Afrikaans
Akan
Albanian
Amharic
Arabic
Armenian
Azerbaijani
Basque
Belarusian
Bemba
Bengali
Bihari
Bosnian
Breton
Bulgarian
Cambodian
Catalan
Cebuano
Cherokee
Chichewa
Chinese (Simplified)
Chinese (Traditional)
Corsican
Croatian
Danish
Dutch
English
Esperanto
Estonian
Ewe
Faroese
Filipino
Finnish
French
Frisian
Ga
Galician
Georgian
German
Guarani
Gujarati
Haitian Creole
Hausa
Hawaiian
Hebrew
Hindi
Hmong
Hungarian
Icelandic
Igbo
Indonesian
Interlingua
Irish
Italian
Japanese
Javanese
Kannada
Kazakh
Kinyarwanda
Kirundi
Kongo
Korean
Krio (Sierra Leone)
Kurdish
Kurdish (Soranî)
Kyrgyz
Laothian
Latin
Latvian
Lingala
Lithuanian
Lozi
Luganda
Luo
Luxembourgish
Macedonian
Malagasy
Malay
Malayalam
Maltese
Maori
Marathi
Mauritian Creole
Moldavian
Mongolian
Myanmar (Burmese)
Montenegrin
Nepali
Nigerian Pidgin
Northern Sotho
Norwegian
Norwegian (Nynorsk)
Occitan
Oriya
Oromo
Pashto
Persian
Polish
Portuguese (Brazil)
Portuguese (Portugal)
Punjabi
Quechua
Romansh
Runyakitara
Russian
Samoan
Scots Gaelic
Serbian
Serbo-Croatian
Sesotho
Setswana
Seychellois Creole
Shona
Sindhi
Sinhalese
Slovak
Slovenian
Somali
Spanish
Spanish (Latin American)
Sundanese
Swahili
Swedish
Tajik
Tamil
Tatar
Telugu
Thai
Tigrinya
Tonga
Tshiluba
Tumbuka
Turkish
Turkmen
Twi
Uighur
Ukrainian
Urdu
Uzbek
Vietnamese
Welsh
Wolof
Xhosa
Yiddish
Yoruba
Zulu
Downloaded from YTS.MX
Official YIFY movies site: YTS.MX
(rintocchi di campana)
- Ha un quarto d'ora di ritardo. - Speriamo che venga!
Verrà! Cerasella non si lascerà scappare un marito come Alfredo.
Lo sposo mi fa pena. Guardate che faccia!
Zia, state ferma.
Adesso tocca a lui sopportarla.
Il fratello è contento di levarsela di torno.
Stai calmo, Alfredo.
- Adesso arriva. - Aspettiamo da 20 minuti!
Io aspetto da due anni di sposare lui perché prima deve sposarsi la sorella.
Almeno tu aspetti a casa e non davanti a una chiesa!
- Eccola, arriva! - Chi? Ah!
(voci confuse)
Evviva la sposa!
Evviva la sposa!
- 25 minuti di ritardo. - "Arrivava in ritardo alle proprie nozze"
"dimostrando scarso attaccamento alla divisa da sposa." Sono in punizione?
Cretina!
Zia, dove sta? Stiamo insieme.
- Che fai? - Non farti accorgere. Cammina.
- Sei pazza? - Mi fanno male.
Cerasella, rimettiti le scarpe!
Che vuoi? Ti ho dato la mano, ma i piedi sono ancora miei!
- Che c'entrano i piedi? - Non entrano nelle scarpe!
(Zia Rosina) Lo sapevo che finiva così! Che scandalo!
Cerasella, per l'amor di Dio, rimetti le scarpe, magari una sola!
- Mettile o ti do uno schiaffone! - Provaci!
No! No! Cerasella, fallo per me...
Che uomo sei? Vuoi farti ridere dietro da tutti? Imponiti!
- Cerase... Cerasella, obbedisci! - A chi? A te?
Sono la tua schiava? Se ci tieni tanto, sposati le scarpe!
- Cerasella! - Zia!
Zia!
Che scandalo!
Scusate, tenete un momento.
(voci confuse)
Cerasella! Cerasella!
Permesso... sono lo sposo!
Cerasella, fermati! Le scarpe!
Torna indietro, Cerasella!
Cerasella!
(uomo) Ma che fa? Chi è? (donna) Sarà una che ha fatto tardi.
- Ti ho presa! - Mamma!
- Zitta! Buona... - Mamma!
- Figlia mia, che ti hanno fatto? - Che hai fatto alla mia bambina?
Io? Niente, signor Maresciallo, cercavo mia sorella.
- I bruti come lei vanno fucilati! - Ma no...
- Silenzio! - Signorsì!
Stai sugli attenti! Farò rapporto al tuo comando.
- E ringrazia che non ti faccia arrestare! Come ti chiami? - Io?
Giuseppe. Soldato...
- Marzano Giuseppe. - Giuseppe Marzano.
Ti insegnerò io a molestare le bambine!
Andiamo.
Guarda che lazzarone!
(donna) Guarda un po'!
Signorsì! Non mi mettere paura!
- L'hai trovata? - No.
- E' scappata da zio Salvatore. Ora ci penso io! - Corriamo!
Attenti che scivolate!
- A quest'ora saranno sposati. - Chissà! Con Cerasella
non si può mai essere sicuri di niente. - Alfredo è un buon partito,
un bravo giovane, fa il salumiere... - Con le donne non basta
essere bravi giovani e salumieri! - Allora perché lo sposa?
Non l'ho capito neanche io che l'ho cresciuta come una figlia.
Mi sembra ieri quando la presi in casa,
quando la trovai con il fratello in mezzo alle macerie
dopo i primi bombardamenti, quelli del '43.
Senza più genitori, parenti, nessuno.
- Avete un cuore d'oro, zio Salvatore! - Macché!
Cerasella è stata una benedizione per me. Mi ha fatto felice
quando potevo ancora lavorare, laggiù, nel mio stabilimento.
Il tempo passa!
(voci in lontananza)
Dio mio! Pensate sia successo qualcosa a Cerasella? Io non la vedo!
No! A Cerasella non succede mai niente.
E' sempre lei che fa succedere qualcosa.
- Dov'è Cerasella? - Che ne so?
- E' scappata, capite? - Perché te la sei fatta scappare?
Io? Gesù! Ora la colpa è mia?
Zio Salvatore, dov'è nascosta? Voi lo sapete e la proteggete sempre.
Proteggere? E da chi? Io non so niente.
Ho capito. Allora andiamo a cercarla altrove. Sbrighiamoci!
- Posa questa roba. - Tenete. Possono servire ancora.
Corriamo!
Me lo sentivo! Lo avevo detto al fratello Giuseppe.
Cerasella non è matura per Alfredo.
Ma lui testardo diceva: "Se Cerasella non è sistemata, non posso sposarmi."
E Cerasella ha sistemato tutto!
Ecco Pasqualino. Pasqualino!
- Ah! Che modi! - Pasqualino, hai visto mia sorella?
- L'hai vista? - Come faccio a ricordare tutti?
- La conosci da quando sei nato! - Conosco tanta gente!
- Questo lo conosci? - Poco!
- E' tuo, basta che parli. - L'ho vista. Correva.
- Dove? - Di là. Di qua!
- Di qua. Di là! - Dove correva?
- Così. - Cretino! Prendo una barca e la inseguo via mare.
- Tu, via terra. - Io corro via mare... No, via terra.
- Dove vai? - Correva da quella parte.
Per colpa sua, da mesi non mi dici una parola gentile.
Non ti accorgi nemmeno che esisto!
Hai ragione. Scusami. Ti prego... scusami.
Mi vuoi scusare? Hai ragione ma è mia sorella e finché...
- Finché non sistemi lei, non puoi pensare a me! - E' così.
Ora devo cercarla. Così la trovo e ci sposiamo subito. Ciao!
Cerasella!
Ti ho presa! Adesso ti sistemo!
- Chi è? Cosa vuole? Chi cerca? - Scusi, io cercavo una sposa...
Ah sì? Allora si accomodi!
E' un modo un po' strano di cercarsi una sposa.
Io non cercavo una sposa per me. Cercavo...
un'altra sposa...
- Lei cerca qualcuno che le insegni l'educazione! - Sì!
Se ne vada! E non tocchi mia figlia!
- Scusate. - Prima cerca e poi...
Cerasella!
Il cappello nuovo!
Cerasella, finalmente! Tesoro, amore mio...
- Ah! - Come osa? Io sono l'ingegnere Cabiraghi di Sestri Levante!
Cerasella a me?
Scusi tanto, ingegnere. Ehi! Ingegnere!
