla mamma e da Cele. Scegli tu i modelli, io…
- [dialogo indistinto] - [barbiere] Maestro, che onore!
È venuto a salutarci?
So che sta preparando un nuovo spettacolo.
Che ne dice di una sistemata ai capelli.
- Giusto una spuntatina. - Prego. Venga, si accomodi.
Rudy! C'è il maestro.
Lasci, faccio io.
- Perfetta. - Mamma, che ne pensi?
E… Non saprei. Cele.
- Per quale scena pensavi? - Dopo la scena del nostro bacio.
Come sono teatrale.
[risate]
[barbiere] Dieci anni di meno, maestro.
Orsa, dove sei?
Orsetta?
- Orsina? - [singhiozzi]
Orsina… ma che hai?
No, no, non piangere, amore.
No, no, calma.
Su, raccontaci per bene. Vieni qui.
Vulcano, venite qui!
Che hai? Sono stata un po' scortese? Eh?
Perdonami, cara, perdonami.
Sono distratta. A volte non so neppure io quello che faccio, quello che penso.
Eh? Mi perdoni?
Dimmelo.
Dimmelo che mi vuoi bene.
Dammi un bacio, amica mia!
Più bello.
- [pubblico] Oooh… - [spettatrice] Silenzio.
- [spettatore] Che succede? - [frasi indistinte]
Ah… Così.
[Vulcano] Mmm… Mmm…
Anche voi, Vulcano, un bacio.
Ah!
Sulla fronte.
[risate]
Ah, sembro proprio un bel giovinotto.
- Ada, la giacca. - Eccola.
Ah! Dicevi di Vulcano?
È di là e la contessa Orsa manda a dire…
Mandali al diavolo! Sono pasticcioni e seccatori quei due.
Io voglio divertirmi.
Voglio andare a cavallo. Op, op, op, op…
Ah ah, ah ah, ah ah…
Vorrei essere un uomo
per non essere obbligato a prendere sul serio le donne!
Io non le posso soffrire,
le donne.
- Op! - [risate]
Brava!
- Maestro… - Bravo!
- Complimenti. - Bravi!
- Lietta. - Papà!
- Quando sei arrivata? - Stamattina.
Stefano mi ha tenuta nascosta per farti una sorpresa.
- C'è riuscito. - Sì.
Marta, vieni.
Questa è mia figlia Lietta, quella che vive in Cile.
- Piacere. - Con suo marito Manuel.
- Piacere. - Lietta, la signorina Marta Abba.
- So che ha fatto bene a mio padre. - Lui fa del bene a me.
- Maestro, la cucina chiude. - [attrice] Maestro, ho fame.
Buonanotte, scusate.
- Noi andiamo a cena. Venite anche voi? - No, il viaggio è stato lungo.
- Sono stanchissima. - Tu, Fausto?
No, resto con loro. Abbiamo tante cose da raccontarci.
Va bene. Io vado, allora.
Vai, ti stanno aspettando. Ci vediamo domani a pranzo.
Sì.
Che cosa è successo?
- [Manuel] Mi piace il suo stile. - Chissà che dirà papà.
Non sarà di suo gusto.
Non vuol dire che non sia una buona opera.
Il genio di casa è lui e dice che dovrei dedicarmi alla scultura.
- Siete una famiglia di artisti. - Sì, eccetto me, Manuel
che ho deciso di sposarti e creare una famiglia.
Manuel…
- Avresti dovuto invitare anche Abba. - No…
Marta è a teatro, sta lavorando.
- Ma oggi è giorno di riposo. - [Luigi] Sì,
ma lei non era convinta delle luci e ha costretto Bontempelli
e tutti gli attori e i tecnici a rimettere in prova lo spettacolo.
Non ho mai incontrato una donna con un senso pratico dell'arte come lei.
Il senso pratico,
quello che manca da sempre a noi Pirandello.
- Papà? - Solo un momento, Lietta.
Signori…
Ho deciso di chiedere a Mussolini di sostenere la nostra idea
di un teatro nazionale finanziato dallo Stato.
Dopo il successo di Marta in Nostra Dea,
non ho motivo di dubitare che otterremo la sua approvazione.