(marcia nuziale)
(fuochi d'artificio)
Basta con la musica!
Ehi, voi, laggiù! Basta con gli spari, finitela con i fuochi!
Don Alfredo, scusatemi.
- Non sapevo niente. - Nemmeno noi!
Prendete posto, la sposa arriverà.
- Alle donne piace farsi aspettare. - Che cosa dice?
- Non è venuta neanche in chiesa! - Signori miei, parliamoci chiaro.
Se non consumate, peggio per voi, il conto lo pagate lo stesso.
Ha ragione, un banchetto è un banchetto, non si discute!
(esplosioni)
- Stia calma! - Era l'ultimo fuoco d'artificio. Scusate, accomodatevi.
Ragazzi, muovetevi, non state lì impalati! Presto!
(voci confuse)
Non ci pensare, è meglio così.
- Ma che dici? - Che cosa possiamo suonare?
- Niente. - Come?
- Lascia fare a me, ci penso io. Mi dai la chitarra? - Prego.
"Sei nato con la camicia".
(voci non udibili)
(canta) Il matrimonio è semplice anche se non è facile.
E quando la sposa è giovane pericolo non c'è.
- Dice a te? - E' un amico.
Ah! Sta scherzando, stai allegro!
(canta) Poi ti fa crepare.
Sei nato con la camicia, sei un uomo fortunato,
se la sposa ti ha lasciato, vai a ringraziarla.
Non perdere più tempo, con quest'aria sconsolata...
E' colpa vostra, tu sei troppo innamorato e tu sei troppo buono.
Vedrai stasera! Stasera?
- Io dovrò essere in caserma! - Mi lasci solo proprio ora?
Io non sono un libero cittadino, ho una divisa!
E' già tanto aver avuto la licenza per oggi!
Almeno provaci! Esponi il caso, insisti.
Potrei telefonare all'ufficiale di picchetto.
Ci provo.
Ci provo.
(canta) Il matrimonio è semplice, anche se non è facile.
E quando la sposa è giovane, non c'è pericolo.
Con tante donne felici di sposarsi,
come vai a perderti dietro a quella?
Pronto? L'ufficiale di picchetto?
Signor tenente, scusi se mi permetto.
Si tratta di una cosa molto importante.
Di un caso eccezionale. Chi sono?
Sono il soldato Giuseppe Marzano.
Bravo, cercavo proprio te!
C'è un rapporto che ti riguarda. Rientra subito in caserma!
Signorsì!
- Va bene. - Tutto bene?
Tutto male!
(cantano) Sei nato con la camicia, sei un uomo fortunato.
Se la sposa ti ha lasciato, vai a ringraziarla.
Vai a ringraziarla!
Ero venuto in Italia deciso a conoscere tante donne.
Invece ho visto te...
e ora non penso che a sposarmi.
E' la sola cosa a cui penso anche io.
Mi pare già di vedere la chiesa piena di gente.
Mio padre e tua madre che piangono, la tua mano nella mia...
e il prete che dice...
- "Vuoi tu, come legittimo sposo..." - No!
- Chi è lei? - Cosa fa qui?
Io... niente!
- Ero salita un momento e... - Questa è un'imbarcazione privata,
non un vaporetto. - Lo so, ma mi è successo che...
- Com'è vestita? Da sposa? - Sì, appunto per questo io...
Come succede nei fotoromanzi, è stata scacciata il giorno delle nozze!
- Non mi ha mai scacciato nessuno! - Possiamo cominciare a farlo noi!
Non c'è bisogno, me ne vado da sola!
Ma che fa? Signora!
Torni indietro! La riva è lontana! Signora!
Signorina!
- Lasciala andare, non perdere tempo. - Non può tornare a riva a nuoto!
Bruno! Bruno!
Seguici, la prendo e la riporto a bordo.
Io non so manovrare la vela, torna indietro!
Tira a te la vela, capito?
Bruno!
Aiuto! Aiuto!
Su, si appoggi a me.
- Ho bevuto. - Si appoggi.
Bruno!
- Dove vai? - Ho da fare, aspettatemi qua!
- Come si sente? - Meglio.
E' tutta colpa sua! Stavo tanto bene per i fatti miei...
è venuta lei e ha scombinato tutto. - Mi dispiace, non l'ho fatto apposta.
Allora perché è salita sulla mia barca vestita così?
- Mi dovevo sposare. - Che?
Ma ci ho ripensato proprio pochi minuti prima.
E' straordinaria! Ci ripensa a sposarsi pochi minuti prima!
Meglio pochi minuti prima che pochi minuti dopo!
- Prima dammi 200 lire. - Non ti fidi?
- No! - Va bene, ecco 200 lire!
- Tua sorella sta sulla spiaggia abbracciata a un signore. - Dove?
- Giù, allo stabilimento. - Mamma mia! Corriamo!
- Scusate... Dove sono andati? - Non lo so.
- Ho capito. Quant'è? - 200 lire.
- Quando arriva il motoscafo? - Presto. Perché si preoccupa tanto?
- Quella signorina non sa manovrare le vele. - E' la sua fidanzata?
- Sì. - E la sposerà?
Certo! Non farò come lei che ci ripensa all'ultimo momento!
- Quando prendo una decisione... - Ma se si pente, dopo è tardi.
Non me ne pento! Lei mi vuole bene e io le voglio bene.
Lei che c'entra? Si impicci degli affari suoi!
- Scusi. - Ecco il motoscafo!
Arrivederci e grazie per il salvataggio!
Ehi, Nora! Sono qua!
Ehi! Aspettami!
Cerasella!
Adesso farai i conti con me!
Dove sei stata? Che hai fatto? Parla! Parla!
Stai fermo! Che ti è successo?
- Niente. - Disgraziata! Ti rendi conto di cosa hai fatto?
La gente ci ride dietro. Alfredo è disperato e tu...
- Non me ne importa niente! - Sì, perché sei un'incosciente!
Chi è quel giovanotto? Stava con te?
Sto parlando con te!
Su, a noi puoi dirlo. Ti sei innamorata di un altro?
Pasqualino!
Pasqualino!
Ci penso io a lei. Io sono il marito.
- Quale marito? - Quasi.
- Cerasella, a me puoi dire la verità. - No, deve dirla solo a me!
- Finalmente! Che hai fatto? - Vi lascio soli.
- Grazie. - Andiamo, lasciamoli soli.
Cerasella... Ah!
- Cerasella... - Alfredo, perdonami.
- Certo che ti perdono, però... - Non so che cosa mi è successo.
Basta che tu sia tornata. Mi vuoi ancora bene?
Mi sembra di sì. Ma che ne so?
- Ti hanno visto abbracciare un altro. - No, non ho mai imbrogliato nessuno.
Lo so. E' per questo che ti voglio bene.
- Allora ci sposiamo? - Va bene.
Ti comprerò un paio di scarpe grandi, larghe, comode.
- Ci sposiamo domani? - No. Non mi mettere fretta.
- Perché? - Il matrimonio mi fa paura.
- Non mi vuoi bene? - Sì, un po' te ne voglio, ma...
- Fammici pensare ancora un po'. - Sì, sì, pensaci!
Io penso vicino a te. Pensiamoci insieme.
Ehi, voi!
Ehi, voi! Sono il fratello di Cerasella.
- Cerasella? Chi è? - Come?
Già, ora, davanti alla signorina, non le fa comodo ricordarsi chi è!
- Chi è? - Non lo so, non la conosco.
Non la conosci? Ti hanno visto con lei!
Devi lasciarla stare. Per colpa tua, stamattina non si è sposata!
Un momento! Sta parlando di una ragazza vestita da sposa?
- Appunto! - E' assurdo!
L'ho vista oggi per la prima volta e spero che sia l'ultima!
Adesso ci mancava lei!
Egregio militare, il signore è il mio fidanzato e non è il tipo
che va a cercare ceraselle o roba simile! Vada via! - Signorina...
- Se ne vada! - Aiuto!
Mi puoi dare un'informazione?
Ecco. Si tratta di quel ragazzo...
Ho capito, si chiama Bruno. Sta con una bionda in quella villa.
E' giovane? E' ricco? Da quanto tempo sta qua?
Per 200 lire, quante cose volete sapere?
- Vi ho detto dove sta, ora arrangiatevi! - Speculatore!
Dopo un ottimo pranzo all'italiana,
un buon caffè napoletano. - Viene dal Brasile come lei.
- Grazie dell'attenzione! - Il caffè viene tutto dal Brasile!
- Allora diremo, un caffè brasiliano fatto alla napoletana! - Sì!
Scusate, scoppio dal caldo.
- Bruno, mi accompagni in giardino? - Figurati!
Che cari!
Beh... Vogliamo parlare un po' dei nostri ragazzi?
- E' arrivato il momento, no? - Sì.
- Credo che per Bruno sia presto. - Per l'amore non è mai presto!
Va bene. Mi conceda almeno una tregua.
Io ho già detto quale sarebbe la mia idea.
Bruno tornerà con me in Brasile per fare pratica nella mia azienda.
Un giorno dovrà prendere il mio posto.
L'anno prossimo per le vacanze torneremo qui, dove sono nato.
Un anno di attesa? Per gli innamorati è un'eternità!
Chi è? Cosa vuole?
Scusate, voi non mi conoscete, sono il fidanzato di Cerasella.
- Cerasella? Ancora Cerasella! - Ci vogliamo bene, io e Cerasella.
- E lo viene a dire a me? - A voi che me l'avete portata via.
- Ridatemela, per piacere. - Allora è vero!
No! Questo è pazzo. Non ho niente a che fare con Cerasella!
Non vi arrabbiate. Io non ce l'ho con voi. Cerasella è un po' strana.
Un giorno la pensa in un modo, un giorno in un altro...
Date retta a me, non pensate più a lei e...
- Tenete. - Cos'è?
Salsicce. Le faccio io. Profumatissime.
Sentite, sono fresche. Sentite che profumo!
Voi lasciate stare Cerasella e io...
vi do le salsicce.
L'offerta è vantaggiosa!
Basta! Mi lasci in pace, non voglio più sentir parlare di Cerasella!
- Va bene, non vi arrabbiate. - Sì, mi arrabbio!
- Di Cerasella non mi importa niente, se la tenga! - Veramente?
- Con tutte le salsicce. - Voi mi fate felice! Quanto è bello!
- Lasci stare, se ne vada. - Grazie, signorina.
- Dovete accettare, sennò mi offendo. - No, per favore.
- Tenga le salsicce, non mi servono. - Le do alla signorina.
Perché mi volete offendere?
Domani vi porterò due provoloni e due salami. Promesso.
Se ci pensavi prima, tutto questo non succedeva.
Dovevi sapere se eri innamorata di Alfredo o no.
Come si fa a sapere quando si è proprio innamorati?
Questo è un problema che ognuno deve risolvere da solo.
- Chi è innamorato se ne accorge, prima o poi. - Come?
Quando ci si parla, ci si bacia...
Zio Salvatore, con Alfredo io non mi sono mai accorta di niente!
- Ne sei sicura? - Sì.
Però non ho mai voluto che mi baciasse. Mi faceva impressione!
Saluti, zio Salvatore. Ferma, tu! Ascoltami bene!
Sono stato a casa di Alfredo. Ho parlato con zia Rosina.
E' deciso, il matrimonio si fa in settimana.
- Non è possibile. - Perché?
Prima devo baciare Alfredo. Devo fare la prova.
- Quale prova? - Niente...
Come, niente? Comunque, ora mi accompagni in caserma.
Spieghi tutto al capitano, sennò non mi danno la licenza.
- Che c'entro io con il capitano? - Tu c'entri!
Devi testimoniare che io ho detto tutta la verità.
E devi raccontare tutti i guai che hai combinato.
- Non vengo. - Tu vieni!
- Non alzare la voce, sennò... - Mamma mia, aiuto! Zio Salvatore!
Te ne approfitti perché io sono in divisa e non posso compromettermi.
Ubbidisci a tuo fratello.
(sottovoce) E poi fai quello che vuoi. Vai!
- Va bene, andiamo dal capitano. - Non correre!
Vorrei sapere perché non ha voluto ricevere anche me.
Non posso concedere continuamente licenze a suo fratello
per un matrimonio che sembra così incerto.
Se lo rimanderà ancora, dovrò firmare un'altra licenza?
Ha ragione, capitano, ma io l'ho detto a mio fratello.
"Se il capitano scopre il trucco..."
Appunto! Il trucco? Quale trucco!
- Ho detto trucco? - Sì, lo ha detto! Ho sentito bene.
Allora lei confessa
che questo matrimonio era un trucco per carpirmi una licenza, vero?
Sì, ma lui pensava che lei lo avrebbe capito e perdonato.
- Già! - Tante volte gli ho detto: "Credi che il capitano sia scemo?"
- E lui: "Sì, lo è!" - Ah!
- Ma non lo punisca. - Diceva così?
- Sì, ma lo perdoni. E' bravo e ha tanta stima per lei. - Come no!
Ha detto: "Fagli due moine e quella cornacchia mi darà la licenza!"
- Mi ha chiamato "cornacchia"? - Sì. "Cornacchia" oppure "scimmia".
- Non lo punisca, glielo chiedo in ginocchio. - Cosa fa? Si alzi!
E' tanto buono e io gli voglio tanto bene.
Anche se ogni tanto mi costringe a questi falsi matrimoni.
Stia tranquilla, per moltissimo tempo suo fratello non le darà noie.
- Grazie, signor capitano. Ma non lo punisca! - Soldato Marzano!
Soldato Marzano!
Soldato Marzano!
Soldato Marzano!
Alfredo mio... se non c'è l'amore, come si fa?
- Mi ha detto tante volte che mi vuole bene. - Un giorno.
- E poi il giorno dopo? - Questo è vero!
Non me lo ha mai detto due giorni di seguito. Che devo fare?
- Cerca di farla innamorare almeno... per una settimana. - Come si fa?
Te lo devo dire io che ho 100 anni? (rumore indistinto)
- Cos'è successo? - E' Cerasella.
- Saluti, zio Salvatore. - Ehi, piccola!
- Ciao. - Tu che fai qui?
- Sono venuto per chiederti perdono. - A me?
Sì. Quando mi hai detto che nella tua vita non c'era nessuno,
non ci ho creduto. Mi avevano detto di averti visto con un certo Bruno.
E io ci ho parlato da uomo a uomo. Mi ha detto che di te non gli importa.
- Il giovane in barca? - Non lo so.
Quando l'ho visto io, era in giardino a baciare una ragazza. E che bacio!
Non si stanca mai! La sta baciando da stamattina!
A proposito! Sai come si fa a capire se si è davvero innamorati?
- No. Come si fa? - Ci si bacia. Baciami.
- Adesso? - Adesso.
- Qua? - Qua.
- Posso? - Se te lo dice lei...
Me lo ha detto lei!
Zio Salvatore, qua non si sente proprio niente!
Non si fa così. Ci vuole il momento buono, il luogo, la parolina adatta.
Oh! Zio Salvatore ha ragione. Non ci si bacia così all'improvviso.
Come si fa? Poi io mi vergogno davanti a lui.
Cerasella, dopo sposati, saremo due innamorati modello.
Io ti voglio sposare. Sposiamoci! Mi vuoi sposare?
Eh? Ah! Sì, sì! Appena mio fratello avrà la licenza.
Dammi retta. Torna a casa e vedrai che fra un paio di mesi
di Nora non ricorderai neanche il colore dei capelli.
- Troverai una brava ragazza disinteressata. - Impossibile!
- Nora e sua madre mirano ai tuoi quattrini! - Non è vero!
- E' vero! - Non ti permetto di insultarle!
Non mi permetti che cosa?
Parliamoci chiaro.
Ho detto "i tuoi quattrini" pensando che tu potessi ancora ragionare.
Ma poiché sei del tutto rimbecillito, ti spiego meglio le cose.
I quattrini sono miei! Li ho guadagnati, sudati, e li difendo!
- Al solito! Tu pensi soltanto al denaro. - Sì! Sì, solo al denaro.
Visto che disprezzi tanto questo mio denaro,
ti dimostrerò subito quello che vale.
- Vuoi sposare Nora? - Sì.
Bene!
- Sposala. - Certo! E ti dimostrerò che Nora non è come tu credi.
Ama i vestiti, la bella vita, il lusso, come tutte le ragazze.
Ma saprebbe farne a meno per amore mio.
- Allora da oggi non ti darò più un soldo. - Come?
E ti taglio anche i viveri. Tanto Nora è disinteressata.
Questi bagagli li porto via io perché li ho pagati io.
Non puoi farlo, è un ricatto.
Non è peggiore del tuo, che vuoi ricattarmi sul mio amore di padre.
Ora basta, l'aereo parte tra due ore
e io devo andare, non ho tempo da perdere.
Se vuoi venire con me, sei ancora in tempo.
- Ho il biglietto per te. - Grazie.
Non so che farmene. Porta via tutto.
Ti farò vedere che saprò cavarmela da solo.
Bene!
Come vuoi.
Addio.
Stamattina c'era la fila per giocare al lotto 36 e 63.
- 36 è il matrimonio, 63 è la sposa che scappa. - Matrimonio, sposa...