Quindi propongo un brindisi a questa nuova, grande impresa.
- Papà. - Sì?
Potresti venire di là un momento?
Che succede, Lietta cara?
Sai, papà? In Cile non ho molto da fare.
Davanti casa ho un giardino e un giorno ho piantato un albero.
Ho scelto un ulivo. Gli ho riservato tutte le cure possibili.
L'ho accudito, ma per due anni non ha voluto saperne di fruttare
ed è stato nel periodo in cui rimasi incinta di Manolito.
Ero così felice di diventare madre!
Non sai come ti avrei voluto vicino in quei momenti
e come avrei avuto bisogno di te quando il bambino è morto.
Mi hai detto che stavi per morire senza di me
- e adesso che sono tornata, non ti trovo. - Che vuoi dire? Io sono qui.
- Non per me. - Non capisco, di cosa mi stai accusando?
Tu hai deciso di sposarti e di andare a vivere all'estero.
Che potevo fare?
Che vita avrei avuto qui con una madre in manicomio e tu…
- Io cosa? - In preda ai tuoi fantasmi!
Non capisco.
Io sono morta quella sera che mi hai trovato con la pistola in mano,
ma mi pare che sei riuscito a consolarti molto bene con quell'attrice, vero?
Ma chi? Marta?
Se neanche la conosci, come fai a dire queste cose?
Che ne sai di quello che ho passato in questi quattro anni!
Tu non c'eri, eri in Cile
e i miei fantasmi, come li chiami tu, sono diventati…
demoni!
Marta mi ha fatto rinascere come artista e come uomo.
[Luigi] Mi ha ispirato. È un'altra figlia per me, lo vuoi capire?
- [Luigi] Forse sono io figlio suo. - [Lietta] Sì, lo vedo.
Vesti alla moda, cambi colore di capelli e io non ti riconosco più.
Comunque… siamo noi i tuoi figli,
- non Marta Abba. - Proprio tu parli, Fausto
che ti sei sempre sentito un estraneo in famiglia
e sei scappato a Parigi a fare l'artista.
Sì, certo, siete voi i miei figli
- e avete sempre potuto contare su di me! - Papà…
Sei ingiusto, papà.
[Luigi] Ma voi…
[Luigi] Chi siete, mm?
[Luigi] Chi siete!
Tu chi sei, Fausto?
[Luigi] Dove scappi?
Io…
Io sono questo, papà. Ecco.
Noi…
siamo questo.
[Marta] Ah, già…
[Marta] È vero.
Dio mio…
Oh, Dio mio, Dio…
Come faccio ora?
Come faccio ora?
Così non posso più.
Ah, no, no, non posso più.
Come faccio ora?
Lei! Mi capisce?
Mi guardi!
Là…
Là con la mia carne,
con il mio sangue,
con i miei occhi che vedevano
quello che lui mi faceva, che mi prendeva tutta per la sua statua.
Essere io là, viva
e non essere nulla.
Possibile?
Se non si fosse accorto che soffrivo, ma se n'è accorto.
Se n'è accorto se mi ha fatto questi occhi là nella statua!
Lo so, non dovevo essere nulla per lui,
ma ero di carne io.
Di carne…
che mi si è macerata!
Sì.
Come faccio ora?
[singhiozzi]
Come faccio ora?
[applauso]
Brava! Sublime!
Saluto al duce!
Maestro.
[Luigi]"Non sbalordisca a sentirmi parlare così.
Non sono mica una santa di quelle che fingono di non sapere nulla.
- Sono così, appunto perché so." - [vocalizzi]
[attrice] Mamma mia, che terremoto!
[attore] Stanotte io non sono riuscito a chiudere occhio.
- La camera 18, tutta la notte. - Erano loro?
- Tu-tu, tu-tu, tu-tu. - Margheri.
- Lui? - Il capocomico?
- Una cameriera è uscita dalla sua camera. - Oh, Madonna, svergognata!
[vocalizzi]
[musica di charleston]
Buonasera. Posso invitare la signorina a ballare?
Maestro?
- Buonanotte, maestro. - Buonanotte.