La gente non pensa ad altro? A chi si sposa succedono tante disgrazie!
Mariti che ammazzano le mogli, mogli che ammazzano i mariti...
Di' quello che vuoi, ma a me il matrimonio piace!
- Sposati! - Devi sposarti prima tu. Sai come la pensa tuo fratello.
- Non sposarlo, cercatene un altro! - Io voglio bene a lui!
Come fai a sapere che gli vuoi bene?
Che domanda cretina! Mettiti bene in testa che io sposerò tuo fratello!
Stai calma! Appena Giuseppe ottiene la licenza...
Ecco Alfredo!
Io vado a dare un'occhiata in spiaggia.
Cerasella, aspetta!
Cerasella!
- Tuo fratello ha avuto 30 giorni di cella di rigore. Sei stata tu? - Io?
- Sono il comandante? - Che ha fatto?
Lui niente, ma lei ha parlato con il capitano
e dopo hanno messo Giuseppe in prigione. Addio matrimonio!
- Questa me la pagherai! - Non finisce così!
Vado dai carabinieri e dico tutto.
Digli anche che io voglio bene a un altro e non ti sposo.
- Un altro? Da quando? - Da quando l'ho visto!
- Non crederle, è un'altra bugia. - Sì? Va bene, è una bugia.
Ma ha gambe, braccia, un petto e certi muscoli...
che può rompere la testa a tutti! - No, tuo fratello ti rompe la testa
perché io adesso vado dal capitano, dal colonnello, dal ministro,
e faccio uscire Giuseppe domani!
- Andiamo. - Ma se c'è quell'altro?
- Non c'è. Cammina. - C'è quell'altro, Cerasella?
Ci mettiamo anche un po' di grasso?
No, no, magro come te.
Che sono queste novità?
Dicevi che ti facevo schifo perché ero tutto ossa!
- Non dovevi sposare Alfredo? - Sì, ma c'è ancora tempo.
Intanto, per un mese o due, mi serve un altro fidanzato.
- E hai scelto me? - Sì! Per un mese o due. Ti va?
E' una cosa che possiamo discutere.
E tu in cambio che mi dai?
- E tu che vuoi? - Niente!
Mi basta che facciamo come se fosse...
un fidanzamento vero. Vieni. - Lasciami!
- Lasciami! Che ti sei messo in testa? - Te l'ho detto, niente!
Lasciami! Lasciami!
- Ma insomma... Stai buona! - Prendi!
Sei impazzita? No, ti prego! Ahi!
- Ehi! - Lascia, la trippa è mia!
- Perché me l'ha tirata addosso? - E' stata lei!
- Mascalzone! Non ci provare mai più! - Lei ce l'ha proprio con me!
- Buongiorno! - Mi ha già dato il buongiorno!
Mi dispiace. Ma a certi mascalzoni bisogna insegnare l'educazione!
- Che altro le è successo? - Niente. Ognuno ha i suoi guai.
- Lei non può capirmi. - Se si tratta di guai, la capisco bene!
Lei? Mi faccia il piacere! Chi ha i quattrini risolve sempre tutto.
- Il problema è averli! Ma lasciamo stare. Arrivederci. - Aspetti.
- Non ci credo che non ha quattrini. - Non ci creda.
Ieri sembrava un gran signore intento solo a baciare quella signorina.
E oggi devo cercare un lavoro. Che vuole farci? E' la vita.
- Arrivederci, ho fretta. - Aspetti.
- Che c'è ancora? - Cerca davvero un lavoro?
Sì! Sul serio! Sono rimasto con soltanto quello che ho addosso.
- Che cosa sa fare? - Tutto.
Cioè... niente. Ma mi arrangerò.
Farebbe il bagnino nel mio stabilimento?
- Veramente speravo in qualcosa di meglio. - Bagnino, per modo di dire.
- Come sarebbe? - Può continuare a fare quello che vuole, anche cercare
un mestiere più redditizio. Le farò fare la vita del signore!
Ma scusi... che razza di bagnino cerca?
Il bagnino è una scusa.
- Io vorrei rimandare ancora il matrimonio. Ha capito? - No!
Si tratterebbe di far finta che siamo innamorati e fidanzati.
- Lei è matta! - Di che ha paura?
Mica mangio i fidanzati! Lei fa un piacere a me e io lo faccio a lei.
Non dica sciocchezze! Arrivederci.
Anzi, addio!
Bruno, lei è un simpatico ragazzo,
ma io ho delle responsabilità verso mia figlia. E' meglio parlarci chiaro.
- Che intenzioni ha? - Sposare Nora e trovare un lavoro.
- Quale lavoro? - Quello che trovo.
No, Bruno, a queste condizioni dico che suo padre ha ragione.
Un momento... Cosa dice Nora? Ho diritto di sapere.
Certo! Saprà subito che cosa pensa mia figlia.
Nora! Vieni un momento qui, per favore.
Bruno e io abbiamo avuto un utile scambio di idee.
In conclusione, gli ho detto che tu riprendi la tua parola
e ti consideri libera da ogni impegno.
Questo è quanto ho deciso io per il tuo bene.
Se hai qualcosa in contrario,
parla pure liberamente.
Nora, non aver paura, di' quello che pensi come io l'ho detto a mio padre.
Non ti preoccupare delle conseguenze, ci sono io.
Ma ho bisogno della tua fiducia, del tuo amore.
Beh... Io dico che... la mamma ha ragione.
Bruno, so che è brutto dirlo, ma siamo pratici,
quando mancano i mezzi, l'amore va sempre a finire male.
Ma come... Tu! Tu parli così?
Allora non volevi bene a me pensavi ai soldi di mio padre!
Ti prego, non essere volgare! E stai calmo.
Calmo? Mi dici di stare calmo?
Mi sono messo contro la mia famiglia, ho rotto i ponti con mio padre
e tu, d'accordo con tua madre, mi metti alla porta!
No, caro, non la mettiamo alla porta!
Giusto, non lo fate per una ragione molto semplice.
Me ne vado io!
Vi farò vedere a tutti di che cosa sono capace! Anche da solo!
- Per me pochi, non ho appetito. - No, andiamo!
L'appetito ti verrà mangiando questi.
- Vedrai che appetito! - Ho già mangiato.
- Due panini. - Guarda. Altro che panini!
Caldi e appetitosi!
- Pochi, ti prego! - Macché!
- Basta. - No, ancora.
- Basta. - Ma dai!
Ehi! Che ti succede?
Cerasella!
Cerasella!
Cerasella!
C'è uno che sta morendo!
- Cerasella! Fai presto! - Chi è? Mamma mia, questo è...
- E' morto. - No, vai a prendere dell'aceto.
Ahò!
Che ha? Fame?
Ero venuto...
Volevo chiederle...
- C'è ancora quel posto di bagnino? - Sì, certo!
Per favore, aiutatemi.
Signor capitano, le assicuro che Giuseppe è innocente.
Non creda a Cerasella. E' matta!
- Lei vuole sposare una matta? - Una matta...
Ehi! Cosa fa? Stia fermo!
Cerasella mi piace, maresciallo... Generale!
- Capitano! - Capitano!
Speriamo che con il matrimonio metta la testa a posto.
Lei dovrebbe fargli mettere la testa a posto?
Io ci provo.
- Se il matrimonio va all'aria ancora? - Mamma mia!
Cosa fa? Stia fermo!
- E se il matrimonio va all'aria di nuovo? - No, stavolta ci penso io.
- Di me si può fidare. Io ho più interesse di tutti. - Perché?
- Perché poi Giuseppe sposerà me. - E ricominciamo con le licenze! No!
- Mi sposerà dopo il congedo. - Che c'è?
- Signor capitano, il soldato Marzano. - Ah! Lascialo entrare.
Peppino! Amore mio, che ti hanno fatto?
Che fai? Sei pazza? Stai ferma!
- Scusi, signor capitano. - Vieni avanti.
La guancia... L'altra! Il bacio!
- Grazie, capitano! - Che fai? Sei sporco di rossetto. Pulisciti!
Succede. Mi scusi. Faccio io.
Dunque. La signorina mi ha spiegato tutto.
Tua sorella è una mitomane.
- Che? - Una pazza.
- Signorsì! - La punizione ti è stata condonata.
- Ma che sia l'ultima volta! - Non dubiti, signor capitano.
Sai che ci sono le manovre di battaglione.
Io non posso concedere molti permessi, però...
vista la situazione d'emergenza, ti concedo tre ore di libera uscita.
- Mi raccomando, voglio la data precisa del matrimonio. - Signorsì!
- Puoi andare. - Grazie.
Un momento! Marzano!
Se tua sorella non si sposa, ti sbatto dentro un'altra volta, capito?
- Signorsì! - Vai!
Si sente meglio adesso?
Meravigliosamente.
Intendiamoci... Questo pranzo voglio guadagnarmelo.
- Lavorerò. - Certo, come eravamo d'accordo.
Sì, ma...
- Tu che fai qui? - Niente.
Allora vai.
Volevo dire... Non si può evitare la faccenda del fidanzamento finto?
- Ha paura della signorina bionda? - Macché! Con lei è tutto finito.
Davvero? E allora?
Ho capito! Si vergogna di passare per il mio fidanzato?
Ma cosa dice? Lei è una bella ragazza.
Semplice, simpatica, generosa.
Qualsiasi uomo sarebbe felice di averla per fidanzata.
Allora accetta? Sì o no?
Signorina... con lei voglio essere sincero.
- Sono già nei guai. - Io più di lei.
- Che fai qua? - Io... stavo mangiando.
- Peppino, non fare storie! - Zitta! Con te facciamo i conti dopo.
- Che fai con mia sorella? - L'amore!
- Io lo dicevo! - Sì, il signore... Volevo dire, Bruno...
Lui è l'altro uomo.
Ve lo avevo detto che c'era un altro. Non ci credevano. Invece è vero!
- E' vero? - Vorrei spiegare che...
- Avevate detto che di Cerasella non vi importava. - Ora gli importa!
- Vero che ti importa? - Da quanto tempo dura questa storia?
Che intenzioni ha lei? Questa è mia sorella!
- Si calmi! - Che c'entri tu?
- Tu dipendi da me. - No, da zio Salvatore!
E' lui che decide. Gli ho detto tutto ed è d'accordo con me.
- Come? Zio Salvatore? Non ci credo. - Domandaglielo.
- Lo faccio. - No, aspetta!
- Corriamo ad avvertire zio Salvatore che non sa niente. - Cerasella!
Fermati! Questo è un imbroglio! Fermati!
- Zio Salvatore, aiutatemi! - Chi è?
- Zitta! Parlo prima io! - No! Parlo prima io!
- No, parlo io! - Calmatevi! Che succede?
Zio Salvatore, è vero che vi avevo detto tutto?
- Di che? - Che si è fidanzata con lui.
- Scusate... - Zitto!
Sì che ve lo avevo detto, ricordatevi bene.
Mi avete anche detto: "Se Alfredo non ti piace, lascialo perdere."
- Voi avete detto questo? - Io?
- Statemi bene! - No, Alfredo!
- Dite che è vero! - Che cosa?
- Zio Salvatore, parlate. E' vero o non è vero? - Sì, è vero.
Aaah!
Bagnino! Bagnino!
- Mi apre la cabina? - Sì, vengo subito.
- Bagnino! - Sì, eccomi.
Bagnino! Mi apre l'ombrellone?
Un momento, vengo subito.
- Bagnino, l'accappatoio asciutto. - Vengo!
- Bagnino, ci dà una barca? - Sì, subito! Vengo!
- Aiuto! - Che succede? Qualcuno affoga!
- Aiuto! - E' Maria?
- Andiamo a vedere. - Vieni a vedere!
- Bagnino! - Andiamo a vedere.
Ah!
- Guardala! - Lo fa apposta!
Finalmente!
Lo aveva detto che a costo di annegare lo avrebbe baciato!
Grazie! Non dimenticherò mai che mi ha salvata.
(risate)
Ci è cascato!
Venga qua!
- Si spogli. - Perché?
- Si tolga questa maglietta. - Mi ha preso per un burattino?
"Faccia questo, faccia quello..." Se vogliamo andare d'accordo,
stia calma e non parli con quel tono. - E lei rispetti i patti.
Lo sto facendo. Da stamattina non mi sono fermato un momento.
- Se sapevo di dover faticare tanto... - Non avrebbe accettato?
- No! - E' colpa sua. Dia meno retta alle ragazze e rispetti l'altro patto.
- Quale? Il finto fidanzato? - Appunto!
- Non posso fare due cose! Fidanzato o bagnino. Scelga. - Fidanzato.
- Che cosa fa? - Mi dia la maglietta con la scritta "fidanzato".
- Non faccia lo spiritoso! - E lei non faccia la prepotente!
Io faccio il bagnino perché voglio guadagnarmi i soldi.
Poi, se lei vuole dire che sono il suo fidanzato, faccia pure.
Non capisco. Prima sembrava tanto ricco e adesso fa il bagnino!
Se potessi uscire, lo sistemerei io!
Peppino mio, quando potremo stare insieme?
- Che ne so? - Amore mio...
- Almeno sei riuscita a sapere quando vogliono sposarsi? - No.
Non vorrei che combinassero un guaio! Nannina, per piacere, sorvegliali.
Sì, ma tu cerca di uscire presto.
Vuoi che io o Cerasella andiamo a parlare con il capitano?
No, per carità! Sennò non esco più! (rumore indistinto)
- Ora scappa, Nannina! - Ciao.
- Ciao. - Ciao, amore mio.
Desidera?
- Desidera? - Un appuntamento.
Ha sbagliato indirizzo! Qui vendiamo solamente
chinotti, aranciata, birra! - Allora mi dia una birra.
- Perché fa il bagnino? - E' vero che è laureato?
- Piano, può farsi male alle manine. - Mi lasci!
- Stia buona... - Mi lasci!
- Beh? Allora? - Che c'è?
Quando voglio il bagnino, lo chiamo! Via! Via!
Se ne vada!
E' così che tratta i clienti?
Quando faccio il bagnino, lei vuole che faccia il fidanzato,
e quando faccio il fidanzato, dovrei fare il bagnino!
Quando cacciava via quello, che faceva?
Il fidanzato bagnino!
(Cerasella) Ma guarda...
Accidenti!
(Cerasella) Ah! Ma che fa?
Mi lasci! Mi lasci uscire!
- Lo ha fatto apposta, vero? - No, volevo aiutarla.
- Venga qui. - No...
Stia ferma!
Mi spieghi per quale ragione è sempre così acida con me.
- Sediamoci un momento. - No...
Le sono proprio tanto antipatico?
Risponda. Le sono antipatico?
No.
Simpatico, allora?
No.
Non lo vuole dire?
- Non lo so. - Cerchi di saperlo.
Perché? E' urgente?
Proprio urgente, no. Ma ho una certa curiosità di sapere.
Ha pensato a cosa farà quando dovremo smettere la nostra commedia?
Non ancora. Ma non si preoccupi.
Quello che importa è essere tranquilla oggi.
- Domani, Dio provvede. - Questo è fatalismo!
Che roba è?
Niente di grave!
Io non capisco come ci si possa affidare così passivamente al destino.
Nella vita bisogna lottare per avere ciò che si vuole.
Se sapessi quello che voglio!
- E' sicura di non volere niente? - Certo!
Nemmeno dentro di lei,
in qualche angolino nascosto?
- Ho una voce che me lo dice. - Quale voce?
Una voce, non lo so. Ecco...
Quando stavo per sposarmi con Alfredo,
la voce non mi diceva proprio niente ed ero preoccupata
perché non sapevo che cosa dovevo fare.
Aspettavo, ma quella, niente.
Così sono arrivata fino al giorno del matrimonio.
Solo allora l'ho sentita. Proprio quando stavo per entrare in chiesa.
- Cosa le ha detto? - "Cerasella, non lo fare!"
"Alfredo, non fa per te. Scappa!"
E allora sono scappata.
- Non ci crede? - Sì, sì.
E' stata sempre la voce a consigliarle di prendermi come fidanzato?
No, quello l'ho deciso da sola.
Stia ferma, non si volti.
- Che c'è? - Ci stanno spiando. E' Nannina.
- Che fa? - Il fidanzato.
- Sì, ma... - Potrebbe scoprire la verità, se non ci abbracciamo.
- Anzi, che ne dice di un bacio? - E' matto?
Un bacio finto!
Nannina, esci fuori! So che sei lì.
- Che fai qua? - Niente, mi trovavo a passare...
Ti sei messa a ficcare il naso nei fatti miei. Devi smetterla!
- Zio Salvatore, è un peccato grosso baciare... - Chi?
- Nessuno. - E allora che vuoi sapere?
Se il bacio si dà alla persona a cui si vuole veramente bene...
allora non è peccato, anzi!
Mannaggia!
- Ma chi è questa persona? - Stai calma.
Prima o poi la troverai anche tu.
Hai mai sentito parlare del colpo di fulmine?
Sì, ma che c'entra?
Il vero amore è come un colpo di fulmine. Lampi, tuoni, pioggia...
Quando arriva, te ne accorgi subito.