[marta canticchia]
- C'è qualcosa che non va, maestro? - No, tutto bene.
Perché non viene nella mia stanza? Beviamo qualcosa, parliamo un po'
- Vai pure a riposare. - No, insisto.
Prego, maestro.
Che caldo… che caldo!
Si metta pure comodo. Un minuto e torno.
[marta canticchia una musica di charleston]
[risata]
[Marta] Mi scusi, maestro.
[marta canticchia una musica di charleston]
[Marta] Oh, finalmente respiro.
Maestro, grappino o vermut?
Fai tu, cara.
Cin cin, allora.
Cin cin.
Mmmm…
Che pubblico stasera!
Che meraviglia il Teatro Sociale di Como
con tutti quei camerini, le foto di Caruso, la Duse, D'Annunzio.
"Piove
sulle tue ciglia
nere
sì che par tu pianga,
ma di piacere."
Che cosa c'è, maestro?
Vieni qui, Marta,
allo specchio.
Cosa vedi?
Un vecchio, vedi.
Un viso con le rughe,
le labbra avvizzite.
Tu non puoi sapere questa cosa terribile che accade ai vecchi.
Uno specchio!
Scoprirsi d'improvviso e…
E la vergogna.
La vergogna di sentirsi…
con questo aspetto da vecchio.
Il cuore…
ancora giovane e caldo.
Avrei voluto baciarti prima,
ma non si può.
Non si deve!
Atroce.
Atroce.
[Marta] Lei sarà sempre il mio maestro
e io ci sarò, per sempre.
[in siciliano] Quanto tempo ci vuole per ripararla?
Con questo sole, che vuole, dottore…
almeno quattro o cinque ore.
Ma poi non si ricorda che qua vicino c'è la miniera di suo padre?
Quindi con una passeggiata ci arriva.
Che dici, Marta? Fai volentieri una passeggiata?
Perché no, maestro.
Andiamo.
- [Margheri] Maestro! - [attore] Maestro!
- [Margheri] Maestro… - [attore] È stupenda.
- [Margheri] L'acqua è caldissima, venga. - Facciamo una passeggiata con il maestro.
- [insieme] No! - [Marta] Margheri, rivestiti.
No, adesso che mi stavo divertendo.
[uomo in siciliano] Andiamo… Andiamo!
[uomo in siciliano] Forza, dai!
[uomo in siciliano] Dai, forza, camminate!
Dai, Forza!
[uomo in siciliano] Andiamo!
Andate!
Sentite questo tanfo di animale?
Loro vivono in tuguri
in mezzo alle capre e ai maiali.
Umani e bestie tutti insieme, come una sola famiglia.
[Luigi] Io vengo da qua.
Mio padre gestiva queste miniere e qui mi voleva, contabile.
Invece io a 18 anni sono scappato in Germania
e sono tornato qui solo…
dieci anni dopo.
[uomo in siciliano] Andiamo, picciotti!
- Oh… - [insieme] Oooh…
[attore con voce da ubriaco] Amico, alle danze, accompagnami.
[attore] E infatti, infatti…
sbirciando,
ho visto testé di una fanciulla,
compagna di danza,
carina, ma carina assai…
Ho visto spuntar fuori dalla tunica
che era proprio lacerata una tettina.
Iacco…
Amico alle danze, accompagnami, Iacco.
[Luigi] Sai, Marta?
[Luigi] Saul Colin mi ha fatto avere una proposta
dalla più importante casa di produzione cinematografica tedesca,
la Feldner und Samle.
[Luigi] Vogliono fare un film dai Sei personaggi.
- [Marta] Un film dai Sei personaggi? - Sì.
Io sono anni che ci lavoro
e a dirigerlo sarà Murnau, il più grande regista tedesco.
Ti ricordi Nosferatu? Che capolavoro!
E non è tutto.
Mi chiedono anche di interpretare un ruolo nel film.
Sarò… l'autore.
Per la figliastra Murnau pensava
a una nuova giovane attrice italiana che si chiama… si chiama…
Si chiama Marta Abba. La conosci, per caso?
Il cinematografo!
Berlino, Berlino…
L'ho sempre sognata, maestro!