- Davvero? - Eh!
- Addio, Cerasella! - Addio!
Perché mi guarda così?
Niente. Stavo pensando.
A che cosa?
Che è tanto tempo che non piove e non fa burrasca.
Che le salta in mente? Le piace il tempo cattivo?
No, dicevo così...
A me, invece, piacciono tanto le giornate piene di sole.
Adesso più di prima. Sa perché?
Ho cominciato a pensarla come lei. Quello che importa è oggi.
- Domani, Dio provvede. - Questo è fatalismo!
Cerasella, vicino a lei mi sento un altro.
Perché?
Non lo so, mi sento... più sereno, più felice.
Mi fa piacere.
Senta... volevo chiederle...
Lei sposerebbe un uomo senza soldi? Un disperato qualsiasi?
Come faccio a saperlo?
- Di certo non sposerei un uomo ricco! - Perché?
Perché un uomo ricco è egoista e presuntuoso.
Alfredo, per esempio, dovrei sposarlo solo perché è ricco!
Che c'è?
Adesso lei...
Non ho mai incontrato una ragazza come te, Cerasella.
- Tu sei... - No, stia fermo...
(tuono)
(tuono)
(voce) E' lui! Cerasella, è lui!
Cerasella!
Cerasella! Cerasella!
Il fulmine, i tuoni,
la tempesta, la voce... tutto!
- Tutto! - Cerasella! Cerasella!
Bruno, ho sentito la voce.
Diceva che tu...
Diceva che eri tu!
Fattura, cambiale, cambiale, cambiale...
Non capisco perché apri la posta se sai già che sono fatture e cambiali!
- Ah! - Mamma! Che succede?
- Mammina! Cosa c'è? - Leggi! Leggi!
Ha scritto il padre di Bruno. Leggi!
Dà il consenso al matrimonio. Ti sei sentita male per questo?
Per l'emozione! Da anni non ricevevo una notizia così bella.
Crede che tu sia ancora fidanzata con il figlio.
- Si è pentito di averlo lasciato senza soldi. - Pensa che lui sia qui.
- Bruno non mi vorrà più, lo abbiamo cacciato via... - Sciocca!
Non deve sapere niente di questa lettera.
Devi fare quello che ti dirò io.
- Bruno! Vorrei parlarti. - Cosa c'è?
Niente, vorrei fare due chiacchiere con te.
- Bruno! - Vengo subito! Scusa, ho molto da fare.
- Che voleva quella là? - Una cabina.
- Che ci deve fare? - Quello che fanno tutti, si spoglia e fa il bagno.
- Proprio qui da me? - Non lo so. Si vede che le piace qui.
Perché ci sei tu! Ho visto come ti guardava.
Lascia che guardi! Te l'ho detto che fra me e lei è tutto finito.
Non mi credi?
Non mi credi?
Sì, ti credo.
Posso avere un ombrellone, Bruno?
- Aspetta! - Ma io sono il bagnino!
A quella, l'ombrellone non glielo porti! Pasqualino! Pasqualino!
- Arriva questo ombrellone? - Un momento!
Porta l'ombrellone alla signorina. Sono 200 lire l'ora.
Ma se va via entro un'ora, glielo do gratis.
- Aiuto! - Maria!
- Aiuto! - C'è una ragazza che affoga.
Affogo!
Torno subito.
(Bruno) Eccomi! - Aiuto!
- Dov'è? - Laggiù!
Levati! Questa la salvo io!
Spingi! Spingi!
Chissà se ce la farà!
Aiuto! Aiuto!
- Beh? Non affoga più, adesso? - No, sto meglio.
- Ho avuto un crampo, ma è passato. - Non ricorra a questi mezzucci!
- Faccio quello che mi pare. - No! Nel mio stabilimento
fa quello che pare a me! - Mi lasci!
- Prometta di non farsi più vedere. - No, io non prometto niente!
- Mi lasci, vigliacca! - Respiri e poi prometta.
Mi lasci!
- Non prometto. - Ora che dice?
Non promet...
- Prometta! - Prometto. Prometto.
Disgraziata!
- Si sieda. - Grazie.
Grazie.
Signora, se lei mi ha mandato a chiamare...
Se mi ha mandato a chiamare per i suoi debiti con me,
non era il caso. 200.000 lire per una cliente come lei...
Per lei 200.000 lire sono una sciocchezza?
- Insomma... - Ha una bella industria!
Industria? Commercio, modestamente.
Interessante.
- Ha un fiammifero? - Subito.
No, la ragione per cui l'ho fatta chiamare è un'altra.
Lei doveva sposare una certa Cerasella, vero?
- Sì, ma sposerà un altro. - No!
L'altro sposerà mia figlia! Sì!
Allora, se lei ha sempre intenzione di sposare la sua Cerasella...
questo è il momento di agire. Però con decisione e fermezza.
- Con Cerasella è inutile. - Storie! Quando una ragazza è messa
di fronte al fatto compiuto, deve sposare l'uomo che l'ha...
- L'ha... ? - Che l'ha...
- Non ho capito. - Non mi costringa a dire di più.
- Vuole seguire un mio consiglio? - Uno? Tutti!
- E' pronto a fare quello che le dico? - Prontissimo!
- Stia bene attento. - Oh! Scusi!
(canta) Sei una strega dispettosa e disgraziato è chi ti sposa.
No! E' una serenata di insulti!
Sì, così lei si arrabbia, scende e non perdiamo tempo.
Io a Cerasella non dico "strega"!
- Allora diciamo "Anisetta"! - Non scherziamo! E' una cosa seria.
Si tratta della mia felicità. Ci vorrebbe una cosa poetica.
E' una donna, è Cerasella.
Una volta è aspra come il limone, un'altra, è dolce come una ciliegia.
Limone e ciliegia, ciliegia e limone.
(canta) Sei limone, sei ciliegia... - Lo vedi?
Sotto il sole che ti riscalda diventi dolce.
(canzone in lontananza) Meloni appesi e grappoli di pomodori,
una pianta di rosa tenera e gentile,
al vento, una camicia e due lenzuola.
(canta) Questo è il tuo balcone,
tu sei questa.
Cerasella,
Cerase'.
Nel tempo dei limoni, mi hai dato uno schiaffone.
Cerasella, Cerase'.
Ora che è il tempo delle ciliegie, tu mi baci.
Sei limone, sei ciliegia,
sotto il sole che ti scalda diventi dolce.
Se fa freddo, sei una mela
e l'amore dentro al cuore ti si gela.
Cerasella, Cerase'.
Questa canzone vola e dice che per l'asprezza di questa passione
il cuore mio diventa limone.
Ah! All'anima tua!
Suona, cretino! Ti pago per questo.
- Il bagno non era compreso! - Ti pago il doppio. Suona!
E vivo giorni amari,
sospirando.
Cerasella,
Cerase'.
Nel tempo dei limoni mi hai dato uno schiaffone.
Cerasella, Cerase'.
Ora che è il tempo delle ciliegie, tu mi baci.
- Che succede? - E' quello stupido di Alfredo. Ora vado a parlarci.
Dormi, zio Salvatore.
Se fa freddo, sei una mela
e l'amore dentro al cuore ti si gela.
Cerasella,
Cerasella, questa canzone vola e dice per l'asprezza di questa passione,
sei ciliegia o sei limone,
sei ciliegia, sei limone,
Cerasella, Cerase'.
- Scappa! - Ferma con quella scopa!
- Adesso ci penso io! Ah! Lasciatemi! - Tieni questo.
- Cerasella, scusami. - Portiamola via.
- Lasciatemi! No! - Piano!
Oh! Cerasella!
Eravamo d'accordo di non farle male.
- Mi ha tirato l'acqua in testa! - Meglio l'acqua del mandolino!
- Ti do uno schiaffone... - Sbrigatevi o vado via da solo!
- Sei un villano! Sali! - Aspetta!
- Fai piano! - Chiudi! Chiudi!
- Ha un fiammifero, per favore? - Sì.
- C'è da aspettare molto, qui? - No, no.
Grazie.
Chi è?
- Chi è? - Sono Nora. Apri.
Cosa fai qui a quest'ora?
So che non è il momento più adatto per una visita,
ma non è colpa mia. - Di giorno sei guardato a vista dal drago,
così sono dovuta venire di notte. - Perché?
Bruno, non puoi continuare a fare questa vita.
- Torna a vivere come la gente normale. - Io vivo benissimo così.
Mi odii per quello che ti ho detto quel giorno? Sono pentita.
Adesso non mi importa più che tu sia ricco o povero.
Da quel giorno sono successe molte cose.
Già! Ti sei divertito a fare la parte del principe azzurro in incognito.
Innamorato della povera Cenerentola.
Pensa quello che vuoi.
Ma quella che tu chiami "Cenerentola" non è una ragazza come le altre.
Sì, lo so, è povera.
Meglio così!
Mio caro...
Sulla povertà di Cerasella non ho dubbi,
ma sulla sua onestà?
- Tu non la conosci. - Tu la conosci?
- Più di te. - Credi?
- Ne sono certo. - Allora sai dove passa le notti.
- Che vuoi dire? - Lo vedi che ne so più di te?
Vai a trovarla a quest'ora. Scoprirai delle cose molto interessanti.
- Dov'è andata? - Lo chiede a me?
Ah! C'è stata una serenata.
Cerasella è scesa per sgridare Alfredo.
- Ma doveva tornare subito. - Invece non è tornata più!
- Comincio a capire molte cose. - Beato voi! Io non ci capisco niente!
- Quella ragazza mi ha preso in giro! - Giovanotto!
Cerasella è una ragazza onesta.
Se non è qui, una ragione c'è.
Le sarà successo qualcosa. E Alfredo lo sa.
Cercate Alfredo!
- Il letto è vuoto! - Oddio! Dov'è andato?
Questo lo ha scritto lui. "Cara zia Rosina,"
"non ti preoccupare se non mi trovi a letto."
"Passerò la notte con Cerasella."
"Così finalmente potrò sposarla! Tuo Alfredo."
Donnaccia! Che scandalo! Che scandalo!
Cerasella, perdonami. Io non voglio farti del male.
- Perché mi hai portata qui? - Per comprometterti! Le donne
vanno messe di fronte al fatto compiuto. - Che vuoi fare tu?
Non hai capito? Se tu... Se io...
Insomma, se noi due facciamo...
il fatto compiuto, tu mi devi sposare per forza.
- Mascalzone! Carogna! - Cerasella, facciamo questo fatto compiuto!
Portami via da qui subito o ti spacco la testa! Dov'è il camioncino?
- Qua fuori. Ma aspetta... - Muoviti!
Prima dimmi che mi perdoni. (esplosioni)
Ah! Mamma mia! Madonna del Carmine! E' scoppiata un'altra guerra!
Aiuto! Madonna della Salette!
- Marzano. - Comandi.
- Vai in quella casa diroccata. - Signorsì.
Se tutto è libero, fai un segnale.
Telefona al quartier generale, segnala la nostra posizione e chiedi rinforzi.
- Dobbiamo sfuggire al nemico. Vai! - Signorsì.
Coprigli le spalle!
(spari)
Questo è il castigo divino. "Mea culpa, mea maxima culpa".
Smettila! Fanno le manovre. E' una guerra finta!
Sì, ma le pallottole sono vere! Gesù, Giuseppe e Maria! Gesù...
- Giuseppe! - Mani in alto!
- Alfredo! - Peppino!
- Che fai tu qua? - Questo farabutto mi ha rapito!
- Chissà che penserà ora Bruno di me! - L'hai rapita?
Sì... No! Ti dirò tutto, ma leva questo coso.
- Spiegatemi o faccio una strage! - Dopo! Ora devo parlare con Bruno.
Dove vai? Sei pazza? Non senti che sparano?
Pronto? Aspettate qua. Io vado ad avvertire il capitano. Non muovetevi.
(esplosioni)
Il telefono! Adesso chiamo Bruno.
- Pronto? Pronto? - Vuoi fare la guerra? Sei pazza?
- Tieni questo. - Stai fermo o sparo!
- No! Questo spara davvero! - Pronto? Pronto?
Eccolo!
- Signor capitano, bisogna sospendere il fuoco. - Perché? Siamo circondati?
- No, in quella casa c'è una donna. - E' chi è questa disgraziata?
- E' mia sorella! - Cosa? Vuoi sospendere le manovre
per far piacere a tua sorella? - No, ma...
Zitto, cretino! Dov'è il telefono?
- Ti avevo detto di telefonare al comando! - L'ho dimenticato.
Dimenticato? E' finita! Maledetto! Maledetto!
Pronto? Chi parla?
Sono Cerasella, voglio l'88.
Sì, Cerasella.
- Cerasella? - Chi è?
Sarà una parola d'ordine. Io non voglio grane. Chiede l'88.
Pronto? Chiama Cerasella, vuole l'88.
Pronto? Chi parla? Non conosco questa Cerasella.
Va bene. Se questo è l'ordine...
- Cosa fai, sciagurata? - Lasciami!
Ah! Aaah!
Pronto? Sei Oreste il macellaio?
Mi chiami Bruno? Bruno!
Bruno?
Generale, la desiderano al telefono. Dev'essere sua moglie.
Mia moglie? Perché mi chiama qui? E' una persecuzione!
Pronto?
Quale generale? Non avete capito, voglio Bruno il bagnino!
- Che fai? Mi farai fucilare! - Lasciami stare!
- Dammelo. - Marzano! Per colpa tua siamo stati fatti prigionieri!
- Signor capitano, io... - Tu vai in prigione!
Bruno!
Bruno!
Bruno!
Bruno!
Cerasella, che volevi?
- Dov'è Bruno? - Non lo so.
E' andato via stamattina. Ha portato via tutta la sua roba.
- Non era solo, era in compagnia. - Di chi?
Della ragazza che ieri ha fatto finta di affogare.
No, questa informazione è gratis. Io non speculo sulle disgrazie.
Ha una bella faccia tosta! Dopo quello che ha combinato,
viene a cercarlo a casa mia! - Sua figlia lo ha cercato a casa mia!
- Sua figlia deve lasciarlo in pace! - Senta, ragazza...
- Non mi chiami così! - Va bene, signorina!
Provi con qualcun altro. Con Bruno il colpo non è riuscito.
- Quale colpo? - Sa bene che Bruno è molto ricco!
Ricco? Per vivere era costretto a fare il bagnino...
Non ha capito che la prendeva in giro?
Ad ogni modo, ora è finita.
Poi dovrebbe rendersi conto che nella sua posizione sociale...
Insomma, lei non può essere assolutamente la ragazza per lui.
Perché non me lo ha detto prima? Perché mi ha preso in giro?
Pensi quello che vuole. L'importante è che adesso Bruno sposa mia figlia.
Non ci credo!
E' testarda!
Va bene... Ecco, legga qui.
E' il padre di Bruno che sollecita queste nozze.
- E Bruno? - E' innamorato di mia figlia.
- No! - Come no?
Capisco... Le ha fatto credere il contrario.
Povera piccola!
Tutti gli uomini fanno così quando vogliono divertirsi con una donna.
- Si è divertito? - Non è ancora convinta?
Guardi.
Guardi.
E' finita!
E' finita!
Cerasella, che hai?
Zio Salvatore, che fate? Non potete camminare da solo.
Lascia, figlia mia.
Prima dimmi perché piangi.
Non lo so, mi andava di piangere.
Vieni qua, siedi vicino a me, come fai sempre.
Se ti va di piangere, piangi, sfogati.
- Vedrai che passa. - No, non passa!
Non passa!
- Si tratta di Bruno, vero? - Sì.
Mi ha preso in giro e poi se n'è andato!
Povera Cerasella!
Prima o poi doveva capitare anche a te.
Lo cercavi tanto, l'amore!
Il guaio è che questa volta non posso proprio aiutarti.
Ma io gli voglio bene! Più mi fa piangere
e più sento di volergli bene. - Lo so.
Lo so, ma vedi, Cerasella... Il mondo ha le sue leggi.
Sono leggi cattive, ma non c'è niente da fare.
- Belle leggi! - Il mondo è fatto così.
Ci sono tanti scompartimenti. E guai a chi vuole viaggiare
in uno scompartimento che non gli spetta!
Non volevo i suoi soldi! Io l'ho trovato che moriva di fame.
Invece è ricco e ha i soldi.
Viaggia in uno scompartimento di lusso.
Pazienza, Cerasella. Vedrai che passerà.
E un giorno capirai che è stato meglio così.
Ci vuole solo coraggio.
- Che fai? - Non sono io che ho viaggiato nello scompartimento suo.
- E' lui che ha viaggiato nel mio! - E allora?
Deve pagare il biglietto!
C'è un'altra donna, papà.
Un'altra donna? Chi è?
- La conosco? - No, non la conosci.
E poi... non è nemmeno una donna.
E cos'è?
Voglio dire che non è una donna comune. E' una ragazza strana.
- E' pazza? - Sembra ma non lo è.
Al contrario, è una ragazza semplice, una ragazza del popolo.
Si può dire che non ha neanche la camicia! Si chiama Cerasella.
Bene! Siamo arrivati alla ragazza del popolo, alla ragazza senza camicia.