Posso abbracciarla?
Non siamo mai tanto lontani dai nostri desideri
come quando ci illudiamo di possedere la cosa desiderata.
[canzone in tedesco] ♪ Attraverso tutta la Storia ♪
♪ Un invito all'emancipazione ♪
♪ Dagli umani ai protozoi ♪
♪ Ovunque le donne vogliono il potere ♪
♪ Dall'Amazzonia alle monelle di Berlino ♪
♪ Rimbomba un grido ♪
♪ Ciò che fanno ♪
♪ gli uomini, possiamo farlo anche noi ♪
♪ Forse anche meglio ♪
♪ Fuori gli uomini dal Reichstag ♪
♪ E fuori dal Parlamento statale ♪
♪ E fuori dal governo regionale ♪
♪ Ne faremo una residenza per donne ♪
♪ Fuori gli uomini dall'esistenza ♪
♪ Basta con gli uomini qui ♪
♪ E basta con gli uomini là ♪
♪ Dovrebbero essere lontani da tanto ♪
♪ Fuori gli uomini dal Palazzo ♪
♪ Ti metti nei guai con una donna ♪
♪ Gli uomini hanno tutti i lavori ♪
♪ Sono poliziotti e sono filosofi ♪
♪ Salgono di gradino in gradino ♪
♪ E noi restiamo in cucina ♪
♪ Loro raggiungono ♪
♪ onori e noi facciamo i calli ♪
♪ Loro si buttano in politica ♪
♪ Ma è meglio non parlarne ♪
♪ Fuori gli uomini dal Reichstag ♪
♪ e fuori dal Parlamento statale. ♪
[in tedesco] Brava, Marta! Complimenti, Maestro!
[in tedesco] Faremo un grande film
che unirà le due culture europee più significative: l'Italia e la Germania.
Sebbene temo che la Repubblica di Weimar avrà vita breve.
- Salute… - Salute!
[feldner parla in tedesco] Lei sapeva tutto!
Ci avete ingannato!
[rumore di porta]
[in tedesco] Il signor Feldner la sta aspettando.
Prego, mi segua.
Adesso non posso, ci sentiamo più tardi.
Maestro, benvenuto.
[in tedesco] Gradisce del cognac o…
Maestro, sono molto addolorato.
Murnau ci ha ingannati.
Ha firmato due contratti:
uno con noi e uno con la Fox negli Stati Uniti.
È partito da Berlino per Los Angeles questa notte.
Non farà il film.
Ma come? Non era già tutto stabilito?
Sembra che la Fox gli abbia fatto…
un'ottima offerta.
A Marta, ora…
Prego?
Marta, Marta…
Quando siamo arrivati in albergo,
Murnau le ha fatto trovare un grande mazzo di rose con un biglietto:
"Carissima Marta, il cinema ha trovato una nuova diva".
Chissà come ci resterà male.
Come glielo dico ora?
Maestro, io non lo mollo il progetto.
Ce la faremo.
[in tedesco] Buon anno, signor Feldner.
[canzone in tedesco] ♪ Bellissimo gigolo ♪
♪ Povero gigolo ♪
♪ Non pensare più ai tempi ♪
♪ Di quando eri un ussaro ♪
♪ Ricoperto di oro ♪
♪ Potresti cavalcare per le strade ♪
♪ L'uniforme va bene ♪
[in tedesco] ♪ Il tesoro dice addio ♪
♪ Bellissimo mondo, indossavi le frange ♪
♪ Quando il tuo cuore si spezza ♪
♪ Mostra un viso sorridente ♪
♪ Tu paghi e si deve ballare ♪
♪ Bellissimo gigolo ♪
♪ Povero gigolo ♪
♪ Non pensare più ai tempi ♪
♪ Di quando eri un ussaro ♪
♪ Ricoperto di oro ♪
♪ Potresti cavalcare per le strade ♪
♪ L'uniforme va bene ♪
♪ Il tesoro dice addio ♪
♪ Bellissimo mondo, indossavi le frange ♪
♪ Quando il tuo cuore si spezza ♪
♪ Mostra un viso sorridente ♪
♪ Tu paghi e si deve ballare. ♪
Maestro.