Allora non vuoi sposare Nora per questa Cesarella.
Cerasella!
- Non ho detto che voglio sposarla. - Allora cosa vuoi?
Non lo so. Cerasella è una ragazza così diversa...
- Fino a ieri avrei fatto tutto per lei. - E oggi?
Niente! Non parliamone più.
Però Cerasella non è una donna come le altre.
- Lo dicevi anche di Nora. - Tu non conosci Cerasella!
Ha tanti difetti, però... E' una ragazza generosa, disinteressata...
- Chi pensi mi abbia aiutato finora? - Certo! Sapeva che hai i soldi
e che l'avresti ripagata a sufficienza! - Non è vero!
E' vero! (citofono)
Sì? Chi è?
Chi? Che vuole?
Ah! Ha portato il conto!
Bene, la faccia salire. L'aspetto.
- Sai chi era? - Chi?
La tua Cesarella, la ragazza disinteressata.
- Vuole vedermi? - No, vuole vedere me! Vuole i quattrini.
- Ma no... Non è possibile. - Allora resta qui e ascolta.
No, è meglio che me ne vada.
Generosa, disinteressata... Avevo proprio indovinato!
Tu dicevi di essere povero! E invece...
Io almeno non ti ho imbrogliato, sono povera davvero! Ma non sono stupida!
- Ti sei divertito? Adesso paga! - Mio padre ti aspetta per questo. Vai!
- Bruno. - Che c'è? Non ho tempo da perdere.
- C'è qualcuna che ti aspetta? - Sì!
- Allora vai! E' la donna giusta per te. - Certo! E la sposo subito.
- Avanti. - E' permesso?
Venga.
- Lei è il padre? - Sì.
- Sono il padre. - Io sono Cerasella.
Onoratissimo. Si accomodi.
- Deve sapere che... - Mi risparmi i preamboli.
Io so tutto, veniamo al sodo.
Quanto? Quanto?
Qualunque cifra, pur di finire questa storia.
- Sì, 3.375 lire. - 3.375...
- Quanto? - Le sembra troppo?
Non me ne approfitto, voglio soltanto quello che ho speso. Guardi.
Ecco. Pranzo e cena per 15 giorni, a 350 lire a pasto, fanno 10.500 lire.
Gli ho fatto mangiare carne tutti i giorni.
10 sigarette al giorno, fanno 1.275 lire.
La divisa da bagnino, perché l'ha portata via, 3.600 lire.
Meno la paga da bagnino al netto delle ritenute, cioè, 12.000 lire,
restano 3.375 lire. Torna?
- Come? - I conti tornano?
Sì, come no! Anzi...
A chi devo intestare questo assegno?
A Cerasella, tanto mi conoscono tutti.
Lo credo! Una ragazza come lei, economa,
precisa, una buona amministratrice.
Mi tolga una curiosità, come se la cavava Bruno come bagnino?
Malissimo! Ma non gliel'ho mai detto per non mortificarlo.
- Vuole sapere altro? - Sì.
Lei sposerebbe un tipo come mio figlio?
- Io? Neanche morta! - Perché?
Perché... perché è come tutti gli altri. E poi è ricco
e viaggia in un altro scompartimento. - Quale scompartimento?
Quello dei ricchi. E io non ci voglio viaggiare!
- I ricchi sono tutti egoisti e presuntuosi! - Non tutti...
Sì, tutti! Scusi, ma scommetto che lo è anche lei!
- Si calmi... - Perché mi prende in giro?
Basta! Ma che vi ho fatto?
Lasciatemi perdere, capito? Lasciatemi perdere!
- Nannina, non scherzare! - Te lo giuro.
Mi ha detto di venire da te a dirti che ti sposa anche subito.
- Perché non è venuta lei a dirmelo? - Non lo so, era agitata.
Mi ha anche detto: "Per fortuna è tutto pronto, anche le pubblicazioni."
- "Mi dispiace di aver fatto aspettare il povero Alfredo." - Che cara!
Non ti fidare! Oggi la pensa così, ma domani? Lo sai che è matta!
No, questa è la volta buona. Cerasella è andata in caserma
per far dare una licenza al fratello. - La giacca!
Mi dispiace, il soldato Marzano è in cella di rigore.
- Vorrei parlare con il capitano. - Anche lui è agli arresti.
Per colpa sua, per la faccenda della telefonata con il generale.
Le manovre sono state sospese. Mi scusi, arriva il colonnello.
Attenti!
Vada via, per favore.
- Presentat'arm! - Vada via!
Avanti!
- Tenente! - Comandi.
- Chi è? - Cerasella.
Cerasella?
La parola d'ordine per le manovre del battaglione...
Bene! Vieni avanti!
- Ho qualcosa da dirti. - La prego, è tutta colpa mia.
Non faccio che combinare guai. Che vivo a fare?
- Cosa sei venuta a fare qui? - Signor colonnello, lasci libero mio fratello.
Mi devo sposare subito. Mi voglio sposare subito!
- Siccome lui è l'unico parente che ho... - Vedremo.
- Mi dica subito sì o no! - Tu dai ordini a me?
Mi scusi. Non posso dirle il perché, signor colonnello.
- Tanto non capirebbe! - Ah!
- Ma le giuro che è urgente. - Se tu fossi un soldato,
ti avrei dato 30 giorni di rigore. Ma sei una donna e anche graziosa.
Mi inchino, tuo fratello uscirà.
- Vai. - Grazie. Grazie!
Spero di non finire agli arresti anche io!
Marzano, vai in camerata e preparati. Tua sorella ti aspetta.
- Cos'è successo? - Si vuole sposare. Svelto. Il colonnello ti ha dato
5 giorni di licenza. A me 5 di arresti, grazie a tua sorella!
- Mi dovete aiutare, sveglia! - Che vuoi?
Siete tutti invitati al matrimonio, ma stavolta Cerasella non deve scappare!
Certo, Nora è una bella ragazza.
Ha classe.
Fa fare bella figura. Anche io la pensavo come te.
Poi invece ho sposato una donna semplice.
Tua madre.
Ed è stata la nostra fortuna!
Basta, papà! So che cosa vuoi dire.
Ma ormai è inutile, ho deciso.
Giusto.
Tanto più che la ragazzina, Cesarella...
Scusa, Cerasella.
- Si sposa. - Quando?
Ho sentito dire, a mezzogiorno.
- Manca poco. Ma a te che importa? - Appunto!
- Giù c'è la mia auto. - Che dovrei farci?
Niente! Dicevo così...
C'è la mia macchina.
Ho dimenticato le chiavi attaccate.
L'abito da sposa è delizioso!
La sarta lo ha appena terminato. Peccato che Bruno non possa vederlo!
Porta sfortuna vederlo prima del matrimonio.
Macché! Vogliamo vederlo. Vero, Bruno? Sì!
Elisa, che idee da donnicciola! Non è degno di te.
Chiama tua figlia, vogliamo ammirare questo delizioso abito da sposa.
- Chiama tua figlia. - Come vuoi, caro.
- Nora! - Cosa c'è, mamma?
Vieni qui un momento, Bruno vuole ammirare il tuo abito da sposa.
- Tu non sei superstizioso? - Io?
- Mai stato superstizioso! - Vieni, cara.
- Mamma, porta sfortuna. - Lascia stare!
Guarda, Bruno, ti piace?
E' stupendo, vero?
(voce) Non la sposare!
Non è la donna per te!
Scappa, Bruno!
Bruno, che hai? Non mi di ci niente?
(voce) Scappa!
Sì, Nora, sei molto carina. Scusami tanto. Scusate tutti.
Ma... Vieni, andiamo!
(rintocchi di campane)
Attenti!
Cerasella! Cerasella!
Fermati!
- Chi siete? - Chi siete voi?
- Dove andate? - Lasciatemi!
Cerasella! Sono Bruno, non lo sposare.
- La voce... Sento la voce! - Io non sento niente.
Lasciatemi! Che volete? Cerasella!
- Bruno! - Ancora tu? Fermatelo! Prendetelo!
Bruno! Bruno!
- Prendetelo! - Basta! Ora mi arrabbio!
- Te lo dicevo io! - State zitta, zia!
Prendete la sposa e portatela qua!
Eccola! L'abbiamo riportata qua.
- Cerasella, finalmente! - Che volete da me? Uffa!
- Non è lei, è un'altra! - E' un'altra?
Abbiamo trovato questa. Fai come noi militari, arrangiati!
Non correre! Se sposa quello oppure l'altro, che importa?
- Purché si decida! - Hai ragione!
Can't find what you're looking for?
Get subtitles in any language from opensubtitles.com, and translate them here.