♪ Quando il tuo cuore si spezza ♪
♪ Mostra un viso sorridente ♪
♪ Tu paghi ♪
♪ E si deve ♪
♪ Ballare. ♪
[in francese] Incantato.
Meravigliosa.
Maestro, perché non toglie il cappotto? Si metta comodo.
- Noi siamo qui ad attenderla da tanto. - C'era… una gran confusione fuori.
Maestro… festeggiamo.
Brindiamo al nostro debutto cinematografico.
Oh, Marta.
Maestro, che succede?
Non so neanche… da dove cominciare.
Murnau…
Da non credere!
[Luigi] Feldner mi ha detto che è partito stanotte per l'America.
Pare che la Fox gli abbia proposto un contratto milionario
e lui abbia accettato.
Ma… no.
Ma il nostro film?
Per adesso non si farà
e non so quando né se verrà il suo momento.
[in tedesco] Signore e signori!
Preparatevi a brindare!
Mancano pochi istanti al 1929.
Ci siamo!
Su i bicchieri!
Dieci, nove…
otto, sette…
sei, cinque…
quattro…
tre, due…
uno!
Buon anno!
[brusio]
[in tedesco] Sei tutto solo, mio caro?
Dov'è tua moglie?
Ti ha lasciato solo stasera?
Come ti chiami?
Non dirmelo…
[risate]
[gemiti di piacere]
Il sogno è svanito, maestro.
La decisione è presa.
Torno in Italia.
Stenù!
Stefano…
Ti ho scritto decine di lettere, non mi hai mai risposto.
Non è da te.
Ho scritto a Marta per avere tue notizie.
No…
- I tuoi figli come stanno? - Crescono, però senza il nonno.
Non essere crudele, Stenù.
Fausto.
Fausto ha inaugurato la sua prima mostra due settimane fa
- al Palazzo delle Esposizioni a Roma. - Eh…
Anche qui non c'eri.
- Lietta. - Cresce le bambine ed è una buona madre.
E tu?
- Io? - Mm.
Io sono qua, papà, al tuo servizio, come sempre.
Al mio… servizio?
Papà, è la verità. Io ti sono solo sempre stato utile.
Se c'è da risolvere un problema, Stefano c'è.
C'è da parlare con editori o impresari? Eccomi pronto.
C'è da mettere a posto i conti e Stefano c'è, c'è sempre.
Io mi sono annullato in te, papà.
Però io non sono il tuo ragioniere.
Riportami a casa, Stenù.
Non sono stato un buon padre, vero?
Non ho potuto fare diversamente.
Però tu…
Devi promettermi una cosa.
- [Stefano] Che cosa? - [Luigi] Tu devi scrivere.
[Luigi] Tu e io possiamo fare solo questo, scrivere.
[Luigi] Dobbiamo scrivere, per vendicarci di essere nati.
Che spavento!
[Lietta] Bambini!
- [Lietta] È arrivata la torta. - Forza, dai, dai, dai.
Sai soffiare? Sei pronto?
- [Stefano] Tanti auguri! - Auguri.
- [Stefano] Sei diventato un ometto. - [Lietta] Auguri.
Grazie per questa bella serata.
Io…
Non so che altro dire, solo grazie.
Ma, papà, grazie a te. È vero, è stata una bella serata.
Papà, ieri hanno chiamato dalla clinica.
Dalla clinica?
Sì, mamma vorrebbe conoscere i suoi nipotini.
- I nostri figli. - Certo.
È giusto.
È giusto che una nonna voglia conoscere i suoi nipoti.
Sì, è giusto, papà.
Ma è ancora più giusto che ci sia anche tu.
- Io? - Sì.
E…
Io non so se ce la faccio,
dopo…
quattordici anni.
Antonietta…
Basta…
Basta…
Marta.
[Luigi] "Marta mia!
È notte fonda, ma non riesco a dormire.
Scrivo…
di te e per te,
ma non andrei avanti di una parola
se la tua immagine ispiratrice
mi abbandonasse anche solo per un istante.
Sono una mosca senza capo.
Ah…
Se solo si potesse prevedere
tutto il male che può nascere dal bene
che crediamo di fare."
[tuono]
[campanello]
Mamma…
- Stefano. - Vieni, accomodati.
Uh! Ci sono anche i bambini.
[Antonietta] Che carini!
[Antonietta] Ma come siete carini.
Buh!
[Stefano] Venite, bambini.
Fausto!
- Come sei buffo! - Lei è Pompilia, mia moglie.
- [Pompilia] Lui Pierluigi, nostro figlio. - [in francese] Buongiorno nonna.
- Parla francese. - Ora vivo a Parigi, sono un pittore.
Ho sempre voluto andare a vedere Parigi.
- Sembrate felici. - Sì, mamma. Ho scelto la mia vita.
Lietta!
Lietta…
Lui è mio marito.
[in spagnolo] Incantato.
Sei diventata mamma. Brava.
C'era… anche Manolito, ma è morto.
Oh…
Oooh…
- Voi come… Come vi chiamate? - Maria Luisa.
Bellissimo nome, complimenti. E tu?
- Lietta. - Come la mamma.
Ah!
♪ Piove, piove ♪
♪ La gatta fa le prove ♪
♪ Il topo si marita ♪
♪ Con la coppola di seta. ♪
Questa… è la sedia di Luigi.
Dov'è Luigi?
Si nasconde sempre.
[canta] Piove, piove
[canta] La gatta fa le prove.
I dottori ogni tanto mi portavano i giornali
e… e ho saputo dei tuoi successi
e… e ti ho visto invecchiare nelle fotografie.
Come sei diventato vecchio.
Un vecchietto!
Un bel vecchietto!
Io…
Io porto… il lutto nuziale.
Morta, sono.
Morta.
Morta, morta, morta, puf…
Ah, ma che bella tavola avete preparato.
Gnam, gnam, gnam, gnam, gnam…
[Antonietta] Ma…
[Antonietta] Io non ho fame, non…
Ma mamma starà sempre con voi, eh?
Ma… ma dopo, dopo.
Poi… Invece nella vita non ci sono riuscita.
Adesso vado in clinica di nuovo.
Vieni, vieni. Io non…
- Mamma… Mamma, aspetta. - [bambina] Ciao, nonna.
[Antonietta] "Ciao, nonna."
[Antonietta] Carine! Sì, "ciao, nonna".
- [Antonietta] "Ciao, nonna." - [risata]
"Ciao, nonna."
[Luigi] Una delle poche cose, anzi forse la sola
che io sapessi di certo era questa
che mi chiamavo Mattia Pascal
e ne approfittavo.
- Una dichiarazione sul Premio Nobel. - Se lo aspettava?
- Il duce si è complimentato? - Vuole dire qualcosa?
- Ci risponda. - Guardi in camera.
- Che ne pensa il duce? - Guardi qua.
- Guardi in macchina. - Una foto.
[Luigi] "Pa…
gliac-cia…
te."
- Pagliacciate. - Possiamo farle qualche domanda?
[Luigi e i nipoti insieme] "Pa-gliac…
cia…
te.
Pa…"
[Luigi] Ogni volta qualcuno dei miei amici o conoscenti
dimostrava di aver perduto il senno
fino al punto di venire da me per qualche consiglio o suggerimento,
mi stringevo nelle spalle, socchiudevo gli occhi
e gli rispondevo:
"Io mi chiamo Mattia Pascal."
"Grazie, caro, lo so."
"E ti par poco?"
[dialoghi non udibili]
Vostra Maestà…
signore e signori.
[in inglese] Quest'anno l'Accademia Reale di Svezia
ha scelto questi sei nomi
tra i più illuminati esponenti del pensiero umano,
nomi che renderanno onore al loro Paese e al mondo.
Premio Nobel per la Letteratura
all'illustre scrittore italiano
Luigi Pirandello.
È con immensa soddisfazione
che esprimo la mia gratitudine alle Vostre Maestà
e all'illustre Accademia Reale di Svezia
per il suo generoso giudizio
che corona la mia lunga carriera letteraria.
Per riuscire nelle mie fatiche letterarie,
ho dovuto frequentare la scuola della vita.
Questa scuola è l'unica
che può aiutare una mente come la mia simile a quella di un bambino.
Ho sempre sentito il bisogno
di credere alle apparenza della vita senza alcuna riserva.
La sincerità con cui ho imparato questa lezione
ha palesato un'umiltà, un amore
e un rispetto della vita indispensabili
per assorbire delusioni amare,
esperienze dolorose, ferite terribili…
E tutti gli errori dell'innocenza
che danno profondità e valore all'esistenza.
Questo mi ha permesso di crescere
e nel contempo di rimanere me stesso.
Evolvendosi il talento mi ha reso…
incapace di vivere come si conviene a un vero artista
capace soltanto di pensieri, di sentimenti
e così nell'illusione di creare me stesso, ho creato solo…
quello che sentivo e in cui riuscivo a credere.
Provo gratitudine e orgoglio al pensiero
che la mia creazione sia stata ritenuta degna
del prestigioso premio con il quale mi onorate.
Mi piacerebbe credere
che esso sia stato conferito non tanto alla perizia dello scrittore
che è sempre irrilevante, quanto…
alla sincerità umana
del mio lavoro.
[in francese] Mi scusi… chi è morto?
Mattia Pascal.
Mattia Pascal?
Proprio lui.
Mattia Pascal sono io.
Non si scherza con la morte, porta sfortuna.
Stop!
È una merda!
Merda, merda, merda!
Nicola, cos'è tutto questo fumo?
Non si vede niente!
Scusate, il cinema è molto complicato.
Dobbiamo ripetere la scena.
Ricominciamo dall'inizio!
Giusto una nebbia leggera…
Sembra incredibile che da questo caos possa nascere
qualcosa di sensato, mm?
[colpi di tosse]
Papà…
- Non è meglio se andiamo a casa? - Perché?
- Perché stai male. - Ma lasciami in pace.
Se mi togli anche questo piacere… Dico bene, Saul?
Beh…
Per me è un piacere enorme stare qui con lei
e godere questo spettacolo meraviglioso.
Eh, abbiamo…
viaggiato tanto, maestro.
Vorrei dirle soltanto… due parole.
Silenzio! Giriamo!
Si gira.
Giriamo!
Il ciak… Grazie.
Maestro…
Volete battere voi il ciak?
- Io? - Sarebbe un onore.
- Cosa devo dire? - È molto semplice.
Io dico "motore"
poi battete il ciak e dite:
"Mattia Pascal,
scena 146…
Azione!"
D'accordo? Ecco, Maestro.
- Qui? - Qui è perfetto.
Da quella parte.
Così.
Mattia Pascal,
scena 146…
[colpi di tosse]
Azione!
Mi scusi…
Chi è morto?
Mattia Pascal.
- Mattia Pascal? - Proprio lui.
Mattia Pascal sono io.
Non si scherza con la morte, signore.
Porta sfortuna.
[Pirandello] "Morto, non mi si vesta.
Mi si avvolga, nudo, in un lenzuolo.
Nessun fiore sul letto e nessun cero acceso.
Carro di infima classe, quello dei poveri.
Nessuno mi accompagni,
né parenti, né amici, né politici.
[Pirandello] Il carro,
il cavallo,
il cocchiere
e basta."
[Marta canta in inglese] ♪ Per l'eternità ♪
♪ Lo sapremo ♪
♪ Con i tuoi occhi ardenti ♪
♪ Con i tuoi occhi fiammeggianti ♪
♪ Pieni del fuoco della passione ♪
♪ Un gioco così bello ♪
♪ Sono innamorata di te ♪
[in inglese] ♪ Ho timore di te ♪
♪ Per l'eternità ♪
♪ Lo sapremo. ♪
[Pirandello] "Bruciatemi.
E il mio corpo appena arso, sia lasciato disperdere
perché niente, neppure la cenere,
vorrei che avanzasse di me.
Ma se questo non si può fare,
sia l'urna cineraria portata in Sicilia
e murata in qualche rozza pietra
della campagna di Girgenti,
dove io nacqui."
Can't find what you're looking for?
Get subtitles in any language from opensubtitles.com, and translate them here.